Dott.ssa Giulia Bevilacqua

Dott.ssa Giulia Bevilacqua In seguito ho proseguito gli studi a Firenze, laureandomi nel 2022 in Scienze dell’Alimentazione.

Dietista-Biologa Nutrizionista
disponibile online o in presenza
mi occupo principalmente di:
*alimentazione intuitiva ed educazione alimentare
*disturbi gastrointestinali
*PSICO-NUTRIZIONE nell'ambito del progetto Movimentis La mia curiosità per il mondo della nutrizione nasce tra i muri del liceo classico, dove affrontavo i primi momenti di stress e ansia che mi avevano condotto inevitabilmente ad un cattivo rapporto con il cibo. Dalla necessità di risolvere un disquilibrio interno ed esterno che impattava su vari aspetti della mia vita, nasce quindi un percorso inizialmente profondo e personale, che mi ha portato a scoprire un mondo dalle mille sfaccettature irriducibili alla sola scienza dell’alimentazione. Affascinata inizialmente dagli aspetti curativi e clinici dell’alimentazione ho conseguito la laurea in Dietistica, nella pittoresca cittadina di Siena, che mi ha permesso di approfondire la dietetica classica ospedaliera applicata a varie patologie. Durante questo percorso ho maturato la passione per il Microbiota umano, un vero e proprio organo dalle mille sorprese e potenzialità, e ho deciso di approfondire questo tema in Svezia, partecipando a studi clinici di intervento ed elaborando infine la mia tesi di laurea.

03/04/2026

Si sente spesso dire “basta mangiare meno e muoversi di più” oppure “è tutta una questione di forza di volontà”

Il corpo diventa così una responsabilità dell’individuo e di conseguenza una colpa se non riesce ad omologarlo a quello indicato come “ideale” dalla società

👀Eppure non facciamo lo stesso discorso sul colore della nostra pelle, sulla forma degli occhi o del naso

spesso si è portati a credere che le persone con un corpo più generoso automaticamente abbiano uno stile di vita meno attivo o un’alimentazione abbondante e/o scorretta, ma non è affatto cosi: i nostri corpi sono tutti diversi

forme, peso e risposta agli stimoli esterni sono enormemente influenzati dalla genetica, dalla storia personale, dal quadro ormonale, dal contesto socioculurale in cui si cresce o si vive… tutto influisce e non possono essere fatte delle semplificazioni stigmatizzanti.

🌳Esiste un “peso naturale” o meglio un range di peso di equilibrio e benessere diverso per ognuno di noi, in cui il nostro sistema corpo-mente funziona al meglio: cercare di raggiungere un peso al di fuori di questo range attraverso diete restrittive porta conseguenze importanti dal punto di vista fisico e psicologico, che spesso portano ad un recupero del peso di partenza con gli interessi

Quando si parla di alimentazione (e non solo) una scelta di salute equivale ad una scelta volta a migliorare il benesser...
01/04/2026

Quando si parla di alimentazione (e non solo) una scelta di salute equivale ad una scelta volta a migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale nel qui ed ora

🍏Se mangio la mela mentre i miei colleghi stanno condividendo i biscotti portati per festeggiare un compleanno, e questo mi fa sentire frustrata, la mela in quel momento non è una scelta salutare

🍏Se mangio la mela e passo tutto il pomeriggio a tenere a bada la vocina che continua a chiedermi il biscotto facendomi spendere tante energie mentali, la mela in quel momento non è una scelta salutare

La salute non è un parametro assoluto ma estremamente variabile ed individuale per ciascuno nel dato momento…
Una scelta alimentare che è “di salute” oggi potrebbe non esserlo ugualmente domani

Alcune scelte che sembrano più salutari a lungo andare potrebbero portarci a peggiorare i nostri livelli di stress ed il nostro rapporto con il cibo✨

Mangiare per golosità non è un errore, ma una parte naturale e fisiologica del nostro rapporto con il ciboAl contrario d...
27/03/2026

Mangiare per golosità non è un errore, ma una parte naturale e fisiologica del nostro rapporto con il cibo

Al contrario di quanto si crede, il piacere non va evitato o meritato… è un componente fondamentale della nostra alimentazione: è proprio lui che ci aiuta ad autoregolarci e a rafforzare l’ascolto e la fiducia dei nostri segnali interni

Escludere il piacere dalla propria tavola può portare a
– sentirsi sempre insoddisfatti, anche dopo aver mangiato
– aumentare il desiderio per i cibi “proibiti”
– peggiorare il rapporto con il cibo, aumentando sensi di colpa e rigidità
– perdere il contatto con fame e sazietà

Attenzione: riscoprire il piacere di mangiare può non essere affatto facile per chi lo ha vissuto da sempre come un tabù o un’ostacolo ai risultati tanto attesi

🌸Approfondire questa tematica può accendere nuove consapevolezze e sgravarci da un continuo giudizio negativo verso noi stessi e dalla paura di non saperci controllare davanti a certi alimenti

Se ti dicessi che oggi è l’ultimo giorno in cui puoi mangiare biscotti… quanti ne mangeresti?Forse più del solito.E non ...
25/03/2026

Se ti dicessi che oggi è l’ultimo giorno in cui puoi mangiare biscotti… quanti ne mangeresti?
Forse più del solito.
E non per golosità o per mancanza di forza di volontà

Anche la sola percezione che qualcosa possa essere tolto, limitato o proibito, può contribuire a renderla più desiderabile e appetibile.
È un meccanismo naturale, non un difetto

La restrizione rende il bisogno di mangiare gli alimenti “proibiti” più urgente ed impellente: questo porta spesso ad esagerare in alcune occasioni come il “pasto libero” o prima dell’inizio di una nuova dieta restrittiva… o
ci rende incapaci di resistere davanti ad un certo cibo, tanto è che non possiamo neanche tenerlo in casa

Il problema non è il biscotto, né la forza di volontà o la golosità, ma il divieto categorico che ci auto-imponiamo

Darsi il permesso incondizionato di mangiare certi alimenti che riteniamo proibiti può spaventare, ma è uno dei primi passi per rendere quel cibo più NEUTRO, per togliergli quel potere che siamo soliti ad attribuirgli.
Spesso è un processo che richiede tempo e l’acquisizione di nuove consapevolezze

Sembra impossibile?
Se ti serve aiuto per migliorare il tuo rapporto con il cibo puoi fissare una chiamata conoscitiva gratuita🫂

21/03/2026

SALUTE
Una condizione di completo benessere fisico, psicologico e sociale, non solo l’assenza di malattia

Un concetto complesso, che va molto oltre al numero sulla bilancia o alla forza di volontà

Viviamo in un contesto socioculturale dove la salute è diventata un valore a cui tendere ed un’apparente responsabilità dell’individuo:
Peso, sonno, attività fisica, alimentazione tutti fattori che “dobbiamo/possiamo” controllare per “stare bene”

Ma se controllare tutto, calpestando l’ascolto e il rispetto del nostro corpo, della nostra genetica e dei nostri ritmi di vita ci allontanasse dalla salute?

Spesso ci scordiamo che la salute dipende da fattori psicologici e sociali, oltre che fisici ed individuali

Cercare continuamente di controllare il peso, lottare contro il proprio corpo, compromettere la propria serenità mentale nei confronti del cibo, non si può definire SALUTE: se un cambiamento fisico forzato comporta un peggioramento del nostro stato psicologico, allora c’è qualcosa che non torna.

Salute è un concetto estremamente individuale e poco standardizzabile: ognuno può ricercare una sua dimensione dinamica di salute

Allo stesso modo non esiste un peso ideale uguale per tutti: esiste un range di peso naturale ed estremamente soggettivo, sostenibile NEL TEMPO senza dover compromettere la nostra salute psicologica: è lì che il nostro organismo funziona e fiorisce al meglio, libero da controllo e restrizioni

La salute non è una responsabilità individuale, non è una scelta: possiamo fare scelte che la influenzano, ma queste scelte devono essere libere, basate sull’ascolto e sulla consapevolezza piuttosto che sull’imposizione e la discriminazione

È per questo che i percorsi non prescrittivi si rifiutano di ridurre la complessità della persona al peso, per dare spazio ad un autentica ricerca di benessere💜

18/03/2026

“Non dovevo mangiarlo”
“Sono troppo golosa”
“Non so controllarmi”
“non ho forza di volontà”
“come posso compensare”

Possono sembrare pensieri normali, automatici, ma sono il riflesso di un rapporto con il cibo conflittuale, costruito su regole, restrizioni e aspettative impossibil

Il controllo sul cibo finisce per assorbire tantissime energie, spazio mentale e serenità, che potrebbero essere dedicati ad altro

Riconoscere questi pensieri è il primo passo per liberartene e tornare a vivere l’alimentazione con equilibrio

16/03/2026

Spesso con l’arrivo della bella stagione cambia anche lo sguardo con cui ci rivolgiamo al nostro corpo

“Dovrei dimagrire.”
“Non sono pronta per la prova costume.”
“Devo rimettermi a dieta.”

Questo periodo dell’anno segna spesso anche l’inizio dell’ennesimo tentativo: la decisione di ricominciare una dieta, spesso con la sensazione di dover recuperare qualcosa, di dover
“rimediare”, di dover arrivare pronti a un traguardo invisibile
Come se il corpo dovesse essere corretto prima di poter essere mostrato..

La cura di sé non dovrebbe iniziare da una guerra contro il proprio corpo, ma dal tentativo di trovare un equilibrio dinamico, fatto di ascolto, flessibilità, comprensione e amore verso se stessi.

Pensi che l’ennesima dieta restrittiva potrebbe aiutarti in tutto ciò?

13/03/2026

🙋‍♀️Sono Giulia, sono una nutrizionista e non prescrivo più diete “classiche”

Questo perché credo fermamente che la dieta non possa rappresentare la risposta definitiva ad un aspetto cosi complesso come il rapporto con il cibo e con il corpo..

⚖️È così riduttivo parlare solo di macronutrienti e grammature, quando in gioco c’è il nostro benessere psicofisico
Anzi fossilizzarsi solo su questi aspetti spesso porta a peggiorare la situazione

…e guarda caso le diete continuano a non funzionare nel lungo periodo, e le persone si sentono colpevoli del fallimento del percorso..

In tutta risposta, c’è un altro modo per iniziare a vedere il cibo con un ottica totalmente diversa: lavorare su se stessi, sui propri comportamenti, sui propri automatismi, PRIMA di parlare di nutrizione in senso stretto.

🚫Se anche tu hai fatto mille diete, e l’unico risultato che hai ottenuto è stato peggiorare il tuo rapporto con il cibo e con il corpo, arrivando a sperimentare un senso di colpa e fallimento costante, o episodi di discontrollo: sei nel posto giusto❣️

🌸E quindi..Cosa aspettarsi da un percorso di alimentazione intuitiva?

📍non una dieta
📍non delle regole alimentari
📍non un elenco di cosa posso o non posso fare o mangiare

ma piuttosto:
📍una profonda comprensione e osservazione dell’origine del nostro comportamento alimentare, che spesso sentiamo di non riuscire a controllare
📍La sicurezza che nulla è proibito, che non esiste lo sgarro, o cibo giusto o sbagliato
📍La serenità di riscoprire e fidarsi dei propri segnali di fame e sazietà, e del piacere di mangiare come strumento principale di regolazione interna
📍E soprattutto il riscoprire un rapporto con il cibo sereno, privo di colpa e giudizio

🍝🍒Solo dopo si può parlare di educazione alimentare, solo dopo si può provare a cambiare qualche abitudine per migliorare il proprio stile di vita!

🌸Se anche tu sei incuriosito da questo approccio puoi prenotare una videochiamata conoscitiva gratuita e senza impegno🌸

🌿Lo Studio A piccoli Passi è lieto di presentare il corso di gruppo di Alimentazione Intuitiva in partenza ad Aprile 202...
11/03/2026

🌿Lo Studio A piccoli Passi è lieto di presentare il corso di gruppo di Alimentazione Intuitiva in partenza ad Aprile 2026, a cura della Dott.ssa Giulia Bevilacqua, dietista non prescrittiva

Dove si svolgerà?
Studio A piccoli passi, Via Santi 2, Soragna

A chi è dedicato?
A tutti coloro che desiderano comprendere e migliorare il proprio rapporto con il cibo, in uno spazio sicuro di scambio, ascolto e condivisione

Durante gli 8 incontri parleremo di:

✨Perché le diete falliscono? (e perché non è una questione di forza di volontà)
✨ regole alimentari: come influenzano il nostro modo di pensare e vivere il cibo
✨ le basi per una maggiore consapevolezza dei propri segnali di fame e sazietà
✨Cibo ed emozioni
✨Educazione alimentare gentile: tra inclusione e flessibilità
✨movimento consapevole: uno strumento di benessere

✨ Il primo incontro è gratuito e senza impegno.

📩 Per ricevere maggiori informazioni ed il programma completo puoi scrivermi in DM
📞 oppure al numero 351 3727469

“Senza regole alimentari ingrasserei a dismisura e mangerei schifezze tutto il giorno.”È una delle paure più comuni quan...
10/03/2026

“Senza regole alimentari ingrasserei a dismisura e mangerei schifezze tutto il giorno.”

È una delle paure più comuni quando si parla di lasciare andare il controllo sul cibo. Ci hanno insegnato che senza regole perderemmo completamente il controllo. Ma nella realtà succede spesso il contrario.

Più cerchiamo di controllare rigidamente cosa, quanto e quando mangiare, più aumentano le restrizioni mentali. E quando il corpo e la mente non riescono più a sostenerle, arriva il discontrollo: abbuffate, senso di colpa e la sensazione di aver “fallito”.

Il punto è questo: è proprio il controllo rigido ad alimentare il discontrollo.

Quando un alimento diventa “proibito”, acquista automaticamente più potere. Lo desideriamo di più, lo pensiamo di più e quando finalmente ce lo concediamo tendiamo a mangiarlo oltre il bisogno, perché inconsciamente temiamo che presto tornerà ad essere vietato.

Facciamo un esempio semplice.
Se mi dicessi che da domani posso mangiare pizza tutti i giorni, probabilmente all’inizio ne avrei molta voglia. Ma se davvero iniziassi a mangiarla ogni giorno, dopo un po’ perderebbe parte della sua “magia”. Diventerebbe un cibo come gli altri.

A livello di ascolto del corpo potrei iniziare a notare anche altro: magari mi accorgo che dopo diversi giorni mi viene più sete, o che ho semplicemente voglia di qualcosa di diverso, di più fresco o leggero. Non perché “devo”, ma perché il corpo cambia richiesta.

Quando il cibo smette di essere proibito, perde il suo potere. E piano piano diventa solo… cibo.
Qualcosa che possiamo scegliere, gustare e lasciare quando siamo soddisfatti.

Ed è proprio in questo spazio di fiducia che spesso nasce un’alimentazione molto più equilibrata di quella costruita sulle regole

Alcuni comportamenti alimentari restrittivi sono diventati così comuni da sembrare la “normalità”, così da rendere uno “...
06/03/2026

Alcuni comportamenti alimentari restrittivi sono diventati così comuni da sembrare la “normalità”, così da rendere uno “sgarro”, uno “strappo alla regola” o “un peccato di gola” ciò che è DAVVERO normale

Mangiare la pizza di mercoledì, fare colazione con dei biscotti, scegliere le verdure anche quando non si è a dieta, non costruire sempre pasti bilanciati...

Questi sono semplicemente modi normali di mangiare e vivere il cibo.
Quando iniziamo a etichettare continuamente gli alimenti come “giusti” o “sbagliati”, “puliti” o “sgarro”, rischiamo di perdere il contatto con la flessibilità che dovrebbe far parte della nostra alimentazione quotidiana

Normalizzare la varietà, l’imperfezione e la spontaneità nel modo di mangiare può essere un passo importante verso un rapporto più sereno con il cibo!

“Ho sgarrato”“Sono stata brava/o”“Me lo sono meritata/o”..Sono frasi che diciamo quasi in automatico, come se fossero ne...
03/03/2026

“Ho sgarrato”
“Sono stata brava/o”
“Me lo sono meritata/o”..
Sono frasi che diciamo quasi in automatico, come se fossero neutre e normali. In realtà non lo sono affatto e nascono da quella che viene chiamata cultura della dieta: un insieme di messaggi, valori e credenze che abbiamo interiorizzato fin da piccoli e che mettono la magrezza, il controllo e la restrizione su un piedistallo.

La cultura della dieta ci insegna che il corpo deve essere gestito, controllato, corretto. Ci insegna che esistono cibi “buoni” e cibi “cattivi”, che mangiare in un certo modo è sinonimo di disciplina e che uscire da quelle regole è un fallimento. In questo schema il cibo smette di essere solo nutrimento, piacere, convivialità: diventa una misura morale.

Così iniziamo a definire “sgarro” un semplice pasto diverso dal solito. Ci sentiamo “brave” quando resistiamo alla fame o quando mangiamo meno di quanto vorremmo. Pensiamo di “meritarci” qualcosa solo dopo aver fatto abbastanza, allenato abbastanza, sofferto abbastanza. Senza accorgercene, colleghiamo ciò che mangiamo a quanto pensiamo di valere.

Il problema non è la singola frase. È il sistema di significati che c’è sotto. È l’idea che il nostro comportamento alimentare possa renderci persone migliori o peggiori.

Mettere in discussione questi pensieri non significa smettere di prendersi cura di sé. Significa iniziare a separare il valore personale da ciò che c’è nel piatto. 💛

Indirizzo

Fontanelle Di Roccabianca
Roccabianca
43010

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