09/02/2026
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Mio figlio ha 14 anni. Da quando era piccolo, non riusciva a stare fermo. Durante i compiti si alzava in continuazione, e a scuola smontava penne, righelli, qualsiasi oggetto finisse tra le sue mani.
“È distratto.”
“Non si concentra.”
“Avete pensato ai farmaci?”
Sempre le stesse frasi, ripetute come un copione stanco. Nessuno, però, che si fosse mai fermato a dire: “Forse il suo cervello funziona meglio se si muove”.
Le sue mani non si fermavano mai.
Ticchettii, scatti, pezzetti di penne sparsi ovunque.
Ho provato con i fidget toys, ma finivano puntualmente rotti… o sequestrati.
Poi, un giorno, per caso, ho visto su un’app un artigiano che costruiva matite filettate, pensate proprio per ragazzi con ADHD.
Una matita come le altre, ma con una piccola vite che scorre avanti e indietro.
Una mano che pensa. Un pensiero che si muove.
Gli ho scritto subito.
Mi ha risposto con un messaggio pieno di umanità, raccontandomi di suo nipote, con le stesse difficoltà.
Due settimane dopo, quella matita era nelle nostre mani.
Piccola. Semplice. Geniale.
Il primo giorno di scuola con quella matita, mio figlio è rimasto seduto per tutta l’ora di matematica.
Nessuna penna smontata. Nessuna nota. Nessun richiamo.
Solo quella vite che si muoveva su e giù, silenziosa, mentre lui risolveva i problemi.
La professoressa mi ha scritto: “Dove l’avete trovata?”
E da lì, quell’artigiano ha iniziato a realizzarne per tanti altri ragazzi come lui.
Perché no, non tutti imparano stando fermi.
Alcuni, per riuscire a mettere ordine nei pensieri, hanno solo bisogno di muovere le mani.
A volte, la rivoluzione comincia da una semplice vite che scorre lungo una matita. E da qualcuno che ha il coraggio di vedere oltre il rumore.