13/04/2026
La vita è una continua successione di , di , di allontanamenti: viviamo da ambienti, colleghi, familiari, amici e partner.
Si rompono , si abbandonano luoghi, si concludono fasi.
L’iniziale stato di è una difesa mentale che ci protegge dal devastante.
A volte lo shock è seguito da , , , agitazione, ira, .
Il pensiero diviene caotico, si perde attenzione e concentrazione.
Il vissuto non é ancora stato assimilato e si immagina si tratti di un incubo.
É la fase di derealizzazione (disconnessione dall’ambiente circostante) e depersonalizzazione (disconnessione da se stesso) .
È una modalità ha il corpo di gestire la dosandola nel tempo.
Trovarsi in questo stato non vuol dire essere pazzi né malati. Lo stordimento e la confusione fanno parte dell’esperienza della perdita, il lutto è naturale per quanto sembri nocivo. Quando una persona cara non è più con noi, la reazione più normale è soffrire.
Il peggiore nemico del lutto è anestetizzare i sentimenti.
Abbiamo bisogno di tempo per guarire emozionalmente.
E per guarire bisogna sentirla tutta la sofferenza, lasciarla fluire