Neuropsicologia clinica - Dott.ssa Aleksandra Podgorska

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Neuropsicologia clinica - Dott.ssa Aleksandra Podgorska Valutazioni neuropsicologiche e riabilitazione cognitiva a seguito di lesioni cerebrali di diversa e

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La percezione soggettiva di difficoltà cognitive non si interpreta solo con un punteggio.Richiede integrazione, formulaz...
08/02/2026

La percezione soggettiva di difficoltà cognitive non si interpreta solo con un punteggio.
Richiede integrazione, formulazione e decisioni cliniche consapevoli.

I test sono fondamentali, ma il lavoro vero è clinico:interpretare, integrare, prendersi carico. 🧠
06/02/2026

I test sono fondamentali,
ma il lavoro vero è clinico:
interpretare, integrare, prendersi carico. 🧠

🧠 Amnesia infantile: perché non ricordiamo i primi anni di vita?L’idea classica secondo cui non ricordiamo l’infanzia pe...
28/01/2026

🧠 Amnesia infantile: perché non ricordiamo i primi anni di vita?

L’idea classica secondo cui non ricordiamo l’infanzia perché il cervello immaturo non è in grado di formare ricordi è oggi sempre meno sostenibile.
Le evidenze suggeriscono che forme precoci di codifica dipendente dall’ippocampo siano presenti già nel primo anno di vita.

🔬 Cosa mostrano le ricerche?

- Studi comportamentali indicano che già nel primo anno di vita i bambini riconoscono stimoli, contesti e sequenze apprese.
- Parallelamente, studi di risonanza magnetica funzionale (fMRI) mostrano che l’ippocampo, struttura centrale per la memoria, è funzionalmente attivo nella codifica di nuove informazioni già tra i 4 e i 24 mesi. In questi studi, una maggiore attività ippocampale durante l’esposizione iniziale è associata a un migliore riconoscimento successivo dello stimolo

Questo suggerisce che forme precoci di codifica di eventi specifici sono possibili, anche se il sistema di memoria è ancora in maturazione.

Perché allora questi ricordi non sono accessibili in età adulta?
Le spiegazioni più accreditate riguardano consolidamento e recupero, non l’assenza di memoria.

1️⃣ Circuiti mnestici in trasformazione: Nei primi anni di vita l’ippocampo continua a maturare, le connessioni ippocampo–neocorteccia sono instabili e la neurogenesi ippocampale è elevata.
Questi fattori possono ridurre la stabilità a lungo termine delle tracce mnestiche precoci.
2️⃣ Problema di accesso, non di cancellazione
3️⃣ Mancanza dei sistemi per il ricordo autobiografico: Il ricordo autobiografico richiede linguaggio, senso del sé, organizzazione narrativa e funzioni esecutive, sistemi non ancora sviluppati nei primi anni di vita.

Le esperienze precoci: vengono codificate, influenzano sistemi impliciti e regolativi, contribuiscono ai modelli di attaccamento, anche se, non sono accessibili come memorie autobiografiche consapevoli.
Per questo motivo: un adulto può non ricordare nulla dei primi anni di vita e allo stesso tempo portarne gli effetti emotivi, relazionali e corporei.

La domanda forse non è solo perché non ricordiamo, ma in che forma quelle esperienze continuano a operare nel tempo?

Ci sono serate in cui esco dallo studio e sento un peso silenzioso. Ho ascoltato dolore, paura, colpa, perdita… e poi to...
23/01/2026

Ci sono serate in cui esco dallo studio e sento un peso silenzioso. Ho ascoltato dolore, paura, colpa, perdita… e poi torno a casa con il mio silenzio, con pensieri che non posso condividere come farebbe un amico comune.

Essere terapeuta significa anche vivere costantemente tra le vite degli altri, custodire storie di dolore, paura, colpa, perdita.
Eppure, spesso, quando la giornata finisce, ci ritroviamo soli con noi stessi, in una quiete che pesa.

La cura di sé non è egoismo: è la condizione per poter amare veramente, anche professionalmente, senza svuotarsi o svendersi.
Solo chi riconosce la propria fragilità può entrare autenticamente in relazione con gli altri, offrendo presenza vera e non semplici tecniche.
La vulnerabilità è ciò che ci rende umani.
Solo chi la riconosce e la accoglie può entrare davvero in contatto con i pazienti e offrire presenza autentica.

Prendersi cura di sé non è un lusso: è una necessità professionale ed etica.

Anche noi, custodi delle storie altrui, abbiamo bisogno di essere nutriti, ascoltati e sostenuti. La nostra capacità di accompagnare gli altri dipende anche da quanto ci prendiamo cura di noi stessi! 🩵

Ci sono serate in cui esco dallo studio e sento un peso silenzioso. Ho ascoltato dolore, paura, colpa, perdita… e poi to...
23/01/2026

Ci sono serate in cui esco dallo studio e sento un peso silenzioso. Ho ascoltato dolore, paura, colpa, perdita… e poi torno a casa con il mio silenzio, con pensieri che non posso condividere come farebbe un amico comune.

Essere terapeuta significa anche vivere costantemente tra le vite degli altri, custodire storie di dolore, paura, colpa, perdita.
Eppure, spesso, quando la giornata finisce, ci ritroviamo soli con noi stessi, in una quiete che pesa.

La cura di sé non è egoismo: è la condizione per poter amare veramente, anche professionalmente, senza svuotarsi o svendersi.

Solo chi riconosce la propria fragilità può entrare autenticamente in relazione con gli altri, offrendo presenza vera e non semplici tecniche.

La vulnerabilità è ciò che ci rende umani. Solo chi la riconosce e la accoglie può entrare davvero in contatto con i pazienti e offrire presenza autentica.

Prendersi cura di sé non è un lusso: è una necessità professionale ed etica.

Anche noi, custodi delle storie altrui, abbiamo bisogno di essere nutriti, ascoltati e sostenuti. La nostra capacità di accompagnare gli altri dipende anche da quanto ci prendiamo cura di noi stessi! 🩵

🧠 Con la definizione del calendario formativo 2026, riprenderanno alcune attività di formazione in neuropsicologia già p...
18/01/2026

🧠 Con la definizione del calendario formativo 2026, riprenderanno alcune attività di formazione in neuropsicologia già proposte negli anni precedenti, riorganizzate e aggiornate nei contenuti e alcuni corsi nuovi.

Le proposte formative sono orientate alla pratica clinica della valutazione neuropsicologica, con particolare attenzione alle modalità operative: dalla conduzione del primo colloquio alla somministrazione dei test, fino all’interpretazione e all’integrazione dei dati nel ragionamento diagnostico.

I percorsi affrontano in modo applicativo:

– il primo colloquio neuropsicologico, come momento centrale di raccolta anamnestica e osservazione clinica

– la valutazione neuropsicologica nei disturbi cognitivi acquisiti, con attenzione alla scelta e alla corretta somministrazione degli strumenti

– la valutazione neuropsicologica nelle demenze, attraverso indicazioni operative sulla somministrazione e interpretazione dei test, casi clinici e esempi di pratica professionale

Si tratta di nuove edizioni di corsi già svolti negli anni precedenti, mantenendo un’impostazione fortemente operativa e orientata alla trasferibilità nella pratica clinica quotidiana.

I corsi saranno erogati sia in modalità sincrona (diretta), nelle date previste, sia in modalità asincrona (on-demand), al fine di favorire la partecipazione di studenti e professionisti.

Le attività formative sono rivolte a studenti, specializzandi e professionisti interessati a consolidare un metodo di lavoro strutturato e clinicamente fondato nell’ambito della valutazione neuropsicologica.

Per informazioni o chiarimenti è possibile scrivermi in DM oppure contattarmi via mail all’indirizzo:

📩 info@neuropsicologiaclinica-ap.com

All’inizio del mio lavoro clinico mi accompagnava una sensazione persistente:non sentirmi abbastanza pronta.Avevo studia...
17/01/2026

All’inizio del mio lavoro clinico mi accompagnava una sensazione persistente:
non sentirmi abbastanza pronta.

Avevo studiato, avevo i titoli necessari, eppure dentro restava l’idea di non essere ancora davvero una psicologa.
Come se ci fosse una soglia invisibile da superare, qualcosa che mancava prima di potermi autorizzare a stare in quella stanza.
Guardavo i colleghi più avanti di me e mi sentivo indietro.
Non tanto per ciò che sapevano, ma per la sicurezza che sembravano avere.
Io, invece, portavo con me il dubbio.
E spesso pensavo che il dubbio fosse una prova della mia inadeguatezza.

Col tempo ho compreso che quel sentirmi “non abbastanza” non era un ostacolo da eliminare, ma una condizione da abitare.
Non si entra nel lavoro clinico sentendosi pronti: ci si entra sentendosi esposti.

Ho imparato facendo.

Stando nei contesti, ascoltando più di quanto parlassi, accettando di non sapere.
E ho imparato quando ho iniziato a condividere le mie incertezze con altri colleghi, invece di nasconderle.
La supervisione non mi ha tolto il dubbio.
Mi ha aiutata a non esserne schiacciata.
E poi la formazione continua: corsi, libri, aggiornamenti… ancora supervisioni. Non come rincorsa a essere “brava abbastanza”, ma come atto di cura verso me stessa e verso chi avrei incontrato.

Oggi penso che il sentirsi “non ancora psicologi” sia una delle esperienze più comuni, e meno dette, all’inizio di questo lavoro.

Non perché manchi qualcosa, ma perché lavorare con l’altro mette inevitabilmente in discussione chi siamo.
Perché lavorare con l’esistenza dell’altro significa entrare in contatto, ogni volta, con la propria.

Forse, a qualcuno che è all’inizio, sarebbe servito sentirsi dire questo.
Forse, all’inizio, non siamo “non abbastanza”.
Siamo semplicemente all’inizio.

🧠 Corso di formazione pratico - Valutazione neuropsicologica nelle cerebrolesioni acquisiteIl corso è focalizzato sulla ...
07/01/2026

🧠 Corso di formazione pratico - Valutazione neuropsicologica nelle cerebrolesioni acquisite

Il corso è focalizzato sulla valutazione neuropsicologica di pazienti con:
– ictus ischemico ed emorragico
– trauma cranico (TBI)
– neoplasie cerebrali
– encefalopatie
– esiti di interventi neurochirurgici
– altre patologie neurologiche acquisite con compromissione cognitiva

L’obiettivo è fornire strumenti concreti, utilizzabili da subito nella pratica clinica, mantenendo sempre un ancoraggio solido alla letteratura scientifica.

Il corso è articolato in 7 incontri da 2 ore e prevede:
• dimostrazioni guidate di valutazione delle funzioni cognitive in pazienti con cerebrolesione acquisita
• esercitazioni pratiche e compilazione di protocolli
• discussione e analisi di casi clinici
• interpretazione qualitativa e quantitativa
• impostazione e stesura del referto neuropsicologico

📚 Materiali forniti:
Per ciascuno strumento verranno condivisi: taratura, articolo di riferimento e protocollo (quando non soggetti a copyright).

🗓 Febbraio / Marzo 2026
💻 Online

📩 Info e iscrizioni
info@neuropsicologiaclinica-ap.com
oppure link in bio

Ciaooo a tutti! Eccomi con nuove schede da utilizzare nei percorsi di stimolazione e riabilitazione cognitiva con i vost...
30/12/2025

Ciaooo a tutti! Eccomi con nuove schede da utilizzare nei percorsi di stimolazione e riabilitazione cognitiva con i vostri pazienti!🧠

📲 Vuoi ricevere le schede in formato PDF?
Puoi stamparle oppure utilizzarle direttamente dal PC durante le sedute.

Per ottenerle:
1️⃣ Condividi questo post nelle tue storie e taggami
(se hai il profilo privato, mandami uno screenshot 📸)
2️⃣ Metti “mi piace” al post
3️⃣ Commenta taggando una persona che potrebbe essere interessata a questi materiali 🗣️

📚 Vuoi TUTTO il materiale?
Ho preparato anche il pacchetto completo con 50 schede pronte da stampare.
Se ti interessa, scrivi “PACCHETTO” nei commenti o in DM e te lo mando! 😊

Disponibile fino a mercoledì 1 gennaio, ore 12.

🧠 Valutazione neuropsicologica nelle demenze - Corso pratico (XVI edizione)Su grande richiesta torna il percorso formati...
23/11/2025

🧠 Valutazione neuropsicologica nelle demenze - Corso pratico (XVI edizione)

Su grande richiesta torna il percorso formativo dedicato alla pratica clinica nella valutazione neuropsicologica delle demenze.

📌 A chi è rivolto?
Psicologi, neuropsicologi, logopedisti, medici specialisti in neurologia, geriatria e studenti in formazione.

🔍 Cosa faremo insieme?

Esercitazioni guidate nella somministrazione e scoring dei test più utilizzati.
Interpretazione clinica dei dati.
Scrittura della relazione neuropsicologica.
Confronto su protocolli, tarature e riferimenti scientifici.

💻 Come lavoreremo?
In modo pratico e concreto, su casi clinici reali, strumenti e buone prassi.

🎓 Un corso focalizzato sulla pratica clinica, con massimo 20 partecipanti per favorire il confronto e l’interazione.

📅 Date: 2, 9, 16, 23, 30 gennaio 2026
⏰ Orario: 19:00–21:00
📍 Online, in diretta o differita

📩 Per ricevere il programma o iscriverti:

Scrivi in DM
Invia una mail a info@neuropsicologiaclinica-ap.com
Oppure lascia il tuo indirizzo email nei commenti

✨ Un’occasione per acquisire strumenti immediatamente spendibili nella tua pratica professionale.

Eccomi con altre schede da utilizzare nei percorsi di stimolazione/riabilitazione cognitiva con i vostri pazienti! 🧠 Liv...
18/11/2025

Eccomi con altre schede da utilizzare nei percorsi di stimolazione/riabilitazione cognitiva con i vostri pazienti! 🧠

Livello: moderato-difficile

📲Vuoi ricevere le schede in formato PDF? Puoi stamparle oppure utilizzarle sul PC durante le sedute con i tuoi pazienti.

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DISPONIBILE PER 24 ORE!

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Negli ultimi anni noto sempre più colleghi, e a volte persino chi ha appena finito la laurea in psicologia, definirsi gi...
08/11/2025

Negli ultimi anni noto sempre più colleghi, e a volte persino chi ha appena finito la laurea in psicologia, definirsi già “futuri neuropsicologi” o “esperti in tutto”: memoria, attenzione, DSA, trauma cranico, demenze, ADHD, riabilitazione cognitiva, meditazione “neuro-non-so-cosa” e persino neuroscienze applicate alla crescita personale.

Capita, e non voglio fare la moralista: il mercato è competitivo e la psicologia è un campo enorme. Ma credo valga la pena condividere qualche riflessione, anche solo per aiutare le persone a orientarsi.

La neuropsicologia è un mestiere concreto, non un’etichetta elegante.

Dietro la parola “neuropsicologo” ci sono anni di formazione, una scuola di specializzazione, protocolli validati, valutazioni strutturate, linee guida, supervisione clinica e molto altro ancora. Non è semplicemente mettere il prefisso “neuro” davanti a qualunque cosa.

Oggi, anche chi ha partecipato a un weekend di formazione può definirsi “esperto di riabilitazione cognitiva avanzata”. La realtà è che la neuropsicologia richiede tempo, esperienza clinica e umiltà, non slogan.
La trasparenza è un atto di professionalità.

Abbiamo una responsabilità verso chi si affida a noi. I pazienti contano sulla nostra competenza per ricevere valutazioni accurate e interventi mirati.
Non si tratta di apparire competenti, ma di aiutare davvero chi ci sta davanti con strumenti e soluzioni concreti.

La neuropsicologia si fonda su rigore, metodo e chiarezza. Meno etichette e più sostanza significa rispettare davvero la disciplina. Il titolo di neuropsicologo non è un accessorio: comunicare con trasparenza le proprie competenze fa parte integrante della professionalità e dell’etica.

Indirizzo

Via Delle Torri
Pisa
56124

Telefono

+393246642287

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