MOVE Physiotherapy

MOVE Physiotherapy Evidence-based rehabilitation. Integrated multi-professional team that fully embrace the biopsychosocial model of care.
(1)

Quando si passa dall'adolescenza ai primi anni dell'età adulta, l'attività fisica quotidiana tende a calare. Non è solo ...
02/01/2026

Quando si passa dall'adolescenza ai primi anni dell'età adulta, l'attività fisica quotidiana tende a calare. Non è solo "pigrizia": studi longitudinali mostrano che in pochi anni i minuti al giorno di movimento moderato-intenso diminuiscono sia nei ragazzi sia nelle ragazze. 🚶‍♀️

Per attività moderato-intensa si intende quel movimento che fa lavorare un po' di più cuore e respiro: camminata veloce, bici, sport, salire le scale senza fermarsi.

Alcuni segnali da non ignorare:

* fai fatica a trovare anche 20-30 minuti di cammino a passo svelto
* passi quasi tutta la giornata seduto
* il fiato corto arriva prima di qualche anno fa
* piccoli sforzi ti lasciano esausto più del previsto

Capire quanto ci si muove davvero non è così semplice: i questionari tendono a sovrastimare l'attività, mentre sensori e dispositivi indossabili danno una fotografia più precisa. Conta il quadro generale nel tempo, non la singola giornata "andata male".

Non esiste un unico trattamento valido per tutti, ma un insieme di scelte realistiche: aumentare gradualmente i minuti di cammino, usare la bici quando possibile, inserire esercizi mirati e adattare il carico in base a dolore, affaticabilità e impegni di vita.

Al Move fisioterapisti e chinesiologi valutano il tuo livello di attività, ascoltano obiettivi e limiti e costruiscono con te un percorso di esercizio progressivo e personalizzato, pensato per essere sostenibile nel tempo, senza forzature e senza promesse miracolose. 💪

Se ti riconosci in questo calo di movimento, confrontarti con un professionista può aiutarti a ripartire in modo sicuro e graduale.



Corder K, Winpenny EM, Love R, et al. Change in physical activity from adolescence to early adulthood: a systematic review and meta-analysis of longitudinal cohort studies. Br J Sports Med. 2019;53(8):496-503. doi:10.1136/bjsports-2016-097330.

🎾 Il padel è divertente, ma chiede molto al corpo. Uno studio su oltre 200 giocatori mostra che gli infortuni sono frequ...
30/12/2025

🎾 Il padel è divertente, ma chiede molto al corpo. Uno studio su oltre 200 giocatori mostra che gli infortuni sono frequenti e legati a fattori molto concreti: più ore di partita, più anni di gioco e livelli più alti aumentano il rischio.

Gli infortuni più comuni riguardano muscoli, tendini e legamenti. I campi con sabbia sono associati a più problemi muscolari e legamentosi; le racchette da 350–370 g compaiono spesso nei giocatori con lesioni; le suole a spina di pesce sono frequenti nei casi più severi.

Un dato interessante riguarda la parte mentale. Chi, nel questionario usato dallo studio, aveva punteggi più bassi nelle abilità utili in gara (come concentrazione, gestione delle situazioni e autocontrollo), riportava più tendinopatie. Non si parla di “cause psicologiche”, ma del fatto che una gestione meno efficace della fatica mentale può rendere meno efficienti i movimenti e aumentare il carico su alcuni gesti ripetitivi.

🔎 Attenzione a segnali come: dolore che dura giorni, gonfiore che non cala, rigidità al risveglio, difficoltà a caricare o ricadute sempre nello stesso punto.

Il quadro è complesso: gli infortuni nel padel nascono da un mix tra tecnica, carico, superficie, attrezzatura e stato psicofisico.

In questo contesto la fisioterapia può aiutare a gestire il carico, recuperare mobilità e forza e organizzare un rientro in campo progressivo, in coordinamento con gli altri professionisti che ti seguono, lavorando su obiettivi realistici e su ciò che serve al tuo corpo per tornare a funzionare bene.



Rocamora-López G, Mateo-Orcajada A. Analysis of differences in injuries in padel players according to sport-specific factors, level of physical activity, adherence to the Mediterranean diet, and psychological status. Sports. 2025;13:228.

La ricerca mostra che il rischio di infortunio cresce soprattutto quando il carico aumenta troppo in fretta, oppure quan...
27/12/2025

La ricerca mostra che il rischio di infortunio cresce soprattutto quando il carico aumenta troppo in fretta, oppure quando si riparte forte dopo periodi molto scarichi. Il corpo tollera meglio ciò a cui è abituato, fatica con ciò che arriva all’improvviso.

📌 Segnali da ascoltare
dolore che compare dopo cambi bruschi
fatica che dura più del solito
sensazione di “non tenere il ritmo” dopo una pausa lunga

📌 Perché succede
Non esiste una regola universale (nemmeno il famoso +10%).
Il rischio non dipende solo dall’allenamento: influiscono sonno, stress, forza di base, esperienza e qualità del recupero.

📌 Cosa può aiutare
Costruire un carico stabile nel tempo e aumentarlo gradualmente.
Evitare salti troppo grandi tra una settimana e l’altra.
Inserire variazioni sensate, senza forzare.

Quando il dolore torna spesso o non capisci da cosa dipende, la fisioterapia può aiutare a leggere il quadro: storia del carico, capacità fisiche, recupero, ritmo di allenamento. L’obiettivo è rendere lo sport più sostenibile, non limitarti.

Se vuoi un confronto sul tuo modo di allenarti, possiamo parlarne.



Gabbett TJ. Debunking the myths about training load, injury and performance. Br J Sports Med. 2020;54:58–66.

🎄 Qualunque sia la tua agenda in questi giorni, ti auguriamo spazio per muoverti, respirare e recuperare energia.Buone f...
23/12/2025

🎄 Qualunque sia la tua agenda in questi giorni, ti auguriamo spazio per muoverti, respirare e recuperare energia.

Buone feste dal MOVE ✨

🔍 Nella lombalgia cronica non specifica il quadro è spesso variabile: dolore continuo o ricorrente, rigidità, riduzione ...
18/12/2025

🔍 Nella lombalgia cronica non specifica il quadro è spesso variabile: dolore continuo o ricorrente, rigidità, riduzione della mobilità, fatica nelle attività di tutti i giorni. In molti casi non emerge una causa unica, ed è proprio questo che rende la gestione complessa.

Le ricerche più solide mostrano però un punto costante: i programmi di esercizio attivo sono tra le strategie più efficaci per ridurre il dolore e migliorare la funzione.
Parliamo di attività che coinvolgono il movimento in modo progressivo e controllato. Non funzionano per “rinforzare un muscolo specifico”, ma aiutano il corpo a muoversi meglio, aumentare la capacità di carico e migliorare la tolleranza allo sforzo, anche quando il dolore è presente da molto tempo.

Il percorso riabilitativo richiede valutazione, personalizzazione e continuità. Non esistono protocolli “universali”, perché ogni persona parte da una storia diversa e ha esigenze diverse. L’esercizio si inserisce dentro un lavoro integrato che può coinvolgere più professionisti, quando necessario.

Al Move costruiamo programmi di movimento pensati per essere realistici, progressivi e sostenibili. È un lavoro graduale, ma può fare una differenza concreta nella vita quotidiana.



Owen PJ, Miller CT, Mundell NL, Verswijveren SJJM, Tagliaferri SD, Brisby H, et al. Which specific modes of exercise training are most effective for treating low back pain? A network meta-analysis. Br J Sports Med. 2020;54:1279-1287. doi:10.1136/bjsports-2019-100886.

Il dolore non è uguale per tutti. Anche davanti allo stesso stimolo, le persone possono avere risposte molto diverse. Qu...
16/12/2025

Il dolore non è uguale per tutti. Anche davanti allo stesso stimolo, le persone possono avere risposte molto diverse. Questo non dipende da un solo fattore, ma dall’insieme di biologia, mente e contesto di vita che interagiscono tra loro. 🧩

Alcuni segnali da monitorare: dolore che cambia intensità o si estende, sensibilità aumentata al tatto o al caldo/freddo, stanchezza persistente o difficoltà di concentrazione. Se i sintomi peggiorano rapidamente o compaiono elementi nuovi è importante un confronto medico.

La diagnosi richiede tempo perché ogni esperienza di dolore nasce da combinazioni diverse di fattori. Per questo spesso serve un approccio multidisciplinare: movimento su misura, tecniche per modulare lo stress, educazione terapeutica e, quando necessario, supporto medico o psicologico.

Al Move lavoriamo proprio su questo: capire quali elementi contribuiscono al tuo dolore e costruire un percorso personalizzato che ti aiuti a recuperare controllo e possibilità di movimento, con gradualità e continuità.

Se vuoi parlarne, siamo a tua disposizione.



Fillingim RB. Individual differences in pain. Pain. 2017;158(Suppl 1):S11–S18.

Dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore (ACL), le differenze di performance tra arto operato e non opera...
11/12/2025

Dopo una ricostruzione del legamento crociato anteriore (ACL), le differenze di performance tra arto operato e non operato vengono monitorate con test di forza e di salto. Per calcolare queste “asimmetrie” però esistono più equazioni, e i risultati possono cambiare molto.

Nel nuovo studio pubblicato sul Journal of Strength and Conditioning Research, 53 atleti amatori rientrati allo sport dopo ricostruzione di ACL hanno svolto:
5RM box squat, 5RM rear-foot elevated split squat, 5RM leg extension, countermovement jump (CMJ), single-leg CMJ (SLCMJ) e single-leg drop jump (SLDJ).

L’obiettivo era capire come le diverse formule modificano entità e coerenza dell’asimmetria. Sono emerse differenze significative tra le varie equazioni, sia nei compiti unilaterali sia nelle misure bilaterali del CMJ (impulso concentrico ed eccentrico). Gli autori hanno anche presentato 4 casi clinici per mostrare cosa questo significhi nella pratica.

Le principali indicazioni sono:
• usare lo Standard Percentage Difference (con direzione) per i compiti unilaterali
• usare il Bilateral Asymmetry Index 1 (BAI1) per i compiti bilaterali

Tra gli autori c’è anche la dott.ssa Giulia Fenu, fisioterapista MOVE, che porta questa attenzione al modo in cui misuriamo e interpretiamo i test nel lavoro quotidiano con chi sta recuperando dopo un infortunio al ginocchio.



References: Maestroni L, Turner A, Read P, Bettariga F, Fenu G, Rosalia A, Guastella M, Bishop C. Inter-limb asymmetry data in athletes with anterior cruciate ligament reconstruction: A comparison of different equations to interpret between-limb difference data. J Strength Cond Res. 2025.

Da oggi fa parte del team MOVE anche la dott.ssa Giulia Fenu, fisioterapista con una formazione specifica sul recupero m...
09/12/2025

Da oggi fa parte del team MOVE anche la dott.ssa Giulia Fenu, fisioterapista con una formazione specifica sul recupero muscoloscheletrico e sul ritorno alla performance.

Giulia si è laureata in Fisioterapia con lode all’Università degli Studi di Udine nel 2020. Arriva da molti anni di danza classica e ha scelto fin da subito di concentrarsi su colonna, arti inferiori e infortuni sportivi.

Nel 2024 ha completato un Master of Science in Strength and Conditioning alla Middlesex University di Londra, con una tesi sulle performance di forza e sul salto verticale in atleti dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore. Una formazione che le permette di programmare l’esercizio in modo preciso, dal post-infortunio al ritorno in campo.

Al MOVE si occupa in particolare di:
• disturbi acuti e persistenti della colonna vertebrale
• problematiche degli arti inferiori
• infortuni sportivi e ritorno all’attività

In studio l’esercizio è lo strumento principale del suo lavoro: i programmi sono graduati e costruiti insieme alla persona, con l’obiettivo di tornare a fare quello che conta davvero, nello sport e nella vita di tutti i giorni.

👋 Benvenuta Giulia, buon lavoro al MOVE.

🔍 A volte il dolore resta anche quando non ci sono lesioni attive o una causa chiara. La ricerca descrive questo quadro ...
04/12/2025

🔍 A volte il dolore resta anche quando non ci sono lesioni attive o una causa chiara. La ricerca descrive questo quadro come dolore nociplastico: il sistema nervoso diventa più sensibile e amplifica stimoli che di solito non risultano dolorosi.

🧩 Come si presenta
Di solito interessa un’area ampia, non un punto preciso. Possono comparire ipersensibilità al tatto o alla pressione, fastidio con il caldo o il freddo, affaticamento, sonno poco ristoratore, difficoltà di concentrazione o una sensibilità aumentata a luci e suoni.

⚠️ Perché serve una valutazione accurata
Questo tipo di dolore può sovrapporsi ad altre forme (nocicettive o neuropatiche). La diagnosi richiede quindi tempo ed esclusione di condizioni che richiedono un altro percorso medico.

🌿 Cosa può aiutare
Non esiste un trattamento unico. Le strategie più utili includono movimento graduale, cura del sonno, attività mirate a ridurre l’ipersensibilità e un lavoro condiviso sulle abitudini che mantengono il dolore nel tempo.
La fisioterapia può essere parte del percorso quando è inserita in un approccio multidisciplinare e costruita sulle caratteristiche individuali.

Se vuoi capire meglio il tuo quadro, con calma possiamo parlarne e valutare insieme la strada più adatta 💬



Kosek E et al. Chronic nociplastic pain affecting the musculoskeletal system: clinical criteria and grading system. Pain. 2021;162:2629-2634.

Il mal di schiena che dura da tempo è una condizione complessa. Le ricerche mostrano che a influenzarlo non sono solo i ...
02/12/2025

Il mal di schiena che dura da tempo è una condizione complessa. Le ricerche mostrano che a influenzarlo non sono solo i fattori biologici, ma anche quelli psicologici e ambientali 🔍.

Uno studio condotto su più di 900 persone ha evidenziato che chi vive il movimento come potenzialmente dannoso tende ad avere una funzione della schiena leggermente ridotta. Non si tratta di grandi differenze, ma di variazioni misurabili nella mobilità e nei test clinici.

Queste convinzioni di paura-evitamento possono svilupparsi dopo periodi prolungati di dolore, quando ogni gesto sembra rischioso. Con il tempo, questo atteggiamento prudente può trasformarsi in un circolo che limita i movimenti e rende il dolore più persistente ⚠️.

Non significa che il dolore sia immaginario. Significa che corpo, sistema nervoso e percezioni lavorano insieme. Per molte persone, il recupero passa anche dal ricostruire un rapporto più sicuro con il movimento: capire cosa sta accadendo, esplorare gesti accessibili, ritrovare fiducia nel proprio corpo 💪.

Nei percorsi di Move questi aspetti vengono affrontati con gradualità, ascolto e un approccio che integra competenze diverse quando necessario, con l’obiettivo concreto di migliorare la qualità della vita di chi convive con il mal di schiena.

Se la situazione sta diventando pesante da gestire da soli, parlarne con un professionista può aiutare a orientarsi e trovare strategie più sostenibili 🌿.



Taheri N, Becker L, Fleig L, et al. Fear-avoidance beliefs are associated with changes of back shape and function. PAIN Reports. 2025;10:e1249. doi:10.1097/PR9.0000000000001249.

Quando cerchi un fisioterapista, una domanda è sempre la stessa: quello che mi stanno proponendo… funziona davvero per m...
27/11/2025

Quando cerchi un fisioterapista, una domanda è sempre la stessa: quello che mi stanno proponendo… funziona davvero per me?

Sul sito MOVE abbiamo pubblicato un nuovo articolo che risponde proprio a questo.
Spiega in modo semplice che cosa significa “evidence based practice” e perché può fare la differenza nel tuo percorso.

In pratica, è un modo di lavorare che usa:
• le migliori evidenze scientifiche disponibili
• l’esperienza clinica del professionista
• ciò che per te è importante, sostenibile e realistico

Questo metodo evita trattamenti inutili, chiarisce le scelte, migliora la prevedibilità dei risultati e ti coinvolge davvero nel percorso.
Non è seguire un protocollo standard: è costruire un piano su misura con basi solide.

Se vuoi capire come funziona nella pratica, quando serve e cosa cambia per te, trovi tutto qui:
👉 https://www.movefisioterapia.it/2025/11/19/evidence-based-practice-dovresti-pretenderla-dal-tuo-fisioterapista/

✨ Il calendario dei corsi MOVE 2026 è online!Se stai già organizzando il tuo anno formativo, sul nostro sito trovi date,...
25/11/2025

✨ Il calendario dei corsi MOVE 2026 è online!

Se stai già organizzando il tuo anno formativo, sul nostro sito trovi date, sedi e informazioni pratiche dei prossimi corsi MOVE.

I percorsi proposti coprono ambiti diversi: tendinopatie, dolore persistente, esercizio nelle comorbidità, forza in età evolutiva, spalla, salute del pavimento pelvico nello sport e quadri clinici complessi.
Nel calendario 2026 trovi anche alcune novità introdotte quest’anno, accanto ai corsi già parte stabile della proposta formativa. MOVE

Sono corsi basati su evidenze aggiornate e guidati da professionisti che affrontano questi temi ogni giorno, in clinica e nella ricerca.

🔗 Puoi consultare il calendario qui: www.movefisioterapia.it/formazione-move/

Per qualsiasi dubbio, siamo a tua disposizione!


Indirizzo

Via Mazzini N. 12/a
Pordenone
33170

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando MOVE Physiotherapy pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a MOVE Physiotherapy:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare