04/03/2026
“Volevo dirti in queste notti…
…Che la mia vita da quel giorno, è un’altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola…
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me”
(Resta con me, Bambole di pezza)
Tra i tanti acciacchi da ictus due sono quelli più subdoli e invisibili, ingrugnitudine e depressione. La prima come vi avevo già accennato ha trovato terreno fertile in me, la seconda è più stro*za, la tentazione di cadere tra le sue spire è allettante per quanto si cerchi di evitarla. E poi ci sono canzoni che, fan**lo, ti sbattono in faccia la situazione attuale fatta del ridimensionamento dell’Io come pensarsi chissà chi e ritrovarsi ad essere stocacchio nel giro di un attimo, essere autonomi, decidere per altri e ritrovarsi circondata da “caregiver”, aver bisogno degli altri nonostante l’assessore in Comune non abbia citato “in salute e malattia”, credersi una dura e capire che sei della stessa consistenza di uno squacquerone, insomma, da sborona a pataca è tutta una questione di un attimo