28/12/2025
💛💙 di Pietro Gennai FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA
“I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».”
(Dal Vangelo secondo Matteo, 2,13 ss)
Giuseppe per ben tre volte si ritrova a sognare, e per tre volte si mette in strada. Stringe a sé la famiglia e si mette in cammino. Tre azioni da scolpire: seguire un sogno, iniziare un cammino e custodire. Sognare è il primo verbo. È il verbo di chi non si accontenta del mondo così com’è. Mettersi in cammino è la seconda azione. Non restare fermi, ma studiare progetti, itinerari, riposi, misurare la fatica e le forze. Il Signore non offre mai un prontuario di regole, lui accende obbiettivi e il cuore, poi ti affida alla tua libertà intelligente. Il terzo verbo è custodire, prendere con sé, stringere a sé, proteggere.
Due ragazzi innamorati e un neonato, in fuga. È successo allora, succede e succederà ancora, nell’umile coraggio di una, di tante, di mille creature innamorate e silenziose.
Allora vedo Vangelo di Dio quando vedo una coppia che stringe a sé la vita dell’altro; è presenza di Dio ogni famiglia che cammina insieme, pellegrini o profughi, ma di speranza. Oggi, nella festa della famiglia santa, vera liturgia domestica sarà regalare un abbraccio, non distratto, non svogliato, in cui dare e ricevere amore.
(Ermes Ronchi, liberamente tratto da www.smariadelcengio.it)