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Probenessere Stress, pressione ed emozioni che si trasformano in sintomi. Regolazione della tensione psicofisica, a partire dal corpo. Percorsi individuali e di gruppo.

Centro per la riduzione dello stress

Ci sono momenti in cui capisci perfettamente cosa ti sta succedendo.Sai perché la mente continua a muoversi.Sai perché i...
17/04/2026

Ci sono momenti in cui capisci perfettamente cosa ti sta succedendo.

Sai perché la mente continua a muoversi.
Sai perché il corpo resta in tensione.
Sai che non è solo un periodo.

E a un certo punto pensi:
“Ok, adesso ho capito.”

Eppure… non cambia davvero.

Ti sdrai e la mente riparte.
Il corpo resta attivo.
La tensione torna.

E lì nasce un dubbio preciso:
“Ma allora a cosa serve capire?”

Il punto è che il processo che mantiene ansia e stress attivi non è solo mentale.

È fatto anche di corpo, respiro, attivazione del sistema nervoso, automatismi che si ripetono ogni giorno.

E questo non cambia perché lo hai capito.

Non perché stai sbagliando qualcosa.
Ma perché stai intervenendo nel punto sbagliato.

Quando questo diventa chiaro, cambia la domanda.
Non più: “cosa mi succede?”
Ma: “dove sto intervenendo?”

Se vuoi capire perché ansia e stress non passano anche quando hai già capito tutto e cosa significa lavorare nel punto giusto, qui lo approfondisco: https://www.diegopedrazzoli.it/sistema-nervoso-in-allerta/

Ci sono momenti in cui lo stress non sembra più qualcosa che arriva e passa.Non è un picco.Non è una giornata no.È qualc...
14/04/2026

Ci sono momenti in cui lo stress non sembra più qualcosa che arriva e passa.

Non è un picco.
Non è una giornata no.
È qualcosa che rimane.

Ti svegli già con una certa tensione nel corpo.
La mente parte subito.
La sera arriva, ma non ti spegni davvero.

E a un certo punto inizi a chiederti:
“Perché non passa?”

Il punto è che spesso non si tratta di un singolo problema.
È un processo che si è costruito nel tempo.

All’inizio è solo una tensione leggera.
Poi iniziano a comparire segnali nel corpo.
Poi l’allerta si stabilizza.
E quello che prima era una reazione… diventa il modo in cui il sistema funziona.

Quando inizi a vedere questa sequenza, cambia completamente prospettiva.

Non hai più tanti problemi separati.
Inizi a vedere un filo conduttore.

Se vuoi capire come si sviluppa questo processo passo dopo passo, qui trovi il processo completo: https://www.diegopedrazzoli.it/catena-dello-stress/

Ci sono momenti in cui qualcosa cambia.Non è solo tensione nel corpo.Non è solo la mente che corre.Non è solo il sonno c...
10/04/2026

Ci sono momenti in cui qualcosa cambia.

Non è solo tensione nel corpo.
Non è solo la mente che corre.
Non è solo il sonno che non recupera.

È come se tutto restasse leggermente attivo, anche quando non serve.

Ti accorgi che fai più fatica a staccare.
Che basta poco per riattivarti.
Che il corpo non si spegne davvero.

A quel punto la domanda diventa un’altra: perché questo stato continua anche quando non c’è un vero pericolo?

Quando succede, spesso non è più una reazione allo stress.

È il sistema nervoso che si è abituato a restare in allerta.

Non si accende e si spegne più come prima.
Resta attivo.

Ed è questo che, nel tempo, tiene insieme tensione, sintomi e difficoltà a recuperare.

Se ti riconosci in questa condizione, qui trovi spiegato cosa succede quando lo stress diventa uno stato più stabile e perché il corpo fa fatica a tornare davvero a una condizione di equilibrio.

Quando l’allerta del sistema nervoso non si spegne lo stress può diventare uno stato abituale dell’organismo.

Ci sono momenti in cui iniziano a comparire più segnali insieme.Tensione nel corpo.Dolori che vanno e vengono.Sonno che ...
08/04/2026

Ci sono momenti in cui iniziano a comparire più segnali insieme.

Tensione nel corpo.
Dolori che vanno e vengono.
Sonno che non recupera davvero.
Una mente che fatica a fermarsi.

A volte anche irritabilità, stanchezza, una sensazione di ansia senza un motivo preciso.

È facile affrontarli uno alla volta: il dolore come problema muscolare, l’insonnia come problema del sonno, l'ansia come qualcosa di mentale.

Ma quando iniziano a presentarsi insieme, cambia tutto.

Perché spesso non sono problemi separati.

Sono modi diversi in cui lo stesso stato interno si sta esprimendo.

Il corpo si tende.
La mente resta attiva.
Il recupero non avviene davvero.

Non sono tre problemi.
È un unico meccanismo.

Se ti riconosci in questa situazione, qui trovi spiegato perché questi sintomi tendono a comparire insieme e cosa li tiene attivi nel tempo.

Dolori muscolari, ansia e stanchezza: quando i sintomi si presentano insieme e si ripetono, forse non sono problemi separati.

Ci sono momenti in cui senti che qualcosa non torna.Ti svegli già con una tensione nel corpo.Durante la giornata compaio...
07/04/2026

Ci sono momenti in cui senti che qualcosa non torna.

Ti svegli già con una tensione nel corpo.

Durante la giornata compaiono fastidi diversi:
un mal di testa senza motivo, lo stomaco che si contrae, il respiro più corto.

A volte passa.

Poi però ritorna.

Magari cambia forma.

Ma la sensazione è sempre quella: c’è qualcosa che non va.

Il punto è che spesso non si tratta di problemi separati.

È lo stesso stato interno che continua a ripresentarsi, esprimendosi in modi diversi nel corpo.

Quando questo succede, è facile pensare a tante cause diverse.

In realtà, quello che si mantiene è una tensione di fondo che non riesce a spegnersi davvero.

Se ti riconosci in questo, qui trovi spiegato cosa sta succedendo e perché questi segnali tendono a tornare nel tempo.

Molti sintomi sembrano malattie, ma spesso sono legati allo stress. Scopri cosa succede nel corpo e come ridurre davvero i sintomi.

Quando lo stress non si spegne, si parte dal corpo.Magari fuori funziona tutto.Vai avanti.Reggi.Ma dentro resti in tensi...
25/02/2026

Quando lo stress non si spegne, si parte dal corpo.

Magari fuori funziona tutto.
Vai avanti.
Reggi.

Ma dentro resti in tensione.

La cervicale che torna.
La schiena che non da tregua.
Il sonno leggero.
Il mal di testa che si ripresenta.
L’ansia che non molla.

Oppure il sovraccarico emotivo che ti porti dietro dal lavoro.
Relazioni che non nutrono più.
Più conflitto, meno complicità.
Più aspettative, meno spazio reale.

Viviamo in un tempo veloce.
Tutto corre: lavoro, messaggi, notizie, richieste.

Siamo sempre connessi, ma spesso meno presenti.
Ci confrontiamo continuamente.
Ci sentiamo osservati, valutati, spinti a essere performanti.

Anche nelle relazioni.

Si pretende molto.
Si investe poco tempo.
Si sostituisce più facilmente di quanto si aggiusti.

E questo crea tensione.

Lo stress non è un’esplosione.
È l’accumulo di piccole situazioni spiacevoli che, una dopo l’altra, vengono vissute come pressioni o minacce.

E quando qualcosa viene percepito come minaccia, anche se piccola, l'organismo resta in allerta.

Giorno dopo giorno.

E quell’allerta non è solo mentale.
La catena dello stress si attiva nel corpo.

Per questo controllarlo solo con la testa spesso non basta.
È dal corpo che si può iniziare a sciogliere e regolare la pressione che si è accumulata.

Il mio lavoro parte da qui.
Dalla regolazione dello stress attraverso il corpo.

Percorsi individuali, corsi di gruppo e interventi in azienda per ridurre la tensione e riportare stabilità.


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ProBenessere nasce da una necessità, non da un’idea.Molte persone cercano la salute pensando di più, informandosi di più...
31/01/2026

ProBenessere nasce da una necessità, non da un’idea.

Molte persone cercano la salute pensando di più, informandosi di più, capendo di più. Il corpo resta sullo sfondo, finché non fa male.

Nel mio lavoro vedo spesso persone che non riconoscono il corpo se non attraverso il dolore. Eppure è proprio lì che i problemi prendono forma, ed è da lì che possono essere regolati.

ProBenessere nasce per questo: per riportare l’esperienza al corpo e prendersi cura della salute fisica ed emotiva in modo concreto, attraverso un percorso esperienziale guidato. Per singoli e gruppi.

Quella sensazione lì.La testa pesa.Il corpo è rigido.La mente non si spegne mai, anche quando vorresti solo fermarti.Non...
23/01/2026

Quella sensazione lì.
La testa pesa.
Il corpo è rigido.
La mente non si spegne mai, anche quando vorresti solo fermarti.

Non è solo stanchezza.
Molte persone arrivano da me così: funzionano, fanno, tengono tutto…
ma dentro sono già oltre il limite.

A metà febbraio partirà il nuovo corso mindfulness MBSR.

Un percorso pratico per imparare a gestire lo stress partendo dal corpo, non dalla mente.
Invece di provare a “capire” lo stress, impari a sentirlo nel corpo e a ridurlo lì, dove nasce.

Non per “rilassarsi un’ora”.
Ma per cambiare il modo in cui gestisci le tue emozioni.

Non è una pausa.
È un allenamento alla presenza.

📍 Dal 17 febbraio, a Ravenna.

👉 Se vuoi capire meglio se è il percorso giusto per te, puoi leggere le recensioni su google di chi ha già partecipato. Cerca probenessere.

Ti è mai capitato di accorgerti solo dopo aver reagito, dopo aver parlato, dopo aver deciso… che forse non era quello ch...
20/11/2025

Ti è mai capitato di accorgerti solo dopo aver reagito, dopo aver parlato, dopo aver deciso… che forse non era quello che volevi davvero?

Ecco, quella non è “colpa tua”.

È semplicemente la mente che mente.

La maggior parte del tempo non siamo noi a scegliere:
sono i nostri piloti automatici. Abitudini, reazioni, paure, vecchi schemi che si attivano da soli, senza avvisare.

La cosa sorprendente è che non ce ne rendiamo conto.
Pensiamo di essere presenti… e invece stiamo solo ripetendo.

Ed è qui che entra la mindfulness.

Quando inizi a osservare la mente per quello che è un flusso continuo di chiacchiericcio, pensieri, interpretazioni, ti accorgi che non c'è un “tu” che decide ogni cosa.
C’è un fenomeno o sistema che funziona da solo.

La mindfulness non “migliora” la mente: la smaschera.
Mostra:
• come il corpo reagisce prima ancora che la mente “capisca”
• come una tensione anticipa un pensiero
• come un’emozione accende un pensiero
• come un pensiero accende una reazione
• come quella reazione decide al posto tuo

È come stare sulla riva e guardare il fiume scorrere:
poco alla volta capisci che non sei obbligato a saltarci dentro ogni volta.

La chiave meditativa non dice: “Calma la mente”.
Dice: “Guarda come funziona… perché devi crederle a occhi chiusi?”

E non parlo della mente razionale — quella serve, eccome.
Ci organizza, collega gli eventi, dà senso al mondo.

Parlo della mente emotiva:
quella che reagisce prima che tu capisca,
che interpreta tutto attraverso vecchie ferite,
che trasforma un dettaglio in un allarme.

È questa parte che mente.
Perché non è lucida: è reattiva.

E quando prende il comando, non stai scegliendo tu.
Stai solo ripetendo ciò che è già stato.

Per questo la chiave meditativa non ti chiede di zittire la mente,
ma di osservarla mentre fa tutto questo.

Quando vedi come crea storie, come conclude in fretta, come trascina il corpo nella reazione…
diventa molto più difficile crederle automaticamente.

Ma questo non si capisce sui libri.
Si capisce solo con l’esperienza diretta, percettiva.

E per iniziare servono due strumenti semplici:
il respiro e il corpo.
E quelli li hai già.






20/11/2025

Come viene interpretata e quali possono essere le cause di un'insufficienza renale nel pensiero medico filosofico delle medicine tradizionali cinesi? Te lo spiego in questa intervista dove ho risposto sul tema a Manuela Marosi di Adema.1

Lo sforzo di stare bene a tutti i costi è il nuovo stress spirituale!Spesso sento persone che vengono a trovarmi in stud...
04/11/2025

Lo sforzo di stare bene a tutti i costi è il nuovo stress spirituale!

Spesso sento persone che vengono a trovarmi in studio dirmi:
“E' un periodo difficile ma non voglio pensarci, devo tenere le energie alte.”
Oppure:
“Devo restare positiva, non voglio abbassare la mia energia.”
O ancora:
“Non voglio abbassare la mia energia parlando di cose pesanti.”

E dentro di me penso:
“eccole, che cercano la pace… scappando da se stesse."
Una delle trappole più eleganti della mente: chiamare evoluzione ciò che è solo fuga dal sentire.

Ed è proprio qui che nasce l’inganno.
Perché questa idea di dover restare sempre “su”, luminose e positive, è solo una nuova forma di repressione spirituale, quel tentativo di tenere tutto “in ordine” anche dentro di sé.
Sembra evoluzione, ma in realtà ti scollega da te e ti tiene bloccata nella tua comfort zone.

Quando cerchi di “tenere alta l’energia”, lo fai a partire dalla testa.

È la mente che ti convince che devi stare bene e allora ti butti in pratiche, corsi, respirazioni, yoga, meditazioni, rituali di luna piena…
Tutto bellissimo, eh. Ma se l’intento è controllare invece di ascoltare, sei ancora lì: nella mente.
È un atto di controllo, non di presenza.

Il corpo, intanto, resta lì con la sua tristezza, la sua paura, la sua rabbia…
ospiti momentanee che chiedono solo di essere accolte e ascoltate, prima di andarsene da sole.

Ma in nome della “buona energia” impari a passare sopra a ciò che senti, come se non contasse davvero.
E piano piano ti abitui a desiderare di essere altrove, invece che presente a ciò che c’è e succede.

E sia chiaro: non sono contrario allo stare bene!
Trovo inutile, fin anche controproducente, fingere di stare bene quando, dentro, si muovono emozioni in un’altra direzione.

Perché quella non è serenità, è solo tensione travestita da luce (con tanto di filtro Instagram).

Il paradosso è che più cerchi di “stare alta”, più ti scolleghi.
Perché nessuna emozione è sbagliata: ognuna porta un messaggio, una direzione, un movimento.
Forzarla a sparire non è spiritualità, è resistenza travestita da luce.

E poi, tecnicamente, il corpo non è una lampadina da tenere accesa:
il sistema nervoso funziona a onde, alterna attivazione e quiete.
Se cerchi di restare sempre “alta”, entri in iperattivazione.
E finisci per chiamare “energia” quello che in realtà è solo stress travestito bene.

Vivere un’esperienza spirituale non significa restare sempre luminose o sforzarsi di star bene, ma connettersi con la parte più profonda di sé: quella che sa attraversare tutto — le onde, le maree, il buio e la luce — accogliendo anche ciò che non piace, senza doverlo cambiare subito.

La vera energia alta non si forza.
Accade quando smetti di resistere, di fingere.
Quando torni nel corpo, nel respiro.
Quando resti presente e ascolti, anche se fa male…

Quando ti permetti di essere umana, vulnerabile, intera, vera.

Non serve “tenere alte le energie”.
Serve esserci, accoglierle e attraversarle anche quando scendono. Perché quando smetti di controllare e cominci ad ascoltare,
l’energia risale da sola, più vera, più tua.

È lì che la spiritualità ritrova senso e la pratica diventa viva:
quando smetti di cercare la luce e impari ad abitare anche l’ombra. In fondo, anche lì, nell’ombra, sei sempre a casa tua.

Diego Pedrazzoli







03/11/2025

🎥 𝐂𝐮𝐫𝐚, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐨 𝐬𝐡𝐢𝐚𝐭𝐬𝐮.
All'interno della rassegna i "𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑𝑖̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝐿𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜" di Laboratorio Nursing Narrativo - Milano, un'intervista a 𝑀𝑜𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑍𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑛𝑖 Coordinatrice I.r.te. nazionale e 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝐵𝑎𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑖, 𝑀𝑎𝑢𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜 𝐵𝑎𝑙𝑧𝑎𝑛𝑒𝑙𝑙𝑖 insegnanti della nostra scuola, che ci accompagnano ad esplorare la relazione fra medicina e discipline bio-naturali, scoprendo come lo shiatsu possa integrarsi nei percorsi di cura, anche nei contesti più complessi, come quelli degli stati vegetativi.
Buona visione.
https://www.facebook.com/share/v/1BHVxPgHet/

www.shiatsuirte.it

Indirizzo

Via Destra Canale Molinetto 145
Ravenna
48122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 20:00

Telefono

+393385821953

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