Hospice Via Delle Stelle

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28/12/2025

Natale all’Hospice “Via delle Stelle”
SpazioCultura: quando l’arte diventa cura
Una mattinata di emozioni, creatività e condivisione ha animato l’Hospice “Via delle Stelle” in occasione dell’evento natalizio “Un Natale da guardare”.
L’iniziativa rientra tra le proposte di “SpazioCultura… la cultura che cura”, il percorso ideato, progettato e diretto dalla dottoressa Francesca Arvino, responsabile del Servizio di Psicologia in Cure Palliative dell’Hospice che, negli anni, ha saputo donare alla struttura momenti di bellezza capaci di accompagnare con delicatezza i passi più fragili. Un’esperienza che la Fondazione “Via delle Stelle”, amministrata dal dottore Vincenzo Nociti, incoraggia e sostiene.
Un’iniziativa che ha saputo unire arte, musica e solidarietà, trasformando il linguaggio creativo in strumento di vicinanza e umanità.
Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti del Liceo Artistico “M. Preti – A. Frangipane”, guidati dai loro docenti, che hanno messo talento e sensibilità al servizio di un progetto dal forte valore simbolico. Il vicepreside, professor Antonio Barbera, insieme agli alunni della classe 5N e ad alcuni ragazzi della 4N – indirizzo Arti Figurative, ha curato la realizzazione dei dipinti, opere cariche di colore e significato, capaci di trasmettere speranza e calore negli spazi dell’Hospice.
Accanto alle arti figurative, grande spazio è stato dedicato anche al design e alla progettazione. La professoressa Maria Pia Turiano, in collaborazione con la professoressa Ersilia Cedro, ha coordinato il lavoro degli studenti della 4L – Architettura e Ambiente e della 3L – Design dell’Arredamento e del Legno. Fondamentale anche il contributo della professoressa Antonia Gattuso, docente di sostegno alle attività delle classi che hanno realizzato con cura alberelli natalizi e portatovaglioli: manufatti originali nati dall’incontro tra creatività, manualità e attenzione per l’ambiente, segno concreto di un fare che diventa dono.
Gli studenti hanno inoltre presentato personalmente le proprie creazioni, raccontandone il senso e il percorso: nei loro sguardi attenti e interessati si leggeva l’emozione autentica di chi, per la prima volta, sperimenta come l’arte possa diventare incontro, dono e cura.
A rendere l’atmosfera ancora più intensa e suggestiva è stato l’accompagnamento musicale: le melodie dell’arpa eseguite da Maria Cristina Caridi, unite alla voce di Alessia Genua, hanno regalato momenti di profonda emozione, avvolgendo il pubblico in un clima di raccoglimento e serenità.
La dottoressa Ines Barbera, direttore sanitario della struttura, nell’accogliere i giovani ospiti ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti gli alunni presenti che, con grande generosità e senso di responsabilità, hanno scelto di dedicare il loro sabato a questa esperienza.
Anche la dirigente scolastica, dottoressa Lucia Zavettieri, si è unita al ringraziamento per i suoi alunni, aggiungendo che questa esperienza rappresenterà per loro un’occasione significativa di crescita umana e formativa, capace di lasciare un segno profondo nel loro percorso personale e scolastico.
La dottoressa Francesca Arvino, nel corso dell’evento, ha sottolineato come il valore della divulgazione delle Cure Palliative tra gli studenti rappresenti un passaggio fondamentale per diffondere una cultura della cura fondata sull’ascolto, sulla prossimità e sul rispetto della fragilità. Ha inoltre evidenziato l’importanza del volontariato in Cure Palliative come esperienza formativa di grande valore umano, capace di educare alla gratuità, alla responsabilità e alla relazione autentica.
L’incontro si è concluso con alcune suggestioni offerte dai volontari attivi in Hospice, che hanno condiviso riflessioni ed esperienze maturate accanto alle persone ammalate e alle loro famiglie. A seguire, un momento di convivialità, curato dai volontari stessi, ha favorito uno scambio semplice e autentico, prolungando nel gesto dell’accoglienza il senso profondo della mattinata.
Custodire la fragilità, i gesti semplici, le relazioni che nascono senza fare rumore: è questo il senso profondo di mattinate come questa. Custodire la bellezza che cura, l’arte che incontra la vita, le mani che si intrecciano nel servizio. Custodire, insieme, ciò che rende l’Hospice un luogo di umanità condivisa.
Si ringrazia il Bar San Francesco per i dolcetti gentilmente regalati, gesto di attenzione e vicinanza che ha contribuito a rendere il momento di convivialità ancora più caldo e familiare.
Si ringrazia il personale ausiliario che, con la loro disponibilità e il loro impegno quotidiano, hanno reso possibile la realizzazione di questa mattinata.
Un grazie particolare a tutti gli operatori, per la competenza, la dedizione e l’umanità con cui ogni giorno rendono l’Hospice una casa di cura e di vita.
Si ringraziano tutti i volontari – Giovanna, Francesca, Marisa, Angela, Nicola, Francesco, Maria Assunta e Nuccio – per la presenza attenta e discreta, per il servizio generoso e per aver contribuito, ciascuno con il proprio stile, alla buona riuscita di questo momento condiviso.

https://www.avveniredicalabria.it/reggio-calabria-il-giubileo-in-hospice-la-fedelta-quotidiana-che-diventa-speranza/?fbc...
28/12/2025

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C’è un luogo in cui il Giubileo non ha bisogno di grandi soglie da varcare, né di clamore. È un luogo in cui il tempo rallenta, si fa essenziale, e ogni gesto acquista un peso diverso. Un luogo in cui il Giubileo si compie ogni giorno È l’hospice. Qui il Giubileo si compie ogni giorno...

ANCORA UN'ALTRA INIZIATIVA A SOSTEGNO DELL'HOSPICE "VIA DELLE STELLE". VI ASPETTIAMO
15/12/2025

ANCORA UN'ALTRA INIZIATIVA A SOSTEGNO DELL'HOSPICE "VIA DELLE STELLE". VI ASPETTIAMO

INIZIATIVA A SOSTEGNO DELL'HOSPICE "VIA DELLE STELLE". VI ASPETTIAMO
15/12/2025

INIZIATIVA A SOSTEGNO DELL'HOSPICE "VIA DELLE STELLE". VI ASPETTIAMO

“PAROLE CHE ACCENDONO L'ATTESA: filastrocche, musiche e memorie”Martedì il clima dell’Immacolata era ancora sospeso nell...
12/12/2025

“PAROLE CHE ACCENDONO L'ATTESA: filastrocche, musiche e memorie”
Martedì il clima dell’Immacolata era ancora sospeso nell’aria, come un velo leggero posato sulle cose. Una dolcezza quieta, un silenzio buono, come se tutto invitasse a preparare l’anima all’attesa.
Era proprio in questo clima che prendeva forma la nostra iniziativa, “Parole che accendono l’attesa: filastrocche, musiche e memorie”, un momento pensato per accendere luce nei giorni di dicembre e offrire uno spazio di ascolto e di presenza condivisa.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione tra la Fondazione “Via delle Stelle”, guidata dal dottor Vincenzo Nociti, e l’Associazione Rhegium Julii, presieduta dal dottor Pino Bova: una sinergia feconda, capace di portare cultura, umanità e respiro profondo anche nei giorni più fragili.
L’iniziativa rientra tra le proposte di “SpazioCultura…la cultura che cura”, il percorso ideato, progettato e diretto dalla dottoressa Francesca Arvino, responsabile del servizio di psicologia in cure palliative dell’hospice che, negli anni ha saputo donare alla struttura momenti di bellezza, parola e riflessione capaci di accompagnare con delicatezza i passi più fragili.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali, espressi con misura e gentilezza: parole che non introducevano soltanto un programma, ma accoglievano le persone.
Un benvenuto semplice, che ha preparato il clima di ascolto e di delicatezza da cui tutto è scaturito.
In questo spazio, morbido come un abbraccio che non stringe, la musica di Mario Taverriti ha iniziato a posarsi sugli sguardi e sui cuori.
Le note del pianoforte scendevano leggere, come ospiti che non vogliono disturbare, eppure sapevano entrare nel luogo più vero della persona.
Era una musica che non occupava: liberava.
Faceva respirare.
Faceva sentire che dentro ognuno c’era ancora un punto luminoso in cui il dolore non aveva parola definitiva.
Dentro questo respiro musicale si sono intrecciate le voci dei poeti Arturo Cafarelli, Pasquale Borruto e Pina De Felice, insieme ai giganti della tradizione dialettale calabrese, Nicola Giunta e Vincenzo Padula.
I loro versi non hanno sovrastato la musica: l’hanno incontrata.
Era un ricamo: il suono che accoglieva la parola, la parola che si lasciava portare dal suono.
Le poesie di Giunta e Padula riportavano in sala la voce antica della nostra terra: il dialetto che sa di case, di pane caldo, di cortili assolati, di mani segnate dal lavoro.
E le poesie dei nostri autori contemporanei dialogavano con quella tradizione come figli che parlano con i padri.
A tenere insieme musica, parole e silenzi, con discrezione e sensibilità, è stato anche il lavoro attento di Alessia Genua, che ha saputo armonizzare i diversi momenti della mattinata, custodendone il ritmo e l’equilibrio.
Una presenza silenziosa ma fondamentale, capace di accompagnare senza mai sovrapporsi, permettendo a ogni voce di trovare il proprio spazio.
La musica, allora, si faceva trama: sosteneva, custodiva, suggeriva.
E i versi si intrecciavano ad essa come fili sottili che uniscono memoria e presenza, radice e respiro, nostalgia e speranza.
Molti hanno chiuso gli occhi.
Altri li hanno lasciati lucidi.
Perché quando la bellezza arriva così, senza rumore, senza pretendere, tocca, semplicemente.
Da questa trama di suono e poesia si è levato un pensiero limpido: quello di Giovanni, giovane seminarista, che ha evocato la figura di Maria.
Ha parlato della sua fiducia, del suo sì che apre strade, della sua presenza sotto la croce, una presenza che non elimina il dolore ma lo accompagna.
E in quelle parole molti hanno riconosciuto ciò che accade ogni giorno in hospice: la cura che si fa vicinanza, sostegno silenzioso, fedeltà.
A quel pensiero si è intrecciata la voce di don Armando, che ha restituito alla sala una verità luminosa: che l’hospice non è un luogo di morte, ma di vita.
Una vita essenziale, fragile, intensa; una vita che non si misura in quantità ma in profondità; una vita fatta di mani che si cercano, di sguardi che resistono, di respiri che non si arrendono.
Le sue parole sono state una carezza che ha attraversato la sala con dolce fermezza.
In questo clima autentico si è levata una voce femminile, limpida e vera: quella di Caterina Silipo, che ha declamato una sua poesia dedicata all’Hospice Via delle Stelle.
Parole nate dall’esperienza e dall’ascolto, capaci di raccontare questo luogo non da fuori ma da dentro, con rispetto e gratitudine.
La sua poesia si è posata nella sala come una carezza leggera, lasciando traccia senza chiedere nulla in cambio.
E come un ultimo respiro condiviso, la mattinata si è conclusa con un momento di convivialità: dolci preparati con cura, sorrisi quieti e parole gentili.
Un tempo semplice, familiare, che ha preso forma grazie alla presenza attenta e discreta dei volontari, Francesco, Antonella, Marzia, Francesco, Nuccio, Maria Assunta, Donatella, Giovanna e Nicola custodi silenziosi di quei gesti che non fanno rumore, ma che sanno rendere più lieve ogni cosa.
La loro capacità di stare, accogliere, accompagnare senza invadenza ha donato a quel momento una luce particolare: la luce della gratuità e dell’ascolto che diventa cura.
Perché alla fine, ciò che custodiamo davvero, sono sempre le parole che accendono l’attesa: quelle che non fanno rumore, ma lasciano una traccia buona nel cuore di chi le ascolta.
Un grazie speciale e sincero agli operatori dell’Hospice “Via delle Stelle” che ogni giorno, con competenza e umanità, rendono questo luogo un vero spazio di vita, di ascolto e di dignità custodita.
Un pensiero particolare va a Cristina, anima e cuore pulsante dello SpazioCultura.
Assente per motivi di salute, eppure presente in ogni gesto, in ogni dettaglio, in ogni scelta che ha dato forma a questa mattinata.
La sua impronta gentile si è avvertita lo stesso, come una luce che non ha bisogno di mostrarsi per farsi sentire.
SN

Vincenzo Nociti Francesca Arvino Ines Barbera Anna Tiziano Alessia Genua Iolanda Mercuri taverriti Maria Cristina Caridi Rosanna Squillaci Julii bova @ giuseppina de felice @ arturo cafarelli borruto Giovanna Toscano Nicola Saggese Francesco Nocera Maria Assunta Catanese Nuccio Garofano bagnato cutrupi Marzia Costantino Donatella Scopelliti

12/12/2025
15/11/2025
SAN MARTINO IN HOSPICE: il calore che nasce dalle personeMartedì mattina, in hospice, l’aria aveva qualcosa di diverso.N...
15/11/2025

SAN MARTINO IN HOSPICE: il calore che nasce dalle persone

Martedì mattina, in hospice, l’aria aveva qualcosa di diverso.
Non era solo la festa di San Martino: era la sensazione che, per un momento, la fragilità si fosse fatta luogo di incontro, e non di paura. Una luce mite, come quella di novembre quando sorprende con un tepore inatteso, ha attraversato corridoi e stanze.
Al centro c’erano le persone: i nostri ospiti, i familiari accanto ai loro cari, gli operatori, i volontari, i giovani seminaristi, gli amici dello SpazioCultura…la cultura che cura, il Presidente della Fondazione, e quella presenza buona che ognuno porta con sé quando sceglie di esserci davvero.
Questa mattinata è nata nello SpazioCultura, il progetto ideato e guidato dalla dottoressa Francesca Arvino responsabile del servizio di psicologia in cure palliative dell’hospice, che da anni trasforma la cura anche in cultura, in bellezza condivisa, in piccoli ponti tra chi soffre e chi accompagna.
La Fondazione “Via delle Stelle”, con il Presidente Vincenzo Nociti, sostiene con convinzione questo cammino.
Anche martedì il Presidente ha portato i saluti di tutti, ringraziando chi ogni giorno custodisce questo spazio di umanità e incoraggiando a continuare nella stessa direzione.
Non come semplice approvazione, ma come riconoscimento profondo del valore di ciò che accade qui.
La mattina è stata affidata a voci di amiche e amici cari, che ormai dello SpazioCultura sono parte integrante.
Alessia Genua, con la delicatezza di chi sa ascoltare davvero, ci ha accompagnati dentro un viaggio di musica e respiro. Le sue note, Battiato, De André e altre melodie intrise di poesia, sembravano posarsi sulle spalle dei presenti come un mantello leggero, capace di scaldare senza invadere.
Accanto a lei, Antonio Rasconà, virtuoso della chitarra, ha intrecciato accordi e silenzi con una grazia che non ha bisogno di parole. La musica è diventata presenza, sollievo, mano tesa.
A cucire tutto, con la sua capacità unica di accogliere e presentare, Cristina Caridi, cuore pulsante dello SpazioCultura. Le sue parole hanno fatto da ponte tra un momento e l’altro, tra un’emozione e la successiva, con discrezione e profondità.
La figura di San Martino è stata il fil rouge che ha attraversato l’intera mattinata.
Un gesto semplice: dividere il mantello con chi ha freddo.
Eppure, nella sua semplicità, una rivelazione: l’altro non va lasciato solo.
In hospice questo accade ogni giorno.
Accade quando qualcuno prende una mano, quando una voce dolce si avvicina invece di tirarsi indietro.
Accade attraverso gli operatori, presenti con discrezione; attraverso i volontari, che portano calore nei modi più umili e più veri; attraverso amici e ospiti che donano bellezza senza nemmeno accorgersene.
San Martino non è lontano.
È l’eco di ogni gesto di cura che continua a circolare, a rigenerarsi, a scaldare.
Accanto a tutto questo, la presenza di don Armando ha aggiunto una profondità particolare alla mattina.
Non discorsi lunghi, non parole solenni: solo il suo modo di stare, semplice e vicino, capace di portare pace anche quando non si è pronti a riconoscerla.
Con una breve riflessione, ha ricordato che il gesto di Martino non appartiene al passato, ma al presente più concreto: farsi accanto a chi ha freddo, qualunque sia il suo freddo.
La sua benedizione discreta come una mano posata sulla spalla, ha reso il clima ancora più raccolto, più umano, più vero.
Tra i momenti più preziosi, il feedback dei familiari.
Si sono avvicinati con parole semplici ma profonde:
«Grazie per quello che fate.»
«Grazie per la cura, per l’attenzione.»
«Oggi qui si respirava un calore che non ci aspettavamo.»
Questi ringraziamenti sono stati la conferma che ciò che nasce allo SpazioCultura, non è un evento in più, ma cura che si fa esperienza condivisa, un lembo di mantello diviso e donato con gratuità.
Il clima è stato intimo: ognuno si è sentito libero di ascoltare, di commuoversi, di riposare dentro un momento più grande di sé.
È stato gioioso: quella gioia sottile che nasce dalle cose vere, quando una nota musicale trova una memoria, quando uno sguardo ti dice “ci sono”.
È stato profondo: parole e musica non hanno coperto la fragilità, l’hanno abbracciata.
E questo, più di tutto, ha fatto la differenza.
E così, in una mattina di novembre, si è accesa una piccola estate di San Martino: breve, forse, ma capace di scaldare a lungo.
Perché quando cultura, arte e cura si intrecciano, allora sì: il mantello di Martino continua a essere diviso e ricucito.
E nessuno, proprio nessuno, resta al freddo.
Un ringraziamento speciale va a tutti gli operatori presenti, che con professionalità e delicatezza rendono possibile ogni evento e ogni gesto di attenzione. La loro presenza silenziosa e attenta è parte essenziale di quel mantello che, ogni giorno, copre e sostiene i nostri ospiti e le loro famiglie.
Un grazie di cuore a Paolo tirocinante psicologo, per la sua presenza fattiva, discreta e sempre disponibile.
Un ringraziamento sincero anche ai giovani seminaristi Antonio e Giovanni, per la loro presenza rispettosa e luminosa, che ha aggiunto una delicatezza spirituale al pomeriggio.
Un grazie profondo ai volontari presenti: Giovanna, Marisa, Angela, Francesco, Donatella, Francesco e Nicola. La loro “dolce” presenza riesce sempre a stupirci
Ognuno di loro ha aggiunto un frammento di luce, un sorriso, una vicinanza che ha reso più caldo ogni momento.
E un grazie altrettanto sincero ai volontari assenti ma presenti con il cuore: la loro vicinanza silenziosa si è sentita, come una presenza buona che accompagna anche da lontano. Perché una comunità è tale non solo quando è fisicamente insieme, ma quando condivide lo stesso respiro di cura.
n.s.

Vincenzo Nociti Francesca Arvino Ines Barbera Anna Tiziano Alessia Genua Antonio Rasconà Francesco Nocera Francesco Bagnato Giovanna Toscano mallamaci Donatella Scopelliti Nicola Saggese Angela Milella

Un evento formativo per le cure palliativee l’accompagnamento al fine vitaL’accompagnamento al fine vita richiede profes...
25/10/2025

Un evento formativo per le cure palliative
e l’accompagnamento al fine vita

L’accompagnamento al fine vita richiede professionalità e alta formazione. In questo ambito Samot Catania ETS (Società per l’Assistenza al Malato Oncologico Terminale) organizza un corso Ecm dal titolo “Sedazione palliativa quale atto di cura nell’end stage”, in programma sabato 25 ottobre 2025 a partire dalle ore 8 al Grand Hotel Villa Itria di Viagrande (Ct) in via Antonino Aniante 3.

Un evento importante promosso da Samot Catania ETS, ente accreditato con la Regione Sicilia per l’erogazione delle Cure Palliative domiciliari e convenzionato con le Asp di Enna e Catania, in collaborazione con la Fondazione “Via delle Stelle” Hospice di Reggio Calabria”, ente accreditato e convenzionato con l’Asp di Reggio Calabria per l’erogazione del servizio di cure palliative nei 3 setting assistenziali (ricovero, day hospice e assistenza domiciliare) che si avvale di un’equipe domiciliare. L’evento fornirà gli strumenti culturali necessari all’attuazione della sedazione palliativa, passando dalla definizione agli aspetti farmacologici a quelli psicologici, etici e deontologici. L’incontro rientra tra le azioni progettuali del progetto Spazio Amico: lo sportello delle fragilità, volte a sviluppare il modello delle Cure Simultanee. (Avviso n 1/2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per il finanziamento di attività di assistenza psicologica, psicosociologica o sanitaria in tutte le forme a favore dei bambini oncologici e delle loro famiglie).
“Vogliamo sensibilizzare gli operatori di cura al controllo delle sofferenze refrattarie di fine vita -spiegano i responsabili scientifici Francesca Arvino, Carmela Savoca e Anna Tiziano -, promuovendo la pratica della sedazione palliativa tra gli operatori delle equipe di cure palliative con la conoscenza delle linee guida nazionali, i protocolli attuativi e le procedure. Inoltre, vogliamo condividere le raccomandazioni e le indicazioni di buona pratica di sedazione palliativa, basate sulle migliori evidenze disponibili.”
Numerosi gli interventi nel corso della giornata che prevede due sessioni. “Le cure palliative -afferma Giulio Mellini, fondatore di Samot Catania ETS - sono state introdotte in Italia dalla Legge 38/2010 e sono diventate LEA nel 2017. Esse rappresentano un modello di presa in carico dei bisogni del malato terminale e della sua famiglia, garantendo il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, assicurandole il controllo della sofferenza fisica e psichica fino all’ultimo giorno di vita. Quando è impossibile il controllo dei sintomi “refrattari”, nella fase avanzata di una malattia terminale può essere utile e necessario ricorrere alla Sedazione Palliativa, allo scopo di ridurre intenzionalmente la percezione della sofferenza psico-fisica tramite il graduale annullamento della vigilanza. Si tratta di un trattamento medico che non è finalizzato ad anticipare la morte, bensì a ridurre la sofferenza del paziente e dei familiari, nelle fasi finali della malattia.”

Un iter delicato e importante che ha bisogno di formazione destinata alle equipe curanti in tutti i setting di cura, per rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone malate.
“La sedazione palliativa rappresenta l'esito di un percorso multidisciplinare reso possibile da un accurato e complesso lavoro intraprofessionale da parte di ciascuno degli operatori di cura facenti parte dell'equipe - afferma Vincenzo Nociti, Presidente della Fondazione Via delle Stelle di Reggio Calabria- il tutto sempre accompagnato da grande professionalità ed amore verso chi ha più bisogno di noi.”

UN CAMMINO CHE PROFUMA D'INIZIORita ha concluso oggi il suo periodo di tirocinio post laurea.Un periodo non solo di form...
20/10/2025

UN CAMMINO CHE PROFUMA D'INIZIO

Rita ha concluso oggi il suo periodo di tirocinio post laurea.
Un periodo non solo di formazione, ma esperienza viva, fatta di incontri, ascolti, silenzi condivisi e sguardi che parlano più delle parole.
Rita è stata una presenza sensibile, curiosa, sempre attenta a ciò che accadeva intorno: ha saputo osservare, comprendere, farsi parte della nostra quotidianità con discrezione e autenticità.
In hospice, dove ogni gesto pesa e ogni parola cura, la sua presenza è stata lieve ma profonda — come una carezza che arriva nel momento giusto.
Un ringraziamento speciale va al dottore Vincenzo Nociti, presidente della Fondazione "Via delle Stelle", per la sua costante disponibilità, per l'accoglienza generosa e per la visione umana e professionale con cui, da sempre, accompagna la crescita di chi si avvicina al mondo delle Cure Palliative.
La sua guida discreta ma presente, la capacità di trasmettere valori profondi e di tenere insieme competenza e umanità, hanno reso possibile anche per Rita vivere un'esperienza formativa piena di senso e di vita.
un sentito ringraziamento va anche alla dottoressa Francesca Arvino, che con la sua supervisione attenta e sensibile ha saputo accompagnare Rita passo dopo passo, aiutandola a leggere l'esperienza, a cogliere il valore simbolico e relazionale, a trasformare ogni incontro in apprendimento. La sua presenza, sempre delicata e illuminante, ha reso il tirocinio uno spazio di riflessione, di crescita personale e di scoperta professionale autentica.
Ci piace pensare che questo tempo le abbia lasciato dentro qualcosa: un modo nuovo di guardare alla fragilità, alla relazione, alla vita stessa.
E al tempo stesso, anche noi custodiremo qualcosa di lei: la sua dolcezza, la sua curiosità, il suo modo di esserci, con cuore e mente aperti.
Grazie, Rita, per il cammino condiviso.
Che ogni incontro futuro continui a parlarti di vita.
ns

Torna per l’ottavo anno consecutivo l’evento“Uniti per la solidarietà in memoria di Elita”,un’escursione solidale organi...
26/09/2025

Torna per l’ottavo anno consecutivo l’evento
“Uniti per la solidarietà in memoria di Elita”,
un’escursione solidale organizzata con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore della Fondazione Via delle Stelle.

L’appuntamento è fissato per domenica 5 ottobre alle ore 9:00, a Brancaleone – Frazione Paese Nuovo, da cui si partirà alla volta di Brancaleone Vetus, il borgo disabitato che conserva ancora oggi un fascino unico: un luogo magico, intriso di storia, tutto da scoprire e conoscere.

Indirizzo

Delle Camelie
Reggio Di
89133

Telefono

+390965683611

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