03/01/2026
La tragedia di ci riempie di una profonda tristezza per le giovani vittime coinvolte ed esprimiamo profondo cordoglio alle famiglie che si trovano a vivere questa indicibile tragedia.
Al contempo ci offre l'ennesima riflessione sulla sicurezza dei luoghi che quotidianamente frequentiamo: sull'importanza imprescindibile della prevenzione, non come fatto privato e virtuoso, ma come bene collettivo inalienabile.
Chissà quante feste si sono svolte in quel locale (e in tanti altri sparsi in tutto il mondo, compresa la nostra Italia), con le medesime modalità e i medesimi standard di sicurezza di quella notte di Capodanno. La vicenda si può liquidare chiamando in causa il fatal destino, ma il concetto di "prevenzione" ci obbliga, invece, ad una visione diversa della storia, dove la fortuna e la sfortuna (che pur nella vita hanno sempre il loro peso) c'entrano relativamente poco.
Le attività di prevenzione e protezione, (incluse le attività antincendio), sono quel complesso di azioni volte alla prevenzione del rischio dell’insorgere di un pericolo e all'eventuale contenimento del danno. Questo implica la necessita' di tener conto di una valutazione dei rischi (non della fortuna), non affidandosi al principio del "non è mai successo nulla"!
La prevenzione obbliga ad uscire dall'ottica del mero dato "contabile": indubbiamente fare prevenzione ha un costo, ma nessun costo è mai troppo alto quando si tratta di sicurezza. La prevenzione, lungi dall'essere una pedanteria o l'ennesimo adempimento burocratico, deve essere intesa tale quale è: azione volta a preservare e proteggere la vita umana.
È un compito che riguarda tutti noi, in primis come cittadini, e poi ciascuno secondo le responsabilità e il compito a cui è chiamato. È una catena di azioni non improvvisate, dove ognuno deve sentirsi interpellato e saper fare la sua parte (in scienza e coscienza), consapevole che da ciò dipende la propria sicurezza (sovente la vita) e quella di tanti altri che gli sono affidati.
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