05/12/2025
Il cambiamento che subiscono i nostri genitori con l’avanzare dell’età
Cari amici, oggi voglio condividere con voi un pensiero che riguarda un tema molto delicato e significativo: il cambiamento che subiscono i nostri genitori con l'avanzare dell'età. È un argomento che tocca profondamente il cuore di molti di noi, poiché affrontiamo la realtà del loro invecchiamento e le sfide che ne derivano.
Quando giungiamo in questo mondo, non abbiamo la possibilità di scegliere i nostri genitori, che diventano il nostro universo. Essi ci crescono, ci accudiscono, ci istruiscono e ci offrono tutto ciò che hanno. L’amore dei genitori è unico e incondizionato, poiché sono gli unici a volerci bene senza chiedere nulla in cambio. Sempre pronti ad offrirci sostegno e coraggio, ci aspettano sempre con la tavola apparecchiata e il nostro piatto preferito, caldo e fumante.
Desideriamo vederli sempre in salute, sereni e felici. Tuttavia, con il passare degli anni, quella tranquillità e certezza iniziano a vacillare. I nostri genitori cominciano a dimenticare piccole cose quotidiane: dove hanno lasciato oggetti, di prendere le medicine, lasciando il gas acceso o la porta aperta, e persino i nomi delle persone che conoscono. Iniziamo a preoccuparci e ci poniamo domande: "Cosa sta succedendo?" Così, ci troviamo a portarli a visite mediche, sperando che la loro salute non peggiori.
“Fino a due settimane fa stava bene, poi è caduta e tutto è cambiato. Ora non cammina più come prima e ha bisogno di aiuto. Non posso lasciarla sola, spero si riprenda e possa tornare a dormire serenamente.” Queste parole suscitano commozione in tutti i figli, perché è difficile accettare che il genitore non sarà mai più lucido come un tempo, né in grado di camminare come prima della caduta. In realtà, i segnali di fragilità si erano manifestati molto prima: le notti insonni, giustificate con l’idea che a una certa età bastino poche ore di sonno, la scarsa voglia di cucinare, limitandosi a un semplice bicchiere di latte e due biscotti, e le piccole dimenticanze, come gli occhiali nella dispensa o il portafoglio nel cassetto della cucina.
Tutti questi dettagli, che sembrano insignificanti, invece non lo sono affatto. Tuttavia, spesso ci rifiutiamo di riconoscere il declino dei nostri genitori. È estremamente difficile accettare che non siano più lì ad aspettarci, a chiedere come è andata la giornata. Non vogliamo ammettere che stanno invecchiando e che le loro esigenze e il loro modo di vivere stanno cambiando. Ora siamo noi a dover controllare come è andata la notte, con la paura di lasciarli da soli, temendo che possano cadere di nuovo. È nostra la responsabilità di decidere per la loro vita, di stabilire cosa sia meglio per loro. Ogni decisione appare schiacciante, poiché nessuna sembra mai sufficientemente giusta per il loro bene.
Ci si trova a ponderare: “È meglio assumere una badante? Ma poi, sarà da sola tutto il giorno davanti alla televisione. E accetteranno che qualcun altro abbia il controllo della loro casa? E se la badante va in ferie, come la sostituisco? E durante il giorno, nelle sue ore di riposo io sono al lavoro, cosa farò con la mamma che resterà da sola?” Si inizia a considerare altre opzioni, come le case di riposo. Si scopre un nuovo mondo, che fino a poco tempo fa sembrava inaccettabile. Ci si rende conto che molte di queste strutture possono offrire un ambiente sereno, dove i propri genitori non saranno mai soli, ma sempre in compagnia di persone simili a loro, e possono diventare amici.
Non dovranno più consumare i pasti in solitudine, ma in compagnia. Saranno seguiti da professionisti che si prenderanno cura di loro, con attenzione e dedizione, pronti ad intervenire in caso di necessità. Saranno assistiti e curati da esperti, ma, soprattutto, non saranno mai soli.
Giungere a questa riflessione e prendere una decisione non è mai facile. Non esiste una scelta giusta o sbagliata; qualunque decisione si prenda, essa sarà quella giusta, poiché ogni situazione è unica e le dinamiche familiari variano da un caso all’altro. Anche se nessuno è realmente pronto ad accettare il declino dei genitori, l’angoscia rimane, anche quando vediamo che stanno bene e si trovano a loro agio, sia in una struttura che a casa con una badante.
Riflettiamo insieme su queste esperienze e condividiamo i nostri pensieri. Come affrontiamo la cura dei nostri genitori? Quali strategie abbiamo trovato validi per affrontare questa fase della vita? È importante supportarci a vicenda in questo percorso, scambiando idee e incoraggiandoci a trovare la soluzione migliore per chi ci ha sempre amato incondizionatamente.