03/01/2026
A diciannove anni la rinchiudono in manicomio. Una parola cade su di lei come un sigillo: ISTERIA. Un’etichetta che trasformava l’intelligenza in patologia e la sensibilità in colpa. Una parola che per una donna, all’inizio del Novecento, è una condanna. Lì in manicomio non la ascoltano: la studiano. La osservano. La legano. Una GABBIA chiamata cura. Eppure Sabina Spil’rejn non è pazza. È solo troppo intelligente per il mondo che la circonda.
Fu lì che incontrò Carl Gustav Jung. Lui era un giovane brillante e carismatico, lei una donna che tutti credevano «senza speranza». Fu allora che scoccò la scintilla di una passione che li avrebbe legati per tutta la vita. Sabina lo provoca con la sua intelligenza, lo sfida a guardare il mondo con occhi nuovi, gli offre intuizioni. Molte delle idee di Jung non avrebbero potuto esistere senza Sabina. Lei fu per lui MUSA, amante, amica. Jung le salvò la vita, ma le spezzò il cuore.
Quando finalmente uscì dal manicomio, Sabina decide di riprendersi in mano la sua vita. Studia, diventa psicoanalista, pubblica articoli sull’ambivalenza dell’amore. Capì che ogni TRASFORMAZIONE passa dalla perdita e che la vita nasce anche dalla frattura. E che alle volte l’anima si spezza solo per imparare a diventare altro. Intuì delle verità che diventeranno pilastri della psicologia moderna. Ma i MERITI andarono a Jung e a Freud.
Sabina divenne un capitolo imbarazzante, da non citare. Eppure Sabine non si arrende. Insegna. Scrive. Resiste. Finché la Storia la CANCELLA per sempre. Venne fucilata dai nazisti nel 1942. E il suo nome scomparve. Ma alcune voci non si spengono. Restano come brace sotto la cenere. Dopo decenni di oblio riemersero i suoi scritti: lettere, articoli, diari. E il mondo è costretto a vederla per ciò che è davvero: una delle madri della psicoanalisi moderna. Una pioniera, una donna che era stata rinchiusa perché troppo viva e dimenticata perché troppo SCOMODA. Perché certe menti, anche se chiuse in una gabbia, nascono per insegnare al mondo come si vola.
Guendalina Middei, Professor X (➡️ Se volete leggere altre storie come questa, qui trovate un estratto del mio «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» che ho scritto per farvi innamorare della letteratura come me ne sono innamorata io: https://www.amazon.it/innamorarsi-Karenina-leggere-classici-lezioni/dp/8807174359