gi.anto Studio Olistico

gi.anto Studio Olistico Trattamenti e consulenze di naturopatia
Percorsi di crescita personale,
alimentazione naturale
consulenze di floriterapia .

24/04/2026
Ti sei mai soffermato/a a capire che cosa significa davvero nutrire, nutrimento?Molto spesso, nell’essere umano, il nutr...
24/04/2026

Ti sei mai soffermato/a a capire che cosa significa davvero nutrire, nutrimento?

Molto spesso, nell’essere umano, il nutrimento viene associato solo a qualcosa che deve entrare da fuori per colmare un vuoto.
Un cibo.
Un dolce.
Un acquisto.
Una risposta.
Una presenza.

Quasi come se nutrirsi significasse soltanto riempire una mancanza.

E senza accorgercene, nella routine di ogni giorno, impariamo a cercare sempre lì.
In qualcosa che si prende.
In qualcosa che si consuma.
In qualcosa che per un attimo ci fa sentire pieni/e.

Ma il più delle volte non ci fermiamo a vedere che esiste un nutrimento molto più sottile, e forse anche più vero, che spesso passa davanti a noi e non viene riconosciuto.

Perché non tutto ciò che nutre entra dalla bocca.
Non tutto ciò che nutre si compra.
Non tutto ciò che nutre si vede con gli occhi.

A volte il nutrimento arriva in modi così semplici che la mente li considera piccoli.

Una parola detta al momento giusto.
Uno sguardo che ti fa sentire visto/a.
Il profumo dell’aria mentre respiri profondamente.
Un fiore osservato per un istante in silenzio.
Una condivisione sincera.
Un lavoro fatto con presenza.
Una lettura che apre qualcosa dentro.
Un passo del Vangelo.
Un libro sacro.
Un momento in cui senti che qualcosa dentro di te si è fermato.

Ed è proprio lì che spesso non ci rendiamo conto di ciò che sta accadendo.

Perché siamo abituati/e a riconoscere il nutrimento solo quando riempie,
ma non quando trasforma.

Eppure esiste un nutrimento che non riempie il corpo,
ma alleggerisce il cuore.

Un nutrimento che non soddisfa solo un bisogno del momento,
ma tocca una parte più profonda di noi.

Se per un attimo spostassimo lo sguardo,
se uscissimo dall’abitudine di cercare solo fuori,
forse inizieremmo a vedere che la vita ci sta nutrendo continuamente,
in modi silenziosi, semplici, quasi invisibili.

Il punto è che spesso non manca il nutrimento.

Manca la presenza per accorgercene.

E forse il vero cambiamento inizia proprio lì:
quando smetti di cercare solo ciò che riempie
e inizi a riconoscere ciò che, in silenzio, ti sta già nutrendo da dentro.

E tu, ti sei mai chiesto/a in che modo ti nutri davvero?

Antonella Giandomenico, naturopata

CHIUDI GLI OCCHI E ASCOLTA… PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE? Nel mio studio, capita sempre più spesso di osservare una difficolt...
23/04/2026

CHIUDI GLI OCCHI E ASCOLTA… PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE?

Nel mio studio, capita sempre più spesso di osservare una difficoltà comune ma profonda: stare con gli occhi chiusi 🙈.

Durante le prime sedute, invito la persona a fermarsi un attimo, a respirare , a chiudere gli occhi e semplicemente ad ascoltarsi.
Un invito che può sembrare banale, ma che in realtà porta alla luce una tensione spesso nascosta: la difficoltà a lasciare andare il controllo .

Chiudere gli occhi significa, simbolicamente, fidarsi .
Fidarsi dello spazio, della relazione, di ciò che può emergere da dentro.
Ma per molti, questo gesto è fonte di disagio 😟.
C’è chi apre gli occhi subito dopo, chi fatica a rimanere, chi li tiene chiusi solo “di facciata” ma senza davvero esserci.

E questo è comprensibile. Viviamo in un mondo che ci abitua a rimanere sempre all’erta ⚡, sempre pronti, sempre vigili.

Tuttavia, senza questo passaggio, l’ascolto autentico del corpo si fa più difficile .
Gli occhi aperti tengono il sistema nervoso proiettato all’esterno .

Ma il corpo si sente dall’interno .
È lì che vivono le emozioni, i segnali sottili, le tensioni, i messaggi che spesso ignoriamo.

Quando restiamo in contatto con ciò che si muove (e non si muove) dentro di noi, iniziamo davvero a conoscerci .

Per questo, nei miei incontri, torno spesso a quel gesto semplice ma potente:
“Chiudi gli occhi, e resta. Non per isolarti dal mondo, ma per tornare a te.”

Un piccolo gesto, una grande possibilità di ritrovarsi.

Antonella Giandomenico, naturopata 🌿

Oggi, 22 aprile, celebriamo la Giornata della Terra.Ma più che una celebrazione, dovrebbe essere un momento di profonda ...
22/04/2026

Oggi, 22 aprile, celebriamo la Giornata della Terra.
Ma più che una celebrazione, dovrebbe essere un momento di profonda riflessione.

La Terra ci ospita, ci nutre, ci sostiene ogni giorno, donandoci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere. Ci offre l’acqua per dissetarci, i frutti per nutrirci, l’aria per respirare. Gesti semplici, essenziali, che spesso diamo per scontati, ma senza i quali non potremmo esistere. Eppure, l’essere umano si è progressivamente allontanato da questo equilibrio naturale, rompendo quell’armonia che un tempo esisteva tra uomo, ambiente e animale.

Oggi assistiamo a un mondo che sembra andare nella direzione opposta: sfruttamento intensivo, inquinamento, distruzione. Foreste abbattute, oceani invasi dalla plastica, città sommerse dai rifiuti. La Terra, che dovrebbe essere casa, sta diventando un enorme contenitore di scarti.

Mi chiedo: perché?

Forse perché ci siamo convinti di essere al centro di tutto, di essere la forma di vita più importante. Ma se facciamo un passo indietro, possiamo ricordare che un tempo esisteva rispetto. Esisteva connessione. Esisteva consapevolezza.

Come naturopata, sento profondamente questa frattura. E oggi vi invito a fermarvi un attimo, a portare attenzione alle vostre scelte quotidiane.

Le scelte alimentari, ad esempio, hanno un impatto enorme sull’ambiente. Così come i prodotti che utilizziamo per l’igiene personale e la pulizia della casa. Oggi abbiamo la possibilità concreta di scegliere alternative più sostenibili, meno impattanti.

Possiamo muoverci di più a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Possiamo ridurre l’uso della plastica, preferendo borracce e oggetti riutilizzabili. Possiamo evitare il monouso e imparare davvero a riciclare.

Piccoli gesti, sì. Ma necessari.

La Terra è un dono prezioso.
E se continuiamo a ignorarlo, rischiamo di perdere tutto ciò che la rende così straordinaria: i paesaggi, i tramonti, la bellezza autentica che ci circonda.

Oggi non limitiamoci a celebrare.
Iniziamo a prendercene cura. 🌍

Un invito concreto alla consapevolezza e alla responsabilità ambientale, oggi e ogni giorno.

Antonella Giandomenico
Naturopata

21/04/2026

Fermati un secondo:
dove sta la tua lingua?
Metti un like 👍e ti spiego perché

21/04/2026

Oggi vi porto una conoscenza che forse per qualcuno è già familiare, ma non del tutto consapevole 🌿

Molti di noi utilizzano i rimedi floreali, ma non sempre sanno che li abbiamo proprio davanti agli occhi, ogni giorno.
Li incontriamo durante una passeggiata, nei prati, nei giardini… li vediamo da sempre, ma senza sapere davvero cosa rappresentano.

Edward Bach il fondatore dei rimedi floreali, ha osservato profondamente la natura e ha riconosciuto in 38 fiori quelle qualità capaci di sostenerci nei momenti di squilibrio, soprattutto a livello emozionale.

E questo weekend, semplicemente camminando, mi sono imbattuta in due di questi rimedi.
Due presenze che mi hanno invitata a fermarmi, osservare, meravigliarmi.

Camminando senza fretta, è possibile incontrarli davvero.
È come se chiedessero uno sguardo più attento, una presenza diversa.
Soffermarsi, avvicinarsi, osservare come si esprimono.

In un tempo in cui tutto scorre veloce, la natura ci mostra anche altro:
quando l’energia è pronta, quando tutto è maturo… si manifesta. Senza sforzo.

Il primo incontro è stato con White Chestnut, l’ippocastano bianco.
Osservando i suoi fiori da vicino, sembrano piccole lanterne accese: ordinate, eleganti, luminose, proprio come le descrive Bach.
È un fiore che parla alla mente quando è sovraccarica, quando i pensieri diventano ripetitivi e incessanti.
White Chestnut ci accompagna verso uno spazio di quiete interiore, aiutandoci a ritrovare chiarezza e silenzio mentale.

Poi, poco più avanti, mi sono trovata davanti a distese di Rock Rose.
Quei piccoli fiori gialli che tanti di noi hanno già visto, magari senza sapere cosa racchiudono.
Un’energia diversa: immediata, viva, solare.

Rock Rose è il rimedio del coraggio.
Ci sostiene quando la paura prende il sopravvento, quando la mente si blocca e perdiamo lucidità.
È come una luce improvvisa che riattiva presenza, forza e capacità di agire.

E tu?
Ti sei mai imbattuto in uno di questi fiori durante una passeggiata?

Li conoscevi già come rimedi floreali?
Oppure li hai sempre visti senza sapere il loro “messaggio”?

Se utilizzi i fiori di Bach, ce n’è uno che senti più vicino in questo momento?
Sono curiosa di leggerti 🌼

Antonella Giandomedico Naturopata

E tu, hai mai osservato davvero i tuoi piedi?Non solo per estetica, ma con attenzione…hai mai notato se alcune zone sono...
20/04/2026

E tu, hai mai osservato davvero i tuoi piedi?

Non solo per estetica, ma con attenzione…
hai mai notato se alcune zone sono più rosse, più tese, più sensibili?
Hai mai osservato la forma delle dita, eventuali calli, piccoli cambiamenti della pelle o delle unghie?

I piedi sono il nostro contatto con la terra.
Raccontano il nostro modo di stare nel mondo, di muoverci, di adattarci.

E tu, hai mai provato una seduta di riflessologia plantare?

Durante una seduta, nulla è casuale.
L’osservazione è profonda: forma, colore, temperatura, consistenza dei tessuti, sensibilità.
Ogni dettaglio può essere un’informazione.

Quando la pelle si addensa o una zona risulta più tesa, spesso è il segnale di una tensione che nel tempo si è strutturata.
Il corpo registra, si adatta, lascia tracce.

In una visione integrata, ispirata anche alla medicina tradizionale cinese, il corpo riflette non solo lo stato fisico, ma anche quello emotivo ed energetico.
Ogni squilibrio lascia una traccia.
Ogni tensione racconta qualcosa.

Durante il trattamento, il tocco è delicato, rispettoso.
Si ascolta il corpo e si accoglie la persona nella sua interezza.

A volte, lavorando su alcune aree — come quella del diaframma — possono emergere emozioni, sensazioni profonde, o semplicemente un bisogno di lasciar andare.
Altre volte è proprio la persona che, sentendo un punto più sensibile, inizia a raccontarsi.

È un dialogo sottile tra corpo, mente ed energia.

Il piede diventa così una mappa viva, personale, in continua evoluzione.

Il corpo non mente.
Sta a noi imparare ad ascoltarlo.

Antonella Giandomenico
Naturopata 349 790 7968

Ci sono legami che il tempo non consuma, ma affina.Oggi, in un “temuto” venerdì 17, ho vissuto qualcosa di profondamente...
17/04/2026

Ci sono legami che il tempo non consuma, ma affina.

Oggi, in un “temuto” venerdì 17, ho vissuto qualcosa di profondamente bello: ritrovarsi dopo vent’anni e scoprire che, in fondo, non ci si è mai davvero lasciati. Due ore che hanno racchiuso una vita intera: risate, racconti, un abbraccio interminabile che è stato riconoscerci, emozioni che scorrono come allora.

È sorprendente come certe amicizie sappiano resistere a tutto: alla distanza, ai cambiamenti, alle strade diverse. Cresciamo, cambiamo, attraversiamo tempeste e conquiste… eppure, quando ci si rincontra, quel filo invisibile è ancora lì. Intatto. Vivo.

L’amicizia vera non ha bisogno di presenza costante, ma di autenticità. Si nutre di rispetto, di ascolto, di quella semplicità rara che permette di essere sé stessi, senza filtri. E quando torna, riempie. Nutre. Spiazza.

Forse è proprio questo il suo valore più grande: ricordarci chi siamo stati, accogliere chi siamo diventati e lasciarci andare con la promessa — questa volta — di non aspettare altri vent’anni.

A volte basta poco: un incontro, uno sguardo, un abbraccio. E tutto torna a casa.

A presto e grazie, Vale.

Non tutte le emozioni sono facili da vivere…ma ognuna ha qualcosa da raccontare.Anche quelle che vorremmo evitare merita...
17/04/2026

Non tutte le emozioni sono facili da vivere…
ma ognuna ha qualcosa da raccontare.

Anche quelle che vorremmo evitare meritano spazio, ascolto e rispetto.

Oggi fermati un attimo:
quale emozione è presente dentro di te?

Se ti va, scrivila nei commenti 💬

Antonella Giandomenico
Naturopata

Ti sei mai accorta di come stai respirando durante la giornata?Magari mentre lavori, mentre sei di fretta o mentre hai m...
15/04/2026

Ti sei mai accorta di come stai respirando durante la giornata?

Magari mentre lavori, mentre sei di fretta o mentre hai mille pensieri… il respiro diventa corto, veloce, alto. Si muove il petto, ma la pancia resta ferma.

Succede spesso quando siamo sotto stress.
Ed è proprio lì che il corpo cambia modalità.

Quando il respiro resta “in alto”, il sistema nervoso entra in allerta. È come se ricevesse continuamente il messaggio: “non è il momento di rilassarsi”.

In questo stato, tutto ciò che riguarda il “ricevere” rallenta:
– la digestione diventa più faticosa
– può comparire gonfiore o pesantezza
– il reflusso si fa sentire più facilmente
– la mente è più confusa, meno lucida
– il corpo si irrigidisce, soprattutto nella zona lombare, nello psoas e nella parte alta come spalle e trapezi

Questo perché lo stress tende ad aumentare il tono muscolare: alcuni muscoli, come lo psoas, possono restare più contratti del necessario, contribuendo a quella sensazione di tensione profonda.

Anche il sistema linfatico, che ha bisogno del movimento del diaframma per funzionare al meglio, può rallentare.

C’è un protagonista fondamentale in tutto questo: il nervo vago.

Il nervo vago fa parte del sistema che aiuta il corpo a passare dalla modalità di allerta a quella di calma.
Più che un interruttore acceso/spento, è una questione di equilibrio: quando il suo “tono” è buono, il corpo riesce più facilmente a rilassarsi, digerire e ritrovare una sensazione di stabilità interna.

Quando invece viviamo a lungo sotto stress, questo equilibrio si riduce: il corpo resta più facilmente in difesa, e tante funzioni rallentano.

La buona notizia è che il respiro può influenzare tutto questo.

Prova un attimo.

Metti una mano sul petto e una sulla pancia, poi fai un respiro lento.
Quale delle due si muove di più?

Se si muove soprattutto il petto, è possibile che il tuo corpo sia più spesso in uno stato di attivazione di quanto immagini.

È proprio da qui che inizio spesso nei percorsi: dal respiro.
Perché quando il respiro cambia, il corpo risponde. E il benessere si fa sentire, in modo reale e concreto.

Ti capita di sentirti gonfia, contratta, con poca energia o la mente affollata?
Ti riconosci in questo modo di respirare?

Se senti che il tuo corpo ti sta chiedendo qualcosa di diverso, puoi scrivermi.
A volte il primo passo è semplicemente tornare a respirare davvero.

Antonella Giandomenico, naturopata

La pancia non va corretta, ma va capita.Viviamo in una società che, soprattutto per il corpo femminile, impone un ideale...
14/04/2026

La pancia non va corretta, ma va capita.

Viviamo in una società che, soprattutto per il corpo femminile, impone un ideale rigido: una pancia piatta, immobile, silenziosa. Una pancia che non deve avere forme, non deve espandersi, non deve “dire” nulla. E così impariamo a trattarla con severità: la contraiamo, tratteniamo il respiro, la nascondiamo sotto abiti che stringono, la giudichiamo ogni giorno.

Ma la pancia non è un errore da correggere.

È un centro vivo, in continuo movimento, che accompagna tutte le fasi della vita di una donna. Cambia nell’adolescenza, quando il corpo si trasforma. Cambia nella gravidanza e nel post gravidanza. Cambia nel ciclo, nel premestruo, nella menopausa. Ogni forma che assume è un’espressione, non un difetto.

E se invece di zittirla iniziassimo ad ascoltarla?

Perché spesso quella tensione, quel gonfiore, quella rigidità… sono messaggi. Parlano di emozioni trattenute, di ritmi non rispettati, di bisogni ignorati. Ma per comprenderli serve un cambio di approccio: meno controllo, meno durezza, più ascolto.

Entrare in relazione con la propria pancia significa chiedersi:
cosa sto trattenendo?
cosa non sto lasciando fluire?
di cosa ho bisogno davvero?

È lì che inizia il vero lavoro.

Un lavoro fatto di consapevolezza, presenza e rispetto. Non di imposizione.

Il mio invito è questo: inizia a portare attenzione a questa parte del tuo corpo. Non per cambiarla, ma per capirla.

E se senti che è il momento di fare questo percorso con una guida … possiamo farlo insieme.

— Antonella Giandomenico, naturopata
📞 349 7907 968

Indirizzo

Via San Salvador, 108/b
Rimini
47922

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