Psicologa Pisa - ValentinaCottone

Psicologa Pisa - ValentinaCottone Psicologa
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Esperta e tutor dei processi d'apprendimento

Psicologa
Tecnico della riabilitazione psichiatrica Riabilitazione cognitiva
Esperta dei processi d'apprendimento
Tutor BES, ADHD e DSA

16/02/2026

Crisi di coppia e bambini

È un tema delicato. Scomodo.

E confesso: non è quello in cui mi sento più a mio agio.

Eppure è sempre più presente in ambulatorio.

Sempre più genitori chiedono aiuto.
Non per la febbre, non per la tosse.
Per il clima che si respira in casa.

E da pediatra sento chiaramente il limite del mio ruolo:
quando il disagio è relazionale, il fonendoscopio non basta.

Quanto sarebbe utile avere uno psicologo nella stanza accanto, a cui poter dire: “Entrate, vi accompagno io”.

Il bambino non conosce le dinamiche della coppia — ma ne assorbe il clima.
Non comprende le ragioni delle discussioni — ma sente la tensione.
Non partecipa ai conflitti — ma spesso ne manifesta gli effetti nel corpo e nel comportamento.

I bambini sono sensori emotivi finissimi dell’ambiente in cui vivono.

Non ho una formazione specifica sulla crisi di coppia.
Spesso mi affido al buon senso, all’ascolto, all’esperienza clinica.
Provo a proteggere i bambini dal conflitto aperto.
A “raffreddare” l’aria.
A sostenere stabilità, prevedibilità, presenza affettiva affidabile.

Più lavoro, più mi è chiaro che la pediatria di oggi è inevitabilmente relazionale — non solo clinica.

Prendersi cura del clima emotivo familiare è prevenzione vera.
Tanto quanto un vaccino. Tanto quanto una buona alimentazione.

E io mi muovo in quella terra di mezzo:
non terapeuta di coppia, non psicologo —
ma punto di riferimento stabile per il bambino e per la sua famiglia.

Cosa ne pensate?

Per un bambino, la perdita di un nonno è spesso il primo, traumatico confronto con il concetto di morte.«Al giorno d'ogg...
13/02/2026

Per un bambino, la perdita di un nonno è spesso il primo, traumatico confronto con il concetto di morte.

«Al giorno d'oggi si cerca in tutti i modi di evitare questo tema», spiega a 𝐿𝑒𝑔𝑔𝑜 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐁𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫, psicologa e psicoterapeuta, già referente del Gruppo di Lavoro Perinatalità, Infanzia e Adolescenza del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

«Possiamo usare metafore e analogie proprio come le piante che, se non hanno più acqua o sono molto vecchie, appassiscono. È un modo per dire che il nostro corpo a un certo punto smette di funzionare. Quello del "si è addormentato" non è una buona immagine: il bambino potrebbe associare il dormire al morire e sviluppare il terrore di andare a letto», suggerisce la psicologa.

La partecipazione ai riti ha una funzione importante: «Il funerale è l'esperienza che le persone reggono meglio perché senti che non sei solo, condividi la sofferenza con gli altri. È un atto di consolazione collettiva che fa bene anche ai più piccoli, dai 7-8 anni in su», prosegue.

Se il nonno sta morendo, fingere che tutto vada bene non protegge davvero il bambino. È meglio prepararlo con gradualità: «Se sappiamo che è questione di mesi, dobbiamo prepararlo. Questo gli permette di fare un saluto particolare, di dire ai nonni cose belle che diventeranno un pensiero consolante dopo. Sapere di aver detto "ti voglio bene" nel momento giusto è un farmaco potente contro il senso di colpa e il vuoto».

Infine, la memoria si coltiva nella quotidianità. «Oggi che abbiamo fotografie ovunque, è importante ricordare i nonni nei fatti, nelle cose che abbiamo fatto insieme o in quello che loro dicevano dei nipoti. Raccontare storie li tiene in vita», conclude.

Per l’articolo completo 👇
https://www.leggo.it/italia/cronache/11_febbraio_2026_morte_nonni_bambini_come_spiegare_psicologa_roberta_bommassar-9339217.html?refresh_ce

01/02/2026
Ringrazio la collega Pedagogia in tasca  per l'articolo!Masha e l’Orso e comportamento dei bambini: c’è un collegamento?...
29/01/2026

Ringrazio la collega Pedagogia in tasca per l'articolo!

Masha e l’Orso e comportamento dei bambini: c’è un collegamento? Sì. E non ha nulla a che fare con “capricci” “disobbedienza” o bambini viziati.

🧠 Cosa succede nel cervello del bambino?

Masha e l’Orso è un cartone con:
• ritmo molto veloce
• continui cambi di scena
• comportamenti impulsivi non contenuti
• stimolazione costante senza pause

Per il cervello di un bambino piccolo questo significa iper-attivazione.

👉 Il sistema nervoso resta “acceso”.
👉 L’autoregolazione si abbassa.
👉 Le emozioni diventano più difficili da gestire.

Ecco perché dopo la visione possono aumentare:
• capricci
• opposizione
• difficoltà a fermarsi
• agitazione e irritabilità

⚠️ Attenzione:
Questo non significa demonizzare il cartone. Significa capire che non tutti i contenuti sono regolanti per tutti i bambini.

Ogni bambino ha una soglia diversa di stimolazione. E i bambini più sensibili o reattivi… lo mostrano subito, nel comportamento.

💡 Il punto non è “vietare”, ma:
• scegliere cosa proporre
• quando proporlo
• per quanto tempo
• osservare cosa succede DOPO

Quando cambiamo l’ambiente, il comportamento cambia.

👇 Se anche tuo figlio fa più fatica a regolarsi,
💬 commenta CAPRICCI
e ti mando la mia guida gratuita per capire cosa c’è davvero dietro crisi, urla e opposizione (e come intervenire senza urlare).

💖 Seguimi per altri contenuti su educazione, capricci, rabbia e come educare senza urla e punizioni


✍️ Norma Russo, Pedagogista e Autrice del libro “Fa i capricci perché è viziato” (Edizioni Ducale).👇🏻
📚Lo trovi al link in bio
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Anche a me scappa l'urlo ma è  bene sapere...
28/01/2026

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Lettura interessante!
25/01/2026

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24/01/2026

Un genitore riflessivo durante un conflitto non si trasforma in un bambino o
adolescente ribelle ma rimane
Adulto e Genitore.

Giuseppe Rambaldo Educazione & Pedagogia

https://www.facebook.com/share/1AprPcaGWi/
22/01/2026

https://www.facebook.com/share/1AprPcaGWi/

MI STO ARRABBIANDO!

La rabbia, nell’essere umano - nei neonati, nei bambini e bambine, in adolescenza, negli adulti - ha uno scopo.
Non è un errore da correggere.
Non è un difetto da eliminare.

Per molte persone è stata - ed è - una guardia del corpo: colei che protegge, difende, mette al sicuro l’anima.

La rabbia può averci tenuti al sicuro.
Può aver impedito di avvicinarsi, di esporsi, di ripetere esperienze di abbandono, invasione o abuso.
In questo senso, la rabbia è profondamente connessa a un bisogno primario: il bisogno di sicurezza.
Spesso la rabbia può distrarre dai sentimenti più autentici e vulnerabili.

Dal punto di vista neurobiologico, la rabbia è considerata un’emozione difensiva. Le neuroscienze affettive ci ricordano che la rabbia è collegata ai sistemi di sopravvivenza: serve a mobilitare energia, a proteggere confini, a reagire a una minaccia percepita.

Se rallentiamo.
Se ascoltiamo il corpo.
Se restiamo con il respiro.
Se ascoltiamo le tensioni corporee.
Se ascoltiamo le sensazioni.
Se volgiamo lo sguardo dentro di noi senza giudizio nelle nostre esplosioni possiamo forse ritrovare altro:

🌱 forse paura
🌱 forse tristezza
🌱 forse vergogna
🌱 forse solitudine
🌱 forse il bisogno di essere visti e ascoltati
🌱 forse il bisogno di autonomia…

La rabbia va ascoltata.
La rabbia non va giudicata.
La rabbia è vitale, perché segnala un confine violato, un’ingiustizia, una minaccia al nostro vero Sé.

L’educazione ricevuta non accompagna funzionalmente tutto ciò. A molti di noi, la rabbia è stata repressa, bloccata, negata. Senza consapevolezza. Per immaturità emotiva.
Abbiamo imparato presto che “non si deve”, che “non è accettabile”, che “così perdo l’amore”.
E così l’abbiamo spinta giù, là in quell’angolino, sempre più lontana e nascosta.

Ma ciò che viene represso non scompare.
Resta nel corpo. Resta nelle nostre ombre, nelle parti che ci compongono.

🌟 E può riemergere come fuoco improvviso quando qualcosa, nell’oggi, la riattiva.
Ad esempio… nella relazione con bambini e bambine.

Si. Perché la rabbia autentica dei bambini e delle bambine - autentica, corporea, viva - può riportarci in contatto con le nostre parti dimenticate.
Con la nostra storia.
Con i nostri bisogni non ascoltati.

🌱 Essere adulti educatori porta a re-imparare a stare con le proprie emozioni.
Dentro di noi.
Ascoltarle, abbracciarle.
Regolando il nostro sistema difensivo.

💚 Per Co-Regolare Consapevolmente

Atelier della Pedagogista


Indirizzo

Via Bargagna 60
Pisa
56100

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Sono una persona che ama imparare. Credo che ognuno di noi abbia qualcosa da insegnare e molto da imparare ...

Psicologa

Educatore sanitario (Riabilitazione Psichiatrica)