Psicologa Dell'Elce Derna

Psicologa Dell'Elce Derna Derna Dell'Elce, Psicologa - Psicoterapeuta di orientamento psicodinamico, iscritta all'Ordine psicologhe e psicologi della Regione Abruzzo.

Seguo in presenza e online adulti e mi occupo prevalentemente di disturbi d'ansia e disturbi psicosomatici.

Gita di inizio anno
01/01/2026

Gita di inizio anno

Nessun confine, solo orizzonti − solo libertà Amelia EarhartTanti sentiti Auguri di Buon Anno Nuovo a tutti!
31/12/2025

Nessun confine, solo orizzonti − solo libertà

Amelia Earhart

Tanti sentiti Auguri di Buon Anno Nuovo a tutti!

“Il neonato, quando ha fame o ha un disagio o ha paura di stare solo o ha paura del vuoto, piange. Se la mamma accorre e...
30/12/2025

“Il neonato, quando ha fame o ha un disagio o ha paura di stare solo o ha paura del vuoto, piange. Se la mamma accorre e lo cambia, lo nutre, lo culla, lo rassicura e lo tiene fra le sue braccia, il neonato capisce che c’è qualcuno che tiene a lui e comincia a tranquillizzarsi perché pensa che, quando ne avrà bisogno, qualcuno si prenderà cura di lui.

Se questo qualcuno tarda ad arrivare perché ha paura che il piccolo si vizi, il bambino comincerà a pensare che non è sicuro che quando lui sta male qualcuno verrà ad aiutarlo. E questo è molto triste, ma molto triste.

Quindi è importante, quando avete un bambino, che gli fate capire che voi siete lì per lui. Il bambino, per esempio, ha paura anche del vuoto. Se lo spogliate n**o, lui con le braccine annaspa, cerca qualcosa a cui aggrapparsi perché ha paura. Non è fatto per il vuoto, ha bisogno di avere un terreno e di avere qualcosa che lo ricopre. Il neonato, se viene vestito, è più tranquillo perché c’è qualcosa che in qualche modo gli fa sentire che la sua pelle è riparata, per cui oltre all’abbraccio occorre che il bambino sia prontamente rivestito. Quando lo togliete dal bagnetto, bisogna che il bambino senta le vostre mani che lo contengono: gli mettete un asciugamano e lo contenete. Il bambino ha paura, come tutti i cuccioli, e se non volete che abbia paura lo riparate. E se siete insensibili alla sua paura vuol dire che non lo amate e che non amate nemmeno voi stessi.”

Gabriella Tupini, Autostima e autosvalutazione (134)

«Nel principio è la relazione.»Martin Buber, Io e TuMartin Buber (1878–1965), filosofo del dialogo e pensatore del Novec...
27/12/2025

«Nel principio è la relazione.»
Martin Buber, Io e Tu

Martin Buber (1878–1965), filosofo del dialogo e pensatore del Novecento, ha dedicato tutta la sua opera a una domanda semplice e radicale: che cosa significa incontrare davvero un altro essere umano?

Per Buber, l’essere umano non nasce come individuo isolato che poi entra in relazione. È l’opposto: diventiamo davvero noi stessi solo nell’incontro.
Non nell’uso dell’altro, non nel ruolo, non nell’abitudine, ma nella presenza.

Nel suo libro Io e Tu, Buber distingue due modi fondamentali di stare al mondo.
Il rapporto Io-Esso, in cui l’altro diventa una cosa, una funzione, un mezzo.
E il rapporto Io-Tu, in cui l’altro è presente, irriducibile, vivo.

Nel rapporto Io-Tu non si possiede, non si controlla, non si consuma.
Si sta.
Si risponde.
Si è responsabili dell’incontro.

Secondo Buber, all’inizio di tutto non c’è l’io, ma l’incontro.
ESSERCI.

Dalla pagina di

Mi ha sempre colpito la scomparsa graduale dei problemi fisici cronici durante l'analisi o le terapie prolungate nel tem...
12/12/2025

Mi ha sempre colpito la scomparsa graduale dei problemi fisici cronici durante l'analisi o le terapie prolungate nel tempo (...).

Questa osservazione è stata suffragata da molti altri terapeuti, e inoltre da una serie di ricerche empiriche. Già nel 1965, Duehrssen e Jorswick osservarono che gli individui che avevano fatto esperienza della terapia psicoanalitica subivano un minor numero di ricoveri nell'arco di cinque anni rispetto al gruppo di controllo, un dato significativo confermato vent'anni dopo da una rassegna di cinquantotto studi empirici che indagò il rapporto tra psicoterapia e utilizzo e costi dei centri di salute mentale (Mumford et al., 1984).

In un recente studio condotto in Germania, i ricercatori hanno osservato un drastico calo nell'utilizzo e nei costi delle strutture sanitarie in seguito al trattamento psicoanalitico, precisando che i costi continuano a diminuire anche dopo la fine del trattamento.

Nell'ottavo capitolo ho descritto come la paziente che ho chiamato Molly, nel primo anno di trattamento, avesse scoperto che i sentimenti sono "qualcosa di fisico" e come avesse notato a un tratto che i suoi mal di testa erano scomparsi. (...)

N. McWilliams, Psicoterapia Psicoanalitica, pp. 276-277

Oggi ricordo Michael Balint, uno psicoanalista ungherese nato a Budapest il 3 dicembre 1896 e scomparso a Bristol il 31 ...
05/12/2025

Oggi ricordo Michael Balint, uno psicoanalista ungherese nato a Budapest il 3 dicembre 1896 e scomparso a Bristol il 31 dicembre 1970.

Medico come il padre, iniziò ad interessarsi alla psicoanalisi e a frequentare le lezioni di S. Ferenczi.
È stato il primo professore universitario di Psicoanalisi a Budapest e presidente della British Psychoanalytical Society.

Ebbe una vita caratterizzata da molte sofferenze, tra le quali il suicidio di entrambi genitori per scampare ai nazisti.

Ideò una specifica tecnica di formazione, poi denominata "Gruppo Balint", finalizzata a migliorare le capacità dei medici di utilizzare la relazione con il paziente come fattore terapeutico. Secondo Balint ll medico stesso è il farmaco principale per il paziente.

I "Gruppi Balint" ebbero grande diffusione specialmente tra gli anni '60 e '80 in buona parte d’Europa e l’Italia fu tra le prime nazioni ad accoglierla.

Questa tecnica di formazione è attualmente utilizzata anche con gli psicoterapeuti e gli insegnanti.

Tra le opere di Balint Medico, paziente e malattia, L'amore primario e La regressione.

Quando una donna decide di guarire se stessa, si trasforma in un'opera di amore e compassione che non guarisce solo se s...
03/12/2025

Quando una donna decide di guarire se stessa, si trasforma in un'opera di amore e compassione che non guarisce solo se stessa, ma tutta la sua discendenza.

Bert Hellinger

La psicoterapia è un processo di cambiamento positivo e crescita personale, che non significa "guarire" ma diventare più...
27/11/2025

La psicoterapia è un processo di cambiamento positivo e crescita personale, che non significa "guarire" ma diventare più consapevoli di sé e del proprio funzionamento.

Il miglioramento in psicoterapia non è lineare perché è un processo complesso che può includere periodi di progresso seguiti da sfide o momenti di apparente peggioramento, noti come "effetto di attivazione".

Durante la terapia, l'esplorazione profonda di vissuti e sentimenti può far emergere emozioni disturbanti (come rabbia, tristezza o paura) che prima erano più facilmente "nascoste" dal sintomo. Questa fase può portare a maggiore irrequietezza o altri comportamenti difficili prima della vera rielaborazione.

I momenti di apparente peggioramento, dunque, non sono segnali di fallimento, ma indicano che il lavoro sta toccando aree nevralgiche e che le emozioni prima represse stanno riemergendo, necessitando di essere rielaborate.

Il percorso verso la salute psicologica procede per cicli, a spirale, con progressi che possono sembrare fatti a passi avanti e indietro.
È normale sperimentare momenti positivi e altri più difficili. Un periodo di "peggioramento" iniziale non annulla i progressi già fatti, ma è parte del processo di trasformazione.

Il lavoro in psicoterapia richiede un lavoro congiunto e basato sulla fiducia tra paziente e terapeuta.
La terapia non è una medicina che elimina il dolore all'istante, ma un laboratorio di consapevolezza che insegna a comprenderlo e a gestirlo.


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Non riesci ad autorizzarti a dedicare del tempo a te stessə, ad allontanarti da chi ti ferisce, ad avere un'opinione div...
25/11/2025

Non riesci ad autorizzarti a dedicare del tempo a te stessə, ad allontanarti da chi ti ferisce, ad avere un'opinione diversa rispetto a quella del tuo interlocutore o a cambiare idea?

Ti senti in colpa quando lo fai?

Queste difficoltà compromettono la qualità della tua vita e la tua salute psicologica?

Chiedi aiuto ad unə psicoterapeuta.
Ti ringrazierai.

Dott.ssa Derna Dell'Elce
Psicologa-Psicoterapeuta
Via V. Bellini 24
Pineto

Immagine: Associazione ALPA


Se non c’è una parolache sappia strapparti il doloredal divano,il freddo da casa,la paura dagli occhi;che abbia garbo ne...
24/11/2025

Se non c’è una parola
che sappia strapparti il dolore
dal divano,
il freddo da casa,
la paura dagli occhi;
che abbia garbo
nell’amarti il giusto,
di misura,
senza slabbri;
che ti accenda la gioia
e spenga il pianto,
che ti dica bene
quel che hai
e quel che sei;
se non c’è una parola
che ti voli accanto
e ti prenda e ti sollevi;
resteremo in silenzio,
braccia fra le braccia,
finché non sapremo
inventarcela.

Beatrice Zerbini

Un giorno questo dolore ti sarà utile – Peter Cameron – Gli Adelphi (recensione di Cecilia la Rosa)“Un giorno questo dol...
20/11/2025

Un giorno questo dolore ti sarà utile – Peter Cameron – Gli Adelphi (recensione di Cecilia la Rosa)

“Un giorno questo dolore ti sarà utile” è un romanzo che entra con precisione nella vita interiore di James, un adolescente cresciuto in una famiglia emotivamente assente. È un contesto in cui i sentimenti non vengono riconosciuti, in cui la crescita psicologica si sviluppa senza punti di riferimento e dove ogni tentativo di esprimersi rischia di cadere nel vuoto. L’autore racconta la storia senza eccessi, mostrando la fatica quotidiana di un ragazzo che deve diventare adulto senza avere a disposizione gli strumenti fondamentali.

Il linguaggio monocorde: una voce che si protegge

Uno degli aspetti più caratteristici del romanzo è il linguaggio di James, volutamente piatto, uniforme, quasi meccanico. Non si tratta di un limite narrativo, ma della rappresentazione fedele della sua disconnessione emotiva. La sua voce sembra sempre trattenuta, come se ogni frase fosse filtrata da una cautela che impedisce qualsiasi slancio. Anche il ritmo narrativo resta costante, senza momenti di particolare intensità, proprio perché James ha imparato fin da piccolo che è più sicuro non disturbare, non esporsi, non mostrare ciò che prova davvero.

La sua comunicazione ricorda una canzone che non arriva mai al ritornello, che rimane sempre in sordina. Non perché manchino le note, ma perché nessuno gli ha mai insegnato a lasciarsi andare, a vibrare pienamente.

Vai alla recensione completa: https://www.apertamenteweb.com/un-giorno-questo-dolore-ti-sara-utile-peter-cameron-gli-adelphi-recensione-di-cecilia-la-rosa/

Indirizzo

Via Via Bellini 24
Pineto
64025

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

+393394338444

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