13/02/2026
VERTIGINI e giramenti di testa: quando il problema è CERVICALE (e quando no)
Quella sensazione di essere sempre "leggermente ubriachi". Di camminare sulle nuvole. Di sentirsi costantemente in barca, anche quando sei fermo.
Non sono vertigini nel senso classico del termine: non vedi gli oggetti girare intorno a te.
Sei tu che ti senti instabile, come se il pavimento non fosse mai del tutto affidabile.
È uno dei sintomi più invalidanti e al tempo stesso più "misteriosi" di tutta la medicina muscolo-scheletrica. E spesso viene liquidato con un generico "sarà la cervicale" senza che nessuno spieghi davvero cosa sta succedendo.
Partiamo da una cosa importante: molti professionisti negano che il tratto cervicale possa causare questo tipo di sintomi. E in un certo senso hanno ragione.
Il problema cervicale da solo raramente è la causa primaria delle vertigini o degli sbandamenti.
È un pezzo del puzzle, a volte il più importante, a volte solo uno dei protagonisti.
Ma questo non significa che non c'entri. C'entra eccome, solo che il meccanismo è più complesso di quanto si pensi.
➡Come funziona il sistema dell'equilibrio
Il nostro equilibrio dipende da diverse strutture che lavorano insieme.
C'è l'orecchio interno, che è il vero e proprio organo dell'equilibrio. C'è il tratto cervicale, che informa il cervello sulla posizione della testa. Ci sono gli occhi, che ci orientano nello spazio. E c'è il cervello, che mette insieme tutti questi segnali e da lì determina se siamo stabili o no.
Quando una di queste strutture manda segnali "sporchi" o contrastanti, il cervello va in confusione. E la confusione si traduce in quella sensazione di instabilità che rovina la vita a tantissime persone.
➡Il ruolo della cervicale
Il tratto cervicale partecipa al problema per due motivi principali.
Il primo è anatomico: le vertebre cervicali sono vicinissime al cervello, a differenza di tutte le altre.
Se le strutture cervicali sono infiammate, l'infiammazione può "trasmettersi" a centri nervosi importanti, tra cui quelli dell'equilibrio che risiedono nel tronco dell'encefalo.
Il secondo riguarda i muscoli. I muscoli cervicali informano costantemente il cervello sulla posizione della testa nello spazio.
Se sono cronicamente tesi e contratti, questa informazione viene "inquinata". Il cervello riceve dati contrastanti e, nel dubbio, genera quella sensazione di instabilità.
Una precisazione importante: discopatie ed ernie non c'entrano nulla con questo problema. Possono c'entrare con il dolore, ma le vertigini sono un'altra storia.
Il dettaglio che sorprende sempre
Moltissime persone hanno questi sintomi SENZA avere dolore cervicale.
Sembra strano, ma ha perfettamente senso. Non serve una grande infiammazione (e quindi il dolore) per arrivare allo sbandamento.
Basta che i muscoli siano cronicamente tesi e che mandino segnali disturbati ai centri dell'equilibrio.
Ecco perché tante persone si sentono dire "ma la cervicale non ti fa male, non può essere quella". In realtà può benissimo essere quella, anche senza dolore.
➡ Il vero protagonista: il cervello
Di tutte le strutture coinvolte, la più importante è il cervello.
È lui che riceve le informazioni da orecchio, muscoli e occhi, e le mette d'accordo. Per farlo bene, deve essere al 100% delle sue funzionalità.
Ti faccio un esempio banale. Bevi un bicchiere di vino, sei ancora perfettamente lucido. Ma se ti alzi e cammini, ti accorgi subito che l'equilibrio è già leggermente cambiato. Il cervello non è più al 100%, e la stabilità ne risente immediatamente.
Ora, come sta il cervello quando accumuli costantemente tensione nervosa, ansia e stress?
Non al 100% delle sue possibilità, questo è certo.
Ecco perché in queste situazioni c'è quasi sempre un coinvolgimento del sistema nervoso. Per alcuni l'ansia parte DOPO l'inizio dei sintomi (è una conseguenza, non una causa). Per altri è il contrario. Ma in un modo o nell'altro, lo stato di tensione nervosa è sempre parte dell'equazione.
➡ I sintomi tipici
Chi soffre di questo problema riconosce subito di cosa parlo.
Sensazione di sbandamento, a volte anche forte. Sentirsi sempre "leggermente ubriachi". Camminare sulle nuvole. Difficoltà di concentrazione, confusione mentale.
A questi si associano spesso: nausea (quasi mai vomito), sensazione di svenimento (che raramente poi avviene), tachicardia e senso di agitazione, disturbi della vista soprattutto negli spazi aperti e luminosi (i centri commerciali sono l'incubo di molti).
Per alcuni il problema peggiora quando si sdraiano. Per altri è indipendente dalla posizione.
➡ Una nota sugli "otoliti"
Avrai sentito parlare dei famosi "sassolini che si spostano" nell'orecchio. Si chiama cupololitiasi o vertigine parossistica, ed è un problema completamente diverso da quello di cui stiamo parlando.
In quel caso la persona vede gli oggetti girare (vertigine oggettiva), soprattutto quando gira la testa o si sdraia. È riconoscibilissima dall'otorino, si cura con manovre specifiche e non dura più di 15-40 giorni.
A noi interessa perché a volte l'orecchio si riprende quasi completamente, ma non del tutto. E quel "quasi" può bastare a lasciare strascichi sulla stabilità generale.
➡ Cosa NON fare durante le fasi acute
Molti mi chiedono cosa fare quando gli sbandamenti sono molto forti.
La risposta onesta è: di fatto, nulla di particolare. Mettersi tranquilli, in posizione confortevole, e non peggiorare le cose agitandosi.
Non ci sono manovre specifiche come per gli otoliti. Non ci sono esercizi da fare in acuto. Gli esercizi sono utilissimi per risolvere il problema, ma non nel momento della crisi.
Il punto è un altro: con un approccio corretto, alle crisi acute non ci si deve arrivare.
L'obiettivo è NON avere il disturbo acuto, non calmarlo quando arriva.
➡ Come si risolve davvero
La risoluzione di questo problema richiede pazienza e un approccio che lavori su più fronti.
Il primo fronte sono i muscoli cervicali. L'esercizio mirato è l'unica cosa in grado di modificare realmente il modo in cui lavorano, riducendone la tensione e rinforzandoli.
Nessun massaggio o manipolazione può reggere il confronto quando si parla di risultati a medio-lungo termine.
Il secondo fronte è l'infiammazione generale. Circa il 70% delle persone con questi sintomi ha anche segnali di infiammazione diffusa, soprattutto a livello intestinale.
Gonfiori, pesantezza dopo i pasti, colon irritabile. L'intestino è chiamato "secondo cervello" non a caso, e il suo stato influenza profondamente le funzioni cerebrali.
Il terzo fronte è la tensione nervosa. Non serve psicoterapia per questo: parliamo di meccanismi fisiologici, non psicologici. Attività fisica, tecniche respiratorie, miglioramento dello stile di vita. Tutto ciò che aiuta il cervello a funzionare meglio come organo.
➡ Il punto chiave
Il fatto che sia un problema "complesso da spiegare" non significa che sia "complesso da risolvere".
Richiede pazienza e costanza, ma con un buon piano di azione che lavora su più fronti, si possono vedere miglioramenti già dopo 1-2 settimane e arrivare a ottimi risultati in 30-90 giorni.
La chiave è non limitarsi al tratto cervicale. Serve un lavoro completo che coinvolga muscoli, respirazione, mobilità generale, stile di vita. Tutto insieme.
Se vuoi iniziare un percorso che lavori su tutti questi aspetti, puoi accedere GRATUITAMENTE all'anteprima della mia nuova iniziativa "Stretch and Move".
Troverai le prime lezioni e il manuale per iniziare subito a lavorare su mobilità, respirazione e movimento di tutto il corpo.
Il link è qui:
AUMENTA LA SCIOLTEZZA E L’EFFICIENZA MUSCOLARE, SBLOCCA LE RIGIDITÀ ACCUMULATE Accedi GRATUITAMENTE all’iniziativa “STRETCH and MOVE”, che ti darà accesso ad una serie di allenamenti super efficaci ACCEDI ALL’INIZIATIVA Ciao, sono Marcello Chiapponi, fisioterapista e creatore del metodo ...