28/01/2026
‼️Nel disturbo da alimentazione incontrollata non è il cibo il primo problema.
È la vergogna.
Vergogna di non essere “abbastanza malati”.
Vergogna di non essere “abbastanza magri”.
Vergogna di mangiare troppo, ma anche di soffrire “nel modo sbagliato”.
Chi soffre di binge eating spesso arriva tardi in terapia.
Non perché non stia male.
Ma perché ha imparato che il suo dolore non è legittimo.
Non vomita.
Non digiuna.
Non sparisce.
Mangia. E poi si odia.
E così si convince che chiedere aiuto sarebbe eccessivo.
Che ci sono disturbi “più seri”.
Che dovrebbe farcela da solo.
Che, in fondo, è solo una questione di forza di volontà.
Questa non è resistenza.
È vergogna interiorizzata.
Una vergogna che nasce dallo stigma culturale:
se mangi troppo sei ingordo, se ingrassi sei irresponsabile,
se stai male è colpa tua.
Nel binge eating la vergogna non arriva dopo l’abbuffata.
La precede.
La prepara.
La mantiene.
E soprattutto blocca l’accesso alla cura🙁