Alberto Vignali Psicoterapeuta

Alberto Vignali Psicoterapeuta Terapia individuale e di coppia per adolescenti e adulti con disturbi d'ansia, umore, personalità

Sabato sera di formazione con   sul tema: "come stare in relazione con gli  ".Provocatorio, simpatico, forse un po' trop...
22/02/2026

Sabato sera di formazione con sul tema: "come stare in relazione con gli ".
Provocatorio, simpatico, forse un po' troppo rapido nei collegamenti.
Il succo: gli adulti hanno promesso ascolto agli adolescenti ma in cambio che questi siano felici, e così ne hanno represso , e .

19/02/2026

Le conseguenze dell'amore (2004), Paolo Sorrentino

La   sta nelle cose semplici.
19/02/2026

La sta nelle cose semplici.

🗣️ Eden Hazard: “La mia vita è abbastanza semplice, sto a casa e mi godo le cose semplici con mia moglie e i miei figli, che accompagno in giro. Ora sono più un tassista che un calciatore. Vedo la mia vita come quella di un nonno felice, con i capelli bianchi, circondato dai miei figli. Questa è la vita che voglio.”

18/02/2026
17/02/2026

VUOI SALVARE LA SALUTE MENTALE DI UN ADOLESCENTE? FAGLI LEGGERE QUESTO POST

Se siete genitori, docenti o educatori prendetevi il tempo di leggere questo post. E’ lungo, ma può aiutarvi a comprendere aspetti di importanza fondamentale per la salute mentale dei vostri figli e studenti.

Meta e il mondo dei social media in questo momento, negli Stati Uniti, devono rispondere – davanti ai giudici – di aver deliberatamente esposto minorenni ad un ambiente tossico, che ha concretamente minato la salute mentale di preadolescenti e adolescenti. Le famiglie che si sono costituite in class action contro le multinazionali del digitale sono al tempo stesso eroiche e consapevoli. Eroiche perché la loro è la battaglia di Davide contro il gigante Golia. Consapevoli perché nella loro famiglia c’è stato un figlio che ha avuto un problema di salute mentale molto impattante che, in alcuni casi, ha portato anche al suicidio del minore stesso. Im questi giorni, di fronte alla sede del tribunale statunitense dove si svolge il processo contro i social media, è stata allestita una sorta di “camera mortuaria” con le immagini di ragazzi e ragazze la cui traiettoria di vita e di crescita è cambiata dopo essere entrati nel mondo dei social media e poi si è interrotta, perché ciò che stava accadendo nelle loro vite online era incompatibile con la loro capacità di sopravvivervi nella vita reale.

Dal punto di vista della sanità pubblica ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è di importanza fondamentale. La correlazione tra ingresso precoce e intenso in un social media e salute mentale in età evolutiva è fortissima e ben dimostrata dall’epidemiologia comportamentale e clinica dell’età evolutiva. Il tema portante di questo dibattito è la “consapevolezza” che le multinazionali hanno del loro approccio verso i nostri figli: ovvero il danno arrecato alla loro salute mentale non è il risultato del caso, ma la conseguenza di un disegno strategico, realizzato a scopo di profitto, per cui i grandi designer delle piattaforme digitali sapendo quanto fragile è la capacità della mente preadolescente di resistere all’ingaggio dopaminergico (ovvero all’effetto prodotto dalla produzione di dopamina nella nostra mente conseguente ad uno stimolo che produce gratificazione istantanea) hanno deciso di sfruttarlo in modo deliberato per ottenere maggiori profitti. La stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco quando avevano addizionato il contenuto delle si*****te con sostanze chimiche che ne aumentavano il potere additivo, obbligando i fumatori a comprare sempre più tabacco.

Oggi molti specialisti della mente sentono che finalmente si attribuisce una responsabilità oggettiva a chi ha sfruttato il funzionamento mentale in età evolutiva e la sua vulnerabilità solo ed esclusivamente a scopo di profitto, disinteressandosi del danno prodotto sull’utente finale. Altri specialisti della mente invece continuano a dire che è tutta colpa di noi genitori che non sappiamo gestire l’accesso al mondo online dei nostri figli. Vi propongo questa immagine: immaginate che il cervello dei nostri figli sia un pezzetto di ferro. Immaginate che nel mondo, un grande dittatore decida di generare un campo magnetico potentissimo che ha il potere di spostare i pezzetti di ferro (ovvero i cervelli dei nostri figli) verso di sé. Quel campo magnetico agisce dappertutto: a scuola, a casa , in camera da letto, fuori nelle strade della comunità. Ora dite ai genitori che loro devono blindare ogni singolo locale e spazio di vita dei loro figli per garantirne una buona crescita. Se non ne sono capaci, la responsabilità dei danni prodotti dal campo magnetico è loro, non di chi lo ha collocato al centro del mondo, allontanando quel “cervello/pezzetto di ferro” da tutte le altre traiettorie di vita.

Forse è arrivato il tempo di attribuire a chi ha prodotto il campo magnetico la sua responsabilità oggettive, di togliere quel campo magnetico dal mondo e di chiedere di pagare il conto dei danni prodotti. Il processo contro i social media negli Stati Uniti sta facendo comprendere tutto questo. E tutti noi dovremmo seguirlo col fiato sospeso. Perché dal suo esito dipende la salute mentale dei nostri figli di oggi e di domani. Sono così stanco di sentire che è tutta colpa di noi genitori. E ho letto addirittura che c’è chi spera che vinca Meta, perché sarebbe la cosa migliore per i nostri figli e per noi genitori. No, io non ci sto.

E spero che questo testo lo rendiate virale il più possibile. Perché sarà certamente penalizzato dall’algoritmo che non ha mai premiato questo genere di contenuti. Spero anche che domani venga letto a scuola da più docenti possibili ai loro studenti. Magari cominciando ad interessarli al processo contro i social media.

Questa sarebbe davvero l’educazione digitale che oggi serve a loro. Un’educazione digitale che gli insegni che i loro cervelli sono molto più che un pezzettino di ferro.

17/02/2026

La grande bellezza, 2013 - diretto da .

13/02/2026

A dicembre 2025 Araujo si è preso una sorta di congedo dal Barcellona ed è andato in ritiro spirituale a Gerusalemme.
Nessuno conosceva i motivi precisi ma era facilmente intuibile che un giocatore che molla tutto per prendersi una pausa a stagione in corso non se la passasse affatto bene.

Dopo il gol segnato contro l’Albacete che ha permesso al Barcellona di andare in semifinale di Copa del Rey si è aperto sul periodo difficile che ha affrontato, raccontando come l’aver trascurato l’ansia di cui soffriva da un po’ lo ha portato alla depressione.

Oggi sempre più atleti parlano dell’importanza di fermarsi e chiedere aiuto quanto sentiamo di essere arrivati al limite, un concetto che fino a qualche tempo fa sembrava assurdo, soprattutto in una società dove fermarsi e pensare a sé ti etichetta automaticamente come fannullone o uno che non ha cercato abbastanza soluzioni per risollevarsi.

Per questo, le parole di un personaggio come Araujo, che possono arrivare a milioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, sono importanti e mai, mai scontate.

Sulla strada del ritorno verso casa...
11/02/2026

Sulla strada del ritorno verso casa...

Riesco a comprendere che un genitore con gravi problemi psichici possa essere violento, anche fino a uccidere un figlio....
11/02/2026

Riesco a comprendere che un genitore con gravi problemi psichici possa essere violento, anche fino a uccidere un figlio. Mi risulta difficile comprendere come possa tentare di nascondere la verità.

La madre ha detto che la figlia era caduta dalle scale qualche giorno fa ma la prima ispezione del medico legale sul ca****re di una bimba di soli due anni, morta a Bordighera, avrebbe smentito quella versione dei fatti e la donna è stata arrestata per omicidio preterintenzionale.

Il corpicino della bambina era coperto di lividi, che secondo il medico legale, “sono stati colpi volontari, alcuni dei quali procurati con oggetti contundenti”.

Leggi l’articolo completo su RaiNews.it

11/02/2026

Un'altra storia di abusi sessuali consumati dentro le mura familiari.
Un'altra storia che non dovrebbe mai essere letta, e che invece continua a ripetersi con una precisione spaventosa.
Parliamo di una bambina.
Di una figlia.
Di un padre che, per anni, ha abusato sessualmente di lei, approfittando della posizione di potere assoluto che solo un genitore può avere su un minore. Non un episodio isolato, ma una violenza sistematica, iniziata quando la vittima era ancora piccolissima e protratta nel tempo, nel silenzio e nella paura.
La vicenda è emersa solo dopo unmalore improvviso. Forti dolori addominali.
Il pronto soccorso. Gli accertamenti clinici.
E li, davanti ai referti, la verità: la bambina era incinta.
Non ha parlato prima.
Non perché non soffrisse.
Ma perché i bambini abusati raramente denunciano: si adattano per sopravvivere.
Vengono confusi, manipolati, "circuiti", come ricostruiscono gli inquirenti. Prima la seduzione, poi la coercizione. Prima il confine che si sposta, poi la violenza vera e propria.
Palpeggiamenti, rapporti sessuali ripetuti, un corpo trattato come oggetto da chi avrebbe dovuto proteggerlo.

Le indagini della Squadra Mobile hanno ricostruito anni di abusi.
Anni in cui quella bambina ha vissuto una doppia prigionia: quella fisica e quella psicologica.
Perché quando l'abusante è il padre, il trauma non è solo sessuale. È relazionale, identitario, profondo.
L'amore viene contaminato. La fiducia distrutta. La realtà diventa confusa.
L'uomo è stato arrestato nelle scorse ore. Un atto dovuto. Necessario. Ma che arriva dopo anni.
Purtroppo la violenza sui minori non è sempre visibile, non è sempre rumorosa, non è sempre riconoscibile. Spesso vive nella normalità apparente, nelle case "come le altre"..

Sto tornando... Lo studio di Rimini riapre giovedì 12 febbraio.
10/02/2026

Sto tornando... Lo studio di Rimini riapre giovedì 12 febbraio.

Indirizzo

Via Covignano 215 Rimini
Rimini
47921

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 20:30
Martedì 09:30 - 20:30
Mercoledì 09:30 - 20:30
Giovedì 09:30 - 20:30
Venerdì 09:30 - 20:30
Sabato 09:00 - 14:00

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