Logopedista dott.ssa Maria Grazia Cossu

Logopedista dott.ssa Maria Grazia Cossu Si riceve per appuntamento
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24/07/2020

È il 1990 a Baltimora, Maryland. Un giorno la maestra d'asilo convoca d'urgenza mamma Debbie.
"Michael non riesce a stare seduto, non sta mai tranquillo, non riesce a focalizzare" dice la maestra.
"Forse è solo annoiato" risponde Debbie.
"Impossibile. Si rassegni, semplicemente suo figlio non è dotato, non sarà mai in grado di focalizzarsi su nulla" sentenzia la donna senz'appello.

Il bambino in questione, quel Michael, di cognome fa Phelps, ha 5 anni, è cresciuto senza padre in una famiglia interamente femminile, insieme alla madre e alle due sorelle, e fino a quel momento non ha quasi mai messo piede in una piscina. Quando lo fa per la prima volta, è talmente terrorizzato all'idea di ba****si la faccia, che l'istruttore è costretto a insegnargli il dorso. Michael ha un talento innato, ma discontinuo. A scuola non va meglio. Tutte le sue insegnanti ripetono a Debbie sempre le stesse cose: "Non riesce a concentrarsi in nessun compito", "non è portato per questa o quella materia", "infastidisce il compagno di banco". Debbie allora decide di sottoporlo a una visita specialistica. La diagnosi è chiara: ADHD o DDAI, meglio noto come Disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Ma Debbie, oltre ad essere una mamma, è anche insegnante e preside. E si mette in testa di dimostrare a tutti che sbagliano. "Sapevo che, se avessi lavorato duro con Micheal, lui avrebbe potuto raggiungere tutti gli obiettivi che si fosse prefissato.” Lavora a stretto contatto con le insegnanti di Michael e, ogni volta che una di loro le dice "non riesce a fare questo", lei risponde: "Bene, cosa possiamo fare per aiutarlo?" Di fronte alle sue difficoltà con la matematica, gli trova un tutor e un metodo che susciti l'interesse di Michael, con problemi di questo tipo: “Quanto tempo impieghi a nuotare per 500 metri se nuoti ad una velocità di 3 metri al secondo?”.

Trasforma i limiti di suo figlio in opportunità. Ogni volta che lui ha uno scatto di rabbia o di frustrazione in piscina, lei dagli spalti gli fa un segnale convenzionale a forma di C che, nel loro linguaggio privato, significa "Ricomponiti".

Michael migliora a scuola, mentre in vasca è già un piccolo squalo: a 11 anni, è più forte e veloce di qualsiasi altro suo coetaneo che abbia mai nuotato negli Stati Uniti. Debbie viene, allora, convocata per il secondo colloquio più importante della vita di Michael. Questa volta non è una maestra d'asilo ma il suo allenatore, Bob Bowman. È il maggio del 1996.

"Signora, ora le dico cosa succederà" esordì. "Nel 2000 Michael parteciperà ai Trials olimpici. Non so se conquisterà la convocazione, ma sicuramente farà parlare di sé. E nel 2004 sarà senza dubbio un atleta che vincerà delle medaglie olimpiche. E saremo solo all’inizio”.

Bob sbagliava. Nel 2000, a Sydney, non solo Michael si qualificherà nei 200 metri farfalla, ma raggiungerà la finale, classificandosi al quinto posto, sfiorando il podio e una medaglia. Aveva 15 anni appena compiuti. Da quel giorno, per i successivi 16 anni, Phelps conquisterà 83 medaglie, di cui 66 d'oro, 28 olimpiche, 33 iridate, in otto diverse discipline, diventando, nel 2008 a Pechino, l'atleta con più ori (otto) in una sola edizione della storia dei Giochi e, per distacco, il nuotatore più vincente di ogni tempo, oltre a uno degli sportivi più forti di ogni sport o epoca.

Quel campione inarrivabile e icona planetaria è stato un bambino con deficit dell'attenzione diagnosticato, come decine di milioni di altri bambini come lui in tutto il mondo. Con la sola fortuna di avere avuto al suo fianco una donna e una professionista che non lo ha mai giudicato, né giustificato, ma lo ha spinto a ti**re fuori il proprio talento dove altri vedevano solo disturbi, disattenzione e iperattività. Avrebbe potuto rassegnarsi, come le aveva consigliato la sua prima maestra d'asilo. Invece Debbie ha deciso di fare qualcosa di molto più lungo e faticoso: credere in suo figlio.

Forse nessuno di quei milioni di bambini diventerà mai Michael Phelps, ma, dietro lo stigma di una diagnosi e di un giudizio senz'appello, ci sono persone con talenti e capacità fuori dal comune in qualunque ambito o professione. A volte quello che manca è solo qualcuno disposto a vederli e a riconoscerli. Proprio come mamma Debbie.

09/03/2020

Gentili genitori/ragazzi, visto l'ultimo decreto per Covid-19, e l’impossibilità nel mio lavoro di rispettare le indicazioni per prevenire il contagio, sospenderò le terapie per questa settimana, e riprenderanno, salvo aggiornamenti, il 16 marzo.

Ogni nostro passo indietro sarà prezioso.
Un abbraccio virtuale
MARIA GRAZIA

06/03/2020
📆 Oggi   è la Giornata Europea della  , dedicata ai Disturbi di Apprendimento📚Lettura, 📝 Ortografia e 🧮 Calcoli 👉🏻proble...
06/03/2020

📆 Oggi è la Giornata Europea della , dedicata ai Disturbi di Apprendimento

📚Lettura, 📝 Ortografia e 🧮 Calcoli 👉🏻problemi per 400mila alunni 👧🏼👦🏻
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🗣 “I bambini con – spiega Tiziana Rossetto, professoressa di Logopedia e presidente della Federazione dei Logopedisti Italiani ( ) – presentano una ‘discrepanza’ tra intelligenza generale nella norma e abilità nella lettura o nella scrittura o nel calcolo (ma spesso queste difficoltà sono presenti contemporaneamente), pur in assenza di disturbi neurologici o sensoriali gravi.
Parliamo di un fenomeno importante in cui l’intervento precoce è fondamentale”.

Benvenuti nel Portale della Logopedia e della Federazione Logopedisti Italiani F.L.I.

19/02/2020

DIFETTI DI PRONUNCIA, quando intervenire??

Come nelle altre aree dello sviluppo esistono delle TAPPE universali che i bambini percorrono quando iniziano a parlare..
I primi suoni ad essere acquisiti sono le bilabiali M P B mentre i suoni che compaiono per ultimi sono la R e la Z.
Non esiste una regola assoluta ma in generale intorno ai 3 anni e mezzo un bambino è in grado di articolare tutti i suoni anche se possono essere presenti errori nelle parole più lunghe e complesse.
Per esempio anche se il bambino è in grado di articolare il fonema S , tenderà ad ometterlo in determinate parole per esempio:
- SPADA diventerà ➡️ PADA
- STELLA ➡️ TELLA,
- SCUOLA ➡️ CUOLA.
Questo processo di semplificazione è solo uno dei tanti processi fonologici che i bambini attuano, e che, generalmente, si risolvono spontaneamente entro i 4 anni.
È importante che il genitore
✅FORNISCA UN BUON MODELLO per il bambino e ✅RIPETA correttamente la parola, ponendo l’attenzione sul suono omesso/ scorretto.
Allo stesso tempo è bene EVITARE di:
❌ ripetere la produzione sbagliata del bambino
❌ insistere perché la ripeta correttamente

Quando è il caso di intervenire con un trattamento logopedico?
Senz’altro quando il difetto di pronuncia non è uno solo, e in tutti quei casi in cui nonostante l’impegno dei genitori il bambino non riesca a risolvere.
È importante sapere che a volte alla base di un difetto di pronuncia può esserci una natura organica (es palato ogivale, frenulo linguale corto ecc) che solo un esperto può valutare.

12/02/2020
15/11/2019

😲 Lo sapevate?

👉🏻 La colpisce il 17% dei bambini. E i casi aumentano.

😊 Ma se si agisce presto, si elimina.

📰 Bella intervista del Presidente FLI Tiziana Rossetto su la Repubblica ⤵️

08/11/2019
24/10/2019

B.E.S., P.D.P., P.E.I.

Se hai dei dubbi, quest'immagine di www.aiutodislessia.net ti chiarirà tutto.

Condividi per rendere i genitori consapevoli di come possono aiutare i loro figli. 👍

“... i bimbi con la bocca cieca, quei piccoli la cui oralità è a essi stessi sconosciuta. In questi piccoli la mancata m...
23/10/2019

“... i bimbi con la bocca cieca, quei piccoli la cui oralità è a essi stessi sconosciuta. In questi piccoli la mancata mappatura dello spazio endorale non è solo dovuta alle ridotte capacità esplorative della lingua.

In essi è carente la capacità di analisi propriocettiva e la competenza stereognosica.

Che un bimbo incapace di immaginare la propria bocca sia spaventato da qualunque cosa non nota vi possa penetrare è del tutto normale, che reagisca sputando o procurandosi il vomito é un giusto meccanismo di difesa.

Se in bimbi poco appetenti il primo consiglio da dare è stimolare la curiosità per il cibo (colore, sapore, consistenze), eliminando i distrattori durante il pasto e favorendo il consumo del pranzo in comunità, se in bimbi disprassici la logopedia deve favorire il movimento, prima di tutto linguale, nei bimbi con la bocca cieca la prima regola è rispettare la loro paura.”

Silvia Magnani

Esiste nell’ampio capitolo delle disfagie infantili un quadro di estremo interesse per le conseguenze che comporta nella scelta delle strategie riabilitative. Si tratta di quella particolare forma di disturbo che si esprime principalmente con una incapacità a mettere in atto una preparazione effi...

10/10/2019

Eh sì, è già passato un mese ed è ora di una nuova consulenza di Mamma Logopedista. Il mese scorso abbiamo parlato di autostima nei bambini che iniziano un iter logopedico. Oggi parliamo di “adenoidi e respirazione orale” grazie al quesito posto da M. che riporto integralmente. Ciao, ho un p...

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Carriera e formazione

2011 Laurea I livello in Logopedia conseguita presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Sassari con votazione finale di 110 e lode.

2012-2014 Logopedista presso il Centro San Biagio, Selargius, centro privato convenzionato

2014-2016 Logopedista presso l’UONPIA Ghilarza - Bosa della ASL Oristano

dal 2016 Logopedista libero-professionista a Pozzomaggiore e Bosa