27/04/2026
Avete mai letto di questi concetti?
GURDJIEFF E I TRE ASPETTI DELLA FUNZIONE SESSUALE
La comprensione della funzione sessuale nell'essere umano richiede un distacco quasi chirurgico dalle stratificazioni morali e sentimentali che la società ha accumulato nei secoli, poiché questa funzione non è un blocco monolitico ma un sistema tripartito che opera su piani differenti, spesso in conflitto tra loro.
Se analizziamo la struttura profonda di questa energia, dobbiamo riconoscere l'esistenza di tre aspetti fondamentali: due orientati verso il mondo esteriore e uno, il più enigmatico e trascurato, rivolto verso l'interiorità dell'individuo.
Quest'ultimo aspetto rappresenta il nucleo del lavoro su di sé e riguarda la possibilità della trasmutazione del seme sessuale, sia maschile che femminile, in una materia vibratoriamente superiore che funge da fondamento per il rivestimento del corpo astrale, ovvero quella struttura energetica che, secondo antiche tradizioni e insegnamenti esoterici come quelli di Gurdjieff, è l'unica parte capace di sopravvivere alla decomposizione del corpo fisico.
L’unica reale possibilità di sopravvivenza post-mortem risiede nella rarissima trasmutazione e successiva cristallizzazione tramite saturazione del seme sessuale — maschile o femminile — operata attraverso un rigoroso lavoro interiore.
Tale via si oppone radicalmente alla riproduzione biologica, dove agiamo come servi inconsapevoli della Natura: schiavi di un meccanismo utile solo alla Terra e alla Luna che, dopo averci sfruttato, ci ridurranno a mero concime (o 'm***a', citando Gurdjieff) per nutrire le nuove forme di vita.
Gurdjieff definiva l'essere umano meccanico "m***a" proprio per metterlo brutalmente di fronte alla propria realtà. L'intento era che lo shock di tale visione e la consapevolezza di un destino automatico potessero indurlo a un sussulto di lucidità; un istante di risveglio, forse indelebile, da utilizzare come spinta per intraprendere un reale lavoro interiore. Questo processo di raffinamento alchemico non è una pratica standardizzata né un esercizio collettivo, ma un lavoro personale estremamente specifico, legato indissolubilmente al tipo psicofisico di appartenenza, e proprio per questa sua natura intrinseca non esiste una ricetta universale o una pratica generale per la trasmutazione.
Bisogna comprendere profondamente che questo aspetto interiore non richiede necessariamente la presenza del sesso opposto, poiché il laboratorio è dentro il singolo individuo, eppure la polarità opposta non è neutrale in questo scenario.
Se un partner lavora coscientemente su di sé, può agire come un catalizzatore potente capace di accelerare drasticamente il processo di trasmutazione, fornendo quella tensione necessaria al salto d'ottava energetico; tuttavia, se mancano la consapevolezza e la direzione, il sesso opposto può trasformarsi in un freno paralizzante o, peggio, in un fattore di deviazione che disperde l'energia accumulata in canali degradati. Esiste qui una legge di proporzionalità inversa per cui più grande è il potenziale di una forza, più catastrofici saranno i risultati se tale forza viene gestita male o lasciata alla meccanicità, esattamente come accade con l'energia atomica, la quale può illuminare intere città o cancellarle dalla faccia della terra in un istante a seconda della volontà che ne dirige il flusso. Parallelamente a questo lavoro interiore, la funzione sessuale si esprime anche in due modi esteriori, il primo dei quali è la riproduzione della specie, un processo meccanico e biologico finalizzato alla continuazione della vita organica sulla Terra.
Un processo che dovrebbe essere svolto in modo altrettanto cosciente, ma sulla Terra non vi sono i presupposti evolutivi per una tale cosa, in quanto il pianeta stesso è giovane e quindi poco evoluto in termini relativi ai tempi cosmici. Per questa ragione l'evoluzione interiore è possibile solo per pochissimi individui. Nell'epoca cosmica attuale della Terra, non può essere altrimenti. Chi sogna oggi un risveglio in massa dell'umanità è ignorante di leggi esoteriche. Non sa nulla, non comprende nulla... sogna e basta. Sogna su basi false.
In questo contesto, spogliato dalle narrazioni romantiche, l'approccio di maestri come Gurdjieff appare provocatorio ma essenzialmente onesto quando definisce il seme sessuale come "m***a", riferendosi esclusivamente alla sua funzione esteriore di espulsione e alla sua natura materiale grezza nel momento in cui viene trattato come uno scarto del metabolismo organico. Questo non è un insulto, ma un approccio di tipo medico, privo delle immaginazioni emozionali che solitamente velano la realtà dei fatti biologici, e se osserviamo la natura senza il filtro del pregiudizio umano, troviamo conferme continue di questa cruda verità. L'esempio più lampante è quello dello scarabeo stercorario, un protagonista assoluto dell'onestà biologica, dove il maschio modella con precisione una pallina di sterco e la rotola con una fatica immane non per un vezzo estetico, ma per dimostrare alla femmina la propria forza, la propria abilità e la qualità della sua fibra motoria. Se la femmina è colpita dalla prova di abilità, si unisce a lui nel rotolamento o lo segue, instaurando una collaborazione che culmina nel sotterramento della pallina, all'interno della quale verranno deposte le uova. Qui lo sterco non è visto come qualcosa di disgustoso, ma come un ambiente protetto a temperatura costante e come il nutrimento primario per le larve che nasceranno, a dimostrazione di come la materia organica di scarto sia il mattone fondamentale della vita.
Similmente, l'uccello giardiniere, o Bowerbird, costruisce strutture architettoniche incredibili chiamate "bower" per attirare le femmine, utilizzando bacche, carbone o persino escrementi per creare una sorta di pittura nuziale o per decorare l'ingresso del nido, segnalando la propria presenza e il proprio valore genetico attraverso l'uso di ciò che noi definiremmo scarto. Persino la Mosca dell'Erba Medica, la Sepsis punctum, vede i maschi radunarsi sulle feci bovine fresche a combattere per il territorio, mentre le femmine vi accorrono perché quello sterco è il luogo ideale dove deporre le uova immediatamente dopo la fecondazione, chiudendo un cerchio in cui vita e materia fecale si intrecciano senza ipocrisia. Il contrasto con l'essere umano è stridente, poiché l'uomo vive in una menzogna perenne, nascondendo dietro migliaia di pretesti psicologici e culturali il semplice desiderio sessuale e la necessità biologica di espulsione. Invece di riconoscere l'aspetto meccanico della faccenda, l'umano spaccia per "amore" o per "affinità spirituale" quella che spesso è solo una ricerca di un "gabinetto reciproco" per l'espulsione del seme. Questa è la vera "m***a" psicologica: la menzogna che trasforma un bisogno fisiologico in un valore materiale o in una moneta di scambio affettiva, promettendo oro dove c'è solo biologia. Non è la sostanza in sé a essere problematica, poiché il seme nella sua funzione esteriore è una secrezione del corpo come lo sono il muco, l'urina o le feci, ovvero prodotti che l'organismo deve gestire secondo le proprie necessità.
La pericolosità risiede nella meccanicità non cosciente, in quel sonno della coscienza che spinge le persone a invitarsi a cena, al cinema o a prendere un caffè usando queste scuse come maschere per nascondere l'urgenza di usare l'altro per liberarsi di un surplus energetico e materiale. Questo ci porta al secondo aspetto esteriore della funzione sessuale: l'espulsione di quel surplus di seme che non viene utilizzato per la riproduzione e che, allo stesso tempo, l'individuo non è in grado di trasmutare in materia sottile per il corpo astrale attraverso un lavoro cosciente.
Secondo l'onnipresente legge dell'ottava, questa materia/energia residua che non trova una via di ascesa verso l'evoluzione superiore non può rimanere stagnante, ma è costretta dalla natura stessa a involvere, trasformandosi in veleni tossici che intossicano sia l'organismo fisico che la sfera psichica. Se questo surplus non viene espulso, esso decade e dà origine a una serie di malattie, tensioni nervose e squilibri mentali, rendendo l'espulsione una necessità igienica fondamentale per chi vive in uno stato di meccanicità.
Comprendere questa tripartizione significa dunque distinguere tra la sacralità potenziale del lavoro interiore di trasmutazione, la necessità biologica della riproduzione e l'umiltà della funzione di scarico, smettendo finalmente di coprire con la vernice del romanticismo una realtà organica che, se ignorata o negata, diventa la prigione stessa dell'anima.
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2026 © Egidio Maria Bruno Presta