16/04/2026
TRISTEZZA e INSONNiA.
Succede a tante persone: essere tristi, con mancanza di vitalità durante il giorno e non dormire bene nella notte.
Tristezza e Insonnia sono unite tra loro.
Arrivano e restano nel tempo, diventando una pesante compagnia del vivere.
Sembrano separate tra loro. Non e’ così.
La tristezza, l’insonnia, la mancanza di energia e di vitalità possono dipendere dalla mano che porta il cibo dal piatto alla bocca.
Un eccesso di carboidrati con alimenti composti con farina, un eccesso di acidi grassi saturi con alimenti di origine animale, una carenza di fibra alimentare con un microbiota intestinale aggressivo possono agire sul nervo vago che porta tutte le stimolazioni viscerali del cibo al cervello.
Questo modello alimentare giornaliero, comune a molti sembra apparentemente innocuo e non collegato alla tristezza e all’insonnia.
Ma un eccesso di acidi grassi saturi, contenuti negli alimenti, creano un ipotono vagale, cioè una riduzione della attività del più lungo nervo che collega l’intestino, il cuore, il polmone al cervello antico (ipotalamo, sistema limbico, ippocampo, amigdala, ghiandola pineale, sistema nervoso autonomo).
Sembra strano che il cibo possa condizionare così tanto il nostro vivere quotidiano.
Strano perché non conosciamo le dinamiche fisiologiche e ormonali che il cibo attiva ogni giorno in noi e viviamo il cibo come un banale calcolo giornaliero delle Calorie.
Un eccesso di grassi alimentari ed una carenza di fibra alimentare vegetale creano disbiosi intestinale, cioè una brusca variazione dei batteri intestinali che producono molecole, metaboliti che agiscono sul nervo vago, riducendo la sua attività.
L’ipotono vagale e’ un freno alla nostra vitalità e gioia. Un eccesso di grassi alimentari agisce creando neuro infiammazione sul cervello antico, che controlla le nostre funzioni vitali, la memoria, lo stato emotivo e il sonno.
L’insonnia può essere espressione di neuro infiammazione cerebrale e di disbiosi intestinale. Si può cambiare, modificando la giornata alimentare: aumentare gli alimenti vegetali (verdura, cereali integrali in chicchi non ridotti a farina, legumi, semi oleosi, frutta, olio extra vergine di oliva…), assumere kefir, pesce, carne bianca.
Ridurre carne rossa, formaggi, salumi, affettati, panna, pasticceria con crema…alimenti ultra processati…prodotti da forno …ridurre i prodotti alimentari del supermercato e mangiare più cibi vero, naturale.
Cambiare si può.