Dott.ssa Giulia Bevilacqua

Dott.ssa Giulia Bevilacqua In seguito ho proseguito gli studi a Firenze, laureandomi nel 2022 in Scienze dell’Alimentazione.

Dietista-Biologa Nutrizionista
disponibile online o in presenza
mi occupo principalmente di:
*alimentazione intuitiva ed educazione alimentare
*disturbi gastrointestinali
*PSICO-NUTRIZIONE nell'ambito del progetto Movimentis La mia curiosità per il mondo della nutrizione nasce tra i muri del liceo classico, dove affrontavo i primi momenti di stress e ansia che mi avevano condotto inevitabilmente

ad un cattivo rapporto con il cibo. Dalla necessità di risolvere un disquilibrio interno ed esterno che impattava su vari aspetti della mia vita, nasce quindi un percorso inizialmente profondo e personale, che mi ha portato a scoprire un mondo dalle mille sfaccettature irriducibili alla sola scienza dell’alimentazione. Affascinata inizialmente dagli aspetti curativi e clinici dell’alimentazione ho conseguito la laurea in Dietistica, nella pittoresca cittadina di Siena, che mi ha permesso di approfondire la dietetica classica ospedaliera applicata a varie patologie. Durante questo percorso ho maturato la passione per il Microbiota umano, un vero e proprio organo dalle mille sorprese e potenzialità, e ho deciso di approfondire questo tema in Svezia, partecipando a studi clinici di intervento ed elaborando infine la mia tesi di laurea.

29/04/2026

Al contrario di quanto si pensi, il peso corporeo non è una semplice “scelta” né una variabile controllabile nel lungo termine. La scienza mostra che il peso corporeo è regolato da fattori genetici, biologici e psico-comportamentali molto più complessi della sola volontà individuale.

La diversità corporea è parte della biologia umana: genetica, ambiente e fisiologia contribuiscono a determinare forme e dimensioni diverse tra persone diverse.

Quando si ricerca una perdita peso intenzionalmente, il corpo attiva meccanismi di protezione: aumenta fame e pensieri legati al cibo, “rallenta” il metabolismo, modifica segnali ormonali coinvolti nella regolazione energetica e tanto altro che rende la situazione poco sostenibile nel lungo periodo

Per questo la perdita di peso a lungo termine è rarissima (e spesso coincide con modifiche radicali dello stile e dell’ambiente di vita): la statistica ci dice che oltre l’90% delle persone non mantiene il peso perso nel tempo, con percentuali di recupero che aumentano già dopo 1–2 anni, e anche gli interventi comportamentali più efficaci mostrano limiti oltre i 5 anni;

Il punto non è “mancanza di disciplina”: il corpo tende a difendere il proprio equilibrio biologico mettendo in atto meccanismi di protezione. Parlare di salute significa andare oltre il solo numero sulla bilancia

Per ognuno di noi possono esistere delle  interferenze che rendono difficile l’ascolto o il riconoscimento dei propri bi...
27/04/2026

Per ognuno di noi possono esistere delle interferenze che rendono difficile l’ascolto o il riconoscimento dei propri bisogni/segnali interni

Quando per molto tempo mangiamo seguendo regole alimentari esterne — cosa, quanto o quando “dovremmo” mangiare — impariamo a diffidare di quello che il nostro corpo ci comunica.
Anche contesto incide: mangiare velocemente, distrattamente, sotto stress o adattandosi continuamente alle aspettative degli altri può portarci a sentire meno ciò che accade dentro di noi

Recuperare un ascolto autentico della sazietà significa quindi esplorare, con curiosità e comprensione, tutto ciò che può interferire con questa percezione.
Non si tratta di giudicarsi, correggersi per mangiare meno o “meglio” ma di comprendere più profondamente il proprio funzionamento

Conoscere la sazietà non significa controllarla, né usarla come strumento per limitare l’introito di cibo: significa costruire una relazione più consapevole, flessibile e rispettosa con il proprio corpo, con l’obiettivo di promuovere benessere, fiducia e maggiore libertà

24/04/2026

Si parla tanto di come “gestire” o “risolvere” la fame emotiva
Questo perché la cultura della dieta considera sbagliato il mangiare in risposta ad un’emozione, quando invece è un comportamento che può essere normale e addirittura vantaggioso se vissuto con neutralità

Questo comportamento in realtà è interiorizzato fin dalla nascita: dal primo giorno di vita infatti il cibo non rappresenta solo nutrimento, ma anche una risposta sicura, di calore e affetto anche ad altre nostre esigenze o sensazioni spiacevoli

Il nostro stato emotivo ha un peso importante nel determinare il nostro stato di salute ed il nostro equilibrio psico-fisico ➡️
Se una fetta di torta o un cioccolatino può aiutarci a regolare un emozione, a confortarci, a farci sentire meglio, allora andrà a migliorare il nostro stato di benessere

🍪Scavando a fondo si può comprendere che è proprio la restrizione cognitiva a trasformare spesso la fame emotiva in un episodio compulsivo e caotico, creando un circolo vizioso di sensi di colpa e giudizio

Invece di condannarla, proviamo a osservarla e comprenderla:
sicuramente lavorare sulla consapevolezza può aiutare a viverla senza giudizio e senza sensi di colpa, o a trovare risposte alternative al cibo che siano adeguate al bisogno che stiamo sentendo

Si può lavorare affinché il cibo diventi una risposta neutra all’emozione che stiamo provando🌸

Se il tuo corpo non cambiasse… continueresti a muoverti?È una domanda scomoda, ma dice qualcosa sul rapporto che hai con...
22/04/2026

Se il tuo corpo non cambiasse… continueresti a muoverti?

È una domanda scomoda, ma dice qualcosa sul rapporto che hai con il movimento

Perché se l’unica motivazione è il peso o la forma del corpo, è facile che tutto diventi
obbligo, fatica, rigidità, controllo
E magari questa diventa l’unica prospettiva di movimento di cui siamo a conoscenza

Ma muoversi può voler dire molto di più:
ascolto, divertimento, piacere, fatica, riposo, benessere fisico e mentale, autostima, condivisione.. cambiare il proprio modo di vivere il movimento spostando il focus sul benessere percepito è possibile e può portare enormi benefici nel lungo termine

Attenzione, questo non vuol dire annullare l’ambivalenza, è normale:
Non avere sempre voglia
Non avere sempre energia
Non amare ogni tipo di attività
Sentire la fatica

Vivere un movimento di benessere non significa essere sempre motivati, ma coltivare ascolto, consapevolezza e rispetto per il proprio corpo e sapersi accogliere anche nei giorni “no” senza trasformarli in colpa

Quando togli l’obbligo il movimento cambia forma, e diventa qualcosa che ti sostiene e ti accompagna, non qualcosa che devi sopportare.

Quando si sente parlare di intuitive eating, spesso viene frainteso come “mangio ciò che voglio senza regole”Bene, non è...
21/04/2026

Quando si sente parlare di intuitive eating, spesso viene frainteso come “mangio ciò che voglio senza regole”
Bene, non è proprio così!

L’intuitive eating è uno strumento clinico basato su solide evidenze scientifiche, che ha come obiettivo guidare la persona a ricostruire una relazione sana e consapevole con il cibo, il corpo e i propri bisogni.
Non impone regole rigide, ma sviluppa una capacità fondamentale: ascoltare e rispettare i segnali interni sia fisici che emotivi

🚫 Cosa NON è?
Non è una dieta
Non è un programma per perdere peso
Non è un “liberi tutti” senza consapevolezza
Non è un cambiamento imposto dello stile di vita

🎯 Qual è l’obiettivo
Promuovere una salute autodeterminata, in cui il benessere non dipende dal controllo esterno ma dalla connessione con sé stessi

19/04/2026

Se la DIETA fosse un farmaco, non sarebbe mai messo in commercio

Perché? Perché il tasso di fallimento è altissimo ed il rischio supera il beneficio

👉L’effetto altalena del peso corporeo (effetto yo-yo) è una delle conseguenze dirette delle diete restrittive, e rappresenta un vero e proprio problema di salute in termini di aumento di rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari… molto più rispetto a mantenere un peso, seppur alto, costante ed in equilibrio

Inoltre l’effetto yo-yo e le diete portano a spostare verso l’alto il range di peso naturale, ovvero quel peso di equilibrio che viene spontaneo mantenere senza applicare restrizione fisica o cognitiva.. ogni volta che la dieta finisce il peso viene recuperato superando quello di partenza con un peggioramento della composizione corporea e del peso quadro metabolico
PERCHÉ QUESTO ACCADE?
perché la restrizione dietetica viene letta dall’organismo come uno stato di allarme: copro e mente cominciano a mandare dei segnali per contrastare la perdita di peso, diminuendo il dispendio energetico per risparmiare energia, causando il tipico “stallo” del peso, e alimentando pensieri e comportamenti disfunzionali legati al cibo

Questo porta a tornare alle abitudini di prima e a riacquisire il peso perso con gli interessi: anzi spesso ci si portano dietro sensi di colpa, discontrollo, regole insensate legate al cibo, disprezzo per se stessi e tanto altro.. fino allo sviluppo di disordini e disturbi del comportamento alimentare

GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE DIETE ESISTONO, sia a livello fisico sia a livello psicologico

Il problema è che non se ne parla abbastanza e la persona viene caricata di responsabilità per quello che accade durante e dopo quest percorsi restrittivi

📄Finché la dieta rimarrà una prescrizione esterna, uno strumento per lottare contro il nostro corpo e la nostra mente con la forza di volontà, non potrà mai funzionare

Che peso diamo al peso?A livello socio-culturale e sanitario, certamente troppo➡️facendo leva sulla convinzione comune c...
15/04/2026

Che peso diamo al peso?
A livello socio-culturale e sanitario, certamente troppo

➡️facendo leva sulla convinzione comune che sia un valore modificabile e standardizzabile attraverso la semplice “forza di volontà”, il peso diventa una responsabilità individuale, una scelta personale

Ma il peso non è un riflesso del nostro comportamento o stile di vita: il peso ideale non esiste, esistono corpi diversi, pesi diversi, forme diverse a prescindere da quello che è il nostro comportamento

⚖️Rincorrere un peso ideale può portare a gravi conseguenze sulla salute psico-fisica di cui non si parla praticamente mai,tra le quali la sensazione di colpa e fallimento di non riuscire a raggiungere o mantenere un certo risultato nel tempo ha un impatto enorme sul benessere della persona

🍏Un altra credenza comune è che il peso sia la determinante principale della nostra salute, semplificando così la complessità della salute e di tutte le sue variabili fisiche, psicologiche e sociali; quello che davvero ha un peso rilevante sulla salute è lo stigma che le persone con un corpo non conforme vivono ogni giorno a livello sanitario e

11/04/2026

Il 90% delle diete restrittive che ha come obiettivo il peso fallisce nell’arco di 5 anni, spesso portando con sé conseguenze fisiche e psicologiche permanenti di cui ancora si parla molto poco

⚖️La dieta che ha come obiettivo il peso NON può portare a migliorare il rapporto con il cibo, proprio perché si mette in contrasto con l’esigenza di equilibrio e di “tranquillità” del nostro organismo

👉La restrizione dietetica viene letta dall’organismo come uno stato di allarme: copro e mente cominciano a mandare dei segnali per contrastare la perdita di peso, diminuendo il dispendio energetico per risparmiare energia, causando il tipico “stallo” del peso, e alimentando pensieri e comportamenti disfunzionali legati al cibo

Questo porta a tornare alle abitudini di prima e a riacquisire il peso perso con gli interessi: anzi spesso ci si portano dietro sensi di colpa, discontrollo, regole insensate legate al cibo, disprezzo per se stessi e tanto altro..

📄Finché la dieta rimarrà una prescrizione esterna, uno strumento per lottare contro il nostro corpo e la nostra mente con la forza di volontà, non potrà mai funzionare

🌸Per provare a migliorare il proprio rapporto con il cibo serve lasciare andare le regole e cominciare a coltivare rispetto, consapevolezza, comprensione di quelle che sono le dinamiche che si muovono dietro al nostro comportamento alimentare, in un processo basato sull’ascolto più che sulla forza di volontà

03/04/2026

Si sente spesso dire “basta mangiare meno e muoversi di più” oppure “è tutta una questione di forza di volontà”

Il corpo diventa così una responsabilità dell’individuo e di conseguenza una colpa se non riesce ad omologarlo a quello indicato come “ideale” dalla società

👀Eppure non facciamo lo stesso discorso sul colore della nostra pelle, sulla forma degli occhi o del naso

spesso si è portati a credere che le persone con un corpo più generoso automaticamente abbiano uno stile di vita meno attivo o un’alimentazione abbondante e/o scorretta, ma non è affatto cosi: i nostri corpi sono tutti diversi

forme, peso e risposta agli stimoli esterni sono enormemente influenzati dalla genetica, dalla storia personale, dal quadro ormonale, dal contesto socioculurale in cui si cresce o si vive… tutto influisce e non possono essere fatte delle semplificazioni stigmatizzanti.

🌳Esiste un “peso naturale” o meglio un range di peso di equilibrio e benessere diverso per ognuno di noi, in cui il nostro sistema corpo-mente funziona al meglio: cercare di raggiungere un peso al di fuori di questo range attraverso diete restrittive porta conseguenze importanti dal punto di vista fisico e psicologico, che spesso portano ad un recupero del peso di partenza con gli interessi

Quando si parla di alimentazione (e non solo) una scelta di salute equivale ad una scelta volta a migliorare il benesser...
01/04/2026

Quando si parla di alimentazione (e non solo) una scelta di salute equivale ad una scelta volta a migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale nel qui ed ora

🍏Se mangio la mela mentre i miei colleghi stanno condividendo i biscotti portati per festeggiare un compleanno, e questo mi fa sentire frustrata, la mela in quel momento non è una scelta salutare

🍏Se mangio la mela e passo tutto il pomeriggio a tenere a bada la vocina che continua a chiedermi il biscotto facendomi spendere tante energie mentali, la mela in quel momento non è una scelta salutare

La salute non è un parametro assoluto ma estremamente variabile ed individuale per ciascuno nel dato momento…
Una scelta alimentare che è “di salute” oggi potrebbe non esserlo ugualmente domani

Alcune scelte che sembrano più salutari a lungo andare potrebbero portarci a peggiorare i nostri livelli di stress ed il nostro rapporto con il cibo✨

Mangiare per golosità non è un errore, ma una parte naturale e fisiologica del nostro rapporto con il ciboAl contrario d...
27/03/2026

Mangiare per golosità non è un errore, ma una parte naturale e fisiologica del nostro rapporto con il cibo

Al contrario di quanto si crede, il piacere non va evitato o meritato… è un componente fondamentale della nostra alimentazione: è proprio lui che ci aiuta ad autoregolarci e a rafforzare l’ascolto e la fiducia dei nostri segnali interni

Escludere il piacere dalla propria tavola può portare a
– sentirsi sempre insoddisfatti, anche dopo aver mangiato
– aumentare il desiderio per i cibi “proibiti”
– peggiorare il rapporto con il cibo, aumentando sensi di colpa e rigidità
– perdere il contatto con fame e sazietà

Attenzione: riscoprire il piacere di mangiare può non essere affatto facile per chi lo ha vissuto da sempre come un tabù o un’ostacolo ai risultati tanto attesi

🌸Approfondire questa tematica può accendere nuove consapevolezze e sgravarci da un continuo giudizio negativo verso noi stessi e dalla paura di non saperci controllare davanti a certi alimenti

Se ti dicessi che oggi è l’ultimo giorno in cui puoi mangiare biscotti… quanti ne mangeresti?Forse più del solito.E non ...
25/03/2026

Se ti dicessi che oggi è l’ultimo giorno in cui puoi mangiare biscotti… quanti ne mangeresti?
Forse più del solito.
E non per golosità o per mancanza di forza di volontà

Anche la sola percezione che qualcosa possa essere tolto, limitato o proibito, può contribuire a renderla più desiderabile e appetibile.
È un meccanismo naturale, non un difetto

La restrizione rende il bisogno di mangiare gli alimenti “proibiti” più urgente ed impellente: questo porta spesso ad esagerare in alcune occasioni come il “pasto libero” o prima dell’inizio di una nuova dieta restrittiva… o
ci rende incapaci di resistere davanti ad un certo cibo, tanto è che non possiamo neanche tenerlo in casa

Il problema non è il biscotto, né la forza di volontà o la golosità, ma il divieto categorico che ci auto-imponiamo

Darsi il permesso incondizionato di mangiare certi alimenti che riteniamo proibiti può spaventare, ma è uno dei primi passi per rendere quel cibo più NEUTRO, per togliergli quel potere che siamo soliti ad attribuirgli.
Spesso è un processo che richiede tempo e l’acquisizione di nuove consapevolezze

Sembra impossibile?
Se ti serve aiuto per migliorare il tuo rapporto con il cibo puoi fissare una chiamata conoscitiva gratuita🫂

Indirizzo

Fontanelle Di Roccabianca
Roccabianca
43010

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