Dottor Guido Bove

Dottor Guido Bove Medico chirurgo specializzato in omeopatia e agopuntura.

Ricondivido questo articolo che mi è sembrato molto interessante per chi desidera approfondire il legame tra trauma, sis...
01/02/2026

Ricondivido questo articolo che mi è sembrato molto interessante per chi desidera approfondire il legame tra trauma, sistema nervoso e infiammazione.
Offre una prospettiva neuro-immunologica che va oltre la sola lettura psicologica del disagio.
Una chiave di comprensione utile per interpretare molti sintomi ancora poco spiegati.

IL TRAUMA–IMMUNE LOOP

(Di Patrizia Coffaro)

Per chi si fosse perso questo post.

Cosa è il Trauma -Immune Loop? È quando il corpo resta intrappolato in un circuito tra dolore, infiammazione e memoria biologica.

Questo è un argomento che da noi non se ne parla o quando viene nominato, è relegato alla psicologia come se fosse solo una questione emotiva. Sto parlando del Trauma Immune Loop, quel circolo vizioso biologico in cui trauma, sistema nervoso, mastociti e infiammazione si alimentano mutuamente senza sosta.

Un meccanismo che, una volta compreso, cambia il modo in cui guardi la tua storia, il tuo corpo e i tuoi sintomi. E sì, se hai vissuto stress cronico, malattia autoimmune, MCAS, Long Covid, stanchezza estrema, ansia, dolori migranti o disturbi digestivi senza spiegazione, quasi sicuramente sei dentro questo loop.

Non perché sei fragile, ma perché il tuo sistema di sopravvivenza è stato iperattivato e non ha mai ricevuto il segnale che il pericolo è finito. Partiamo da un punto chiave, il trauma non è l’evento... é la risposta biologica.

In Italia si fa una confusione enorme su cosa sia realmente il trauma. Si pensa ancora che sia qualcosa di grave, un incidente, un abuso, una guerra, una perdita e certo, questi sono traumi in piena regola.

Ma la neurobiologia dello stress, ci dicono altro, il trauma è qualunque esperienza che supera la capacità del sistema nervoso di rimanere regolato. Poco importa quanto l’evento fosse grande o piccolo, quello che conta è se il sistema ha avuto risorse sufficienti per elaborarlo.

E qui nasce il problema. Il corpo, quando percepisce una minaccia, attiva il suo arsenale biologico, cortisolo, adrenalina, infiammazione, mastociti in allerta, battito accelerato, respirazione corta, muscoli pronti a scattare. Fin qui tutto normale... sopravvivenza pura.

Ma che cosa succede se quell’allarme non si spegne più? Che cosa succede se vivi mesi o anni in stati di stress, in ambienti tossici, in relazioni pericolose, in lavori che consumano, con malattie non comprese o sintomi ignorati? Succede che l’allarme diventa lo stato predefinito. Il cervello smette di capire quando sei al sicuro. E l’infiammazione diventa cronica.

È qui che nasce il Trauma–Immune Loop. Cosa significa “Loop”? Immagina un circuito, tu attivi un punto, e quel punto ne attiva un altro, e poi un altro, e quando arrivi in fondo… si riattiva il primo nodo e si ricomincia.

Nel Trauma–Immune Loop succede la stessa identica cosa. Ogni volta che il tuo sistema nervoso percepisce uno stimolo (emozione, ricordo, odore, rumore, stress quotidiano), i mastociti si attivano, rilasciano istamina, e l’infiammazione aumenta. Questo aumento dell’infiammazione manda un segnale diretto al cervello limbico, il cervello emotivo, quello della memoria del pericolo, che interpreta l’infiammazione come minaccia. E quindi cosa fa? Attiva di nuovo il sistema di sopravvivenza.

Che cosa succede quando il sistema di sopravvivenza si riaccende? Esatto... i mastociti rilasciano altra istamina, altra triptasi, altre prostaglandine. E si entra nel circolo vizioso.
Trauma attiva i mastociti, che attivano l' infiammazione, che accendono l'allarme che... più trauma, più mastociti, più infiammazione.

Questo è il loop, non è psicologia, é biologia pura. Lo ripeto, perché questa informazione deve penetrarti nelle ossa, il trauma non è nella mente, è inscritto nelle cellule. È un codice biologico di sopravvivenza che continua a sparare segnali anche quando il pericolo non c’è più.

Questo spiega cose che la medicina tradizionale non spiega mai... perché peggiori quando sei stanca, perché alcuni odori ti danno fastidio, perché dopo un litigio ti infiammi, perché una preoccupazione ti scatena sintomi intestinali, perché il tuo corpo reagisce ai cambi di temperatura, perché non tolleri più certi cibi, perché il sistema immunitario impazzisce senza un vero motivo.

Non è allergia, non è solo stress é un corpo che vive in sopravvivenza anche quando tu vuoi solo vivere.

Ma chi innesca realmente il loop? I mastociti. la MCAS, mast cell activation syndrome, è uno dei cardini delle malattie croniche.
In Italia non sappiamo ancora trattare adeguatamente la MCAS. Quasi nessuno la nomina. E quando la nomina, la minimizza perché non la sa trattare.

I mastociti sono le cellule dell’allarme biologico. Sono distribuiti ovunque: pelle, intestino, polmoni, cervello, vasi sanguigni. Sono la sentinella del sistema immunitario: devono capire se ci sono minacce e, in caso affermativo, scatenare una risposta immediata.

Ma quando vivi per anni in stress, dolore, conflitti, relazioni tossiche, malattie non comprese, diagnosi sbagliate, traumi non elaborati… i mastociti diventano iper-reattivi. Basta un niente per attivarli, uno stress mentale, una notizia negativa, una discussione, un profumo, un alimento, un ricordo.

E quando si attivano, rilasciano istamina, citochine, leucotrieni. Tutte sostanze infiammatorie.
Il cervello lo percepisce come pericolo e riattiva la sopravvivenza. E siamo di nuovo dentro il loop.

Cosa succede nel cervello? Il sistema limbico è la tua centrale di allarme emotivo. È lui che decide se sei in pericolo. È lui che, nella SM, nella fibromialgia, nel Long Covid, nel dolore cronico, nell’ansia somatica, nella MCAS, tiene tutto l’organismo in tensione.

Quando vive un trauma, il limbico cambia. Diventa come un fumo di allarme difettoso: sente fumo anche quando non c’è incendio. Amplifica ogni stimolo, interpreta come minaccia anche ciò che minaccia non è.

Il sistema limbico è quello che mantiene l’infiammazione attiva anche quando tu pensi: “Ma perché sto male? Non ho fatto nulla”. Ecco perché lavorare sul trauma NON è solo parlarne, é rieducare il sistema limbico, ritrovare la percezione della sicurezza, insegnare al cervello che il passato è passato, e che ora può lasciare andare l’allarme.

Il trauma–immune loop colpisce soprattutto chi è altamente sensibile. Chi ha un sistema nervoso sensibile, chi ha un’intelligenza emotiva più alta, chi ha vissuto in ambienti instabili, chi ha un’infanzia difficile, chi ha predisposizioni genetiche all’infiammazione… tutte queste persone hanno un sistema limbico più ricettivo. Quindi entrano nel loop più facilmente. Non sono fragili... sono biologicamente più responsivi.

E questa responsività, se non è gestita, diventa una tortura. Ma se viene regolata, diventa una forza incredibile.

E l’intestino? Fa parte del loop... sempre. Il trauma–immune loop non è solo cervello e immunità...é anche intestino. Anzi, molto spesso è lo stomaco il primo a parlare.

Quando sei in allarme cronico:

- La motilità cambia

- La permeabilità aumenta

- La flora si altera

- Il nervo vago si spegne

E tutto questo alimenta l’infiammazione sistemica. Più infiammazione, più segnali al cervello, più allarme, più infiammazione.

Nell’intestino c’è il settanta/ottanta per cento delle cellule immunitarie... se c’è trauma, c’è sempre un intestino che ne porta i segni.

Come si interrompe davvero questo loop?

Te lo dico subito, così evitiamo illusioni, non esiste un integratore magico. Non esiste un farmaco che risolve tutto. Non esiste un cibo che guarisce. Non esiste una pratica unica.

L’unico modo per uscire dal Trauma–Immune Loop è intervenire su più livelli contemporaneamente, ma sempre in ordine:

Prima si calma il sistema nervoso, poi si modulano i mastociti, poi si lavora sull’infiammazione, poi si ripara l’intestino, poi si costruisce energia mitocondriale.

Questo ordine non è casuale... é biologia. Un corpo in allarme non guarisce, un corpo protetto sì.

Ecco perché tanti protocolli non funzionano. Perché partono dal fondo, fanno detox quando la persona è in iper-allerta. Perché danno integratori forti (come l'olio di origano o altro a un corpo che ha già i mastociti iperattivi. Perché toccano la dieta senza toccare il sistema nervoso. Perché lavorano sull’intestino senza prima calmare il cervello.

E così le persone peggiorano, non perché stanno facendo errori .. perché nessuno gli ha spiegato come funziona il loop.

E qui finiamo con la verità più grande Non guarisci quando trovi la molecola giusta. Guarisci quando il tuo corpo riceve il messaggio biologico..Il pericolo è finito. Da lì inizia la ricostruzione, si spegne l’infiammazione, le cellule tornano a respirare, i mastociti riposano, l’intestino si chiude, la mente si schiarisce... da lì inizia la vita vera.

Guarire dal trauma non è un processo psicologico... è un processo neuro-immunologico. È uscire da un circuito che ti tiene ostaggio, ridare al corpo la possibilità di ricordare chi è, non cosa ha subito.

XO - Patrizia Coffaro

Cos’è e come funziona l’OMEOPATIA 👇"La medicina omeopatica è molto efficace e non produce effetti collaterali. Proprio p...
22/01/2026

Cos’è e come funziona l’OMEOPATIA 👇

"La medicina omeopatica è molto efficace e non produce effetti collaterali. Proprio per questo potrebbe sembrare la medicina perfetta. In realtà, l’omeopatia presenta un problema: non funziona se non viene utilizzata correttamente.

A differenza della medicina tradizionale, l’omeopatia non agisce a livello chimico. Non introduce nel corpo una sostanza attiva che interviene direttamente sui processi biochimici, ma lavora a un livello che può essere definito elettromagnetico o informazionale.

Il rimedio non forza l’organismo, ma fornisce un input molto piccolo e altamente mirato, capace di stimolare una risposta interna del corpo e della psiche. È proprio questa caratteristica a rendere l’omeopatia sicura ed efficace, ma anche più difficile da interpretare.

La medicina tradizionale interviene spesso direttamente sui sintomi, come se si eliminassero le erbacce da un terreno una alla volta. L’omeopatia, invece, lavora sul terreno stesso, modificandone le condizioni profonde. In questa metafora, le erbacce rappresentano le malattie: cambiando il terreno, diventa sempre più difficile che le stesse erbacce continuino a crescere.

Tuttavia, proprio perché lavora sul terreno, la risposta al rimedio omeopatico è profondamente individuale. Le reazioni possono essere molto diverse da persona a persona e spesso sono sottili, percepite come naturali, perché di fatto lo sono. Questo rende più complesso riconoscere una reazione al rimedio e capire come utilizzare correttamente il trattamento.

Per essere utilizzata correttamente, la medicina omeopatica deve essere compresa a fondo, sia da parte dell’omeopata (cosa che, va detto, non sempre avviene), sia da parte del paziente. È fondamentale saper interpretare le risposte dell’organismo per capire quando aumentare o diminuire il dosaggio, quando sospendere l’assunzione del rimedio o quando è necessario cambiare rimedio."

Questo testo è l’inizio di un lavoro più ampio: un manuale pensato per aiutare pazienti e operatori a comprendere meglio come funziona l’omeopatia, come riconoscere le risposte individuali del corpo e come utilizzare i rimedi in modo consapevole, affinché possano esprimere realmente il loro potenziale.

13/11/2025
Con tutto il rispetto per la tradizione, credo sia importante ricordare che la ricerca e l’esperienza clinica portano a ...
10/08/2025

Con tutto il rispetto per la tradizione, credo sia importante ricordare che la ricerca e l’esperienza clinica portano a una progressiva evoluzione delle tecniche terapeutiche.

Un esempio concreto è l’introduzione degli aghi in acciaio e rame negli anni ’70. Prima di allora, gli aghi utilizzati erano generalmente quattro volte più spessi e meno precisi, realizzati in materiali come argento e oro. L’adozione degli aghi in acciaio e rame ha rappresentato un significativo progresso tecnologico, migliorando precisione ed efficacia dell’agopuntura.

Seguendo questa scia di evoluzione, ho cercato di dare il mio contributo depurando la tecnica da accorgimenti che, secondo la mia esperienza, hanno un valore simbolico legato alla filosofia tradizionale, senza però incidere sull’efficacia terapeutica.

Le mie osservazioni derivano sia dalla pratica clinica sia dallo studio comparativo di discipline affini all’agopuntura, come la riflessologia e l’omeosiniatria, che mi hanno permesso di migliorare ulteriormente la tecnica.

In altre parole, ho aggiunto dove era necessario e semplificato dove non lo era, con l’obiettivo di rendere l’agopuntura più efficace e rispettosa del paziente.

Nei prossimi mesi svelerò alcune innovazioni che ho apportato a questa disciplina...

Se un sintomo del tuo corpo potesse parlarti, cosa ti direbbe?La medicina convenzionale spesso agisce così: sopprime il ...
30/07/2025

Se un sintomo del tuo corpo potesse parlarti, cosa ti direbbe?

La medicina convenzionale spesso agisce così: sopprime il sintomo, lo elimina con farmaci, senza chiedersi perché sia apparso. Samuel Hahnemann – fondatore dell’omeopatia – sosteneva che la medicina convenzionale, sopprimendo i sintomi, favorisse lo spostamento del disturbo verso organi più profondi, causando manifestazioni più gravi. Diversi studi hanno osservato che la soppressione di sintomi di malattie in età pediatrica può favorire l’insorgenza di malattie croniche successive. Hahnemann stesso avvertiva che l’uso di farmaci potenti o la soppressione dei sintomi poteva aumentare il rischio di malattie croniche nel tempo.

Prendiamo un mal di testa: lo curi con un antidolorifico, il dolore scompare, ma il farmaco può irritare lo stomaco o alterare altri equilibri. Il sintomo non è stato ascoltato: è stato semplicemente zittito, e il corpo continuerà a inviare segnali.

L'Arte Medica va nella direzione opposta.
Non mette la polvere sotto il tappeto: aiuta a riportare alla coscienza gli strati antichi di disagio, sia a livello fisico che psichico. Solo riconoscendoli puoi trasformarli davvero.

Curare è togliere un sintomo.
Prendersi cura è ascoltare cosa quel sintomo sta cercando di dire.

Inizia ad ascoltare il tuo corpo: a volte il messaggio che ti manda vale più della cura stessa.

Per anni ho praticato la medicina come l’avevo imparata: con rigore, attenzione, metodo.Ma dentro di me c’era anche altr...
22/07/2025

Per anni ho praticato la medicina come l’avevo imparata: con rigore, attenzione, metodo.
Ma dentro di me c’era anche altro. Una parte che osservava, che ascoltava in silenzio, che cercava un linguaggio più sottile.

L’arte, per me, non è mai stata solo bellezza: è un modo di entrare in contatto profondo, di trasformare, di guarire.

Così è nato l’incontro con una visione diversa della cura, e da lì, insieme a un’artista e un piccolo gruppo di lavoro, è nato un metodo:

L'ARTE MEDICA

un approccio che unisce medicina e creatività, presenza e ascolto, intuizione e competenza.

Crediamo che la cura non sia solo “riparare” ciò che non funziona, ma riconnettere ciò che dentro è rimasto inascoltato.

Questo è solo l’inizio. Qui condivideremo pensieri, esperienze, parole.

Se senti che è tempo di ritrovare il tuo centro, sei nel posto giusto.

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Pescara

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