04/03/2026
Insieme alla collega Nancy Citro ci siamo chiesti se la letteratura scientifica avesse effettivamente messo alla prova l’efficacia dei programmi di educazione affettiva (solo affettiva, non sessuale). Non c’è molto, e quel poco che abbiamo trovato ci ha sorpreso: questi programmi sembrano non funzionare. In altre parole non producono un miglioramento significativo nel modo in cui, diventati giovani adulti, le persone si relazionano nelle prime esperienze amorose. In quei primi rapporti, i ragazzi tendono a replicare ciò che hanno vissuto in famiglia. In sostanza: ameranno come sono stati amati. Le modalità con cui vivono le prime relazioni sentimentali riflettono il modo in cui hanno sperimentato l’amore in famiglia. Questo non significa che parlare di affettività a scuola non sia utile: è certamente un’iniziativa lodevole. Tuttavia non sembra essere sufficientemente incisiva. Ciò che fa davvero la differenza è aiutare i genitori a modificare il proprio modo di stare in relazione con i figli, oppure offrire ai ragazzi una seconda opportunità di vivere una relazione affettiva sana, ad esempio all’interno di una relazione psicoterapeutica.
Dalla ricerca emergono anche altri dati interessanti per i genitori. Per il bambino conta meno che il genitore sappia parlare o riflettere verbalmente sui suoi stati mentali; conta invece di più la capacità del genitore di entrare in sintonia con lui attraverso il corpo (presenza e contatto). Ciò che nutre l’amore in un figlio è la disponibilità del corpo del genitore: abbracci, carezze, conforto, o semplicemente esserci.
Un altro dato importante può essere riassunto in una percentuale: 30%. Non serve che un genitore sia sempre perfettamente sintonizzato con il proprio bambino. Anzi, una sintonizzazione continua (una sorta di simbiosi permanente) può creare addirittura danni. È sufficiente che il genitore sia davvero in sintonia con il bambino circa il 30% del tempo. Nella relazione genitore-bambino la disconnessione è la norma; ciò che conta non è evitare queste rotture, ma saperle riparare. Quando il genitore torna, ristabilisce il contatto con il suo bimbo e ricostruisce la sintonia; il bambino così impara che le incomprensioni e gli errori nella relazione non significano fallimento e abbandono, ma possono essere ricomposti. Questa esperienza li rende affettivamente forti.
-DiCorcia, J. A., & Tronick, E. (2011). Quotidian resilience: Exploring mechanisms that drive resilience from a perspective of everyday stress and coping. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 35(7), 1593–1602. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2011.04.008
-Le VT, Bailey JA, Pandika DM, Epstein M, Satchell K. Long-term Effects of the Raising Healthy Children Intervention on Family Functioning in Adulthood: A Nonrandomized Controlled Trial. J Prev (2022). 2024 Feb;45(1):17-25. doi: 10.1007/s10935-023-00753-z. Epub 2023 Nov 16. PMID: 37973659; PMCID: PMC10872592.
-Shai D, Belsky J. Parental embodied mentalizing: how the nonverbal dance between parents and infants predicts children's socio-emotional functioning. Attach Hum Dev. 2017 Apr;19(2):191-219. doi: 10.1080/14616734.2016.1255653. Epub 2016 Nov 16. PMID: 27852170.