Naam Yoga e Kabbalah Universale

Naam Yoga e Kabbalah Universale Il Naam YOGA è una fusione senza precedenti delle tradizioni esoteriche più potenti dell'Universo di cui è parte la Kabbalah Cristica Judeo- Cristiana.

Il proposito di questa pagina è di condividere questa Conoscenza in modo semplice ed immediato.

-L'Albero della Vita rappresentato come l'Albero di Natale simboleggia la colonna vertebrale-“Con tutte le luci sull'Alb...
26/12/2025

-L'Albero della Vita

rappresentato come

l'Albero di Natale

simboleggia la colonna vertebrale-

“Con tutte le luci sull'Albero di Natale che rappresentano i sensi illuminati dell'anima, con la cima dell'albero nel cervello, l'Albero della Vita stesso; la corrente supersonica che illumina la ghiandola pineale o 'terzo occhio' è come una stella in cima all'Albero di Natale, l'albero sempreverde ed eterno con i suoi frutti,
il cono, la ghiandola pineale, simbolo di illuminazione.

Il simbolo di Babbo Natale è quello del donatore di vita, che proviene dal Polo Nord e scende lungo il camino, portando benedizioni, dolcetti e doni dalla Fonte superiore."

Manly P. Hall

✨ VIGILIA DI NATALE 24.12.2025✨- La notte del 24 dicembre è il tempo della nascita!La nascita di colui che custodisce la...
24/12/2025

✨ VIGILIA DI NATALE 24.12.2025✨

- La notte del 24 dicembre è il tempo della nascita!
La nascita di colui che custodisce la chiave del Cristo, La Luce…
La nascita che avviene nel silenzio e nel tempo di un vagito che è come il suono primordiale, lo scoppio del Big 💥 Bang!

- Questo 24 dicembre 2025 è speciale perché racchiude l’allineamento delle frequenze
- 3 6 9, la chiave magnificente di Tesla. La stessa chiave…di Luce!

Con questo allineamento di frequenze si dice che “Dio ci parla”… e si possono manifestare desideri perché si crea nel campo universale un flusso di energia percorribile sottilmente!
Si crea un’armonia invisibile, collettivamente.

È una nuova nascita ogni volta che
ci si riconnette all’essenza!
In questo giorno l’essenza è come pronta e a nostra disposizione!

-3 la parola spirituale di Giove :
Taci
-6 la materia che affascina di Venere:
Accogli
-9 il fuoco in azione trasformativo di Marte:
Crea

L’essenza è custodita in noi!
Non vi è alcun bisogno di fare altro se non sentirsi interiormente.
In questo magico inizio siamo ancora collegati al grande finale 3+6+9= 18/9 dell’anno in corso!
Possiamo proprio osservare la fusione tra “vita e morte…”
Il 18 è proprio la frequenza della fertilità! La capacità di riuscire a collocare la Parola all’interno dello spazio-tempo ! Tutto infatti nasce dalla Parola.
Se seguiremo in questa nuova Nascita l’essenza in noi silente,
la vita ci verrà incontro con doni inattesi, se chiuderemo quei cerchi aperti durante questi 9 anni passati,
tutto si rivelerà più chiaro e limpido!

E questo è il fondamento di ogni Natale: essere custodi dell’essenza, del soffio che da la vita!

La consapevolezza che, se verrà riconosciuta quell’essenza, allora le nostre doti si manifesteranno e ci porteranno in equilibrio perché Giustizia ( Giove) e Amore ( Venere) sono la stessa cosa e la fertilità ( Marte) dettata da questo tempo non può essere raggiunta se non risiedendo nel “369” simbolicamente; mettendosi dunque al servizio di questa nuova Creazione che è sempre in evoluzione! Non è una promessa da fare ma una presa di coscienza di essere! Ricordando che il sé superiore non divide, non si specchia, non proietta…

Perché Dio ha creato, e crea per l’eternità al fine di ottenere una Parola sempre viva e sempre nuova!

Amorevolmente
Illuminate la vostra essenza!
Paola Iris ✨⚜️✨

LE RIVELAZIONI DEL FUOCO:Vita interiore - svilupparla è come accendere un fuoco:Per accendere il fuoco in un camino, voi...
23/12/2025

LE RIVELAZIONI DEL FUOCO:

Vita interiore -

svilupparla è come accendere un fuoco:

Per accendere il fuoco in un camino, voi preparate un po’ di carta, poi dei ramoscelli secchi e infine della legna più grossa.
Prendete un fiammifero, date fuoco alla carta, la carta lo comunica ai ramoscelli, e i ramoscelli danno fuoco ai ciocchi. Ebbene, tutta una scienza è contenuta nel semplice fatto di accendere un fuoco, poiché si ritrova il medesimo processo nella vita interiore.

Il fuoco del fiammifero corrisponde al piano causale, il mondo dello spirito che è all'origine di tutti i fenomeni.
Il fiammifero accende la carta (il piano mentale), la quale infiamma i ramoscelli (il piano astrale) che a loro volta danno fuoco alla legna più grossa (il piano fisico).

Tutto comincia in alto, nel mondo spirituale, poi, di corpo in corpo, il fuoco finisce per raggiungere il piano fisico.

Occorre comprendere che nessuna vera realizzazione è possibile sul piano fisico finché non si è cominciato a lavorare con lo spirito.*

Omraam Mikhaël Aïvanhov
Amorevolmente
Paola Iris🔥🔥🔥

PARLIAMO DELLA PAURA…-C'è solo un modo per sapere in che direzione andare.Devi seguire la tua paura.Sarà lei a mostrarti...
14/12/2025

PARLIAMO DELLA PAURA…

-C'è solo un modo per sapere in che direzione andare.
Devi seguire la tua paura.
Sarà lei a mostrarti la strada.

Fuggire da ciò che ti spaventa è un modo per smarrire il cammino: così facendo, ti allontani sempre di più da ciò che stai cercando.

Se hai paura di affrontare quella persona o quella situazione, è lì che si trova il nodo da sciogliere.
Quel nodo che, se riconosciuto e affrontato, ti donerà le chiavi della libertà.

D'ora in avanti, quindi, quando sentirai paura, fastidio, irritazione o preoccupazione, non scappare.
Rimani in ascolto di ciò che provi.
E con coraggio, addentrati alla scoperta del tesoro nascosto nel tuo malessere-

"I tesori più preziosi sono custoditi dal drago più terribile. Per arrivare ai tesori, bisogna andare dal drago... e baciarlo."

-Bert Hellinger

LA PIETRA NELLA LUCEE’ lei la Luce… di chi vive all’incrocio dei venti ma non è bruciato vivo.Tra le intuizioni  e le fo...
14/12/2025

LA PIETRA NELLA LUCE

E’ lei la Luce… di chi vive all’incrocio dei venti ma non è bruciato vivo.

Tra le intuizioni e le forme in una storia che è stata cambiata, nei sogni e negli incanti di parole trasportate dal tempo su una barca chiamata ricordo, racconterò e ascolterò il soffio delicato di un respiro mai perso.

Prepariamoci al viaggio lasciando roteare il flusso, tornando a quella mano salvifica posata sul grembo santo della tredicesima Apostola, l’erede della Luce Maria di Magdala, che in un enigmatico dipinto realizzato nel cinquecento da Vincenzo Pagani, presente nella Santa Maria dell’Olmo di Moresco, in provincia di fermo è ritratta sotto la croce insieme a Maria la Madre, entrambe incinte,
e spesso venerate insieme come se tra loro ci fosse un legame speciale,
un incontro di voci ed emozioni che travalicano il momento, quel fermento che ci spinge ad andare oltre in una maternità benedetta da Dio Padre e Madre.

Lo so, è una sottile immagine, quasi eterea, eppure, lasciatemelo dire, così presente e coinvolgente nella brillantezza di un cielo sereno, nella profondità di una storia che è sopra (il) vissuto (a) di una tradizione ermetica, narrata attraverso quella trasformazione archetipale che conferisce all’anima figurata,
un’ immortale essenza.

Lucia e Petra:
la prima, giovane nobile nata a Siracusa intorno al 283 d.C.,
che si consacrò a Dio, donò i suoi beni ai poveri durante le persecuzioni cristiane sotto Diocleziano e fu martirizzata per la sua fede il 13 dicembre 304 d.C., diventando un simbolo di luce e protettrice della vista grazie alla sua devozione e al suo nome (che deriva dal latino lux, luce);
la seconda, erroneamente scambiata per Petronilla, la figlia di San Pietro, quella che era “un tempo come colui che ti ha mandato qui. Io sono l’aquila che vola più in alto di chiunque dimori in Roma.
Sono stata io a bere il vino sia di Pietro sia di Giuseppe”, così nel romanzo “La Folie Perceval”, composto intorno al 1330.

Lei che, vera figlia dell’Apostola degli Apostoli Maria di Magdala, divenne la prima papessa del Cristo, di quella chiesa che è rimasta nascosta.
Una pergamena, una coppa e gli occhi donati per guardare l’antica fiaccola dell’equilibrio in quel 13 dicembre e il suo contrario (31 maggio), dove fusa e confusa si sdoppia l’essenza che ritorna ad essere una in quel sottile e denso senso di appartenenza, poco prima di Natale… proprio come una Petra di Luce.

Dal Web…
Condivido per riflettere…
Paola Grasso Iris ⚜️

✨Immagine: spaccato del Dipinto cinquecentesco di Vincenzo Pagani sopra citato.

"L'alfabeto ebraico è formato da 22 lettere e a ciascuna corrisponde un valore numerico. Nella Toràh originale le singol...
14/12/2025

"L'alfabeto ebraico è formato da 22 lettere e a ciascuna corrisponde un valore numerico.
Nella Toràh originale le singole lettere che compongono le parole e le frasi non sono separate tra di loro per cui essa si presenta come una lunga sequenza di lettere.

Siccome ad ogni Lettera Ebraica corrisponde un numero, la Toràh è composta da una sequenza di cifre, come se fosse un lunghissimo "codice di programmazione" dell'Universo.

Secondo la tradizione Ebraica, infatti, la Toràh fu creata prima ancora della creazione del Mondo
ed in essa sarebbe contenuta la Matrice che sta alla base di ogni cosa che esiste.

Le singole Lettere Ebraiche che la compongono sono come dei piccoli "mattoni", ognuno con il suo ruolo specifico, che formano la struttura della materia, oppure sono come delle cellule che compongono l'immenso organismo dell'Universo.

Queste 22 Lettere di dividono in tre gruppi:
Le 3 Lettere Madri, associate ai tre Elementi
Le 7 Lettere Doppie, associate ai 7 Pianeti del Sistema Solare
Le 12 Lettere Semplici, associate ai 12 Segni Zodiacali".

📖 Tratto da Il Segreto della Pineale Volume 2 di Adam Luz, Edizioni Il Volo di Mercurio

Paola Grasso Iris ⚜️

ISIDE: ETERNA INIZIATRICE E LUCE NEL TEMPIO di ogni INIZIAZIONE! Iside non è semplicemente una divinità del pantheon egi...
23/11/2025

ISIDE:
ETERNA INIZIATRICE E LUCE NEL TEMPIO di ogni INIZIAZIONE!

Iside non è semplicemente una divinità del pantheon egizio; è l'archetipo vivente della Grande Madre, la custode dei Misteri e la forza coesiva che tiene insieme l'universo.
Nel vasto panorama dell'esoterismo, Iside si erge come "Iniziatrice di Ere" perché è lei che presiede alla nascita della coscienza: è il grembo oscuro e fertile da cui emerge la luce della consapevolezza.
Iside ha presieduto l'inizio dell'ultima Era del grande Ciclo, iniziata nel 5.500 a.C.

Per comprendere il ruolo salvifico di Iside, dobbiamo guardare al mito centrale della sua esistenza:

la morte e risurrezione di Osiride.

Quando Osiride (lo Spirito, il Verbo) viene ucciso e smembrato dal fratello Seth (il Caos, la Materia bruta), è Iside che non si arrende.
Lei è l'ancora di salvezza perché rappresenta la ricerca attiva. Non attende passivamente; vaga per il mondo, raccoglie i pezzi dispersi dello sposo (il sé frammentato dell'iniziato) e, attraverso la sua magia, gli restituisce la vita, non più come re terreno, ma come signore dell'Amenti (l'aldilà).

Per chi intraprende un cammino spirituale, Iside è l'intuizione superiore che ci "salva" quando siamo persi nel labirinto della materialità. È la promessa che ciò che è stato diviso può essere riunito, e che la morte non è la fine, ma una trasformazione necessaria.

Il legame tra i Misteri Isiaci e il percorso dell’Iniziato nella Massoneria è profondo e verte su un concetto fondamentale:
la Morte e la Rinascita.

Ecco i punti chiave di questo parallelismo:

1. I "Figli della Vedova"
I Massoni si definiscono tradizionalmente "Figli della Vedova". Sebbene il riferimento biblico sia a Hiram Abiff (l'architetto del Tempio di Salomone), in chiave esoterica ed egizia la "Vedova" per eccellenza è Iside, che piange e cerca lo sposo perduto, Osiride.
Il Massone, dunque, è colui che si identifica con Horo (figlio di Iside e Osiride), l'iniziato che deve vendicare il padre (restaurare l'ordine) e ritrovare la "Parola Perduta".
2. La Ricerca delle Membra Disperse
Nel cammino massonico, l'iniziato lavora per sgrossare la pietra grezza. Questo lavoro di perfezionamento interiore è analogo al viaggio di Iside che raccoglie i 14 pezzi di Osiride.
Mito Egizio: Iside "ricorda" (nel senso di re-cordis, riportare al cuore/rimettere insieme) il corpo di Osiride.
Rito Massonico: Il Maestro Massone deve "riunire ciò che è sparso". L'iniziato deve integrare le varie parti della sua psiche (ragione, emozione, spirito) per costruire il proprio Tempio Interiore.
Iside rappresenta la forza attrattiva dell'Amore e della Sapienza che rende possibile questa integrazione.
3. Il Velo di Iside e la Verità
La celebre iscrizione nel tempio di Sais recitava: "Io sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà, e nessun mortale ha mai sollevato il mio velo".
Nel percorso massonico, la Verità non viene mai data interamente; viene svelata per gradi.
Iside rappresenta la Natura e la Sapienza Divina che l'iniziato deve, grado dopo grado, "svelare", imparando a leggere i simboli e a penetrare i misteri dell'esistenza, passando dalle tenebre dell'ignoranza (Seth) alla Luce della conoscenza (Osiride risorto).

Iside è dunque la Stella Fiammeggiante che guida il navigante nelle acque tempestose dell'iniziazione. Che si tratti dei misteri antichi o del moderno tempio massonico, Lei rimane la potenza mediatrice che trasforma la morte in vita, il piombo in oro, e l'uomo frammentato in un essere completo e divino.

Se la Massoneria vede in Lei l'architetto della ricostruzione morale, l'Alchimia la venera come la Madre della Pietra e la sostanza stessa della trasformazione.
Iside Alchemica: La Materia Prima e il Fuoco Segreto
L'antico nome dell'Egitto era Khem (o Kemet), che significa "Terra Nera", in riferimento al fango fertile lasciato dalle inondazioni del Nilo. Da questa radice deriva la parola Al-Kemia (Alchimia).
Dunque, l'Alchimia è, per definizione, la "Scienza Egizia".
In questo contesto, Iside non è solo una dea antropomorfa, ma diviene una potenza cosmica operativa.
Lei è la personificazione della Natura che opera all'interno del vaso (l'athanor) per trasformare il piombo della coscienza nell'oro dello Spirito.
1. Iside come "Prima Materia" e Mercurio Filosofico
Nell'Alchimia operativa e spirituale, tutto inizia con la Prima Materia: la sostanza caotica, indifferenziata e vergine da cui tutto ha origine.
Il Grembo del Mondo: Iside è spesso identificata con questa materia primordiale. È il "Vaso di Natura" pronto ad accogliere il seme spirituale (Osiride). Senza di lei, lo Spirito non avrebbe un "corpo" in cui incarnarsi e operare.
Il Mercurio: Nel sistema dei tre principi (Zolfo, Mercurio, Sale), Iside rappresenta il Mercurio, il principio fluido, vitale, femminile e mutabile. È l'acqua che non bagna le mani, il solvente universale che scioglie le vecchie forme (solve) per permettere la creazione di nuove (coagula).
2. I Colori dell'Opera attraverso il Mito
Il ciclo del mito di Iside e Osiride si sovrappone perfettamente alle tre fasi principali della Grande Opera Alchemica:
Nigredo (Opera al Nero): La Vedova in Lutto
Questa è la fase della putrefazione e della morte iniziatica.
Simbolismo: Corrisponde al momento in cui Iside, vestita di nero (la Vedova), piange la morte di Osiride e vaga nella disperazione.
Significato Alchemico: È il momento in cui l'alchimista deve lasciar "morire" il proprio ego e le proprie certezze. È la discesa nell'oscurità della materia (la Terra Nera di Khem). Iside qui è l'accettazione del dolore necessario alla trasformazione.
Albedo (Opera al Bianco): La Dea Lunare
Dopo la nerezza, sorge la luce bianca della purificazione.
Simbolismo: Iside è la Signora della Luna. Una volta ricomposto il corpo di Osiride, ella lo purifica. È spesso associata al "Latte della Vergine", un fluido simbolico che nutre la materia nascente.
Significato Alchemico: L'anima è stata lavata dalle sue impurità.
La luce lunare di Iside riflette la sapienza divina, illuminando la mente dell'iniziato che ha superato la prova dell'oscurità.
Rubedo (Opera al Rosso): Il Sangue di Iside
La fase finale, la realizzazione della Pietra Filosofale o l'Oro Potabile.
Simbolismo: Qui Iside si unisce a Osiride (o dà alla luce Horus). Il simbolo chiave è il Nodo di Iside (Tyet), un amuleto di diaspro rosso o corniola che rappresenta il sangue della dea.
Significato Alchemico: Il Rosso simboleggia la fissazione dello Spirito nella Materia, la vita che trionfa e diviene immortale. Il "Sangue di Iside" è la tintura rossa che ha il potere di trasmutare tutto ciò che tocca.
3. Le Nozze Chimiche
Il fine ultimo dell'Alchimia è la Conjunctio Oppositorum, l'unione degli opposti.
Nel mito, Iside (Acqua/Luna/Mercurio) si unisce a Osiride (Fuoco/Sole/Zolfo).
"Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre" (Tavola di Smeraldo).

Iside è l'agente che permette questo matrimonio sacro. Lei, attraverso la sua magia sessuale e rigenerativa, concepisce Horus. In termini alchemici, Horus è la Pietra Filosofale: il figlio divino nato dall'unione perfetta dei principi maschile e femminile, colui che ha sconfitto la morte e regna sui due mondi (spirituale e materiale).

Per l'alchimista moderno o l'esoterista, invocare Iside significa attivare quella parte della propria psiche capace di:
Accogliere (come Vaso/Matrice).
Dissolvere le rigidità (come Acqua/Mercurio).
Ricomporre l'unità perduta attraverso l'amore e la dedizione (la ricerca di Osiride).
Iside insegna che non si può ottenere l'"Oro" (la saggezza solare) senza passare attraverso l'umido, oscuro e fertile lavoro della trasformazione interiore.

Elaborazione dati
Paola Grasso

I'm not here for approval. I'm not here to impress. I'm not here to serve you. I'm here to express. I'm not here for opi...
19/11/2025

I'm not here for approval.
I'm not here to impress.
I'm not here to serve you.
I'm here to express.
I'm not here for opinions or your beliefs.
I'm not here for judgment.
I'm not here for division.
I am here to love.
❤️
Non sono qui per l’ approvazione.
Non sono qui per impressionare.
Non sono qui per esserti servo.
Sono qui per esprimermi.
Non sono qui per le tue credenze e opinioni.
Non sono qui per giudicare.
Non sono qui per dividere.
Sono qui per amare.
❤️

IL MISTERO DEI REGNANTI C’è un insegnamento che non si trova né nei Veda né nei vangeli.Un frammento sopravvissuto in po...
07/11/2025

IL MISTERO DEI REGNANTI

C’è un insegnamento che non si trova né nei Veda né nei vangeli.
Un frammento sopravvissuto in poche scuole, dove la conoscenza non si studiava ma si ricordava.

Parlava dei Regnanti, gli Arconti:
le intelligenze che tengono in equilibrio il cosmo e la mente dell’uomo.

Si dice che, quando l’Assoluto decise di conoscere se stesso, generò due tipi di materia: la lunare e la solare.
La prima era riflessa, passiva, priva di volontà; la seconda, radiante, capace di coscienza.
Da questa scissione nacquero due ordini di forze: gli Arconti della Luna e quelli del Sole.
Insieme costruirono il laboratorio dell’universo.

Ogni forma vivente è un esperimento di queste forze.
Il corpo umano stesso è composto di sostanza lunare — una materia psichica ancora in divenire, che riflette la luce ma non la emette.
In essa gli Arconti operano come ingegneri invisibili, regolando desideri, impulsi, pensieri.
Sono le leggi che ti abitano.
Ogni emozione ricorrente, ogni abitudine, ogni paura: un Arconte al lavoro.

Gli antichi dicevano che finché l’uomo resta costruito di materia lunare, egli ruota nella Ruota di Samsara.
Le stesse forze che lo fanno nascere lo richiamano nella dissoluzione.
Solo chi riesce a trasmutare la propria sostanza, infondendovi il fuoco solare, rompe l’ingranaggio.
Allora gli Arconti non lo possono più trattenere, perché la loro legge termina dove comincia la luce cosciente.

Gli iniziati chiamavano questo processo “il matrimonio del Sole e della Luna”.
È la seconda nascita, la creazione dei corpi solari.
Chi la compie diventa un punto fisso nello spazio energetico: non più riflesso, ma fonte.
È ciò che le Scritture velano con nomi diversi — Sabaoth, Cristo, Hiranyagarbha — ma il significato è sempre lo stesso: materia che ha ricordato la propria origine.

Nel mistero degli Arconti si dice anche che essi non sono nemici.
Sono funzioni: intelligenze del sistema che ti trattengono fino a quando sei instabile.
Ti imprigionano solo per impedirti di distruggerti con la tua stessa energia.
Quando la tua frequenza si ordina, la loro presa si allenta.
La stessa forza che ieri ti teneva incatenato oggi ti solleva.

I Maestri lo spiegavano così: “Nell’uomo ci sono dodici reggenti, dodici mondi.
Finché non li riconosci, ti governano; quando li riconosci, ti obbediscono.”
E allora ogni Arconte torna al suo posto naturale — non più carceriere, ma guardiano della soglia.

Gli Arconti sono i custodi del Tesoro della Luce, il vello d’oro nascosto nelle profondità della psiche.
Non lo concedono a chi domanda: lo custodiscono per chi diventa degno di sostenerlo.
Solo chi ha attraversato i propri inferni interiori, dissolto le maschere, equilibrato i propri elementi, può varcare la sfera dove essi dimorano.
E in quell’istante, scopre che i Regnanti erano sempre stati parte della sua stessa coscienza: i frammenti del Sé che mantenevano l’ordine in sua assenza.

Questo è il mistero degli Arconti.
Non sono potenze esterne, ma le leggi viventi del tuo stesso essere.
Quando ti opponi a loro, resti nella lotta.
Quando li riconosci, la loro catena diventa scala.

E il segreto si chiude come era cominciato:
la stessa forza che ti imprigiona è quella che ti libera.
Dipende da quale lato della luce stai respirando.

Dalla pagina di Luigi Silvestri
condivido
Paola Iris Grasso ⚜️

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Peveragno
12016

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