25/11/2025
𝟐𝟓 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 – 𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚.
Oggi ricordiamo le donne vittime di violenza. Ma sarebbe troppo comodo limitare il discorso a ciò che è visibile. Esistono forme di violenza che non lasciano lividi sulla pelle, ma scavano dentro, lentamente, e a volte in modo ancora più crudele: 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒐𝒍𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒆𝒈𝒍𝒊 “𝒔𝒕𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒅”.
Sì, parliamo proprio di peso, forme, età, rughe, cicatrici, smagliature, curve e non-curve. Perché il corpo femminile, da sempre, è trattato come un bene pubblico: «Dovresti dimagrire», «Non sei in salute», «Non è estetico», «Fai qualcosa di te».
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮. 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼.
📌 𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐈 (𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐢):
- Secondo l’OMS, la stigmatizzazione del peso aumenta ansia, depressione, disturbi alimentari e riduce l’autostima.
- Studi pubblicati su The Lancet Public Health e JAMA mostrano che il weight stigma non aiuta a dimagrire: fa il contrario, aumentando stress, cortisolo, fame emotiva e comportamenti disfunzionali.
- L’European Institute for Gender Equality documenta come le pressioni estetiche ricadano in modo sproporzionato sulle donne, soprattutto dai 12 ai 65 anni.
- Il 60% delle donne italiane (dati ISTAT e ISS) afferma di essersi sentita giudicata per il proprio corpo almeno una volta nella vita.
𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒖𝒏 𝒎𝒂𝒏𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒕𝒓𝒊𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝑵𝑶𝑵 𝒆̀ 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀.
📌 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐈𝐋 𝐆𝐈𝐔𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐕𝐈𝐎𝐋𝐄𝐍𝐙𝐀
La violenza non è solo il pugno.
È anche:
- il dito puntato,
- la battuta al veleno “era solo per scherzare”,
- il consiglio non richiesto,
- lo sguardo che pesa più dei chili sulla bilancia,
- la convinzione che una donna valga in proporzione a quanto pesa.
𝐸 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑙𝑝𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑠𝑏𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑡𝑜. 𝑼𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒆𝒓𝒓𝒐𝒓𝒆. 𝑴𝒂𝒊!
📌 𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐄𝐆𝐔𝐄𝐍𝐙𝐄 𝐂𝐋𝐈𝐍𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐒𝐓𝐈𝐆𝐌𝐀 (𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨):
- aumento del rischio di binge eating;
- peggior controllo glicemico nelle donne con diabete;
- aumento di infiammazione cronica da stress;
- riduzione dell’aderenza ai percorsi nutrizionali;
- abbassamento della qualità della vita;
- evitamento delle cure mediche per paura del giudizio.
Tutto questo è documentato in letteratura scientifica internazionale. Eppure, ogni giorno, in qualsiasi luogo, la società continua a dispensare sentenze come se fossero diagnosi.
📌 𝐈𝐋 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎 𝐄̀ 𝐔𝐍𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎
𝗡𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀.
Non puoi parlare di peso se prima non parli di rispetto.
Non puoi parlare di nutrizione se prima non smonti il giudizio.
𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂̀ 𝒎𝒂𝒊 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒔𝒂𝒏𝒐.
📌 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐞𝐫𝐞. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.
- Smettere di commentare il corpo delle donne. Sempre.
- Promuovere un approccio alla salute basato su dati, non su complessi culturali.
- Educare figli e figlie al rispetto corporeo.
- Ricordare che la dieta più efficace è quella scelta con serenità, non con vergogna.
- Ricordare che chi cura – medici, nutrizionisti, psicologi – deve essere il primo a non giudicare.
𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒂 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂 𝒊𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒖𝒍𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒆̀ 𝒄𝒖𝒓𝒂𝒓𝒆, 𝒏𝒐𝒏 𝒊𝒏𝒇𝒍𝒊𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐.
𝑳𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒆. 𝑴𝒂 𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀. 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒂 𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒆 𝒍𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆. 𝑬 𝒏𝒐𝒏 𝒄’𝒆̀ 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒓𝒊𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒗𝒊𝒔𝒔𝒖𝒕𝒐 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂.