19/02/2026
**Studio Moli-sani: gli alimenti ultra-processati aumentano la mortalità dopo una diagnosi di tumore**
Un elevato consumo di alimenti ultra-processati può aumentare la mortalità nelle persone che hanno già ricevuto una diagnosi oncologica. È quanto emerge da uno studio dell’I.R.C.C.S. Neuromed, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, nell’ambito del Progetto Moli-sani, che ha seguito oltre 24.000 persone per quasi 15 anni.
I risultati mostrano che, tra i pazienti oncologici, chi consumava più alimenti ultra-processati presentava un rischio di mortalità per tutte le cause superiore del 48% e un rischio di mortalità per cancro superiore del 59% rispetto a chi ne consumava meno.
Gli alimenti ultra-processati sono prodotti industriali spesso poveri di nutrienti utili e ricchi di zuccheri aggiunti, grassi non salutari e additivi come conservanti, aromi ed emulsionanti. Queste sostanze possono interferire con i meccanismi metabolici, alterare il microbiota intestinale e favorire l’infiammazione, influenzando negativamente la salute anche quando l’apporto calorico è simile a quello di alimenti meno trasformati.
Lo studio evidenzia che non conta solo la qualità nutrizionale, ma anche il livello di trasformazione industriale degli alimenti. Il messaggio principale è l’importanza di ridurre complessivamente il consumo di alimenti ultra-processati e orientarsi verso una dieta basata su cibi freschi, poco trasformati e preparati in casa, come nella tradizione della dieta mediterranea.
Anche dopo una diagnosi di tumore, le scelte alimentari possono fare la differenza.
Studio dell’Irccs Neuromed finanziato da Fondazione Airc: +59% di mortalità oncologica tra i grandi consumatori