Lo Spazio Lilla Associazione Disturbi Alimentari

Lo Spazio Lilla Associazione Disturbi Alimentari Lo Spazio Lilla é un’associazione senza fini di lucro composta dai pazienti ed ex-pazienti di dis

02/04/2026
29/03/2026

Ti dico GRAZIE 🎙️🫶🏼

“… grazie per il tempo fuori da queste stanza, tempo di attesa o di resistenza, tempo che da fuori sembra perso da dentro è sopravvivenza. Grazie ad ogni respiro del vostro corpo nelle giornate più brutte, grazie ad ogni sorriso nelle vostre giornate migliori. Grazie a chi resta dalla parte della paura che toglie il fiato, del tremare davanti ad un salto nel vuoto, del cuore che batte forte Grazie a chi nella paura ha trovato il coraggio e a chi, il coraggio, non l’ha trovato ma lo ha improvvisato. Grazie ai giorni che verranno e che non si riescono neanche ad immaginare, a quelli che qualcuno sta iniziando ad immaginare e qualcuno ha iniziato a vivere…”

🔔 se vuoi ascoltare il -resto della storia-, segui il nostro podcast 🎙️🎧💟

26/03/2026

Disturbi alimentari ed il resto della storia.

➡️ Qual’é il resto della storia? Quello che non si vede, che non si racconta, che non si spiega, che non si capisce. Il resto della storia è quello che non si fotografa, che non entra nei numeri, che non sta nei racconti semplificati.

💟 Il resto della storia é la parte meno spettacolare e - romantica - della malattia, ma forse necessaria per comprendere davvero i disturbi della nutrizione.

➡️ ascolta su Spotify il nostro Podcast😉

Familiari alle prese con un Disturbo Della Nutrizione💜L’illusione é questa: pensare che tuo figlio sia lì, dall’altra pa...
21/03/2026

Familiari alle prese con un Disturbo Della Nutrizione💜

L’illusione é questa: pensare che tuo figlio sia lì, dall’altra parte, in attesa di essere convinto. Non lo è. E’ dentro una logica che funziona per lui. Una logica che ha un nome preciso: egosintonia.

➡️ Il sintomo dalla prospettiva del paziente non è un nemico da cui scappare.
È qualcosa che:
👉 regola
👉 protegge
E finché è così, non c’è discorso che tenga.

” Stai male”
“No”
“Ti stai distruggendo”
“Sto bene”
“Devi farti aiutare”
“Non mi serve”
➡️Questo non è un fallimento comunicativo, ma un dialogo impossibile, perché state parlando da due realtà diverse.

Cosa fare allora? qualcosa di più complicato.
➡️ Capire cosa il disturbo sta proteggendo, dare peso alle paure di vostro figlio senza usarle come motivo per fermarsi. Le paure sono reali. Il bisogno di aiuto è reale anche lui. Il difficile compito del familiare é tenere insieme tutto💜

18/03/2026

💟Nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione c’è un punto difficile da vedere — e ancora più difficile da accettare: il sintomo non è solo il problema, è anche una soluzione.
Restringere, abbuffarsi, controllare, pesare, ritualizzare non nascono per caso. Nascono perché, a un certo punto, hanno funzionato:
➡️Hanno dato forma a qualcosa che non ne aveva.
➡️Hanno creato un margine dove tutto sembrava sconfinare.
➡️Hanno reso gestibile ciò che, dentro, era troppo.

Questo non lo rende innocuo. Non lo rende sostenibile.
Ma lo rende comprensibile.

💟Chi lo porta non è irrazionale. Non si fa del male per capriccio. Non sta cercando attenzione. Sta cercando un modo — imperfetto, costoso, ma disponibile — per restare in piedi.

13/02/2026

Ti diranno che è il primo passo.
Che sei coraggiosa.
Che finalmente stai scegliendo te.

La verità è che uscire da un DCA è uno strappo che fa male, perché la malattia è la tua strategia per restare a galla.
Ti da regole
Ti da identità
Ti anestetizza da emozioni intense

Lo specchio non diventerà improvvisamente più gentile.
La motivazione non sarà costante.
La voce del disturbo, per un po’, parlerà più forte.

Ti sentirai sola anche se sei seguita.
Perché stai attraversando una terra di mezzo:
non più il sintomo,
non ancora una nuova identità.

Guarire fa male.
Fa male in modo diretto e feroce.

Ma è l’unico modo per vivere nella realtà piuttosto che dentro un illusione💜

28/01/2026

‼️Nel disturbo da alimentazione incontrollata non è il cibo il primo problema.
È la vergogna.

Vergogna di non essere “abbastanza malati”.
Vergogna di non essere “abbastanza magri”.
Vergogna di mangiare troppo, ma anche di soffrire “nel modo sbagliato”.

Chi soffre di binge eating spesso arriva tardi in terapia.
Non perché non stia male.
Ma perché ha imparato che il suo dolore non è legittimo.

Non vomita.
Non digiuna.
Non sparisce.
Mangia. E poi si odia.

E così si convince che chiedere aiuto sarebbe eccessivo.
Che ci sono disturbi “più seri”.
Che dovrebbe farcela da solo.
Che, in fondo, è solo una questione di forza di volontà.

Questa non è resistenza.
È vergogna interiorizzata.

Una vergogna che nasce dallo stigma culturale:
se mangi troppo sei ingordo, se ingrassi sei irresponsabile,
se stai male è colpa tua.

Nel binge eating la vergogna non arriva dopo l’abbuffata.
La precede.
La prepara.
La mantiene.

E soprattutto blocca l’accesso alla cura🙁

Non tutto ciò che riguarda il corpo, é corpo‼️L’immagine corporea non corrisponde al corpo così come si presenta oggetti...
09/01/2026

Non tutto ciò che riguarda il corpo, é corpo‼️

L’immagine corporea non corrisponde al corpo così come si presenta oggettivamente. É una costruzione mentale complessa che integra percezione, memoria, emozioni e giudizio. ➡️ non riguarda - come é fatto - il corpo, ma che significato assume per la persona.

Nei Disturbi Del Comportamento Alimentare spesso l’immagine corporea é alterata in modo rigido e disfunzionale.

✅La terapia dello specchio non é - imparare ad accettarsi.
È un lavoro di espozione graduale che mira a:
📌ridurre la discrepanza tra corpo reale e corpo rappresentato
📌rendere consapevole il paziente del sistema di significati che si attiva nel guardarsi allo specchio
📌permettere di osservare il corpo in modo descrittivo e non giudicante
📌indebolire il legame tra immagine corpirea e valore personale

Gruppi di sostegno guidati✨E’ uno spazio che sostiene, non che chiede.Qui la relazione è guidata, contenuta, sicura.Non ...
04/01/2026

Gruppi di sostegno guidati✨

E’ uno spazio che sostiene, non che chiede.
Qui la relazione è guidata, contenuta, sicura.

Non serve esporsi, raccontarsi o dimostrare nulla.
La presenza è sufficiente.

È così che si può iniziare a stare insieme,
un passo alla volta,
in sicurezza.

➡️ scrivici per ricevere la brochure informativa💜

  [ … vi auguro la felicità della rete, di riuscire a dire ‘No, oggi non ho niente, oggi non ho avuto alcun potere. E vo...
31/12/2025



[ … vi auguro la felicità della rete, di riuscire a dire ‘No, oggi non ho niente, oggi non ho avuto alcun potere. E voi auguro la strada, quella che magari non porta a niente, in nessun luogo, ma ti lascia lì, in mezzo tra terra, cielo e mare a vedere il miracolo ] ✨

➡️ Ci hanno insegnato a misurare tutto in risultati, a sentirci in difetto quando non abbiamo niente in mano. Ma le mani vuote non sono un fallimento, sono uno spazio.

✨ Che tu non debba diventare niente per meritarti la tua vita✨

22/12/2025

I consigli giusti? Danno la direzione, ma non le istruzioni per arrivarci🗺️

“Dai, é solo un giorno”
“Non farti rovinare le feste dalla malattia”
“Mangia solo quello che ti va”
“Mangia un po di tutto”
“Non badare alle critiche”
➡️Il probema non é che questi consigli siano sbagliati. É che sono FUORI TEMPO, presuppongono una cosa che spesso non c’è: la possibilità di metterli in pratica!

Durante le feste l’obiettivo non é fare progressi⛔️
Durante le feste lobiettivo é mantenere la direzione offrendo sostegno sincero, dando la mano per attraversare insieme quacosa che per il paziente, é oggettivamente spaventoso.

➡️ A Natale, chi soffre di DCA, é in mezzo alla tempesta⛈️ Continuare ad indicare la strada quando il vento é troppo forte, non aiuta ad andare avanti, ma solo a sentirsi piú soli. In certi momenti serve tenere la mano, tenere una porta aperta, offrire sostegno per non farsi trascinare via e non perdere la giusta direzione.

✅Anche restare fermi, se orientati, fa parte di un viaggio💜

15/12/2025

Quando iniziare ad investire sulla formazione degli insegnanti? 🤔

Breve storia triste di un consiglio di classe, una ragazza che lotta contro il Disturbo D’Alimentazione Incontrollata e professori portatori di consapevolezze tutte loro.

➡️ La parola malattia fa paura. La evitiamo per delicatezza, per timore di esagerare, per non spaventare, per non -etichettare-. La evitiamo, soprattutto quando si parla di malattia mentale, per ignoranza. Il problema però, é che non chiamare le cose con il loro giusto nome confonde, e sopratutto, non tutela il paziente.
➡️ Dire ad una persona che i sintomi di un Disturbo Della Nutrizione non fanno parte di una malattia, significa dirle che é colpevole, che manca di volontà, che deve farcela da sola. E questo, è esattamente il linguaggio dei Disturbi Della Nutrizione.
➡️ La realtà é semplice e dura: se non chiami malattia ciò che lo é, non costruisci una cura ma continui a negoziare qualcosa con qualcuno che NON PUÒ negoziare a causa della malattia stessa.
➡️ La cura comincia quando qualcuno ha il coraggio di essere scomodo, di reggere l’odio momentaneo, di dire quella parola, malattia, che pesa.
➡️Il Binge Eating é una malattia. Negarlo non é prudenza, é ignoranza travestita da buonsenso. E quando l’ignoranza parla da una cattedra, il rischio é che qualcuno esce più fragile di prima.

Indirizzo

Viale J. F. Kennedy 47 C/o CedaP
Pescara
65123

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:30
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00

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