Psicologa Dell'Elce Derna

Psicologa Dell'Elce Derna Derna Dell'Elce, Psicologa - Psicoterapeuta di orientamento psicodinamico, iscritta all'Ordine psicologhe e psicologi della Regione Abruzzo.

Seguo in presenza e online adulti e mi occupo prevalentemente di disturbi d'ansia e disturbi psicosomatici.

Shrinking è una serie che diverte e fa riflettere."Un racconto intimo su persone che cercano di restare a galla mentre l...
04/02/2026

Shrinking è una serie che diverte e fa riflettere.

"Un racconto intimo su persone che cercano di restare a galla mentre la vita le ha colpite senza preavviso.

Jimmy è un terapeuta in frantumi che decide di cambiare le regole, smettendo di filtrare ciò che pensa. Da quella scelta nascono legami imperfetti, spesso caotici, ma incredibilmente veri.

La serie trova la sua forza nei dettagli quotidiani: dialoghi taglienti, cene improvvisate, confidenze dette troppo tardi o troppo presto. È lì che accade tutto.

Le relazioni sono il vero centro della storia: amicizie che salvano, famiglie che si ridefiniscono, persone che imparano a sostenersi anche quando non sanno come farlo.

Harrison Ford sorprende con un personaggio ruvido e fragile allo stesso tempo, capace di dire molto più con uno sguardo che con un discorso.

Shrinking fa ridere, poi colpisce piano, senza avvisare.

Non promette soluzioni né guarigioni miracolose, ma insiste su una verità semplice e potente: anche quando sei rotto, puoi ancora restare connesso agli altri.

E spesso è abbastanza."

da Film da vedere prima di morire

Se la tua ansia è di origine psicologica,  richiedi un consulto ad  unə psicoterapeuta. Di solito la psicoterapia compor...
03/02/2026

Se la tua ansia è di origine psicologica, richiedi un consulto ad unə psicoterapeuta.

Di solito la psicoterapia comporta l'incontro con un terapeuta appositamente formato e accreditato.

La durata del percorso dipende dalla specifica e soggettiva

Il percorso può prevedere anche le tecniche di rilassamento come il training autogeno o il rilassamento muscolare.

Nel 1985 ero presente al X Congresso della Società Italiana di Medicina Psicosomatica che si svolgeva in Abruzzo, dal ti...
02/02/2026

Nel 1985 ero presente al X Congresso della Società Italiana di Medicina Psicosomatica che si svolgeva in Abruzzo, dal titolo " Il corpo e la comunicazione non verbale", Presidente Romano Di Donato.

Erano presenti relatori del calibro di Umberto Galimberti, Pierrette Lavanchy, Michel Sapir, Camillo Loriedo, Piero Enrico Ricci Bitti, Boris Luan Plozza, Antonino Ferro, Eugenio Gaddini, Piero Parietti, Giampaolo Lai e tante altre figure di prestigio nel campo della cura psicologica.

A parlare del potere terapeutico delle favole, c'era anche lei, Maria Rita Parsi, Psicologa e Psicoterapeuta, che si farà poi conoscere a livello internazionale, soprattutto per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.

Ha fatto mille cose.

Ha messo a punto una "metodologia, applicabile in ambito psicologico, socio-pedagogico e psicoterapeutico, denominata psicoanimazione" e ha fondato e diretto la Scuola Italiana di Psicoanimazione, per lo sviluppo del potenziale umano.

Si è battuta contro gli abusi e i maltrattamenti dei bambini e dei ragazzi e per la loro tutela giuridica e sociale nell' Associazione Onlus "Movimento per, con e dei bambini", poi diventata Fondazione Movimento Bambino Onlus che opera per la diffusione della cultura dell'infanzia e dell'adolescenza.

L'ultima volta che ho avuto modo di ascoltare Maria Parsi è stato ad aprile dello scorso anno al workshop organizzato dall'Istituto Comprensivo Valle Fino, dove lavoravo come psicologa, dal titolo "Adolescenza, maneggiare con cura", in cui affermava dinanzi a una platea di genitori, con la sua solita grinta, che i ragazzi hanno bisogno di presenza, non di perfezione.

Della morte ha detto : "Io me la sento come liberazione" "la paura della morte... non si deve aver paura ... è il successo più importante dell'essere umano e soprattutto è importante considerare il fatto che, alla fine di una vita, se hai fatto un percorso che ti corrisponde, ce la fai a lasciare andare, a salutare tutti e a dire è andata bene".

Oggi se n'è andata.
Grazie e buon viaggio!


S. Freud, Opere vol 5, p 331, Boringhierida Centro Clinico di Psicoanalisi Integrata   #
30/01/2026

S. Freud, Opere vol 5, p 331, Boringhieri

da Centro Clinico di Psicoanalisi Integrata

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Il dolore da solo non diventa trauma. A renderlo tale è spesso la solitudine in cui lo viviamo Quando manca qualcuno che...
29/01/2026

Il dolore da solo non diventa trauma. A renderlo tale è spesso la solitudine in cui lo viviamo
Quando manca qualcuno che ci guardi con comprensione, che ci ascolti senza giudicare, il peso delle emozioni resta incastrato nel corpo e nella mente.

La relazione terapeutica è proprio questo: uno spazio sicuro, accogliente, dove il trauma può finalmente essere visto, sentito, narrato. Un luogo dove ciò che è stato congelato nel tempo può tornare a muoversi.

Nel percorso EMDR il terapeuta non è solo un tecnico, ma un testimone presente e attento.
È insieme al paziente che si affrontano i ricordi dolorosi, per liberarli dal passato e permettere alla guarigione di iniziare.

Associazione EMDR Italia

Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio. Una delle cause è l'imp...
28/01/2026

Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio.

Non c'è pensiero senza parole.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.

Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.

La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E, abbiamo già detto che non c'è pensiero senza parole.

Diversi studi dimostrano la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.

La graduale scomparsa dei tempi dei verbi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
...

Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero complesso.

Facciamo parlare, leggere e scrivere i nostri figli, i nostri studenti. Insegniamo e praticare la lingua nelle sue forme più diverse. Anche se sembra complicata. Soprattutto se è complicata.
Perché in questo sforzo c'è la libertà.

Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana.

[Christophe Clavé]

Mente e corpo sono strettamente connessi.Stress cronico, emozioni represse (rabbia, paura, tristezza), sogni e bisogni i...
23/01/2026

Mente e corpo sono strettamente connessi.

Stress cronico, emozioni represse (rabbia, paura, tristezza), sogni e bisogni inascoltati, traumi irrisolti, conflitti interiori, etc. possono indebolire il sistema immunitario, trasformando il disagio psichico in sintomi fisici (disturbi psicosomatici) come ad esempio mal di stomaco, emicrania, dolori muscolari, maggiore vulnerabilità a infezioni e via dicendo.

Ciò accade perchè il corpo "si fa carico" di ciò che la mente non riesce a elaborare.

Chiedi aiuto ad unə psicologə se hai disturbi fisici non dovuti a causa organica, in modo da essere guidato verso la soluzione del tuo problema.

Mi emozionano questi versi e trovo che esprimano tanto di ciò che è proprio del percorso psicologico.Se ne avete voglia ...
22/01/2026

Mi emozionano questi versi e trovo che esprimano tanto di ciò che è proprio del percorso psicologico.
Se ne avete voglia cercate questa poesia e leggetela tutta.

"Si può, sai, stando qui
stando molto fermi
sostenere una stella. Si può
dire alla foglia di cadere quando è ora
e il frutto pilotarlo
alla maturazione.
Si può, credi, festeggiare ogni onda
scandire i fili d’erba e nominare
nell’aria il bene. Spingere il bene alle contrade
pacificare spiriti di guerra. Sostenere
la fiamma di ogni focolare nelle cucine
piccole del mondo, nei tuguri portare
la fiammella che trasforma in mangiare
i frutti della terra. Tenere l’acqua
nella trasparenza. E ferma la montagna
senza vacillare.

Stando molto fermi
si può adorare. Si può entrare
nel dolore di un altro e sollevare,
asciugare il bucato. Volare. Si può
far cuore col cuore della terra. Si può
spezzare in infinità l’umana particella
di carne. Scatenare il potenziale atomico
che sta in ogni scaglia
della nostra pelle. Festeggiare da lì
la presente – nostra – eternità. "


In questo libro Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, "apre uno spazio di riflessione su una delle esperienze ...
21/01/2026

In questo libro Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, "apre uno spazio di riflessione su una delle esperienze più comuni e insieme più enigmatiche dell’esistenza umana: la sofferenza autoinflitta, quella tendenza oscura che ci porta a sabotare la nostra stessa felicità" ( Officina Filosofica)

Si esplora il masochismo come tendenza psicologica e fenomeno sociale e si analizzano le ragioni per cui le persone si auto-sabotano e rimangono in situazioni dolorose facendo riferimento a psicoanalisi, cinema e arte per comprendere le dinamiche del dolore auto-inflitto e collettivo.

Un libro che aiuta a conoscersi per gestire meglio il dolore, prima che diventi un'abitudine o una necessità.
Il dolore inteso come esperienza che chiede di essere compresa, interpretata, narrata.

Quando temiamo l’abbandono o il rifiuto, diventa difficile dire “no”, esprimere bisogni, difendere il nostro spazio.Così...
15/01/2026

Quando temiamo l’abbandono o il rifiuto, diventa difficile dire “no”, esprimere bisogni, difendere il nostro spazio.
Così iniziamo a rinunciare a proteggere i nostri confini per paura di perdere l’altro.

Ma ecco il paradosso:
più ignoriamo ciò che ci fa stare bene, più ci sentiamo svuotati, frustrati e poco autentici. E la relazione… si indebolisce.

IL circolo che logora:

Paura di essere lasciati
Evitare i conflitti
Dire sempre sì
Sovraccarico emotivo
Risentimento e distanza

Proprio ciò che temevamo si avvicina: la rottura.

Mettere limiti non è allontanare, è proteggere la relazione.
Il confine non è un muro: è un modo per dire “posso restare, senza perdere me stesso”.

Se ti riconosci in questo, non sei solo. È un pattern comune, ma può essere trasformato con consapevolezza e supporto.

Dal podcast Le stanze della paura


Da Psycool
12/01/2026

Da Psycool

Domani si ricomincia!
06/01/2026

Domani si ricomincia!

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Martedì 09:00 - 13:00
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Mercoledì 09:00 - 13:00
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