Dott.ssa Marianna Cuciti - Psicologa

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22/11/2025

Grande Ornella!

...Quel momento era sacro. Non si trattava solo di riposo: era una parentesi di pace, un tempo di silenzio che insegnava...
14/11/2025

...Quel momento era sacro. Non si trattava solo di riposo: era una parentesi di pace, un tempo di silenzio che insegnava ai bambini qualcosa che la frenesia non può trasmettere. Le maestre si muovevano leggere tra le file dei piccoli, sistemando con cura una coperta, chinandosi a sussurrare una parola dolce. Era l’ora della calma, ed era preziosa........Oggi, molti bambini passano ore tra schede da compilare, esercizi, lavoretti a tema. Ma nessuno si stende più con una copertina e una storia sussurrata. E intanto ci chiediamo perché i più piccoli siano sempre più agitati, stanchi, nervosi.

Eppure una volta lo sapevamo: fermarsi era importante. L’ora del pisolino insegnava ai bambini che rallentare non è perdere tempo. È ritrovare sé stessi, ricaricare il cuore e la mente. Era una lezione silenziosa, ma potentissima: il riposo ha un valore. Il silenzio ha un senso. Non serve essere sempre attivi per imparare davvero.

Forse è tempo di recuperare quella saggezza semplice e antica. Di ricordare che anche nella crescita, la calma ha un posto. Di tornare ad ascoltare il respiro lento di un bambino steso sotto una coperta, mentre il mondo – per un attimo – si ferma con lui.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, l’asilo in Italia era un luogo semplice, a misura di bambino, dove ogni giornata seguiva un ritmo dolce e rassicurante. Dopo i canti in coro, i giochi con le costruzioni di legno e le prime prove con i pastelli a cera, arrivava la merenda: una fetta di pane con marmellata o un biscotto secco e un bicchiere di latte tiepido.

Poi l’insegnante – quasi sempre una figura materna, affettuosa e severa al tempo stesso – faceva abbassare le tapparelle. Le voci si spegnevano, i passi si facevano leggeri. I bambini si sdraiavano sui piccoli lettini pieghevoli portati da casa o su teli stesi a terra, con la copertina che ogni mamma aveva infilato nello zainetto. Qualcuno si addormentava subito, ancora stanco dal trambusto del mattino. Altri restavano con gli occhi aperti, in silenzio, persi a guardare le ombre che ballavano sul soffitto o a inseguire con la mente chissà quali pensieri infantili.

Quel momento era sacro. Non si trattava solo di riposo: era una parentesi di pace, un tempo di silenzio che insegnava ai bambini qualcosa che la frenesia non può trasmettere. Le maestre si muovevano leggere tra le file dei piccoli, sistemando con cura una coperta, chinandosi a sussurrare una parola dolce. Era l’ora della calma, ed era preziosa.

Ma poi tutto è cambiato. Dalle fine degli anni Settanta in avanti, anche in Italia l’asilo ha iniziato a trasformarsi. Le richieste educative sono aumentate, le aspettative dei genitori si sono fatte più alte. Le giornate si sono riempite di attività strutturate, anticipando la scuola vera e propria. Il tempo per il silenzio si è ridotto, quello per il riposo è quasi scomparso.

Oggi, molti bambini passano ore tra schede da compilare, esercizi, lavoretti a tema. Ma nessuno si stende più con una copertina e una storia sussurrata. E intanto ci chiediamo perché i più piccoli siano sempre più agitati, stanchi, nervosi.

Eppure una volta lo sapevamo: fermarsi era importante. L’ora del pisolino insegnava ai bambini che rallentare non è perdere tempo. È ritrovare sé stessi, ricaricare il cuore e la mente. Era una lezione silenziosa, ma potentissima: il riposo ha un valore. Il silenzio ha un senso. Non serve essere sempre attivi per imparare davvero.

Forse è tempo di recuperare quella saggezza semplice e antica. Di ricordare che anche nella crescita, la calma ha un posto. Di tornare ad ascoltare il respiro lento di un bambino steso sotto una coperta, mentre il mondo – per un attimo – si ferma con lui.

Non parleremo solo del fenomeno,ma forniremo  alle donne delle utili conoscenze di autodifesa. Avete tutto il tempo per ...
03/11/2025

Non parleremo solo del fenomeno,ma forniremo alle donne delle utili conoscenze di autodifesa. Avete tutto il tempo per organizzarvi e non prendere impegni per quel pomeriggio!😁 Vi aspettiamo il 25 novembre alle ore 17,00 in palestra Via Carmine 247 S.Croce Camerina. Per chi vuole può indossare un accessorio di colore rosso,simbolo della giornata.

Sul Giornale di Sicilia, un'intervista alla Presidente dell'Ordine della Regione Siciliana, a proposito di una terribile...
01/11/2025

Sul Giornale di Sicilia, un'intervista alla Presidente dell'Ordine della Regione Siciliana, a proposito di una terribile storia di violenza e di abusi, venuta solo ora alla luce, a Palermo.

La vicenda della bambina che ha chiesto aiuto alla chat del Telefono Azzurro, riferendo degli abusi subiti, rappresenta una ferita collettiva, che interroga la coscienza civile e le responsabilità educative di tutti.
Non è soltanto un fatto di cronaca, ma un segnale che rivela il fallimento di una rete di protezione, la solitudine di chi non trova adulti capaci di vedere, ascoltare e intervenire.

Ogni volta che unə bambinə deve trovare in se stessə le risorse per chiedere aiuto a degli estranei (seppure professionisti competenti), su una chat, significa che la rete di cura — famiglia, scuola, servizi, comunità — non ha funzionato.

Per questo è fondamentale il lavoro svolto dal Telefono Azzurro e da realtà similari.
Non intendiamo entrare nel merito del caso specifico, poiché le indagini sono tuttora in corso e la priorità assoluta deve essere quella di tutelare le persone, soprattutto se minorenni, coinvolte, evitando ogni diffusione di dettagli inutili o potenzialmente lesivi.

Tuttavia, come esperti della salute mentale, sentiamo la responsabilità di comprendere e spiegare il fenomeno dell'abuso intra familiare e della violenza in generale, non per giustificare, ma per prevenire, per impedire che l’orrore possa ripetersi.
Parallelamente, è essenziale che la giustizia segua il suo corso: il riconoscimento della colpevolezza degli autori di abusi rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di recupero psicologico delle vittime, poiché restituisce senso, dignità e fiducia nel mondo adulto.
Come Ordine degli Psicologi non interveniamo sui singoli casi giudiziari, ma abbiamo il compito di contribuire a costruire un sistema di prevenzione fondato su formazione, cultura psicologica e collaborazione tra istituzioni.

Contrastare la violenza significa anche contrastare le condizioni di invisibilità che la rendono possibile: l’omertà, l’indifferenza, la normalizzazione del dolore.
La psicologia è chiamata a restituire parola e ascolto là dove il silenzio ha cancellato significati e relazioni.
Quando un genitore assiste o partecipa alla violenza, si produce una frattura profonda del legame di cura, la negazione stessa della funzione genitoriale.
Ma questi fenomeni non nascono nel vuoto: sono l’esito di storie di trascuratezza, povertà relazionale e distorsioni affettive che si trasmettono nel tempo.
Dietro ogni abuso c’è quasi sempre una cecità collettiva: qualcuno che ha visto, intuito, sospettato, ma ha preferito tacere.
È qui che si radica la cultura dell’omissione, terreno fertile per ogni forma di violenza.
Un trauma come quello vissuto da un minore abusato incide in profondità sulla struttura dell’identità: il corpo diventa luogo di dolore, la fiducia nell’adulto si spezza, il mondo perde senso.

Tuttavia, la psicologia insegna che la ricostruzione è possibile, se la persona incontra relazioni affidabili, continue e competenti.
La cura richiede tempo, protezione e una rete che sostenga, senza esporre di nuovo al silenzio o al giudizio.
Laddove vi sono povertà educativa, isolamento e mancanza di servizi, la violenza trova spazio per radicarsi.

Per questo è fondamentale continuare a investire su una cultura della cura e della presenza, sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, a partire dalla tenera età, rafforzando i legami tra scuola, servizi e comunità.

Solo così potremo evitare che il grido di unə bambinə resti inascoltato.

19/10/2025

🔴 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗼-𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲

Le Presidenti e i Presidenti degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto prendono una posizione chiara e netta in merito al DDL del 23 maggio 2025 del Ministro Valditara.

🎓 L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita.

🧠 L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni.

👥 Gli Ordini regionali sopra menzionati esprimono profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti dalle limitazioni previste nel DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.

𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶, per ribadire l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e basata sulle evidenze scientifiche.

📢 La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli.

🔗 Qui il comunicato stampa integrale: https://bit.ly/3LhO78P

In Italia questo governo  ha vietato l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie oltre che nelle primarie. E al...
19/10/2025

In Italia questo governo ha vietato l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie oltre che nelle primarie. E alle scuole superiori? Sono previste ore extra curricolari e facoltative la cui partecipazione è concessa previo consenso dei genitori. Una decisione presa dopo neanche 24 ore dall'ennesimo femminicidio di una giovane donna. L'educazione sessuale non è solo una questione biologica ,ma è strettamente connessa all'affettività,alla sfera emotiva ,al rispetto reciproco, all'identità di genere. È un potente strumento di prevenzione contro gli abusi e la violenza di genere,le malattie sessualmente trasmissibili. Rifiutarla significa rinunciare ad un'occasione di crescita collettiva e di civiltà . Come Psicologa e professionista nel settore mi sento profondamente preoccupata perché non bisogna togliere,ma investire, sulla prevenzione e su tutto ciò che può dare una direzione e una guida a questi giovani sempre più disorientati e confusi.

La giornata mondiale della salute mentale, (in inglese World Mental Health Day, o WMHD) si tiene il 10 ottobre di ogni a...
10/10/2025

La giornata mondiale della salute mentale, (in inglese World Mental Health Day, o WMHD) si tiene il 10 ottobre di ogni anno ed è riconosciuta a livello internazionale dal 1992 come evento per sensibilizzare le persone in merito alla salute mentale.

06/10/2025

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