Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind

Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind Dott.ssa Fabiola Branca, Medico Chirurgo Specialista in Fisiatria
Dott. Marco Loiacono, Fisioterapista

05/01/2026

Continuo a osservare pazienti con ENDOMETRIOSI trattate con estrogeni non adeguatamente bilanciati da progesterone – e volutamente parlo di progesterone naturale, non di progestinici sintetici.

L’endometriosi è una patologia estrogeno-dipendente: una stimolazione estrogenica persistente, in assenza di una sufficiente opposizione progesteronica, favorisce proliferazione cellulare, infiammazione cronica, resistenza all’apoptosi e instabilità genomica.

La letteratura mostra chiaramente che un ambiente estrogenico non controbilanciato è associato a un aumento del rischio di iperplasia endometriale e di trasformazione neoplastica, in particolare a livello dell’endometrio, e in misura minore delle lesioni endometriosiche stesse.

Il progesterone fisiologico svolge un ruolo chiave:
– antiproliferativo
– pro-apoptotico
– anti-infiammatorio
– differenziante

Ignorare questo equilibrio significa aumentare il rischio, non garantire l’esito. Ed è proprio per questo che la terapia ormonale deve essere personalizzata, fisiologica e metabolicamente guidata.

Cosa dice davvero la letteratura?

🔹 Endometriosi e rischio oncologico

L’endometriosi non è un precursore obbligato di cancro, ma è associata a un aumento del rischio relativo di:

- carcinoma endometrioide

- carcinoma a cellule chiare

Il rischio è maggiore in contesti di iperestrogenismo prolungato.

🔹 Estrogeni non opposti

L’uso di estrogeni senza adeguata opposizione progesteronica:

- aumenta il rischio di iperplasia endometriale

- aumenta il rischio di carcinoma endometriale

Questo è un dato consolidato, soprattutto nella donna con utero.

🔹 Ruolo del progesterone naturale

Il progesterone:

- riduce l’espressione dei recettori estrogenici

- inibisce la proliferazione endometriale

- induce differenziazione e apoptosi

I progestinici non replicano pienamente questi effetti e possono avere profili metabolici e infiammatori diversi.

Studi di riferimento:

- Bulun SE. Endometriosis. N Engl J Med, 2009

- Vercellini et al. Endometriosis and cancer. Lancet Oncology, 2012

- Kim JJ, Chapman-Davis E. Role of progesterone in endometrial cancer. Semin Reprod Med, 2010

- Beral et al. Endometrial cancer and hormone therapy. Lancet, 2005

- Chlebowski et al. Estrogen plus progestin and endometrial cancer. J Natl Cancer Inst, 2016

04/01/2026

PCOS (S. Dell’ovaio policistico), Progesterone e rischio oncologico: parliamo dei meccanismi correlati

Nelle donne con PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) è molto frequente un difetto della fase luteale.
Questo significa assenza o irregolarità dell’ovulazione e, di conseguenza, ridotta o assente produzione di progesterone (oltre a un problema metabolico implicito nella sindrome stessa).

👉 Il risultato è uno squilibrio cronico estrogeni–progesterone.

In assenza di un’adeguata opposizione da parte del progesterone:

- l’endometrio rimane sottoposto a stimolazione estrogenica continua
- il tessuto mammario riceve segnali proliferativi non bilanciati
- aumentano i fenomeni di iperplasia e instabilità cellulare

Cosa dice la letteratura scientifica?

Uno studio pubblicato su The Lancet Oncology ha dimostrato che le donne con PCOS presentano:

- rischio aumentato di carcinoma endometriale (fino a 2–3 volte superiore)
- associazione significativa con anovulazione cronica e deficit di progesterone

📚 Barry et al., The Lancet Oncology, 2014
La revisione conclude che non è l’estrogeno in sé il problema, ma la mancanza di progesterone che dovrebbe controbilanciarne l’azione.

Altri studi confermano che:

- il progesterone esercita un’azione antiproliferativa e differenziante sull’endometrio
- la sua carenza prolungata è un fattore di rischio biologico noto, non un’ipotesi alternativa.

Messaggio chiave:

La PCOS non è solo una questione di ciclo irregolare o ovaio policistico.
È una condizione endocrino-metabolica complessa, in cui il deficit cronico di progesterone ha implicazioni reali sulla salute ginecologica, metabolica e organica.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Fisiatra
Esperta in BHRT (terapia con ormoni bioidentici)
Protocollo Parkinson
Protocollo Coimbra
📞 3337638622
📧 brancafabiola@gmail.com

03/01/2026

Estrogeni, progesterone e cancro al seno: facciamo chiarezza sui dati.

Nelle sopravvissute al cancro al seno, l’uso di estrogeni non aumenta il rischio di recidiva.
Al contrario, i dati osservazionali mostrano:

Estrogeni:
• Tendenza non significativa alla riduzione del rischio di ricorrenza
• Riduzione del 69% della mortalità per tutte le cause

📖 Olsen A et al., JAMA, 2020
📖 Fahlén M et al., Journal of Clinical Oncology

👉 Questo significa che le donne che assumevano estrogeni vivevano più a lungo, senza aumento della mortalità oncologica.

E la riduzione del 69% della mortalità per cancro al seno?
➡️ Quella riguarda il gruppo trattato con progesterone.

📖 Stute P et al., Climacteric
📖 Fournier A et al., Breast Cancer Research

Messaggio chiave (che spesso viene omesso):
• Gli estrogeni non aumentano la mortalità nelle sopravvissute
• Il progesterone naturale è associato a una riduzione significativa della mortalità specifica per cancro al seno
• Bioidentico ≠ sintetico

📌 Parlare genericamente di “ormoni” senza distinguere molecola, dose, via di somministrazione e contesto clinico non è medicina basata sull’evidenza.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Fisiatra
Esperta in BHRT
Protocollo Coimbra
Protocollo Parkinson

02/01/2026

Osteoporosi: non è solo una questione di calcio.

La perdita di massa ossea nelle donne è strettamente legata al deficit estrogenico, in particolare alla carenza di estradiolo, che svolge un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio tra formazione e riassorbimento osseo.

Cosa dice la letteratura scientifica:

• L’estradiolo inibisce l’attività degli osteoclasti e riduce il riassorbimento osseo
📖 Riggs BL et al., NEJM, 2002

• La carenza estrogenica post-menopausale è il principale fattore patogenetico dell’osteoporosi femminile
📖 Khosla S et al., Endocrine Reviews, 2012

• La terapia estrogenica è associata a riduzione significativa del rischio di fratture vertebrali e femorali
📖 Women’s Health Initiative – Rossouw JE et al., JAMA, 2002

• L’estradiolo migliora la densità minerale ossea (BMD) anche in donne con osteopenia iniziale
📖 PEPI Trial, NEJM, 1996

• L’effetto protettivo dell’estradiolo sull’osso è dose-dipendente e biologicamente plausibile
📖 Compston JE, Lancet, 2001

L’osteoporosi è una patologia endocrino-metabolica, non solo scheletrica.

Ignorare il ruolo dell’estradiolo significa curare l’effetto e non la causa.

Dott.ssa Fabiola Branca
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31/12/2025

✨ Un pensiero per voi, mentre l’anno volge al termine ✨

Ogni anno che si chiude porta con sé molto più di quello che riusciamo a contare.
Ha portato incontri, percorsi condivisi, piccoli passi e grandi cambiamenti.
Ha portato sorrisi, miglioramenti inattesi, ma anche fatica, attese, momenti difficili.

Le cose belle vanno custodite.
Quelle che ci hanno fatto soffrire non vanno negate, ma trasformate: perché spesso sono proprio loro a insegnarci qualcosa di profondo su chi siamo, su cosa conta davvero, su quanto siamo più forti di quanto pensiamo.

La salute non è solo un numero, un esame, un risultato.
È anima, è cuore, è fiducia.
È il coraggio di prendersi cura di sé anche quando il cammino sembra lungo.
È la gratitudine per ogni passo avanti, anche il più piccolo.

A tutti voi che avete condiviso con me un tratto di strada:
grazie per la fiducia, per la pazienza, per la forza che ogni giorno mi ricordate esistere nell’essere umano.

Che l’anno nuovo possa portarvi consapevolezza, equilibrio, ascolto profondo di voi stessi.
E che non dimentichiate mai che ogni esperienza, anche quella più dura, può diventare seme di crescita.

Con sincera gratitudine,
Dott.ssa Fabiola Branca

29/12/2025

Fisiatria e Medicina

29/12/2025

TERAPIA CON ORMONI BIOIDENTICI E RISCHIO DI TUMORE AL SENO:

cosa dice davvero la Scienza?

Parlare di terapia ormonale mette sempre un po’ di timore, soprattutto perché per anni si è diffusa un’idea che oggi sappiamo essere scientificamente imprecisa: che “gli ormoni aumentano il rischio di tumore al seno”.
La verità è un’altra, ed è molto più rassicurante.

Quando parliamo di ormoni bioidentici parliamo di molecole identiche a quelle prodotte dal corpo umano, in particolare:
• Estradiolo (E2)
• Progesterone naturale (P4)
Non estrogeni equini, non progestinici sintetici.
E questo fa un’enorme differenza.

Cosa mostrano gli studi più solidi?

1️⃣ Il Progesterone bioidentico riduce il rischio di tumore al seno

Grandi studi osservazionali europei (E3N – oltre 80.000 donne) hanno mostrato che:
• Associazione estradiolo + progesterone naturale → rischio basso o persino ridotto
• Associazione estradiolo + progestinici sintetici → aumento del rischio

Il problema non erano gli ormoni…
ma le forme sintetiche, completamente diverse da quelle bioidentiche.

2️⃣ L’Estradiolo bioidentico ha un profilo sicuro e fisiologico

Studi aggiornati mostrano che l’estradiolo:
• migliora l’infiammazione sistemica
• riduce la resistenza insulinica
• migliora la funzione immunitaria
• ha azione antiproliferativa

3️⃣ L’assenza di ormoni è un fattore di rischio

Dopo la menopausa, la rapida caduta di estradiolo e progesterone:
• aumenta infiammazione
• aumenta grasso viscerale
• aumenta insulino-resistenza
• altera la funzione immunitaria

Tutti fattori che favoriscono lo sviluppo tumorale.

Per molte donne, quindi, restare senza ormoni può essere più rischioso che reintegrarli in modo fisiologico e controllato.

4️⃣ Il ruolo del progesterone è fondamentale

È il “grande dimenticato”, ma la letteratura è chiara:

✔️ Il progesterone naturale è antiproliferativo sul seno
✔️ Riduce l’espressione dei recettori proliferativi
✔️ Stabilizza le cellule epiteliali mammarie
✔️ Bilancia completamente l’azione dell’estradiolo

➡️ È il progestinico sintetico, NON il progesterone naturale, a essere rischioso.

Cosa significa tutto questo nella pratica clinica?

La BHRT ben eseguita – con:
• estradiolo bioidentico
• progesterone naturale
• dosaggi personalizzati
• monitoraggi clinici regolari

…non solo non aumenta il rischio di tumore al seno, ma nella maggior parte degli studi appare protettiva.

Una terapia ben progettata non “accende” un tumore, ma aiuta a:
• mantenere un terreno metabolico sano
• ridurre infiammazione
• migliorare la qualità della vita
• proteggere ossa, cervello e sistema cardiovascolare

🟣 La vera domanda non è più “Gli ormoni fanno male?”

La domanda è:

“Quali ormoni? In che forma? E come vengono usati?”

E la risposta della scienza è chiara:

Estradiolo + progesterone naturale = profilo di sicurezza eccellente, rischio non aumentato e in molti casi ridotto.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Fisiatra
Esperta in BHRT (terapia con ormoni bioidentici)
Protocollo Coimbra
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28/12/2025

L’anno sta per concludersi, e come sempre mi fermo a riflettere.
Ripenso alle persone che ho incontrato, ai pazienti che ho seguito, alle storie che hanno attraversato il mio studio e che, in modi diversi, hanno lasciato un segno.

Ogni anno mi insegna qualcosa.
E questo, più di altri, mi ha ricordato una verità semplice:
la medicina evolve, e un medico ha il dovere di evolvere con lei.

Il mio percorso mi ha portata ad approfondire ambiti che non tutti conoscono ancora:
il Protocollo Coimbra, il Protocollo per il Parkinson, la BHRT – Bioidentical Hormone Replacement Therapy (terapia con ormoni bioidentici).

Non scelte “alternative”, ma frutto di studio, aggiornamento continuo e confronto con le più recenti evidenze scientifiche.

La medicina non è un corpo statico: ciò che abbiamo imparato durante l’università o la specializzazione è stato fondamentale, ma molte conoscenze oggi sono state superate da nuovi studi, nuovi meccanismi, nuove verifiche cliniche.
Per questo continuo a formarmi, in Italia e all’estero, seguendo corsi e masterclass internazionali, perché un medico che tiene davvero ai suoi pazienti non può permettersi di smettere di imparare.

Capisco che chi non è del settore possa avere dubbi o curiosità quando sente parlare di questi approcci.

È normale: ciò che è nuovo genera domande.
L’unica cosa che chiedo è che queste domande vengano espresse con educazione e rispetto.
Il confronto è un valore.
Il rispetto è un dovere.

Il mio impegno per l’anno che viene resta lo stesso:
continuare a seguire ciò che la scienza più aggiornata dimostra,
continuare a studiare ogni giorno,
continuare a offrire ai miei pazienti tutto ciò che può davvero migliorare la loro vita.

Grazie a chi ha condiviso un pezzo di cammino con me in questo anno.
A voi devo la mia crescita.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Fisiatra
Esperta in Protocollo Coimbra
Protocollo Parkinson
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27/12/2025

OCCHIO SECCO

Occhio secco: non è solo “mancanza di lacrime”, è una malattia infiammatoria sistemica

Sempre più persone riferiscono bruciore, sabbia negli occhi, fastidio alla luce, difficoltà a tenere aperti gli occhi davanti al PC.
L’“occhio secco” (Dry Eye Disease) oggi viene considerato una malattia infiammatoria cronica della superficie oculare, non un semplice fastidio passeggero. 

Che cosa succede davvero nell’occhio secco?
• Il film lacrimale (strato di acqua, muco e lipidi che protegge la cornea) si rompe più facilmente.
• Le ghiandole di Meibomio producono meno lipidi o lipidi di cattiva qualità.
• Si crea un circolo vizioso di infiammazione, micro-danno e instabilità del film lacrimale. 

Ecco perché i sintomi peggiorano:
• al PC o con l’aria condizionata
• in perimenopausa/menopausa
• in presenza di malattie autoimmuni (es. Sjögren, tiroiditi, ecc.)

🧬 Ormoni sessuali e occhio secco: perché le donne soffrono di più?

Studi su ormoni e superficie oculare mostrano che:
• Gli androgeni (testosterone) stimolano la funzione delle ghiandole di Meibomio e la produzione lipidica del film lacrimale.
• Gli estrogeni, in alcune condizioni, possono opporsi all’azione degli androgeni a livello delle ghiandole e modificare il film lacrimale. 
• Non a caso, la prevalenza di occhio secco è molto più alta nelle donne, soprattutto in peri-menopausa e menopausa. 

Report internazionali (come il TFOS DEWS II – S*x, Gender and Hormones) sottolineano il ruolo chiave di estrogeni, progesterone e androgeni nella regolazione della superficie oculare. 

👉 Questo significa che uno squilibrio ormonale (estrogeni, progesterone, testosterone) può contribuire alla comparsa o al peggioramento dell’occhio secco, soprattutto in donne in peri-menopausa/menopausa o in terapia ormonale non ben bilanciata.

🌞 Vitamina D e occhio secco

Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato un legame tra vitamina D e occhio secco:
• Meta-analisi e studi osservazionali mostrano che la carenza di vitamina D è più frequente nei pazienti con dry eye e si associa a peggior qualità del film lacrimale e maggiori sintomi. 
• In uno studio clinico, la supplementazione con vitamina D in pazienti con occhio secco refrattario alla terapia standard ha portato a miglioramento significativo dei sintomi e dei parametri lacrimali. 

La vitamina D ha un’azione:
• immunoregolatrice (riduce citochine pro-infiammatorie)
• protettiva sulla superficie oculare, migliorando stabilità del film lacrimale e riducendo l’infiammazione.

🦠 Asse intestino–occhio: quando il microbiota arriva fino alla cornea

Parliamo sempre di asse intestino–cervello, ma oggi si parla anche di asse intestino–occhio:
• Review recenti mostrano che il microbiota intestinale può influenzare l’immunità oculare, la risposta infiammatoria e la salute della superficie oculare. 
• In modelli animali, la disbiosi intestinale è in grado di guidare le manifestazioni oculari di occhio secco, modificando infiltrati linfocitari e danno corneale. 
• Nei quadri autoimmuni (come la sindrome di Sjögren), studi recenti indicano che il microbiota intestinale ha un ruolo nella patogenesi dell’occhio secco autoimmune e può diventare un target terapeutico (probiotici, postbiotici, dieta mirata). 

👉 Tradotto: se intestino, ormoni e vitamina D non sono in equilibrio, l’occhio secco tende a cronicizzare, nonostante lacrime artificiali e gocce locali.

🩺 Il mio approccio all’occhio secco

Nel mio lavoro non mi limito a vedere l’occhio come un organo “isolato”.

In un percorso personalizzato posso valutare:
• profilo ormonale (estrogeni, progesterone, testosterone)
• livelli di vitamina D (e altri micronutrienti chiave)
• stato di microbiota e permeabilità intestinale
• comorbidità autoimmuni, metaboliche e infiammatorie

e integrare, quando indicato:
• correzione della vitamina D
• riequilibrio ormonale bioidentico (BHRT)
• lavoro su intestino e microbiota (dieta, probiotici/postbiotici)
• terapia locale oculistica in collaborazione con l’oculista di fiducia

per affrontare l’occhio secco alla radice, non solo tamponare i sintomi.

Dott.ssa Fabiola Branca
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Esperta in BHRT (Terapia con Ormoni Bioidentici)
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❤️❤️❤️ Dal "non c'è nulla da fare se non prendere una statina" al risultato reale (senza statina!): –75 punti di coleste...
26/12/2025

❤️❤️❤️ Dal "non c'è nulla da fare se non prendere una statina" al risultato reale (senza statina!): –75 punti di colesterolo in 7 mesi!!!

Questa paziente era ormai rassegnata ad avere un colesterolo alto: oltre alla menopausa, presentava una componente di ipercolesterolemia familiare.
Nonostante alimentazione curata e tutti gli accorgimenti possibili, il suo colesterolo totale restava sempre superiore a 330–340 mg/dL.

Quando è arrivata da me era già in terapia con progesterone ed estradiolo transdermico, una via che non ha alcun impatto sul profilo lipidico (come si nota dal suo colesterolo iniziale!).

Dopo il passaggio all’estradiolo orale – l’unica forma capace di agire sul metabolismo lipidico – in soli 7 mesi è successo questo:

📉 Colesterolo totale: da 344 ➜ 269 mg/dL
📉 LDL in netto calo
📉 Miglioramento anche dei trigliceridi

L’estradiolo orale, e solo quello, è in grado di modificare HDL, LDL, trigliceridi e ridurre il rischio cardiovascolare.
Quando la terapia ormonale è personalizzata e basata sulla fisiologia, anche chi ha una forte predisposizione familiare può vedere risultati concreti.

Fatemelo dire… QUESTE SÌ CHE SONO SODDISFAZIONI PER UN MEDICO (e ovviamente anche per la paziente che stentava a crederci)

Dott.ssa Fabiola Branca
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25/12/2025

OSTEOPOROSI

L’osso non si indebolisce senza motivo: cambia perché mancano ormoni

L’osteoporosi non è solo calcio e vitamina D. È perdita di estrogeni, progesterone e testosterone, fondamentali per l’osso.

🔬 Evidenze
• HRT riduce fratture del 30–40% (Studio WHO).
• Glaser et al., 2013–2019: testosterone transdermico mostra incrementi notevoli di densità ossea, anche in donne oltre i 60 anni.
• Billeci et al., 2007; DOPS 2012: l’uso precoce di estradiolo riduce aterosclerosi e osteoporosi insieme.

➡️ Quando gli ormoni vengono ripristinati, la BMD aumenta.

Dott.ssa Fabiola Branca
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24/12/2025

SECCHEZZA VAGINALE

La secchezza vaginale è, semplicemente, carenza ormonale

Dopo i 40–50 anni molte donne soffrono di bruciore, microabrasioni, dolore ai rapporti.
È ipoestrogenismo, non “stress”.

🔬 Studi chiave
• NAMS 2022: l’uso locale di estradiolo o estriolo migliora trofismo, lubrificazione e collagene vaginale.
• Cochrane Review 2022: estrogeni locali superiori a qualsiasi idratante/lubrificante.
• Glaser & Dimitrakakis 2019: il testosterone locale migliora libido e trofismo della mucosa.

➡️ Soluzione: estrogeni bioidentici (locali o sistemici) + progesterone naturale → recupero della funzione vaginale e della vita di coppia ❤️❤️

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Via Filippini, 12/A
Reggio Di
89125

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Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+393277633034

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