05/01/2026
Durante il periodo festivo spesso si vive l’aspettativa inconscia di dover stare bene, di essere felici e riconoscenti. Le relazioni familiari possono riaprire dinamiche vecchie, confini poco chiari e conflitti che si ripresentano ciclicamente.
Per chi vive un lutto, una separazione o una mancanza importante, le feste rendono l’assenza ancora più evidente. Anche la solitudine può farsi più intensa: non solo l’essere soli, ma il sentirsi fuori sintonia, a confronto con vite altrui che sembrano più “a posto” della propria.
Quando il periodo festivo termina, la mente torna spesso a ciò che era stato messo da parte e anche con maggiore forza: conflitti irrisolti, scelte rimandate, stanchezza emotiva ignorata.
Dal punto di vista psicologico ci si può sentire ancora più vulnerabili, ansiosi o emotivamente instabili. Per questo possono emergere: affaticamento emotivo, nervosismo, senso di vuoto, ansia persistente, difficoltà a dormire o la percezione di aver perso equilibrio rispetto a cibo, alcol, spese o abitudini quotidiane.
Il disagio post-feste però non sempre si manifesta in modo eclatante. Spesso prende la forma di segnali lievi ma persistenti: difficoltà a riprendere le routine, stanchezza costante, maggiore irritabilità, pensieri ripetitivi su ciò che si è detto o evitato, chiusura sociale, senso di apatia o appiattimento emotivo.
Alcuni sperimentano più ansia, altri un calo dell’umore simile a una breve depressione, altri ancora sintomi fisici legati allo stress come tensioni, mal di testa, problemi gastrici o palpitazioni.