13/03/2026
Quando un figlio rifiuta un genitore
Nelle separazioni conflittuali può accadere che un figlio, una figlia o più figli arrivino a rifiutare l’incontro con uno dei due genitori e i gli ascendenti di quel ramo (nonni, zii, cugini, ecc...).
Si tratta di situazioni complesse da valutare con l’ausilio di un Consulente Psico-forense (in una CTU), che fornisca al Tribunale una spiegazione tecnica e specifica rispetto a quelle dinamiche relazionali familiari.
Il comportamento del bambino o della bambina si sviluppa dentro una “trama” di relazioni: il legame con ciascun genitore, la storia della coppia dei genitori, le tensioni che accompagnano la separazione, le alleanze e le distanze che si costruiscono nel "tempo" (altro fattore fondamentale) e, soprattutto, la storia di vita di quel bambino o di quella bambina.
Per questo motivo il rifiuto di un genitore richiede sempre uno sguardo "competente", formato sulla conoscenza della valutazione delle dinamiche familiari e del significato che quel comportamento assume nella storia di quella famiglia.
Ogni rifiuto racconta motivi diversi che scaturiscono da quella relazione familiare.
Da tempo e con le mie competenze in ambito dello sviluppo infantile, lavorando come Consulente di Parte (CTP) in vari Tribunali mi sono accorta della richiesta di avvocati e professionisti di studiare da vicino questi fenomeni e formarsi su queste tematiche specifiche.
In particolare saper riconoscere quanto le dinamiche familiari, che i bambini si trovano a vivere nei conflitti separativi incidano sui loro pensieri, le loro fantasie, e i loro desideri e in che misura sul loro sviluppo.