Dott.ssa Alessandra Bagnato

Dott.ssa Alessandra Bagnato Psicologa- Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Libero Professionista, socia Sitcs, lavoro pres

Nelle giornate frenetiche che viviamo, piene di corse, notifiche e abitudini ripetute, finiamo spesso per perdere di vis...
20/12/2025

Nelle giornate frenetiche che viviamo, piene di corse, notifiche e abitudini ripetute, finiamo spesso per perdere di vista un aspetto essenziale: le persone di cui ci circondiamo influenzano profondamente la qualità della nostra vita.
Le loro parole, i loro silenzi, i loro modi di fare possono trasmetterci energia o, al contrario, togliercela senza che ce ne rendiamo conto.

Eppure, in un mondo che corre e in cui l’uomo è spesso insoddisfatto, bisognerebbe imparare a ringraziare la vita: per tutte le emozioni, gli ostacoli, le gioie, le soddisfazioni, i traguardi… e sì, anche per le delusioni.

Perché la vita ci insegna che tutto va vissuto, senza accontentarsi per paura.

Che bisogna fermarsi, respirare e non lasciarsi travolgere dall’impulsività e dalla fretta del futuro.
Perché vivere proiettati altrove ci fa dimenticare il presente, lasciandoci incompleti, in balia del vuoto e dell’incertezza…

Perché torni sempre dalle persone che ti feriscono? E perché non riesci a liberarti di abitudini e situazioni che ricono...
19/03/2025

Perché torni sempre dalle persone che ti feriscono? E perché non riesci a liberarti di abitudini e situazioni che riconosci come nocive?
Sembra che tu non riesca ad imparare dai tuoi errori…
In realtà è la nostra stessa natura umana a rendere difficile questo processo che in realtà non ha nulla di spaventoso ma lasciare andare spaventa…
Si diventa dipendenti da persone, luoghi, abitudini, stati d’animo, perché queste ci fanno sentire al sicuro. Molto spesso però il prezzo di questa sicurezza è alto.
Le persone cambiano, le situazioni si evolvono,le abitudini diventano vizi.
Ciò che un tempo ci faceva stare bene, ora ci fa soffrire.
Nel profondo lo sappiamo che è arrivato il momento di lasciarle andare ma non ci riusciamo.
Perché abbiamo paura che farlo voglia dire perdere noi stessi. E così continuano a cercare l’acqua nei pozzi ormai secchi, sappiamo che non c’è, eppure non riusciamo ad andare oltre.
Faccio un esempio sei bloccato in una relazione finita?magari ti chiedi perché? Cosa hai sbagliato?come sarebbe andata se….
E intanto li’ fuori, da qualche parte c’è la persona della tua vita che ti sta cercando. Magari ti passerà di fianco e non la vedrai perché pensi con ossessione solo a ciò che non puoi avere.
Basta fare questo e vedrai che nella vita arriveranno persone che ti rispettano, abitudini sane e persone piacevoli e stimolanti. Smettila di controllare ciò che non puoi avere e impara ad avere ciò che ti meriti. 😍

Pur avendo una facilità estrema nell’interagire con gli altri, tende a fuggire dalle relazioni più profonde. Si sente in...
07/02/2025

Pur avendo una facilità estrema nell’interagire con gli altri, tende a fuggire dalle relazioni più profonde. Si sente in gabbia e crede di non aver bisogno dell’aiuto degli altri. Perché si mettono in moto questi comportamenti? Alla base della controdipendenza c’è la paura di soffrire. Per questo, la conseguenza è quella di fuggire dalle relazioni non superficiali perché vengono viste come fonte di sofferenza.

Che lo vogliamo o no, le relazioni sociali comportano alcuni rischi, come l’abbandono o il conflitto. La controdipendenza viene utilizzata come un’arma per difendersi da questi pericoli: piuttosto che correre il rischio di soffrire è meglio evitare le relazioni stesse. Per questo, è preferibile evitare del tutto questi rischi.

“Ma tu mi ami?” chiese Alice.“No, non ti amo!” rispose il Coniglio Bianco.Alice corrugò la fronte e iniziò a strofinarsi...
04/01/2025

“Ma tu mi ami?”
chiese Alice.
“No, non ti amo!”
rispose il Coniglio Bianco.
Alice corrugò la fronte e iniziò a strofinarsi le mani come faceva sempre quando si sentiva ferita.
“Vedi?” disse il Coniglio Bianco.
“Ora starai pensando a cosa c’è di sbagliato in te, a cosa hai fatto per non riuscire a farti amare nemmeno un po’.
Ed è proprio per questo che non posso amarti.
Non sempre ti ameranno, Alice.
Ci saranno giorni in cui saranno stanchi
arrabbiati con la vita persi nei loro pensieri
e ti feriranno. Perché le persone sono così:
finiscono sempre per calpestare i sentimenti degli altri a volte per distrazione, incomprensioni o conflitti interiori.
E se non ti ami almeno un po’, se non costruisci una corazza di amore per te stessa
e di felicità intorno al tuo cuore, i piccoli dardi della gente diventeranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho vista ho fatto un patto con me stesso: ‘Eviterò di amarti finché
non avrai imparato ad amare te stessa!’
Per questo, Alice, no non ti amo.”

Alice nel paese delle meraviglie

04/01/2025

"Ma tu mi ami?"
chiese Alice.
"No, non ti amo!"
rispose il Coniglio Bianco.
Alice corrugò la fronte e iniziò a strofinarsi le mani come faceva sempre quando si sentiva ferita.
"Vedi?" disse il Coniglio Bianco.
"Ora starai pensando a cosa c’è di sbagliato in te, a cosa hai fatto per non riuscire a farti amare nemmeno un po’.
Ed è proprio per questo che non posso amarti.
Non sempre ti ameranno, Alice.
Ci saranno giorni in cui saranno stanchi
arrabbiati con la vita persi nei loro pensieri
e ti feriranno. Perché le persone sono così:
finiscono sempre per calpestare i sentimenti degli altri a volte per distrazione, incomprensioni o conflitti interiori.
E se non ti ami almeno un po’, se non costruisci una corazza di amore per te stessa
e di felicità intorno al tuo cuore, i piccoli dardi della gente diventeranno letali e ti distruggeranno.
La prima volta che ti ho vista ho fatto un patto con me stesso: ‘Eviterò di amarti finché
non avrai imparato ad amare te stessa!’
Per questo, Alice, no non ti amo.”

Alice nel paese delle meraviglie

L’importanza del momento presente è uno dei più grandi insegnamenti che ho appreso in questi ultimi anni; ed è stato spe...
12/11/2024

L’importanza del momento presente è uno dei più grandi insegnamenti che ho appreso in questi ultimi anni; ed è stato spesso la mia ancora di salvezza.
Spesso siamo tutti costantemente in balia delle privazioni, dei dolori, dei rimpianti del passato, da un lato; e delle preoccupazioni, delle agitazioni e della frenesia del futuro, dall’altro; il presente viene quasi sempre dimenticato.
Restiamo perciò intrappolati in una dimensione temporale -passato o futuro- che non possiamo controllare, lasciando invece scorrere l’unica che realmente ci appartiene: il presente.

E il corso delle cose ce l’ha voluto ricordare: ci ha obbligati a fermarci, a rimetterci in pari con le nostre emozioni, con il nostro “hic et nunc”.
La sofferenza e i momenti duri ci offrono, sempre, un’opportunità da cogliere, che è lì a ricordarci che anche le caverne più buie hanno via d’uscita, basta saperle vedere.

Perciò respira.
Senti ogni parte del tuo corpo nel momento presente.
E coltiva la pazienza, sempre.
È la più grande arma contro i sussulti, esterni ed interni.
Ricorda inoltre, se questo ti può essere di giovamento, che ha alla base la radice latina “patior”, cioè patire.
Per non dimenticare che la sofferenza e il coraggio sono alla base del (ri)adattamento e della (ri)creazione del sè.
Dunque respira di nuovo.
Ogni cosa necessita del suo tempo.
Anche la serenità.
E questo è il momento per coltivarla, così che possa sbocciare florida in momenti migliori.

Affinché ogni momento della vita non sia vano e non generi frustrazione, bensì consapevolezza.
Affinché ci ricordi e non ci faccia più dimenticare le cose realmente importanti che, a volte, restano oscurate dal vortice della quotidianità. ❤️

12/11/2024
L’importanza del momento presente è uno dei più grandi insegnamenti che ho appreso in questi ultimi anni; ed è stato spe...
12/11/2024

L’importanza del momento presente è uno dei più grandi insegnamenti che ho appreso in questi ultimi anni; ed è stato spesso la mia ancora di salvezza.
Spesso siamo tutti costantemente in balia delle privazioni, dei dolori, dei rimpianti del passato, da un lato; e delle preoccupazioni, delle agitazioni e della frenesia del futuro, dall’altro; il presente viene quasi sempre dimenticato.
Restiamo perciò intrappolati in una dimensione temporale -passato o futuro- che non possiamo controllare, lasciando invece scorrere l’unica che realmente ci appartiene: il presente.

E il corso delle cose ce l’ha voluto ricordare: ci ha obbligati a fermarci, a rimetterci in pari con le nostre emozioni, con il nostro “hic et nunc”.
La sofferenza e i momenti duri ci offrono, sempre, un’opportunità da cogliere, che è lì a ricordarci che anche le caverne più buie hanno via d’uscita, basta saperla vedere.

Perciò respira.
Senti ogni parte del tuo corpo nel momento presente.
E coltiva la pazienza, sempre.
È la più grande arma contro i sussulti, esterni ed interni.
Ricorda inoltre, se questo ti può essere di giovamento, che ha alla base la radice latina “patior”, cioè patire.
Per non dimenticare che la sofferenza e il coraggio sono alla base del (ri)adattamento e della (ri)creazione del sè.
Dunque respira di nuovo.
Ogni cosa necessita del suo tempo.
Anche la serenità.
E questo è il momento per coltivarla, così che possa sbocciare florida in momenti migliori.

Affinché ogni momento della vita non sia vano e non generi frustrazione, bensì consapevolezza.
Affinché ci ricordi e non ci faccia più dimenticare le cose realmente importanti che, a volte, restano oscurate dal vortice della quotidianità.

Amare se stessi è l’inizio di un grande percorso💪
26/01/2023

Amare se stessi è l’inizio di un grande percorso💪

06/06/2022

Uno psicologo stava spiegando come gestire meglio lo stress.
Quando sollevò un bicchiere d’acqua, tutto il pubblico immaginò che avrebbe posto la solita domanda: “Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?”
Quello che invece domandò fu: “Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?”
Le risposte variarono da 250 a 400 grammi.
“Il peso assoluto non conta, - replicò lo psicologo - dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio mi farà male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa.” E continuò: “Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento, non accade nulla. Pensateci un po’ più a lungo e incominciano a far male. E se ci pensate per tutto il giorno, vi sentirete paralizzati e incapaci di far qualunque cosa.”
E’ importante ricordarsi di lasciare andare i nostri stress. Alla sera, posiamo i nostri fardelli. Non portiamoceli addosso per tutta la sera e tutta la notte.
Ricordiamoci di posare ogni tanto il bicchiere d’acqua.

02/02/2022

Fallite.
Dovete fallire.
Se volete imparare a correre, dovete accettare l'idea della caduta. Uno dei nostri più grandi blocchi mentali è la paura di fallire. Viviamo in una società che guarda al fallimento come una sentenza. Come a scuola, dove chi fallisce è un asino e chi riesce è un genio. Usiamo parole terribili, verso i bambini che falliscono: punire, bocciare, respingere. Bambini che con il tempo associano al fallimento il concetto di punizione, di risultato da condannare, di vergogna.

Ma la verità è che il fallimento non esiste,
se si è pronti ad imparare dai propri errori.

Thomas Alva Edison, per riuscire a produrre una lampadina funzionante, fece migliaia di tentativi. Anni di lavoro e migliaia di tentativi. Tutti tentativi falliti, miseramente falliti. Si narra che in uno di questi, preso da frustrazione, provò ad usare persino un pelo di barba. Qualche anno dopo, durante una conferenza stampa, un giornalista gli chiese: “Ci dica signor Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina?”.

Edison rispose così:
“Io non ho fallito 2000 volte nel fare una lampadina. Ho semplicemente trovato 1999 modi sbagliati di farne una."

Fallite, quindi.
Fallite e riprovate.

Perché ogni fallimento, ogni passo nel buio, se accettato e compreso, è un passo in più verso la luce.

Marco Cavaliere
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"La storia di Maggese":
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29/01/2022

Uno psicologo stava spiegando come gestire meglio lo stress.
Quando sollevò un bicchiere d’acqua, tutto il pubblico immaginò che avrebbe posto la solita domanda: “Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?”
Quello che invece domandò fu: “Quanto credete che pesi questo bicchiere d’acqua?”
Le risposte variarono da 250 a 400 grammi.
“Il peso assoluto non conta, - replicò lo psicologo - dipende dal tempo per cui lo reggo. Se lo sollevo per un minuto, non è un problema. Se lo sostengo per un’ora, il braccio mi farà male. Se lo sollevo per tutto il giorno, il mio braccio sarà intorpidito e paralizzato. In ogni caso il peso del bicchiere non cambia, ma più a lungo lo sostengo, più pesante diventa.” E continuò: “Gli stress e le preoccupazioni della vita sono come quel bicchiere d’acqua. Se ci pensate per un momento, non accade nulla. Pensateci un po’ più a lungo e incominciano a far male. E se ci pensate per tutto il giorno, vi sentirete paralizzati e incapaci di far qualunque cosa.”
E’ importante ricordarsi di lasciare andare i nostri stress. Alla sera, posiamo i nostri fardelli. Non portiamoceli addosso per tutta la sera e tutta la notte.
Ricordiamoci di posare il bicchiere d’acqua.

Indirizzo

Reggio Di
89132

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00
Domenica 09:00 - 20:00

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