Studio pediatrico Andrea Parri

Studio pediatrico Andrea Parri Studio Pediatrico.presso la Misericordia di Poggibonsi via volta 38a

specialista in Pediatria
specialista in medicina preventiva
omeopata (corso triennale unicista)
responsabile nazionale Fimp per le politiche dell allattamento e per i rapporti con Unicef
componente dell osservatorio regionale per l allattamento
ideatore e progettista del corso Fad su allattamento della regione Toscana
per due anni membro della commissione ministeriale su allattamento

26/12/2025

Credeva di studiare il latte.
Quello che scoprì fu una conversazione.

Nel 2008, l’antropologa evoluzionista Katie Hinde lavorava in un laboratorio di ricerca sui primati in California, analizzando il latte materno di scimmie macaco rhesus. Aveva centinaia di campioni e migliaia di punti dati. Tutto sembrava routine, finché un pattern rifiutò di scomparire.

Le madri che allevavano maschi producevano latte più ricco di grassi e proteine.
Le madri che allevavano femmine producevano un volume maggiore con bilanci nutrienti diversi.

Era coerente. Ripetibile. E profondamente scomodo per il consenso scientifico.

I colleghi suggerivano errore. Rumore. Coincidenza statistica. Ma Katie si fidava dei dati. E i dati indicavano un’idea radicale.

Il latte non è solo nutrizione.
È informazione.

Per decenni la biologia aveva trattato il latte materno come semplice carburante. Calorie dentro, crescita fuori. Ma se il latte fosse solo calorie, perché cambierebbe in base al sesso del bambino?

Katie continuò.

Analizzando più di duecentocinquanta madri e oltre settecento eventi di campionamento, la storia si fece più complessa. Le giovani madri alla prima gravidanza producevano latte con meno calorie ma livelli significativamente più alti di cortisolo, l’ormone dello stress.

I bambini che lo bevevano crescevano più velocemente.
Erano anche più vigili, più cauti e più ansiosi.

Il latte non costruiva solo corpi.
Modellava anche il comportamento.

Poi arrivò la scoperta che cambiò tutto.

Quando un neonato si nutre, microscopiche quantità di saliva tornano nel seno. Quella saliva porta segnali biologici sul sistema immunitario del bambino. Se il bambino si sta ammalando, il corpo della madre lo rileva.

Entro poche ore il latte cambia.

I globuli bianchi aumentano.
I macrofagi si moltiplicano.
Compaiono anticorpi mirati.

Quando il bambino guarisce, il latte torna alla normalità.

Non era una coincidenza.
Era chiamata e risposta.

Un dialogo biologico raffinato in milioni di anni. Invisibile alla scienza finché qualcuno non decise di ascoltare.

Esaminando la ricerca esistente, Katie trovò qualcosa di inquietante. Gli studi sulla disfunzione erettile erano il doppio di quelli sulla composizione del latte materno.

Il primo cibo che ogni umano consuma.
La sostanza che ha plasmato la nostra specie.
Per lo più ignorata.

Così fece qualcosa di audace. Lanciò un blog con un nome volutamente provocatorio, Mammals Suck Milk. Attirò oltre un milione di lettori nel primo anno. Genitori. Medici. Ricercatori. Persone che facevano domande che la scienza aveva saltato.

Le scoperte continuarono ad arrivare.

Il latte cambia in base all’ora del giorno.
Il latte iniziale differisce da quello finale.
Il latte umano contiene oltre duecento oligosaccaridi che i bambini non possono digerire perché servono a nutrire i batteri intestinali benefici.
Il latte di ogni madre è biologicamente unico.

Nel 2017 Katie portò questo lavoro su un palco TED. Nel 2020 raggiunse un pubblico globale attraverso la serie Netflix Babies. Oggi, presso il Comparative Lactation Lab dell’Arizona State University, la Dr.ssa Katie Hinde continua a influenzare il modo in cui la medicina comprende lo sviluppo infantile, la cura neonatale, il design del latte artificiale e la salute pubblica.

Le implicazioni sono enormi.

Il latte si è evoluto per più di duecento milioni di anni. Più a lungo dei dinosauri sulla Terra. Quello che una volta consideravamo semplice nutrizione è uno dei sistemi di comunicazione più sofisticati mai prodotti dalla biologia.

Katie Hinde non studiava solo il latte.
Rivelò che nutrire è intelligenza.
Un sistema vivente e reattivo che modella chi diventiamo prima ancora di parlare.

Tutto perché una scienziata rifiutò di accettare che metà della storia fosse un errore di misurazione.

A volte le rivoluzioni più grandi iniziano ascoltando ciò che tutti gli altri ignorano.

23/12/2025

🎄FESTIVITÀ E VALORE DEL GIOCO🎄

Dopo questi giorni di festività, molte case si riempiono di giocattoli nuovi.
Scatole colorate, luci, suoni, funzioni, pile, elettronica, promesse di apprendimento rapido e risultati visibili.
Eppure, spesso accade qualcosa di molto semplice e molto vero: dopo pochi giorni, molti di questi giocattoli vengono lasciati da parte da bambini e bambine.

Non perché i bambini e le bambine siano ingrati, distratti o “incostanti”. Non perché non sappiano apprezzare. Ma perché il loro gioco non abita lì.

I giocattoli troppo strutturati, rigidi, “che giocano da soli”, offrono poco spazio al pensiero creativo, al corpo, all’immaginazione.
Chiedono al bambino/a di seguire istruzioni già scritte, di raggiungere obiettivi già decisi, di restare dentro una forma che non può essere trasformata.

E allora cosa fanno i bambini e le bambine, quando possono?
Provano a smontarli.
A scomporli.
A destrutturarli.
A usarli “nel modo sbagliato”.

Non è distruzione.
È pensiero vivo.
È ricerca.
È gioco autentico.

✨ Il gioco non nasce dal giocattolo.
Il gioco è già insito nel bambino e nella bambina.

Nasce dal corpo che si muove, da mani che toccano e sperimentano, da cuori che battono e si muovono all’unisono al respiro, dall’immaginazione che trasforma, dalla possibilità di esplorare senza un risultato da raggiungere.
Non ha bisogno di scopi programmati, di luci che guidano, di pile che fanno funzionare, di risposte giuste.
Ha bisogno di tempo, spazio, materiali e oggetti aperti, di adulti che sappiano fidarsi.

Spesso basta molto meno:
– oggetti quotidiani,
– materiali destrutturati,
– elementi naturali,
– oggetti reali, di scarto e riciclo, che portano con sé la possibilità di combinare, separare, inventare.

Quando il gioco è libero, il bambino e la bambina costruiscono connessioni neurali, attenzione profonda, creatività, capacità di problem solving reale.
Quando il gioco è guidato dal giocattolo o dall’adulto, il corpo si spegne e l’interesse si esaurisce.

🌱 Forse, dopo le feste, la vera domanda non è: “Con cosa giocherà?”.
Ma: “Quanto spazio gli stiamo lasciando per essere autore del suo gioco?”

Perché il gioco non va insegnato. Va riconosciuto, custodito e rispettato.

Atelier della Pedagogista

21/12/2025

Il cuore del problema non risiede nella superficialità, non sono i social network, ne' l'uso smodato degli smartphone... questi sono solo gli effetti. Il fulcro di tutto è ben distante e se ne parla troppo poco. La vera piaga è che siamo tutti in fuga, scappiamo da ciò che proviamo perché nessuno ci ha insegnato come attraversare e modulare le nostre emozioni. Allora, insegniamo ai più piccoli a esplorare le emozioni ma... per farlo, impariamo noi in primis a tollerarle e a essere sinceri con noi stessi. La paura, infatti, è spesso silente e ci costringe a portare avanti narrazioni poco autentiche che noi abbiamo ereditato dai nostri genitori. La paura vive dietro le quinte e ci fa vivere come gli animali spaventati, sempre sulla difensiva, sempre sull'attenti, sì, attenti al paragone, al rifiuto, al mancato riconoscimento, alla disistima... Non viviamo! La paura ci depriva dell'autenticità. Ma una soluzione c'è.

Per approfondire: «il paesaggio della Paura» dal libro «Il Mondo con i Tuoi Occhi».📕

21/12/2025

Il freddo in sé non fa ammalare! Ecco perché ❄️

21/12/2025
20/12/2025
10/12/2025
07/12/2025
28/11/2025

Ciò che dici a un bambino, un giorno diventerà ciò che pensa di sé. ❤️

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Poggibonsi
53036

Telefono

+39336711877

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Digitare

pediatra

*specialista in Pediatria *docente della scuola di specializzazione in pediatria dell universita’ di Siena

* omeopata (corso triennale unicista) *responsabile nazionale Fimp (politiche allattamento e rapporti con Unicef (2003-17)

*ideatore e progettista del corso Fad su allattamento della regione Toscana e co-autore

*per due anni membro del comitato multisettoriale allattamento all Unicef