15/02/2026
“Nelle dipendenze patologiche, l’Altro sesso - la funzione unificatrice di Eros che si esprime nella sessualità - è rimpiazzato dalla asessualità della sostanza e dal godimento a circuito chiuso che essa può dispensare.
Il soggetto scarta la contingenza dell’incontro con l’Altro per assicurarsi - nel consumo solitario dell’oggetto - l’annullamento della mancanza che l’Altro inevitabilmente introduce nel suo essere.
Qual è, in effetti, la logica del discorso amoroso? È una logica che si fonda interamente sull’Altro.
È, infatti, solamente nell’Altro che il soggetto può ricercare l’oggetto perduto (…) è l’amore che rende dialettico - anche se di una dialettica negativa, infinita, mai pacificata - il rapporto tra il soggetto e l’Altro: l’Altro causa la perdita dell’oggetto, ma il soggetto è proprio nell’Altro che cerca di recuperare l’oggetto perduto.
Nelle patologie della dipendenza, invece, l’odio prende il posto dell’amore di transfert e assume la forma estrema del rifiuto di questa dipendenza costituente del soggetto dall’Altro.”
Massimo Recalcati, Clinica del vuoto. Anoressie, dipendenze, psicosi