03/02/2026
C'eravamo anche noi!
Diffondere la cultura del soccorso è una delle nostre missioni: grazie ai nostri formatori che vanno nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende per insegnare cosa fare in caso di emergenza 🧡
C’è una delle nostre attività che mi rende piuttosto orgoglioso, ovvero la formazione alle manovre salvavita ai laici. I privati cittadini, i non volontari, che scelgono di essere utili, di provare a salvare una vita in caso di necessità.
Un lavoro importante, quello svolto dai nostri formatori che ieri erano riuniti nell’ultima giornata di retraining. Nel 2025 sono stati organizzati più di 600 corsi che hanno portato alla formazione di 7.000 cittadini che hanno appreso come fare la rianimazione di base e a usare un defibrillatore automatico. Abbiamo preso parte anche al progetto della Regione Toscana, ‘Giovani Sicuri’ per la formazione degli studenti maggiorenni all’uso del defibrillatore: lo scorso anno 3.000 studenti in tutta la regione hanno appreso le tecniche di rianimazione.
Ogni anno, in Italia, migliaia di persone muoiono per arresto cardiaco improvviso fuori dagli ospedali. Case, strade, uffici, palestre, scuole. Luoghi normali, vite normali. Nella maggior parte dei casi, chi assiste all’evento è un laico: un familiare, un collega, un passante. Qualcuno che vorrebbe fare qualcosa, ma non sa cosa fare. O peggio, ha paura di sbagliare. Eppure lo sappiamo chiaramente: l’intervento immediato di chi è presente (massaggio cardiaco, chiamata tempestiva ai soccorsi, uso di un defibrillatore) può raddoppiare o triplicare le possibilità di sopravvivenza. Non servono camici, non servono titoli. Servono conoscenze di base, allenamento, fiducia.
Viviamo in un Paese dove è obbligatorio conoscere il codice della strada per guidare, ma non è obbligatorio sapere come salvare una vita. Dove si discute di educazione civica, digitale, ambientale, ma si lascia al caso l’educazione all’emergenza. Come se il soccorso fosse una materia specialistica, riservata ai professionisti, e non un dovere collettivo.
Noi ce la mettiamo tutta: con i corsi, ‘seminando’ defibrillatori in giro per le città attraverso le nostre associazioni. Vogliamo fare ancora di più, insieme ai nostri concittadini.