18/06/2025
RELAZIONE GENITORI FIGLI E IL CRESCENTE DISAGIO GIOVANILE!
Oggi ci troviamo, purtroppo, a confrontarci con un'altra notizia di cronaca che ci ferisce profondamente, un'ennesima espressione di un disagio che sembra farsi sempre più palpabile e urgente tra i giovani. La tragica vicenda di un ragazzo che ha tolto la vita alla madre per un rimprovero (un mancato saluto ) ci lascia un vuoto incolmabile e un profondo senso di smarrimento. È un evento che lacera il tessuto della nostra comunità e ci spinge, ancora una volta, a interrogarci sulle complessità nascoste, spesso ignorate, che si annidano nelle dinamiche più intime della relazione GENITORE-FIGLIO.
Come psicoterapeuta, sento il dovere non di analizzare il caso specifico con superficialità poiché ogni tragedia ha radici uniche e multifattoriali , ma di invitare tutti noi a una pausa di riflessione. Dobbiamo guardare con maggiore consapevolezza e delicatezza alle trame che si tessono nelle nostre famiglie, riconoscendo i segnali di un disagio giovanile che emerge con crescente forza e preoccupazione.
Un gesto così estremo, un atto di violenza inaudita, non può nascere da un semplice rimprovero. È, purtroppo, il culmine di un percorso, di un disagio che si è nutrito nel tempo, di silenzi che pesano, di incomprensioni accumulate e, forse, di richieste di aiuto rimaste inascoltate. Il contesto attuale, con le sue sfide sociali e le pressioni a cui i giovani sono sottoposti, amplifica spesso queste fragilità. Spesso, dietro quella che appare come una reazione sproporzionata a un "nulla", si celano dinamiche ben più complesse:
La tempesta delle emozioni: Sia nei figli che, talvolta, nei genitori, l'incapacità di riconoscere, esprimere e gestire rabbia, frustrazione o dolore può trasformare piccole scintille in incendi devastanti.
Muri comunicativi: Quando il dialogo si spezza, quando le parole non trovano più la strada per essere pronunciate o ascoltate, i conflitti si incancreniscono. Ogni piccola frizione può diventare un ostacolo insormontabile.
Il peso delle aspettative: Figli che si sentono schiacciati dal peso delle aspettative genitoriali, o genitori che vivono la frustrazione di non vedere riconosciuti i propri sacrifici o la propria autorità. Una pressione costante che, se non gestita, può generare risentimento.
Molti ragazzi, pur vivendo in famiglia, possono sentirsi profondamente soli, incompresi, isolati nel proprio mondo interiore. Lì, il rancore e il risentimento possono crescere senza che nessuno se ne accorga. Questo fenomeno è particolarmente acuto oggi, in un'epoca di iperconnessione digitale che paradossalmente può aumentare il senso di alienazione.
Disagi nascosti: Non possiamo escludere che, in alcuni casi, vi siano problematiche psicologiche o psichiatriche sottostanti, non diagnosticate o non trattate, che alterano profondamente la percezione della realtà e la capacità di autoregolazione emotiva. La crescente incidenza di ansia, depressione e disturbi del comportamento alimentare tra i giovani è un segnale allarmante che non possiamo ignorare.
Il ruolo di genitore è, senza dubbio, uno dei più sfidanti e gratificanti della vita. Non si tratta solo di amore incondizionato, ma anche della capacità di essere una guida autorevole eppure profondamente empatica. Significa saper porre limiti chiari e coerenti, ma allo stesso tempo offrire un ascolto autentico e un supporto incrollabile. Implica imparare a decifrare i segnali di disagio nei propri figli, anche quando questi si manifestano in modi inattesi o apertamente provocatori.
Non si tratta di evitare il conflitto a ogni costo poiche il conflitto è una parte inevitabile e persino salutare della crescita e delle relazioni , ma di imparare a navigarlo in modo costruttivo. Insegnare ai figli a esprimere la propria rabbia senza distruggere, a negoziare, a chiedere aiuto, a riconoscere e rispettare i propri limiti e quelli altrui.
Da un evento così tragico, dobbiamo trarre una lezione preziosa, un monito per la nostra comunità e per ogni famiglia. È un richiamo urgente a prestare maggiore attenzione al benessere psicologico delle nuove generazioni:
È importante la Comunicazione: Aprire canali di dialogo veri, dove ogni membro della famiglia si senta libero di esprimere pensieri ed emozioni senza timore di giudizio. Parlare, ma soprattutto ascoltare, profondamente, dedicando tempo di qualità ai nostri figli.
Riconoscere i Segnali: Non sottovalutiamo mai cambiamenti significativi nel comportamento di un figlio: rabbia eccessiva e incontrollabile, isolamento, ritiro, difficoltà scolastiche improvvise. Sono campanelli d'allarme che richiedono attenzione e, se necessario, un aiuto professionale.
E ritengo da sempre l’importanza di Investire sull'Educazione Emotiva: Dalle SCUOLE alle FAMIGLIE , bisogna promuovere una vera e propria alfabetizzazione emotiva. Insegnare ai bambini e ai ragazzi a riconoscere, nominare e gestire le proprie emozioni fin dalla più tenera età è un investimento cruciale per il loro benessere psicologico e per la costruzione di una società più empatica e resiliente. Bisogna formare gli adulti di domani a essere emotivamente intelligenti e capaci di affrontare le sfide della vita senza soccombere alla violenza.
Il dolore per la perdita di una vita e per la devastazione di una famiglia è immenso. Che questa tragedia, nella sua incomprensibile brutalità, ci serva da richiamo a un impegno maggiore: quello di coltivare relazioni familiari più sane, basate sull'ascolto autentico, sulla comprensione profonda e sul coraggio di chiedere e offrire aiuto. Solo investendo con serietà nel benessere emotivo e psicologico dei nostri giovani, potremo sperare di illuminare le zone d'ombra e prevenire che simili orrori possano ripetersi, costruendo un futuro più sereno per tutti.