03/07/2024
La forza del gruppo
Il 5 giugno scorso, nel pomeriggio, mi sono messa sui gradini di fronte alla stazione ferroviaria di Firenze per aspettare che arrivasse l’orario del mio treno per Udine.
Non facevo nulla di particolare, osservavo le persone che passavano, mi piace sempre farlo, mi rendo conto di che varietà di umanità vive il nostro bel pianeta.
Mi ero seduta accanto a una bella signora nera, che parlava con un’altra ragazza evidentemente dello stesso paese africano.
Pian piano continuavano ad arrivare donne con grandi borse, neonati infagottati in scialli e portati sulla schiena dalle mamme, ragazzi giovani, uomini, donne con bimbi in passeggino.
Tutti quanti si sedevano sui gradini, chiacchieravano, ridevano, penso si raccontassero la giornata, e una signora che era seduta vicino a me si mise ad aprire un contenitore da una borsa e iniziò a distribuire riso e carne a chi del gruppo lo voleva.
Si sentiva l’agio con cui interagivano tra loro, tutti sorridevano, e nessuno si lamentava. Erano felici e ricavavano forza dallo stare assieme.
Ero l’unica bianca lì in mezzo, e non mi sentivo minimamente a disagio, anzi, mi sentivo protetta e accolta da queste persone che, si sentiva, gioivano dello stare assieme. Una piccola comunità che si ritrovava al finire del giorno.
Alla fine mi sono alzata perché l’ora della mia partenza si avvicinava, ma mi dispiaceva un po’ andarmene da lì. Chiacchierando con la signora del riso e carne ho scoperto che il gruppo era di senegalesi, e lei, come altri, vendeva il cibo ma anche acqua, giochi, profumi o altro.
Fino a quando noi esseri umani consentiremo a farci separare saremo deboli, ricattabili, distruttibili.
Quando ricominceremo a far gruppo e a sostenerci gli uni con gli altri niente e nessuno potrà far breccia tra di noi e ne usciremo vincitori. Con l’amore, con la solidarietà, con la vicinanza.
Ricordiamocelo, per favore.