28/01/2026
PERCHÉ LA FARMACIA RESTA APERTA QUANDO TUTTO IL RESTO SI FERMA
Me lo chiedono spesso. Perché la farmacia resta aperta durante una tempesta, durante un’epidemia, la sera tardi, nei giorni in cui le serrande intorno sono abbassate e le luci spente. La risposta non è scritta in una legge, né in un contratto. È scritta nelle storie che viviamo ogni giorno, spesso in silenzio.
Resta aperta perché la vita non chiede permesso. La malattia non guarda il meteo. L’ansia non rispetta gli orari d’ufficio. Un bambino sta male di notte. Un anziano finisce le terapie. Una donna incinta ha un dubbio che non può aspettare. Un paziente diabetico si accorge di non avere più le strisce reattive e non sa a chi rivolgersi. In quel momento la farmacia non è un negozio. È un presidio umano.
Resta aperta perché dietro quel banco non ci sono scatole, ma persone che ascoltano. Farmacisti che evitano un errore prima che accada, che fermano una terapia sbagliata con una parola detta al momento giusto, che spiegano, rassicurano, accompagnano. A volte basta una consulenza per cambiare una giornata. A volte basta una frase per evitare un danno. A volte basta esserci.
Parlo per esperienza. Sono stato anch’io un genitore in difficoltà, con un figlio malato e nessun medico raggiungibile. In quel momento non cercavo un prodotto, cercavo una competenza, una presenza, una guida. L’ho trovata in farmacia. E non l’ho mai dimenticato.
La farmacia resta aperta perché non smette di prendersi cura, anche quando è stanca, anche quando è sotto pressione, anche quando nessuno applaude. Resta aperta perché è uno degli ultimi luoghi dove la salute incontra l’umanità senza filtri, senza algoritmi, senza attese infinite.
Ecco perché, quando tutto si ferma, la farmacia no. Perché la vita continua ad accadere. E qualcuno deve esserci, pronto ad aiutare le persone a rimettersi in piedi.