05/11/2025
Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la malattia di Parkinson è vista come una sindrome complessa con radici nel disequilibrio energetico, dove il Rene gioca un ruolo cruciale, essendo collegato al "Jing" (essenza), fondamentale per la salute di ossa, midollo e cervello. Il Parkinson si manifesta come una sindrome da vuoto del Rene, che colpisce il midollo e il cervello, manifestandosi in sintomi come tremori, rigidità e disturbi del movimento.
È anche uno squilibrio tra lo YIN di Rene e di Fegato che lascia posto ad un al vento interno, cause della sintomatologia del Parkinson. Come il vento che soffia senza preavviso, il morbo di Parkinson è un’espressione dell’instabilità interna, una danza inquieta tra il movimento e l’immobilità, tra l’energia vitale e la sua dispersione.
Nell’universo della MTC, il trattamento del Parkinson non è solo un atto terapeutico, ma una celebrazione del movimento, un richiamo all’armonia perduta. Il corpo, come un albero scosso dal vento, può ancora trovare radici profonde e rami che si protendono verso il cielo.
Riconnettere il Qi, calmare il vento interno, nutrire il Fegato e i Reni: questi sono i passi di una danza antica, un cammino verso la guarigione che abbraccia il corpo e lo spirito.
Agopuntura, Tuina, QI Cong, On Zona su, dietetica cinese, sono tutte tecniche utili a migliorare e armonizzare il QI ed il vento interno.
Queste pratiche aiutano a ristabilire il contatto tra il corpo e la mente, permettendo all’energia bloccata di fluire di nuovo, come un fiume che torna al suo corso naturale.
By EleNATURA 🌿
A groundbreaking study from Wuhan University is turning everything we thought we knew about Parkinson’s disease upside down. Researchers now believe the disease may not start in the brain at all, but in the kidneys.
The study found abnormal clusters of alpha-synuclein (α-Syn) proteins, the same ones heavily linked to Parkinson’s, inside the kidneys of affected patients. These proteins are known to trigger neurological damage when they build up in the brain. However, in animal experiments, healthy kidneys successfully cleared these proteins. When kidney function was impaired, the α-Syn proteins began to travel to the brain, setting the stage for Parkinson’s.
Shockingly, even people with chronic kidney disease but no neurological symptoms were found to have α-Syn buildup. This discovery suggests the kidneys might act as an early “reservoir” for toxic proteins, which could later spread through the bloodstream or nerves and affect the brain.
Though early and based on limited data, this research could completely change how we understand and treat Parkinson’s. It raises the possibility that monitoring and protecting kidney health might one day help prevent or delay the onset of this devastating condition.