28/10/2025
“A volte la non ci ostacola: ci sta solo riportando verso la direzione che avevamo dimenticato.”
Lo e il
A cura del fondatore di ORTHOM | Pietro Di Falco
Nell’alchimia e nello mongolo, ognuno di noi possiede uno Shen e un Ming.
Lo Shen è ciò che, nella cultura , chiameremmo . È la scintilla che abita il nostro cuore, la parte più sottile di noi che osserva, sente e guida.
Questo Shen può percorrere molte strade, ma solo una risuona davvero con il suo Ming, ciò che potremmo chiamare destino, o meglio, mandato del Cielo.
C’è un luogo in cui ognuno di noi deve essere, e non si trova fuori, ma dentro di noi. Lo possiamo vedere solo quando ci svuotiamo: quando smettiamo di riempirci di pensieri, di desideri che non ci appartengono, quando lasciamo andare ciò che abbiamo ereditato come un’eco; esperienze, emozioni, paure che non sono nostre, ma che viviamo per amore, per fedeltà a una storia più antica della nostra.
A volte portiamo nel corpo e nello spirito ferite della nostra linea di sangue, traumi che i nostri avi non hanno saputo risolvere e che noi siamo chiamati a guarire. Così ripetiamo, senza accorgercene, passi e scelte che non appartengono al nostro cammino.
Ogni volta che agiamo contro la direzione del nostro Shen, la vita ci chiede un prezzo: ciò che sbagliamo nel pensiero, lo ripaghiamo nei fatti.
Riconosciamo di essere nel nostro Ming quando tutto attorno a noi diventa semplice, quando i segni si accendono nel buio come piccole luci che ci mostrano la strada.
Quando invece non siamo nel nostro Ming, tutto appare difficile, ostile, pesante. Il mondo non ci ostacola, ci invita solo a fermarci, a ricordare chi siamo.
Il nostro compito è questo: offrire a chi verrà dopo di noi la versione più pura di ciò che siamo, liberata da tutto ciò che non ci appartiene. Così la nostra luce diventa un punto di riferimento, non solo per noi, ma per le generazioni future.