08/12/2022
Condivido con voi un pensiero tratto da un articolo di Vera Gheno in merito al possibile uso della schwa.
👉 NON rappresenta l'unico mezzo del superamento del binarismo di genere, ma il segnale di un'esigenza che è già da molto tempo presente 🤜
"Non si tratta della ricerca di un terzo genere, dunque, che finirebbe per schiacciare un’intera galassia di soggettività su un’unica
categoria linguistica (come se persone non binarie, fluide, genderqueer,
genderflux, genderf**k, agender, intersex etc. fossero la stessa cosa), e nemmeno
si sta parlando propriamente di un neutro, che nelle lingue antiche aveva una
funzione diversa, riferendosi generalmente a oggetti inanimati o concetti astratti;
piuttosto, la ricerca linguistica verte attorno a possibili modi per non definire il
genere, considerato anche che ormai è noto che il maschile sovraesteso ha delle
conseguenze in termini cognitivi; in altre parole, il nostro cervello lo decodifica
come maschile, non come neutro.
Le necessità espresse rispetto alla questione del genere in ambito linguistico
sono tre: quella di poter non esprimere il genere quando ci si riferisce a una
persona sconosciuta; quella di riferirsi a una moltitudine mista che, quindi, al suo
interno potrebbe comprendere anche persone che non si identificano nel maschile
e nel femminile (dal che l’insufficienza della doppia forma signore e signori o
simili); quella di riferirsi direttamente a una persona che non si identifica con il
maschile o con il femminile".