Dott.ssa Giulia Bevilacqua

Dott.ssa Giulia Bevilacqua In seguito ho proseguito gli studi a Firenze, laureandomi nel 2022 in Scienze dell’Alimentazione.

Dietista-Biologa Nutrizionista
disponibile online o in presenza
mi occupo principalmente di:
*alimentazione intuitiva ed educazione alimentare
*disturbi gastrointestinali
*PSICO-NUTRIZIONE nell'ambito del progetto Movimentis La mia curiosità per il mondo della nutrizione nasce tra i muri del liceo classico, dove affrontavo i primi momenti di stress e ansia che mi avevano condotto inevitabilmente ad un cattivo rapporto con il cibo. Dalla necessità di risolvere un disquilibrio interno ed esterno che impattava su vari aspetti della mia vita, nasce quindi un percorso inizialmente profondo e personale, che mi ha portato a scoprire un mondo dalle mille sfaccettature irriducibili alla sola scienza dell’alimentazione. Affascinata inizialmente dagli aspetti curativi e clinici dell’alimentazione ho conseguito la laurea in Dietistica, nella pittoresca cittadina di Siena, che mi ha permesso di approfondire la dietetica classica ospedaliera applicata a varie patologie. Durante questo percorso ho maturato la passione per il Microbiota umano, un vero e proprio organo dalle mille sorprese e potenzialità, e ho deciso di approfondire questo tema in Svezia, partecipando a studi clinici di intervento ed elaborando infine la mia tesi di laurea.

16/03/2026

Spesso con l’arrivo della bella stagione cambia anche lo sguardo con cui ci rivolgiamo al nostro corpo

“Dovrei dimagrire.”
“Non sono pronta per la prova costume.”
“Devo rimettermi a dieta.”

Questo periodo dell’anno segna spesso anche l’inizio dell’ennesimo tentativo: la decisione di ricominciare una dieta, spesso con la sensazione di dover recuperare qualcosa, di dover
“rimediare”, di dover arrivare pronti a un traguardo invisibile
Come se il corpo dovesse essere corretto prima di poter essere mostrato..

La cura di sé non dovrebbe iniziare da una guerra contro il proprio corpo, ma dal tentativo di trovare un equilibrio dinamico, fatto di ascolto, flessibilità, comprensione e amore verso se stessi.

Pensi che l’ennesima dieta restrittiva potrebbe aiutarti in tutto ciò?

13/03/2026

🙋‍♀️Sono Giulia, sono una nutrizionista e non prescrivo più diete “classiche”

Questo perché credo fermamente che la dieta non possa rappresentare la risposta definitiva ad un aspetto cosi complesso come il rapporto con il cibo e con il corpo..

⚖️È così riduttivo parlare solo di macronutrienti e grammature, quando in gioco c’è il nostro benessere psicofisico
Anzi fossilizzarsi solo su questi aspetti spesso porta a peggiorare la situazione

…e guarda caso le diete continuano a non funzionare nel lungo periodo, e le persone si sentono colpevoli del fallimento del percorso..

In tutta risposta, c’è un altro modo per iniziare a vedere il cibo con un ottica totalmente diversa: lavorare su se stessi, sui propri comportamenti, sui propri automatismi, PRIMA di parlare di nutrizione in senso stretto.

🚫Se anche tu hai fatto mille diete, e l’unico risultato che hai ottenuto è stato peggiorare il tuo rapporto con il cibo e con il corpo, arrivando a sperimentare un senso di colpa e fallimento costante, o episodi di discontrollo: sei nel posto giusto❣️

🌸E quindi..Cosa aspettarsi da un percorso di alimentazione intuitiva?

📍non una dieta
📍non delle regole alimentari
📍non un elenco di cosa posso o non posso fare o mangiare

ma piuttosto:
📍una profonda comprensione e osservazione dell’origine del nostro comportamento alimentare, che spesso sentiamo di non riuscire a controllare
📍La sicurezza che nulla è proibito, che non esiste lo sgarro, o cibo giusto o sbagliato
📍La serenità di riscoprire e fidarsi dei propri segnali di fame e sazietà, e del piacere di mangiare come strumento principale di regolazione interna
📍E soprattutto il riscoprire un rapporto con il cibo sereno, privo di colpa e giudizio

🍝🍒Solo dopo si può parlare di educazione alimentare, solo dopo si può provare a cambiare qualche abitudine per migliorare il proprio stile di vita!

🌸Se anche tu sei incuriosito da questo approccio puoi prenotare una videochiamata conoscitiva gratuita e senza impegno🌸

🌿Lo Studio A piccoli Passi è lieto di presentare il corso di gruppo di Alimentazione Intuitiva in partenza ad Aprile 202...
11/03/2026

🌿Lo Studio A piccoli Passi è lieto di presentare il corso di gruppo di Alimentazione Intuitiva in partenza ad Aprile 2026, a cura della Dott.ssa Giulia Bevilacqua, dietista non prescrittiva

Dove si svolgerà?
Studio A piccoli passi, Via Santi 2, Soragna

A chi è dedicato?
A tutti coloro che desiderano comprendere e migliorare il proprio rapporto con il cibo, in uno spazio sicuro di scambio, ascolto e condivisione

Durante gli 8 incontri parleremo di:

✨Perché le diete falliscono? (e perché non è una questione di forza di volontà)
✨ regole alimentari: come influenzano il nostro modo di pensare e vivere il cibo
✨ le basi per una maggiore consapevolezza dei propri segnali di fame e sazietà
✨Cibo ed emozioni
✨Educazione alimentare gentile: tra inclusione e flessibilità
✨movimento consapevole: uno strumento di benessere

✨ Il primo incontro è gratuito e senza impegno.

📩 Per ricevere maggiori informazioni ed il programma completo puoi scrivermi in DM
📞 oppure al numero 351 3727469

“Senza regole alimentari ingrasserei a dismisura e mangerei schifezze tutto il giorno.”È una delle paure più comuni quan...
10/03/2026

“Senza regole alimentari ingrasserei a dismisura e mangerei schifezze tutto il giorno.”

È una delle paure più comuni quando si parla di lasciare andare il controllo sul cibo. Ci hanno insegnato che senza regole perderemmo completamente il controllo. Ma nella realtà succede spesso il contrario.

Più cerchiamo di controllare rigidamente cosa, quanto e quando mangiare, più aumentano le restrizioni mentali. E quando il corpo e la mente non riescono più a sostenerle, arriva il discontrollo: abbuffate, senso di colpa e la sensazione di aver “fallito”.

Il punto è questo: è proprio il controllo rigido ad alimentare il discontrollo.

Quando un alimento diventa “proibito”, acquista automaticamente più potere. Lo desideriamo di più, lo pensiamo di più e quando finalmente ce lo concediamo tendiamo a mangiarlo oltre il bisogno, perché inconsciamente temiamo che presto tornerà ad essere vietato.

Facciamo un esempio semplice.
Se mi dicessi che da domani posso mangiare pizza tutti i giorni, probabilmente all’inizio ne avrei molta voglia. Ma se davvero iniziassi a mangiarla ogni giorno, dopo un po’ perderebbe parte della sua “magia”. Diventerebbe un cibo come gli altri.

A livello di ascolto del corpo potrei iniziare a notare anche altro: magari mi accorgo che dopo diversi giorni mi viene più sete, o che ho semplicemente voglia di qualcosa di diverso, di più fresco o leggero. Non perché “devo”, ma perché il corpo cambia richiesta.

Quando il cibo smette di essere proibito, perde il suo potere. E piano piano diventa solo… cibo.
Qualcosa che possiamo scegliere, gustare e lasciare quando siamo soddisfatti.

Ed è proprio in questo spazio di fiducia che spesso nasce un’alimentazione molto più equilibrata di quella costruita sulle regole

Alcuni comportamenti alimentari restrittivi sono diventati così comuni da sembrare la “normalità”, così da rendere uno “...
06/03/2026

Alcuni comportamenti alimentari restrittivi sono diventati così comuni da sembrare la “normalità”, così da rendere uno “sgarro”, uno “strappo alla regola” o “un peccato di gola” ciò che è DAVVERO normale

Mangiare la pizza di mercoledì, fare colazione con dei biscotti, scegliere le verdure anche quando non si è a dieta, non costruire sempre pasti bilanciati...

Questi sono semplicemente modi normali di mangiare e vivere il cibo.
Quando iniziamo a etichettare continuamente gli alimenti come “giusti” o “sbagliati”, “puliti” o “sgarro”, rischiamo di perdere il contatto con la flessibilità che dovrebbe far parte della nostra alimentazione quotidiana

Normalizzare la varietà, l’imperfezione e la spontaneità nel modo di mangiare può essere un passo importante verso un rapporto più sereno con il cibo!

“Ho sgarrato”“Sono stata brava/o”“Me lo sono meritata/o”..Sono frasi che diciamo quasi in automatico, come se fossero ne...
03/03/2026

“Ho sgarrato”
“Sono stata brava/o”
“Me lo sono meritata/o”..
Sono frasi che diciamo quasi in automatico, come se fossero neutre e normali. In realtà non lo sono affatto e nascono da quella che viene chiamata cultura della dieta: un insieme di messaggi, valori e credenze che abbiamo interiorizzato fin da piccoli e che mettono la magrezza, il controllo e la restrizione su un piedistallo.

La cultura della dieta ci insegna che il corpo deve essere gestito, controllato, corretto. Ci insegna che esistono cibi “buoni” e cibi “cattivi”, che mangiare in un certo modo è sinonimo di disciplina e che uscire da quelle regole è un fallimento. In questo schema il cibo smette di essere solo nutrimento, piacere, convivialità: diventa una misura morale.

Così iniziamo a definire “sgarro” un semplice pasto diverso dal solito. Ci sentiamo “brave” quando resistiamo alla fame o quando mangiamo meno di quanto vorremmo. Pensiamo di “meritarci” qualcosa solo dopo aver fatto abbastanza, allenato abbastanza, sofferto abbastanza. Senza accorgercene, colleghiamo ciò che mangiamo a quanto pensiamo di valere.

Il problema non è la singola frase. È il sistema di significati che c’è sotto. È l’idea che il nostro comportamento alimentare possa renderci persone migliori o peggiori.

Mettere in discussione questi pensieri non significa smettere di prendersi cura di sé. Significa iniziare a separare il valore personale da ciò che c’è nel piatto. 💛

🧠 Cos’è il food noise?Il food noise è il “rumore mentale” costante legato al cibo:pensieri ripetitivi, pianificazione co...
02/03/2026

🧠 Cos’è il food noise?
Il food noise è il “rumore mentale” costante legato al cibo:
pensieri ripetitivi, pianificazione continua dei pasti, senso di colpa dopo aver mangiato, paura di aver esagerato, vocina critica che commenta ogni scelta alimentare..

🔎 Perché succede?
Una delle cause principali è la restrizione cognitiva:
quando ti imponi regole rigide su cosa, quanto o quando mangiare.

La restrizione aumenta naturalmente l’attenzione verso il cibo, come meccanismo di protezione, non per difetto di volontà.

⚖️ È normale o patologico?
Pensare al cibo è normale: è un bisogno primario.

Diventa problematico quando:
• i pensieri sono costanti e invasivi
• influenzano il tuo umore
• ti fanno evitare situazioni sociali
• generano ansia o senso di colpa frequente
• senti di essere in lotta continua con il cibo

In quel caso, non è più solo “attenzione”. È un segnale che qualcosa nel rapporto con il cibo merita cura.

Il cibo non dovrebbe essere un pensiero fisso.
Dovrebbe essere una parte della tua vita, non il centro della tua energia mentale.

Se ti riconosci, non sei sola/o, esiste un modo per abbassare il volume💜

Perché alla sera ho sempre fame?Molte persone riferiscono che durante il giorno riescono a “controllarsi”, mentre la ser...
27/02/2026

Perché alla sera ho sempre fame?

Molte persone riferiscono che durante il giorno riescono a “controllarsi”, mentre la sera sperimentano fame intensa, spizzichi continui o il bisogno di mangiare dopo cena, spesso senza percepire una vera sazietà.

Ebbene, non si tratta di mancanza di forza di volontà!
Spesso è un comportamento che deriva da un insieme di fattori, tra i quali:

📌 1. Alimentazione insufficiente o sregolata durante la giornata
Saltare pasti, mangiare poco, rimandare la fame o seguire regole molto rigide porta il corpo ad attivare un naturale meccanismo di compensazione.
Se l’energia introdotta durante il giorno è inadeguata, è fisiologico che la richiesta aumenti la sera.

📌 2. Restrizione cognitiva
Anche quando l’apporto calorico non è drasticamente basso, il continuo “controllo” mentale (evitare, limitare, trattenersi) aumenta la focalizzazione sul cibo. La sera, quando le difese si abbassano, questa pressione tende a emergere.

📌 3. Fine della giornata e rilassamento
Durante il giorno siamo spesso attivati da lavoro, impegni e responsabilità. La sera rappresenta uno dei primi momenti di pausa reale.
Quando il livello di attivazione cala, emergono stanchezza, noia, bisogno di gratificazione o conforto — e il cibo può diventare una risposta immediata e accessibile.

📌 4. Fame fisica non ascoltata prima
A volte la fame serale è semplicemente fame che è stata ignorata per ore.

La domanda utile non è “Come posso smettere di mangiare la sera?”,
ma: “Cosa sta succedendo durante la giornata che mi porta ad avere così tanta fame o bisogno di cibo la sera?”

Regolarità, adeguatezza dei pasti e maggiore ascolto dei segnali corporei spesso riducono spontaneamente gli episodi di fame serale

24/02/2026

Le regole alimentari rigide non sono necessarie per guidarci verso scelte salutari
Anzi, spesso sono controproducenti

Quando il comportamento alimentare è guidato da “devo”, “non posso”, “sgarro”, il focus si sposta dal corpo al controllo. E il controllo, nel lungo periodo, aumenta conflitto, senso di colpa e perdita di fiducia nei propri segnali interni.

La salute non è solo aderenza a un piano alimentare.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute è uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale — non semplicemente assenza di malattia.

Questo significa che un’alimentazione può dirsi davvero salutare quando:
– nutre il corpo
– tutela la salute psicologica
– è sostenibile nel tempo
– non compromette la vita sociale
– non alimenta ossessioni o rigidità

Le regole esterne possono dare un’apparente sicurezza, ma indeboliscono la capacità di autoregolazione.
Imparare ad ascoltare fame, sazietà, preferenze e bisogni è ciò che permette scelte realmente consapevoli.

Non è l’assenza di struttura.
È passare da regole imposte a competenze interne, in un equilibrio dinamico e flessibile, che si modifica in base alle nostre esigenze

In un percorso non prescrittivo, è previsto un piano alimentare?Teoricamente no, proprio perché l’obiettivo del percorso...
20/02/2026

In un percorso non prescrittivo, è previsto un piano alimentare?

Teoricamente no, proprio perché l’obiettivo del percorso è quello di ricostruire un rapporto con il cibo sereno, basato su scelte autodeterminate, sull’ascolto dei segnali, sul piacere di mangiare, liberandosi definitvamente dalle regole alimentari;
tutto questo entra in contrasto con uno schema che mira a controllare e pretende di conoscere le nostre esigenze!

💁Ma non è un no categorico: in un percorso non prescrittivo, un piano/linea guida alimentare concordato insieme può essere uno strumento temporaneo che funge da stampella per aiutarci con più tranquillità ad affrontare il cambiamento;
Può essere utile anche per alleggerire il peso di dover organizzare/pensare alla preparazione dei pasti o alla gestione della spesa

L’educazione alimentare è indubbiamente importante, ma non deve entrare in contrasto con quella che è la nostra autodeterminazione nelle scelte alimentari quotidiane: non si deve basare su divieti e terrorismo, ma su inclusione, varietà e ascolto

🌸Se sei interessat* ad un percorso non prescrittivo, contattami per fissare una chiamata conoscitiva gratuita e senza impegno

18/02/2026

La fame emotiva viene definita come l’atto del mangiare sull’onda di una motivazione prevalentemente emotiva, per regolare o silenziare con il cibo quello che si sente.

La cultura della dieta ha sempre condannato queste dinamiche, focalizzandosi solo sugli effetti negativi che il cibo “in eccesso” ha sulla nostra salute

Ma è davvero così?
Questo comportamento in realtà è interiorizzato fin dalla nascita: dal primo giorno di vita infatti il cibo non rappresenta solo nutrimento, ma anche una risposta sicura anche ad altre nostre esigenze o sensazioni spiacevoli

Il nostro stato emotivo ha un peso importante nel determinare il nostro stato di salute ed il nostro equilibrio psico-fisico ➡️
Se una fetta di torta o un cioccolatino può aiutarci a regolare un emozione, a confortarci, a farci sentire meglio, allora andrà a migliorare il nostro stato di benessere

🍪Scavando a fondo si può comprendere che è proprio la restrizione cognitiva a trasformare spesso la fame emotiva in un episodio compulsivo e caotico, creando un circolo vizioso di sensi di colpa e giudizio

Invece di condannarla, proviamo a osservarla e comprenderla:
sicuramente lavorare sulla consapevolezza può aiutare a viverla senza giudizio e senza sensi di colpa, o a trovare risposte alternative al cibo che siano adeguate al bisogno che stiamo sentendo

Si può lavorare affinché il cibo diventi una risposta neutra all’emozione che stiamo provando🌸

Perché non riesco a gestire la fame durante la giornata ?La fame non è un tasto on-off, ma un segnale graduale che si ma...
17/02/2026

Perché non riesco a gestire la fame durante la giornata ?

La fame non è un tasto on-off, ma un segnale graduale che si manifesta con sfumature più e meno intense

Molte persone però fanno fatica a cogliere queste sfumature, sperimentando momenti di fame urgente e di sazietà estrema: quando l’intensità della fame è alta, si tende infatti a mangiare in maniera più vorace e disorganizzata, senza sentirsi quasi mai sazi

Ma come si fa a diventare insensibili ai segnali della fame?
📍anni di diete e restrizioni: la cultura della dieta ti insegna che la fame è sbagliata e va ignorata
📍alimentazione disordinata e spesso non ben bilanciata dal punto di vista nutrizionale: spesso ci si ritrova a mangiare di fretta, saltare pasti e spuntini, per arrivare poi all’ora di cena molto affamati e stanchi
📍attività assorbenti: attività che richiedono la nostra attenzione totale, silenziando la fame; il problema spesso sorge quando si termina il lavoro, e ci ritrova a fare i conti con l’urgenza di mangiare qualcosa

E a te capita mai di vivere una di queste situazioni?

Indirizzo

Fontanelle Di Roccabianca
Roccabianca
43010

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