Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind

Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind Dott.ssa Fabiola Branca, Medico Chirurgo Specialista in Fisiatria
Dott. Marco Loiacono, Fisioterapista

13/03/2026

Terapia ormonale dopo tumore al seno: studio sloveno

Uno studio condotto in Slovenia dalle oncologhe Marjetka Uršič-Vrščaj e Sonja Bebar ha analizzato donne sopravvissute al tumore al seno che hanno ricevuto terapia ormonale sostitutiva.

Disegno dello studio
• 21 donne con storia di carcinoma mammario
• trattate con terapia ormonale per una media di 28 mesi
• confronto con due gruppi di controllo per ogni paziente

Risultato:
Non è stato osservato alcun aumento delle recidive di tumore al seno nelle donne trattate con terapia ormonale.

Questo studio si aggiunge a una lunga serie di lavori scientifici che mettono in discussione il dogma secondo cui qualsiasi terapia ormonale sarebbe automaticamente pericolosa nelle donne con storia di carcinoma mammario.

La letteratura scientifica è molto più complessa di quanto spesso venga raccontato.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo – Specialista Fisiatra
Protocollo Coimbra – Esperta BHRT – Protocollo Parkinson
📞 3337638622
📧 brancafabiola@gmail.com

13/03/2026
12/03/2026

Ecco la diretta del Salotto Ormonale di lunedì scorso. Parliamo di ormoni bioidentici con Dr. Fabiola Branca - Studio Medico e Fisioterapico Free Mind, Dott.ssa Francesca Michelucci, Augusto Pellegrini

11/03/2026

Il paradosso degli estrogeni nelle donne con mutazione BRCA. Parte 4

Molte donne mi scrivono con una domanda molto precisa:

“Dottoressa, ho una mutazione BRCA e mi hanno detto che ho un alto rischio di tumore al seno. Posso assumere estrogeni oppure è pericoloso?”

La paura è comprensibile. Per anni ci è stato detto che gli estrogeni “alimentano” il tumore al seno.
Ma quando si guarda la letteratura scientifica, il quadro è molto più complesso — e spesso sorprendente.

Uno studio molto importante pubblicato sul Journal of Clinical Oncology dal gruppo dell’epidemiologo Timothy R. Rebbeck ha analizzato 462 donne portatrici di mutazione BRCA1 o BRCA2 che avevano effettuato ovariectomia profilattica (cioè la rimozione preventiva delle ovaie).

I ricercatori hanno confrontato due gruppi:
• donne che assumevano terapia ormonale sostitutiva
• donne che non assumevano ormoni

Il risultato è stato sorprendente.

➡️ L’uso di terapia ormonale non ha aumentato il rischio di tumore al seno.

Inoltre, la riduzione del rischio di tumore al seno ottenuta con l’ovariectomia non veniva annullata dalla terapia estrogenica.

Un altro studio successivo, guidato dall’oncologo Andrea Eisen, ha osservato donne BRCA1 positive in menopausa e ha trovato risultati simili:
l’uso di estrogeni per alcuni anni non era associato a un aumento del rischio di tumore al seno, e in alcune analisi risultava addirittura associato a una riduzione del rischio nella popolazione generale.

Questo non significa che la terapia ormonale debba essere fatta da tutte indistintamente.

Significa però una cosa molto importante:

la relazione tra estrogeni e tumore al seno è molto più complessa di quanto ci sia stato raccontato per anni.

Per molte donne con mutazione BRCA che entrano in menopausa precoce o chirurgica, la terapia ormonale può essere uno strumento importante per:
• proteggere ossa
• proteggere il sistema cardiovascolare
• preservare la funzione cognitiva
• migliorare la qualità di vita

E se la donna assume anche progesterone bioidentico, si hanno ancora molti benefici in più!

Naturalmente ogni caso deve essere valutato individualmente, con una valutazione metabolica e ormonale completa.

La medicina moderna dovrebbe sempre partire da una cosa:
la lettura critica degli studi scientifici.

Ed è proprio la scienza che spesso ci mostra che alcune paure diffuse non sono supportate dai dati.

Dott.ssa Fabiola Branca
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A stasera!
10/03/2026

A stasera!

09/03/2026

IL PARADOSSO DEGLO ESTROGENI, Parte 3

Quando gli estrogeni venivano studiati senza paura

Negli ultimi anni si è diffusa una convinzione molto radicata:
gli estrogeni aumenterebbero il rischio di tumore al seno.

Ma se si guarda alla letteratura scientifica precedente agli anni 2000, il quadro che emerge è molto diverso.

Uno studio prospettico molto lungo condotto dal gruppo di Nachtigall e pubblicato su Obstetrics & Gynecology ha seguito donne per oltre 20 anni confrontando:

• donne trattate con estrogeni
• donne trattate con placebo

Le partecipanti erano donne isterectomizzate, quindi trattate con soli estrogeni.

Il risultato fu sorprendente.

Nel gruppo trattato con estrogeni:

non si registrò alcun caso di tumore al seno.

Nel gruppo placebo, invece:

circa l’11% delle donne sviluppò carcinoma mammario.

Questo dato è uno dei tanti esempi di come la ricerca degli anni ’80 e ’90 non mostrasse quell’aumento di rischio che oggi viene spesso dato per scontato.

Solo successivamente, con studi che utilizzavano ormoni sintetici e progestinici, il dibattito cambiò completamente direzione.

Per questo motivo, quando si parla di terapia ormonale, è fondamentale distinguere molecola, modalità di somministrazione, tipo di paziente e contesto clinico.

Ridurre tutto alla frase “gli estrogeni causano tumore al seno” significa ignorare decenni di ricerca scientifica.

La medicina, invece, dovrebbe sempre partire dai dati.

Dott.ssa Fabiola Branca
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08/03/2026

Tra pochi minuti finisce la Festa della Donna.
E io voglio dirvi una cosa.

La donna, ancora oggi, deve lavorare il doppio per ottenere la metà del riconoscimento che spesso riceve un uomo.

Succede nella vita di tutti i giorni.
Molte donne lavorano, gestiscono la casa, crescono i figli, organizzano tutto…
e spesso questo lavoro invisibile non viene neanche riconosciuto.

Succede anche nella medicina.

Pensate solo a questo:
gli studi scientifici sulle patologie femminili sono molto meno numerosi rispetto a quelli sull’uomo.

Un esempio semplice:
per la disfunzione erettile maschile esistono migliaia di studi e farmaci,
mentre problemi diffusissimi nelle donne — come secchezza vaginale, dolore nei rapporti, vulvodinia, atrofia vaginale — sono stati ignorati per anni.

Eppure la donna ha una capacità straordinaria:
sensibilità, intuizione ed empatia.

Ogni mese affronta cambiamenti ormonali.
Dà la vita ai figli.
Tiene insieme famiglie intere.

Io spero che la medicina e la società inizino finalmente a guardare alla salute della donna con la stessa attenzione con cui guardano a quella dell’uomo.

Perché quando si parla di salute femminile
non si parla di una nicchia.

Si parla della metà dell’umanità.

E spero che tutte noi donne possiamo stare al posto che meritiamo perché davvero nessuno lo merita più di noi”

08/03/2026

Nelle pazienti che mi contattavano e che erano seguite da altri colleghi, ho notato che molte di loro, dopo aver iniziato una terapia ormonale con estrogeni transdermici (cerotti o spray), hanno sviluppato sintomi come:

• orticaria
• prurito
• gonfiore
• cefalea
• disturbi intestinali

Molte pensano subito a una “allergia agli ormoni”.
In realtà nella maggior parte dei casi non è così.

Il problema può essere legato a un meccanismo biochimico molto preciso.

Gli estrogeni possono ridurre l’attività dell’enzima DAO (diaminossidasi), l’enzima che serve a degradare l’istamina.

Quando la DAO viene inibita:

→ l’istamina si accumula
→ aumenta la risposta infiammatoria
→ compaiono sintomi come orticaria, cefalea, tachicardia, gonfiore, colon irritabile.

Questo fenomeno può essere ancora più evidente quando si crea una dominanza estrogenica, cioè quando gli estrogeni non sono adeguatamente bilanciati da progesterone o quando la via di somministrazione non è quella più adatta per quella paziente, e questo è molto probabile quando la terapia è rappresentata da estradiolo transdermico e progesterone in dose non adeguata a bilanciare l’estradiolo.

È importante quindi ricordare una cosa fondamentale:

non esiste una terapia ormonale uguale per tutte.

La scelta della molecola, della via di somministrazione e dell’equilibrio tra estrogeni e progesterone deve essere personalizzata.

Quando la terapia è correttamente bilanciata, questi problemi generalmente scompaiono.

Condividi questo post, potrà essere utile a chi ha avuto questa problematica con l’assunzione di ormoni bioidentici!

Ogni tanto mi fermo a leggere i messaggi delle mie pazienti…e mi ricordano perché faccio questo lavoro.Quando si parla d...
07/03/2026

Ogni tanto mi fermo a leggere i messaggi delle mie pazienti…
e mi ricordano perché faccio questo lavoro.

Quando si parla di ormoni spesso si pensa solo ai sintomi più evidenti. In realtà gli ormoni influenzano mente, energia, metabolismo, dolore muscolare e articolare, sonno e qualità della vita.

Quando lo squilibrio ormonale viene finalmente riconosciuto e trattato correttamente, il corpo può ritrovare il suo equilibrio.

Questa è la testimonianza di una mia paziente dopo pochi mesi di percorso:

Questo messaggi non sono solo una soddisfazione personale.
Sono la conferma che quando si guarda davvero alla persona nel suo insieme – metabolismo, ormoni, stile di vita – i risultati arrivano.

Non sempre il problema è “psicologico”.
Molto spesso è biologico e ormonale.

E quando si ristabilisce l’equilibrio… il corpo risponde.

Dott.ssa Fabiola Branca
Medico Chirurgo
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06/03/2026

IL PARADOSSO DEGLI ESTROGENI NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA, Parte 2

Per molti anni alle donne è stato detto che gli estrogeni causano il tumore al seno.
Questa convinzione ha generato una grande paura della terapia ormonale, soprattutto dopo la menopausa.

Ma quando si analizza con attenzione la letteratura scientifica, emerge una realtà molto più complessa.

Una revisione scientifica pubblicata nel 2017 ha analizzato decenni di studi clinici sull’utilizzo di estrogeni ad alte dosi nel trattamento del tumore al seno.

Il dato sorprendente è che, per molti anni, gli estrogeni sono stati utilizzati come vera e propria terapia per il tumore al seno metastatico, molto prima dell’introduzione del tamoxifene negli anni ’70.

In diversi studi clinici si è osservato che alte dosi di estrogeni possono indurre regressione tumorale o stabilizzazione della malattia in alcune pazienti.

Questo fenomeno è noto come “Estrogen Paradox”, cioè il paradosso degli estrogeni.

Quando una cellula tumorale viene esposta per molto tempo a condizioni di deprivazione estrogenica (ad esempio durante terapie anti-ormonali), può diventare estremamente sensibile agli estrogeni.

In queste condizioni, l’esposizione a estrogeni può attivare meccanismi di apoptosi, cioè morte programmata delle cellule tumorali.

Questo non significa che gli estrogeni siano una cura universale per il tumore al seno.
Ma dimostra chiaramente che la relazione tra estrogeni e tumore al seno è molto più complessa di quanto spesso venga raccontato.

Ed è proprio per questo che la medicina deve sempre basarsi sulla lettura critica degli studi scientifici, e non su paure semplificate.

Riferimento scientifico

Bennink HJTC.
The use of high-dose estrogens for the treatment of breast cancer.
Maturitas. 2017

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05/03/2026

IL PARADOSSO DEGLI ESTROGENI E LA PAURA DEL TUMORE AL SENO

Per molti anni si è diffusa l’idea che gli estrogeni siano la causa del tumore al seno.
Questa convinzione ha generato una grande paura nelle donne, soprattutto quando si parla di terapia ormonale.

La realtà scientifica, però, è molto più complessa.

Uno studio molto interessante pubblicato su JAMA nel 2009 ha mostrato un dato sorprendente.

I ricercatori hanno studiato donne con tumore al seno metastatico positivo ai recettori estrogenici, già trattate con inibitori dell’aromatasi, quindi con tumori che erano diventati resistenti alla terapia anti-estrogenica.

Le pazienti sono state divise in due gruppi e trattate con estradiolo orale:
• un gruppo con 6 mg al giorno
• un gruppo con 30 mg al giorno

I risultati sono stati molto interessanti.

Circa il 30% delle pazienti ha ottenuto una risposta clinica, cioè una stabilizzazione o una riduzione del tumore.

In altre parole:
in alcune situazioni gli estrogeni possono addirittura bloccare o rallentare la crescita del tumore.

Questo fenomeno è noto nella letteratura scientifica come “paradosso degli estrogeni”.

Quando una cellula tumorale è stata esposta per molto tempo a condizioni di deprivazione estrogenica, l’improvvisa esposizione a estrogeni può attivare meccanismi di apoptosi, cioè di morte cellulare programmata.

Questo non significa che gli estrogeni siano una cura universale per il tumore al seno.
Ma dimostra chiaramente una cosa molto importante:

la relazione tra estrogeni e tumore al seno è molto più complessa di quanto spesso venga raccontato.

La medicina non può essere ridotta a slogan o a paure semplificate.

Per questo è fondamentale conoscere la letteratura scientifica, leggerla con attenzione e comprenderne i meccanismi biologici.

Solo così si può davvero fare informazione corretta e medicina basata sulle evidenze.

Riferimento scientifico

Ellis MJ et al.
Lower-Dose vs High-Dose Oral Estradiol Therapy of Hormone Receptor–Positive, Aromatase Inhibitor–Resistant Advanced Breast Cancer.
JAMA. 2009;302(7):774-780.

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04/03/2026

Negli ultimi anni la menopausa è diventata anche un grande mercato commerciale.
Scaffali pieni di integratori promettono di ridurre vampate, insonnia e altri sintomi, ma cosa dice davvero la letteratura scientifica?

Uno degli studi più citati è il trial randomizzato pubblicato su JAMA nel 2003 (Tice JA et al.), che ha valutato due integratori a base di isoflavoni di trifoglio rosso molto diffusi all’epoca: Promensil e Rimostil.
Lo studio ha coinvolto 252 donne in menopausa ed è stato condotto in doppio cieco contro placebo.

Risultato:
la riduzione delle vampate di calore nel gruppo che assumeva gli integratori NON era diversa dal placebo.

Questo non significa che un integratore non possa dare beneficio a qualcuno.
In medicina capita spesso che un prodotto possa aiutare alcune persone.

Ma significa una cosa importante:

molti prodotti venduti per la menopausa non hanno dimostrato un'efficacia clinica solida negli studi controllati.

Nel frattempo, l’industria degli integratori legata alla menopausa è diventata un mercato multimiliardario.

La riflessione che invito chi mi segue a fare, allora è inevitabile.

La menopausa non è solo una fase con sintomi fastidiosi:
è una fase endocrina della vita in cui diminuiscono ormoni fondamentali per molti sistemi dell’organismo.

Quando la carenza ormonale viene corretta con terapia ormonale bioidentica personalizzata, non si lavora solo sui sintomi.

Si interviene anche su aspetti metabolici e preventivi importanti:

• salute cardiovascolare
• metabolismo glucidico e lipidico
• salute ossea e prevenzione dell’osteoporosi
• funzione cognitiva
• salute genito-urinaria

Questo è il punto fondamentale.

Un integratore può talvolta alleviare un sintomo, ma non sostituisce la funzione fisiologica degli ormoni e soprattutto non svolge lo stesso ruolo preventivo sistemico.

Per questo è importante distinguere tra:

🔹 gestione dei sintomi
🔹 correzione della carenza ormonale

La menopausa non dovrebbe essere trattata come un semplice disturbo da “tamponare”, ma come una fase biologica che merita una vera medicina di precisione.

La letteratura scientifica esiste, ed è fondamentale leggerla con attenzione. Ed io la metto a disposizione GRATUITAMENTE!!!

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