01/03/2026
💛💙 di Pietro Gennai
ABITATI DALLA LUCE
“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».”
(Dal Vangelo secondo Matteo, 17,1-9)
Non parla oggi Gesù: prende quei tre amici fragili, impulsivi e veri e se li porta dietro sul monte. E loro sul monte ci arrivano proprio così come sono, incapaci di capire fino in fondo, fragili e limitati: come noi. E me li immagino, quei tre, a guardare a bocca aperta quel che sta succedendo, spalancare lo sguardo per cercare di capire. Il velo è caduto: brilla finalmente un Gesù tutto intero, compiuto, attraversato interamente dalla luce che lo abita. È come se fosse caduta una coperta, come se si fosse all’improvviso rivelata una verità. Gesù Cristo “ha fatto risplendere la vita”, afferma S. Paolo, e non solo sul monte, non solo la Sua, ma anche la mia, la tua; ‘ha dato splendore agli incontri e bellezza alle vite’ (E. Ronchi). E non come premio esclusivo per quelli che non sbagliano mai, ma è per tutti, per chi sa staccarsi dalla banalità e respirare aria un po’ più pulita.
Ma ecco che arriva la nube: non solo luce allora, ma anche ombra, perché Dio non si incontra unicamente nello splendore, ma anche nell’opacità, nella nebbia che offusca gli occhi, nell’incertezza che così spesso nasce in noi. E poi quella voce che invita ad una cosa sola: “Ascoltatelo”. Che è come dire “fidatevi della sua parola”. Ombre e luci oggi, insomma la vita tutta intera: a rivelarci che in ogni esistenza c’è una luce, che noi siamo più di ciò che appare, non solo le nostre ferite.
Anche noi abitati dalla luce che, silenziosamente, ci trasfigura ogni volta che scegliamo l’amore. Questo è il nostro destino, il destino di figli. Amati.
(Luigi Verdi, liberamente tratto dal quotidiano 'Avvenire' del 26.02.26)