14/03/2026
L’infertilità è un problema ben noto, anche in Italia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa una persona su sei nel mondo sperimenta questa situazione nel corso della propria vita. Gli Italiani stanno provando a far fronte al problema anche con strategie di supporto, come l’uso di integratori, un mercato che si stima in costante aumento da qui e nei prossimi anni.
Ma gli integratori, è bene ricordarlo, non sopperiscono alle potenziali cause dell’infertilità: cambiamenti profondi negli stili di vita e nelle dinamiche sociali, motivi lavorativi o economici che tendono a protrarre sempre più in là l’età riducendo così la “finestra biologica”, il periodo della vita in cui la fertilità è naturalmente più elevata.
Oltre a ciò ad avere un ruolo importante nella difficoltà di concepimento incidono stress cronico, obesità, alimentazione squilibrata e sedentarietà. E, non ultimo alcune possibili problematiche ginecologiche, ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico, un disturbo ormonale che può interferire con l’ovulazione. Secondo uno studio recente questa sindrome colpisce circa 116 milioni di donne nel mondo, ma emerge anche che l’infertilità non è monofattoriale o un fenomeno isolato, bensì è dovuto alla complessa compartecipazione di più aspetti: biologici, ambientali e sociali. Gli italiani pare ricorrano a integratori e nutraceutici, cioè sostanze a metà tra la nutrizione e il farmaco, per gestire in modo preventivo la fertilità e “darsi un possibilità in più”, scegliendo alcuni di quelli noti per la salute riproduttiva, soprattutto di ovociti e spermatozoi, come ad esempio antiossidanti, vitamina D, acido folico e minerali, Dall’altro si affidano tecniche di PMA, la procreazione medicalmente assistita, che aiutano il concepimento quando non avviene in modo spontaneo. Su queste nuove metodiche, soprattutto ricerca e le aziende, stanno investendo molto in intelligenza artificiale per migliorare, ad esempio, la selezione degli embrioni e aumentare le probabilità di portare a termine con successo una gravidanza. Non sempre assicurata nemmeno con la PMA.
Il messaggio tuttavia è chiaro: occorre la sinergia di più impegni e responsabilità, della persona a vivere meglio e più sano e della ricerca nello studiare strategie per la protezione e prevenzione dell'apparato riproduttivo e della sua funzionalità.