Psicologa Clinica e della Salute- Dott.ssa Chiara Ballone

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Da tener presente nelle relazioni soprattutto quando diciamo di essere innamorati.
15/02/2026

Da tener presente nelle relazioni soprattutto quando diciamo di essere innamorati.

10/02/2026
08/02/2026

"Quando parliamo di un uomo (o una donna) con tratti narcisistici patologici, la prima cosa da chiarire è che non siamo davanti a una persona “innamorata di sé”. Quella è una caricatura. In realtà siamo davanti a un soggetto strutturalmente fragile, che vive con una sensazione costante di vuoto, di inferiorità e di confronto permanente con gli altri. Un confronto che perde sempre.
Il punto centrale non è l’autostima. È l’invidia.
Ma non l’invidia sana, quella che ti fa dire: “Lei ha qualcosa che io vorrei, provo a lavorare su di me per avvicinarmi”. No. Qui parliamo di un’invidia corrosiva, tossica, distruttiva. Malata.
Per un narcisista patologico, l’esistenza di qualcuno che ha fama, credibilità, successo, riconoscimento sociale o denaro non è uno stimolo, è una ferita narcisistica aperta. È una minaccia intollerabile.
Perché quella persona dimostra, con la sua sola esistenza, ciò che lui sente di non essere e di non poter raggiungere.
E da lì parte il meccanismo patologico.
Non potendo reggere il confronto sul piano reale, sposta la partita sul piano manipolatorio.
Non cerca di costruire, cerca di demolire.
All’inizio lo fa in modo sottile:
• svalutazioni mascherate da preoccupazione,
• allusioni,
• mezze frasi,
• dubbi gettati come semi velenosi.
Poi, quando questo non basta, alza il livello:
• menzogne costruite ad arte,
• narrazioni false ripetute ossessivamente,
• manipolazione di terzi,
• uso strumentale di vittimismo, indignazione morale, accuse ribaltate.

La verità non ha alcuna importanza. Conta solo una cosa ossia distruggere l’immagine dell’altro.
E allora scatta nella mente questo scenario:
“se non posso essere come te, allora devo fare in modo che tu non sia più tu”

E attenzione a un passaggio fondamentale:
il narcisista patologico non vive questo comportamento come scorretto.
Nella sua mente è giustificato. Anzi, è necessario. Si convince di essere stato danneggiato, oscurato, derubato di qualcosa che “le spettava”.
La menzogna diventa uno strumento legittimo. La manipolazione, una forma di “difesa” ossessiva.

Ecco perché queste persone possono arrivare a:
• falsificare eventi,
• riscrivere la realtà,
• costruire accuse gravissime senza alcun fondamento,
• perseverare anche di fronte a smentite evidenti.

Non si fermano perché non cercano la verità, cercano la distruzione simbolica dell’altro.
Fama, reputazione, successo: sono questi gli obiettivi da colpire. Non per ottenerli, ma per annullarli in chi li ha raggiunti.

E l’ultima cosa importante da capire è questa:
non c’è dialogo possibile su questo piano.

Perché non stai parlando con qualcuno che vuole chiarire, ma con qualcuno che ha bisogno che tu cada per sentirsi, anche solo per un attimo, meno vuoto, meno fallito, meno inadeguato.

Capire questo non serve a giustificare.
Serve a smettere di illudersi che bastino i fatti, la correttezza o la buona fede.

Con questi soggetti, il problema non è quello che fai.
È ciò che rappresenti. E ciò che rappresenti è come sale su una ferita narcisistica che non si potrà mai rimarginare."

Roberta Bruzzone

La depressione post partum non è una colpa, continuiamo a parlarne, continuiamo a divulgare quanto sia importante chiede...
28/12/2025

La depressione post partum non è una colpa, continuiamo a parlarne, continuiamo a divulgare quanto sia importante chiedere aiuto a un professionista della salute mentale, non c’è da vergognarsi, non siamo perfette, non siamo sbagliate, siamo umane, le madri sono umane. Abbattiamo i tabù di un patriarcato che ci ha idealizzate come madri perfette.
La perfezione non esiste, esiste la fragilità, la sensibilità e le possibilità di affrontare momenti della vita così delicati e difficili che non sono quasi spiegabili. Continuiamo a diffondere una cultura diversa, fatta di comprensione, ascolto e piano piano abbatteremo questi stereotipi pericolosi quanto fuorvianti. 🦋



“Sono arrivata vicinissima alla depressione post partum. Tutto è cominciato con un parto durissimo: quando ho preso mia figlia in braccio ero già svuotata, stanca fino alle ossa. Non c’era l’euforia che ti raccontano, c’era solo un corpo che non reggeva più. La prima notte in ospedale ho guardato mia madre e ho iniziato a piangere. Senza un motivo. O forse ce n’erano troppi. Quel pianto è tornato, puntuale, ogni sera, sempre alla stessa ora. Scoppi improvvisi, violenti, senza spiegazione. Non capivo da dove arrivassero. E non riuscivo a fermarli. A un certo punto piangevo dirotto, senza sapere perché. Ed è lì che Matteo ha capito che non era stanchezza. Ha scritto alla mia vecchia psicologa. Dopo pochi giorni mi ha chiamata. E da lì abbiamo ricominciato. Si è aperto il vaso di Pandora. E affrontarlo è stato l’unico modo per non perdermi.”

— Federica Pellegrini

Sul desiderio… 🦋
27/12/2025

Sul desiderio… 🦋

13/12/2025
Il prezzo dell’angoscia…🫀
13/12/2025

Il prezzo dell’angoscia…🫀

09/12/2025

“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hi**er sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. E’ buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. E il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, il che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato. Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali"

Günther Anders, “L’uomo è antiquato”, 1956.

🦋🫀
01/12/2025

🦋🫀

30/11/2025

Come i sintomi ci parlano.

Ho sofferto a lungo di dolori al collo; Ho cambiato sedia, ho comprato un collare ortopedico, ho fatto yoga, pilates, sono andata da un chiropratico e da medici di ogni genere, ma il dolore è continuato; un peso, un disagio che non mi faceva nemmeno dormire più. A volte era anche difficile per me respirare.
Poi, incontrai una saggia ed anziana donna.
Solo guardando la mia colonna vertebrale tesa e compressa, solo tastando la mia pelle nuda con il suo tocco di mani vecchie e consumate, lei sapeva...
Mi disse: "Hai portato così tante pressioni negli anni, così tanto dolore, da perderne il conto; porti il peso del tuo mondo e di quello degli altri."
-Sospirai
Prese le mie mani, tra le sue mani nodose, di vecchia signora; mi fece abbassare le mani, sciogliere le spalle, sollevare il mento e si mise dietro di me. Le sue labbra sfiorano il mio orecchio e sussurrarono dolcemente:
- "Non tutto è colpa tua. "
- "Non tutto è tua responsabilità. "
- "Non puoi fare tutto. "
- "Non puoi sistemare tutto. "
- "Non devi farti carico di tutto. "
I miei occhi all'improvviso, iniziarono a versare lacrime spesse come vetro rotto... c'è stato un momento in cui ho pensato che avrei pianto sangue, per quanto dolore stavo provando.
Piano piano le mie spalle sono tornate al loro posto, il mio collo è diventato morbido e si è rialzato, la mia schiena si è raddrizzata come non accadeva da anni e ho sentito le mie ossa come rinsaldarsi.
Il peso del mondo era sceso dalle mie spalle ed il peso del dolore del passato, era finalmente caduto a terra.

Flora Azevedo.

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Telefono

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