17/03/2026
Nella mia esperienza di pediatra e neonatologa , soprattutto quando lavoravo in terapia intensiva Neonatale, è successo di imbattermi in richieste bizzarre o fuori da ogni linea guida da parte di qualche genitore.
Essere genitori impone delle responsabilità il cui " scopo è la tutela della salute psicofisica e della vita del minore nel pieno rispetto della sua dignità". (Art.3 comma 2 legge 219/2017).
Qualora ciò non avvenisse, per condizioni in cui si configura lo "stato di necessità " (art54. codice penale) cioè quando una procedura o trattamento sanitario è ritenuto necessario ad evitare conseguenze anche fatali per il paziente, interviene il giudice tutelare che può decidere di far attuare ai sanitari i trattamenti necessari anche senza consenso dei genitori.
Agire sempre per scienza e coscienza per tutelare il bene più prezioso 🩷
𝐈 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 “𝐧𝐨-𝐠𝐥𝐢𝐜” (𝐧𝐨-𝐠𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐢𝐚).
Qualche tempo fa ero di turno di notte in uno degli ospedali dove lavoro.
Nasce alle 2:00 di notte una bellissima bambina di nome Fantasia (nome di), oltre 4 kg di peso, da parto naturale che non ha bisogno di alcun supporto dopo la nascita.
In questi casi e in quell’ospedale il neonato fa la prima visita pediatrica l’indomani mattina, salvo buoni motivi.
Dal pelle a pelle (2 ore in genere) non vedrà il pediatra per svariato tempo e non farà accertamenti perché, in effetti, non ce ne sarebbe motivo, il più delle volte.
Mi chiama l’infermiera del nido verso le 2:30:
“Dottore, i genitori della piccola Fantasia non vogliono eseguire le profilassi” (che in quell’ospedale sarebbero l’anti-emorragica con vitamina K intra-muscolo e oftalmica con collirio antibiotico che, sì, non è più raccomandata in maniera assoluta ma non sarà certo sospendendo la somministrazione di 2 gocce di antibiotico topico ai neonati che sconfiggeremo l’antibiotico-resistenza).
«(trattengo la commozione) Ah, wow! Non si preoccupi, lasciamo che finisca il pelle-a-pelle, povera creatura, che poi ci parlo. Mi chiami quando arriverà al nido per il peso e il resto».
Verso le 4:30 mi chiama e vado a parlare col papà che ribadisce l’intenzione di non eseguire le profilassi. Gli spiego lo spiegabile nel miglior modo possibile ma lui, dopo 15 minuti di parole al vento, che si è già debitamente informato anche da una ostetrica domiciliare e da un PRIMARIO!, firma di negare il consenso.
Amen.
Torno in reparto.
Verso le 5:00 mi richiama l’infermiera del nido.
“Dottore, Fantasia pesa 4.200 g; dalle curve risulta oltre il 90° percentile, è quindi LGA (Large for Gestional Age) e avrebbe indicazione, da protocollo, di eseguire le glicemie.
Solo che i genitori negano il consenso.
Ah, e non vogliono neppure eseguire i test metabolici!”.
«(ri-trattengo la commozione). Ah, wow! Ok, ci torno a parlare».
Ci parlo mezz’ora. La prima mezz’ora. La madre, in disparte, non professa parola (al punto che le chiederò più volte di dire la sua, limitandosi lei a confermare quanto già detto e non ancora detto dal compagno).
Loro si sono informati, in lungo e in largo, anche da una ostetrica domiciliare e da un PRIMARIO!, hanno sentito tutte le campane e hanno scelto.
Lui lavora per giunta in ambito veterinario e non intende sottostare ad alcun protocollo o linea guida ospedalieri perché sa bene come funzionano queste cose. Spesso agli animali vengono somministrati farmaci inutili, ecc, ecc.
(In ospedale ci sono venuti però a partorire, ma vabbè.)
Perché comunque anche quel PRIMARIO! la pensa così.
E chi sarei io per dare contro a un PRIMARIO!?
E poi le profilassi e tutto il resto servono solo a raccogliere dati per produrre farmaci e nuove linee guida, che Big Pharma ecc ecc.
Faccio presente che le profilassi già rifiutate hanno il diritto di rifiutarle, sebbene io tenti invano e a più riprese di spiegare loro che su Fantasia hanno solo responsabilità e non potere decisionale, ma che una eventuale ipoglicemia esporrebbe la piccola a dei danni per cui, se decidessero di opporsi (e per iscritto, che carta canta), dovrò sentire il primario (il mio, non il “loro”) e verosimilmente anche il tribunale dei minori.
Gli faccio presente anche che, dei test metabolici, 4 sono obbligatori per legge, ma che verranno fatti a 48 ore di vita e che avranno tempo di decidere se vedersi sospesa o meno la responsabilità genitoriale da parte di un giudice per poi eseguirli, ma che non è quello il problema attuale e che se ne riparlerà a tempo debito.
Il problema attuale si chiama possibile ipoglicemia, Fantasia è macrosomica, la mamma ha un po’ di colostro ma non è detto basti.
La natura a volte è crudele.
Il tempo passa, Fantasia dorme profondamente nella sua culletta e io non so se stia dormendo perché sazia, stanca o in ipoglicemia.
E glielo spiego.
Sono ormai quasi le 6:00.
Io sono stato accusato dal padre (la madre sta sempre lì in disparte senza proferire parola) di essere stato poco professionale e di aver usato la paura per indurli a dosare la glicemia, minacciando di chiamare il tribunale dei minori.
Gli rispiego che quelle che lui ha percepito come minacce erano invece cortesi spiegazioni di ciò che sarebbe accaduto se avessero negato il consenso a una cosa a cui non possono negarlo che si chiama salute di una creatura verso la quale sono responsabili ma non hanno alcun potere.
Mi chiedono tempo.
Vado in PS e passa un’altra mezz’ora.
Torno e, dopo una nottata al sapore di complotto e non-cielo-dicono, il padre acconsente (anche la madre, ma solo dopo di lui).
Dosiamo sta benedetta glicemia dopo ormai 4 ore dalla nascita, con 2 ore di ritardo.
28 mg/dL.
Si tratta di una ipoglicemia severa che, da quegli stessi protocolli cui il neo papà non voleva sottostare, imporrebbe la “correzione” con soluzione glucosata in vena.
Che però lì non si può fare non essendoci una patologia neonatale, e che richiederebbe quindi il trasferimento della piccola in altro ospedale, in uno stanzone dove i genitori possono accedere liberamente ma privati delle libertà del rooming-in.
Io, essendo poco professionale, mi assumo la responsabilità di tentare una correzione dell’ipoglicemia per bocca con gel al destrosio e latte in formula, come si farebbe per valori maggiori.
Che funziona.
Evitando a quella povera creatura di essere separata dalla madre.
Che di ingiustizie ne subirà già abbastanza.
Altro che no-vax.
Dott. Giorgio Cuffaro
𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.
Foto: pollicinoweb. it