26/01/2026
𝗣𝗔𝗡𝗦 𝗣𝗔𝗡𝗗𝗔𝗦 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗫𝗣𝗔𝗡𝗗- 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮𝗻 𝗜𝗺𝗺𝘂𝗻𝗼-𝗡𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝘀𝘆𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻, la rete europea che unisce famiglie, clinici e ricercatori impegnati sulle sindromi PANS e PANDAS.
In Europa si costruisce ricerca e collaborazione; in Italia si lavora per il riconoscimento e l’accesso alle cure.
Nelle scorse settimane numerosi genitori si sono rivolti a Panspandasmed ponendo una serie di domande.
Qual è oggi la situazione italiana rispetto al riconoscimento delle sindromi PANS/PANDAS?
Qual è la situazione europea rispetto a PANS e PANDAS?
I Paesi europei presentano le stesse difficoltà di conoscenza delle disautonomie provocate da PANS e PANDAS e delle relative terapie specifiche da parte della classe medica?
Perché non ci si è mai rivolti alla Commissione Europea per un riconoscimento più globale?
Tante domande inaspettate ma comprensibili alle quali rispondiamo seguendo un ordine logico.
SITUAZIONE ATTUALE (2025–2026)
Per rispondere in modo corretto è necessario descrivere il contesto europeo, spesso poco conosciuto da chi si avvicina per la prima volta a questa realtà.
Il contesto associativo europeo
Dal 2018 esiste un’entità associativa denominata EXPAND, con sede nei Paesi Bassi. EXPAND è un’Associazione Europea di Immuno-Neuropsichiatria senza scopo di lucro, alla quale fanno riferimento diverse associazioni europee che si occupano di PANS e PANDAS.
EXPAND.care riunisce organizzazioni di vari Paesi impegnate nella tutela dei diritti dei pazienti PANS/PANDAS, tra cui Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Svezia, Norvegia e Italia, e opera a livello europeo con i seguenti obiettivi:
sensibilizzare l’opinione pubblica;
favorire la collaborazione tra associazioni;
promuovere e sostenere la ricerca scientifica.
Il Consiglio Direttivo di EXPAND, The European Immuno-neuropsychiatric Associationè composto da rappresentanti delle organizzazioni affiliate, come indicato anche nella sezione Board members del sito ufficiale. Tra questi figura il Prof. Alberto Spalice, in servizio presso l’Ospedale Umberto I di Roma, che ha partecipato al tavolo tecnico governativo italiano sulle PANS, conclusosi nel 2025.
L’associazione EXPAND si avvale inoltre di un Comitato Consultivo Scientifico e Medico, fondamentale per garantire un confronto costante con il mondo clinico e della ricerca. È inoltre attesa a breve una comunicazione ufficiale relativa all’apertura di una clinica europea dedicata a PANS e PANDAS.
Cosa significa far parte di un’alleanza europea tra associazioni
Appartenere a un’alleanza come EXPAND consente di:
confrontarsi sulle ricerche scientifiche internazionali e sugli studi in corso nei diversi Paesi;
condividere le criticità dei vari sistemi sanitari nazionali;
sviluppare, in alcuni casi, progetti comuni e collaborazioni transnazionali;
scambiare buone pratiche e strategie di advocacy.
I Paesi europei presentano problematiche simili legate alla scarsa conoscenza delle disautonomie causate da PANS e PANDAS. L’Italia e il Regno Unito (che oggi fa parte dell’Europa solo in senso geografico) risultano leggermente più avanzati rispetto ad altri Stati; tuttavia la comunità scientifica resta divisa e il numero di medici in grado di affrontare PANS e PANDAS con un approccio completo e multidisciplinare è ancora limitato.
Le terapie previste dalle linee di indirizzo internazionali non sono generalmente accessibili in ambito pubblico, motivo per cui molte famiglie si rivolgono a strutture private, talvolta anche all’estero.
Perché non ci si è rivolti alla Commissione Europea per un riconoscimento globale?
Per una ragione fondamentale:
la sanità non rientra tra le competenze dirette dell’Unione Europea, se non in situazioni eccezionali come le emergenze pandemiche (ad esempio il COVID-19).
Dal punto di vista tecnico-giuridico, l’Unione Europea svolge un ruolo di supporto e coordinamento delle politiche sanitarie degli Stati membri. La definizione, il riconoscimento delle malattie e l’organizzazione dell’assistenza sanitaria restano competenza esclusiva dei singoli Stati.
Cosa può (e non può) fare la Commissione Europea
La Commissione Europea non può:
riconoscere ufficialmente una malattia;
imporre linee guida cliniche o protocolli diagnostici;
obbligare i sistemi sanitari nazionali a includere una patologia nei propri elenchi.
Può invece:
- finanziare progetti di ricerca;
- favorire reti di collaborazione scientifica;
- sostenere lo scambio di dati e buone pratiche;
- promuovere il dialogo tra Stati membri.
In sintesi, l’assenza di un intervento diretto sul riconoscimento di PANS e PANDAS deriva dai limiti strutturali delle competenze europee in materia sanitaria.
Nel concreto, un progetto promosso da un europarlamentare che volontariamente desidera “aiutare” la causa pans pandas, potrebbe contribuire a far finanziare una specifica ricerca, promuovere la collaborazione scientifica se se ne facesse carico ma richiederebbe comunque una strutturazione complessa e tempi lunghi e soprattutto precise competenze a perseguire tale obiettivi.
Si ricorda, inoltre, che diverse ricerche italiane sono state, o saranno, finanziate anche attraverso fondi europei.
In Italia, al momento è nota un’importante ricerca coordinata dalla Dott.ssa Antonella Gagliano, neuropsichiatra infantile ed esperta di metabolomica, finalizzata all’identificazione di possibili biomarcatori nelle PANS che potrebbe già contribuire alla comprensione di questi disturbi a livello internazionale, in quanto, la dottoressa è una ricercatrice conosciuta internazionalmente, e contribuirebbe al progresso scientifico di conoscenza della malattia stessa. L'Italia ha già contribuito e contribuirà alla ricerca su PANS PANDAS.
In conclusione, si conferma, quindi, che il riconoscimento di PANS e PANDAS deve necessariamente avvenire a livello nazionale, per poi eventualmente essere armonizzato e sostenuto anche in ambito europeo.
Linee guida e riconoscimento in Italia
I genitori chiedono “linee guida” di trattamento, o più correttamente linee di indirizzo condivise.
È importante chiarire che tali documenti possono essere elaborati solo sulla base di evidenze scientifiche solide, come richiesto dal metodo scientifico.
In Italia, il “riconoscimento ufficiale” delle sindromi PANS e PANDAS si trova attualmente nella fase di valutazione da parte della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) presso il Ministero della Salute.
Le associazioni dei pazienti, insieme ad alcune società scientifiche (tra cui la Società Italiana di Pediatria) e con il supporto istituzionale, hanno presentato una documentazione formale per l’inserimento di PANS/PANDAS nei LEA. Tale inserimento rappresenta un passaggio cruciale per ottenere:
riconoscimento ufficiale nel SSN;
accesso a prestazioni sanitarie dedicate;
eventuali esenzioni per patologia;
percorsi diagnostico-terapeutici standardizzati.
Il Ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro tecnico per approfondire gli aspetti clinici e scientifici; la Commissione LEA è l’organo deputato alla valutazione formale della richiesta.
https://www.panspandasmed.info/il-tavolo-di-lavoro-tecnico/
COME FUNZIONA IL PROCESSO
Il funzionamento della procedura è stato chiarito dall’Avvocato Patrizia Comite https://www.panspandasmed.info/chi-siamo/ Avvocato civilista ed esperta in diritto sanitario.
La Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA è composta da rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità, di AIFA e da altri esperti. Il suo compito è riesaminare e aggiornare l’elenco delle prestazioni e delle patologie incluse nei LEA sulla base di criteri scientifici, epidemiologici e di impatto clinico-assistenziale.
TEMPISTICHE E STATO DELLA PROCEDURA
La procedura non è ancora conclusa. Richiede tempi tecnici lunghi: la Commissione deve analizzare la documentazione,
valutare la solidità delle evidenze scientifiche e
decidere se procedere all’inclusione.
Qualora il supporto documentale risultasse insufficiente, potrebbero essere richiesti ulteriori studi.
Molti genitori sono stati probabilmente mal informati da fonti inattendibili, poiché continuano a ritenere imminente un riconoscimento. In realtà, il riconoscimento di una patologia segue un iter rigoroso e non comprimibile.
Modalità di riconoscimento di una patologia da parte della Commissione LEA
Si premette che l’iter per il riconoscimento delle pans era stato avviato con un tavolo di lavoro tecnico governativo dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sotto la supervisione del Sottosegretario alla Salute, On. Marcello Gemmato a testimonianza di una chiara volontà politica di affrontare il tema.
Tuttavia, gli iter procedurali formali non possono essere elusi e, pertanto, è necessario attendere con fiducia il completamento del percorso previsto.
In sintesi, l’iter previsto per avviare una procedura volta al riconoscimento di una malattia avviene attraverso i seguenti passaggi:
Presentazione formale della richiesta
Da parte di associazioni di pazienti, società scientifiche o istituzioni, corredata da documentazione clinica e scientifica ed è avvenuto nella primavera del 2025.
Valutazione tecnico-scientifica
Analisi delle evidenze disponibili (studi clinici, dati epidemiologici, consenso scientifico, impatto assistenziale).
Valutazione di appropriatezza e sostenibilità
Analisi del rapporto costo-beneficio, dell’impatto sul SSN e dell’organizzazione dei percorsi di cura.
Parere della Commissione LEA
La Commissione esprime un parere tecnico che può essere favorevole, contrario o condizionato alla produzione di ulteriori evidenze.
Quando una malattia è ancora poco conosciuta o oggetto di dibattito scientifico, le linee guida (o più correttamente, nel contesto dei LEA, le linee di indirizzo e i percorsi assistenziali) non vengono costruite come per le patologie consolidate. Esiste un percorso specifico, prudenziale e graduale. Di seguito una spiegazione chiara, aderente alla prassi italiana e ai criteri scientifici.
Distinzione fondamentale: LEA e Linee guida cliniche
È importante chiarire che:
I LEA definiscono quali prestazioni il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire.
Le linee guida cliniche definiscono come una patologia deve essere diagnosticata e trattata.
Per patologie emergenti o poco conosciute, nei LEA non si inseriscono vere e proprie linee guida cliniche, ma:
linee di indirizzo;
raccomandazioni provvisorie;
percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) sperimentali.
Come si procede quando l’evidenza scientifica è limitata
a) Valutazione del “bisogno assistenziale”
Anche in presenza di evidenze scientifiche incomplete, la Commissione LEA valuta:
gravità clinica della condizione;
impatto sulla qualità della vita;
assenza di alternative terapeutiche;
rischio di danni da mancata presa in carico.
Questo consente di attivare l’assistenza prima del pieno consenso scientifico, quando il bisogno è rilevante.
b) Uso del principio di precauzione
In sanità pubblica si applica il principio di precauzione, che permette di:
garantire l’accesso a valutazioni specialistiche;
evitare il “non intervento” in presenza di quadri clinici gravi;
limitare il rischio di trattamenti inappropriati.
Questo si traduce in indicazioni caute, non prescrittive e aggiornabili.
c) Linee di indirizzo basate su consenso esperto
In assenza di evidenze forti, i documenti vengono costruiti su:
consensus conference;
pareri di esperti multidisciplinari;
raccomandazioni di società scientifiche;
adattamento di linee guida internazionali.
Si parlerebbe quindi di raccomandazioni di buona pratica clinica, non di protocolli rigidi.
Ruolo delle società scientifiche e dell’ISS
Le società scientifiche:
elaborano documenti tecnici preliminari;
raccolgono dati clinici;
propongono modelli di presa in carico.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS):
valuta la qualità metodologica;
verifica l’assenza di rischi sistemici;
supporta la Commissione LEA nelle scelte.
Per patologie emergenti, l’ISS può raccomandare:
sperimentazioni controllate;
registri di patologia;
monitoraggio continuo degli esiti.
Inserimento “condizionato” nei LEA
Quando una patologia è poco conosciuta, l’inserimento nei LEA può avvenire in forma:
graduale;
condizionata;
limitata a specifiche prestazioni (es. visite specialistiche, diagnostica di base).
Spesso è previsto:
un periodo di osservazione;
una revisione programmata;
la produzione obbligatoria di nuovi dati.
Aggiornamento continuo
Le indicazioni per patologie emergenti sono:
dinamiche;
soggette a revisione periodica;
modificate sulla base delle nuove evidenze.
I LEA non sono statici: vengono aggiornati proprio per integrare le conoscenze che maturano nel tempo.
Applicazione pratica (es. PANS/PANDAS)
Per condizioni come PANS/PANDAS, se riconosciute:
potrebbero non essere introdotte linee guida “rigide”;
ma percorsi di presa in carico multidisciplinari;
con indicazioni prudenziali;
e monitoraggio clinico strutturato.
L’obiettivo iniziale non è “cristallizzare” una verità scientifica, ma:
garantire assistenza;
evitare il vuoto sanitario;
favorire la ricerca.
In sintesi
Le linee guida per malattie poco conosciute non nascono come definitive.
Si adottano linee di indirizzo, PDTA e raccomandazioni provvisorie.
Il processo è graduale, prudente e basato su consenso esperto.
Il riconoscimento LEA può avvenire anche prima del consenso scientifico completo, se il bisogno assistenziale lo giustifica.
Ruolo delle Regioni rispetto ai LEA
I LEA SONO COMPETENZA DELLO STATO
I Livelli Essenziali di Assistenza sono definiti dallo Stato e hanno valore uniforme su tutto il territorio nazionale.
Una patologia o una prestazione entra nei LEA solo tramite un atto statale (decreto di aggiornamento dei LEA), previo:
- parere della Commissione LEA;
- valutazione di sostenibilità economica da parte del MEF;
- intesa in Conferenza Stato-Regioni.
Le Regioni non possono modificare o ampliare autonomamente l’elenco dei LEA nazionali.
Cosa possono fare le Regioni in autonomia
Pur non potendo riconoscere una patologia come LEA nazionale, le Regioni possono:
Attivare percorsi assistenziali regionali (PDTA, reti cliniche, centri di riferimento);
Finanziare prestazioni extra-LEA con risorse proprie;
Istituire esenzioni regionali (diverse dall’esenzione nazionale per patologia);
Avviare progetti sperimentali o pilota;
Riconoscere la patologia a fini organizzativi, senza valore di LEA nazionale.
Queste iniziative sono legittime purché:
non riducano o limitino i LEA nazionali già garantiti;
siano finanziate con fondi regionali;
non producano effetti vincolanti per le altre Regioni.
LIMITI DELL'AUTONOMIA REGIONALE ITALIANA
Le azioni regionali hanno però limiti chiari:
non creano diritto soggettivo esigibile su base nazionale;
non garantiscono uniformità di accesso tra cittadini di Regioni diverse;
Perché è necessaria l’Intesa Stato-Regioni
L’Intesa in Conferenza Stato-Regioni è necessaria perché:
l’attuazione dei LEA avviene tramite i sistemi sanitari regionali;
le Regioni devono essere messe in condizione di garantire le prestazioni;
è richiesto un equilibrio tra diritti dei cittadini e sostenibilità finanziaria.
L’Intesa non attribuisce alle Regioni il potere di riconoscere una malattia, ma consente allo Stato di rendere operativa una decisione nazionale.
Applicazione al caso PANS/PANDAS
Nel caso di PANS e PANDAS:
una Regione può attivare percorsi clinici o centri dedicati;
può sostenere economicamente alcune prestazioni;
non può riconoscerle come LEA nazionali né garantire esenzioni valide su tutto il territorio italiano.
Il riconoscimento effettivo e uniforme può avvenire solo a livello statale, con successiva attuazione regionale.
In sintesi
Le Regioni possono agire, ma solo in via organizzativa e sperimentale.
Le Regioni non possono riconoscere autonomamente una patologia come LEA nazionale.
Solo lo Stato, con il coinvolgimento delle Regioni, può garantire un diritto uniforme su tutto il territorio.
Step successivi: IL RUOLO DEL MEF
In caso di parere favorevole della Commissione LEA, il procedimento prosegue con:
Coinvolgimento del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze)
Il MEF valuta la copertura economica necessaria per l’inserimento della patologia nei LEA.
Intesa Stato-Regioni
È necessaria l’intesa in Conferenza Stato-Regioni, poiché l’attuazione dei LEA coinvolge direttamente i sistemi sanitari regionali.
DECRETO DI AGGIORNAMENTO DEI LEA
Solo dopo il via libera del MEF e l’intesa istituzionale viene emanato il decreto che rende effettivo il riconoscimento.
Solo al termine di questo iter complesso e multilivello una patologia può dirsi ufficialmente riconosciuta e operativa all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Le Istituzioni Italiane con le quali siamo in costante contatto hanno bene in evidenza le gravi problematiche mediche e scolastiche dei pazienti pans e pandas e siamo fiduciosi che continueranno a fare un eccellente lavoro per il bene di tante famiglie.
STAY TUNED!
Panspandasmed