Andrea Bertino

Andrea Bertino Osteopath; High Performance Coach; International Spinning® M.I.; Functional Training M.I.; MSc. in

Immagina di rialzarti dalla sedia senza doverti spezzare in 3 movimenti.Di piegarti a prendere qualcosa da terra senza s...
26/02/2026

Immagina di rialzarti dalla sedia senza doverti spezzare in 3 movimenti.

Di piegarti a prendere qualcosa da terra senza sentire quel “TAC” alla schiena.

Di tornare a giocare a calcetto o ad allenarti senza uscire dal campo bloccato.

Tutto questo è possibile: puoi tornare a muoverti con fluidità, sentendo la schiena stabile e affidabile, già in poche settimane (in alcuni casi anche prima delle classiche 6–8).

Puoi riprenderti quella normalità che ti manca, riducendo al minimo il rischio di nuove ricadute e trasformando la paura di “rifarti male da un momento all’altro” in una sensazione di controllo totale sul tuo corpo.

Il punto non è quante cose hai già provato.

Il vero problema spesso è un altro:

fai esercizi anche utili… ma nell’ordine sbagliato, insisti su cose “generiche” (stretching, core, ecc.)… ma non sulle priorità giuste per il TUO caso, e continui a fare, senza saperlo, quei 2–3 movimenti che alimentano l’infiammazione.

Quello che ti serve è una guida che ti dica esattamente cosa fare, in che sequenza e cosa evitare nel tuo caso specifico.

Se vuoi iniziare un percorso strutturato per tornare a muoverti senza paura, commenta “MOVIMENTO” qui sotto.

Ti contatterò personalmente per capire la tua situazione e spiegarti come funziona : il primo sistema in Italia pensato in modo integrale per la salute di corpo e mente, nato proprio per chi vuole tornare ad allenarsi e vivere senza il freno a mano tirato dal dolore.

Oppure chiama direttamente il +39 340 62 04 096 per avere subito maggiori informazioni.

24/02/2026

Dopo un intervento al cuore (o dopo un evento che il corpo ha vissuto come minaccia) può succedere una cosa di cui quasi nessuno parla.

Il cuore è a posto.

Gli esami sono ok.

Ma il respiro si blocca in gola.

E allora inizi a pensare che ci sia ancora qualcosa che non va.

Spesso non è un problema polmonare.

Non è nemmeno il cuore.

È una risposta di protezione.

Quando il sistema nervoso resta in allerta, coinvolge:

– diaframma;
– laringe;
– muscoli del collo;
– circuito vagale.

La respirazione diaframmatica è utile.

Ma quando il sistema è ancora in difesa non basta “fare l’esercizio”.

Perché il problema non è l’aria.

È l’allarme.

Naturalmente la prima cosa è che i controlli cardiologici siano a posto.

Sempre.

Ma se lo sono, e il sintomo resta, allora non è il cuore.

È regolazione.

E la regolazione si può “allenare”.

Se ti riconosci in questa sensazione scrivi “RESPIRO” nei commenti.

Oppure mandami un messaggio con la parola RESET.

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲.Non sempre.Spesso, inizia molto prima.E... quasi nessuno se ne a...
24/02/2026

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲.

Non sempre.

Spesso, inizia molto prima.

E... quasi nessuno se ne accorge o te ne ha mai parlato.

Vedi, era il 10 febbraio scorso.

Quando in studio è entrata Mariella, una paziente con un dolore preciso e ostinato.

Dove si manifestava?

Tra la cerniera cervico-dorsale e la parte media del dorso.

E... a volte, si irradiava anche anteriormente, sotto la griglia costale destra.

Durante l'intervista iniziale, Mariella ha detto una frase che mi è rimasta impressa:

“È come se mi richiudessi su me stessa.”

E... in aggiunta a questo, la sera, prima di dormire, pratica la respirazione diaframmatica.

Mariella non è una donna che sta con le mani in mano.

Si impegna. Cerca di aiutarsi.

Ma nonostante ciò, qualcosa continuava a tenerla in tensione.

Dopotutto, il dolore non era solo un punto che faceva male.

Era una postura.

Un modo di stare.

Un corpo che si proteggeva.

Così, quando si è sdraiata a pancia sotto, ho osservato il suo respiro.

Era presente.

Ma concentrato in una sola zona della colonna vertebrale.

Non si diffondeva.

Non attraversava il dorso in modo omogeneo.

In pratica, era come se una parte respirasse… e il resto trattenesse.

A questo punto, ho iniziato a lavorare sui punti di accesso al sistema nervoso.

Nessuna manipolazione forzata.

Nessun esercizio.

Solo segnali precisi.

Lenti.

Diretti.

Pensa che dopo alcuni minuti dall'inizio del RESET, le ho chiesto cosa stesse sentendo.

Il dolore non era ancora sparito.

Ma qualcosa era cambiato.

Il respiro, aveva iniziato a espandersi lungo tutta la colonna.

Non più confinato in un punto.

“È strano…” mi ha detto.

“È come se la mia schiena stesse respirando.”

E mentre lo diceva, con incredulo entusiasmo, le spalle si erano abbassate.

Il viso era cambiato.

Non stava più trattenendo.

Incredibile non credi?

In quel momento ho capito una cosa che vedo quasi sempre.

Il miglioramento non era iniziato quando il dolore sarebbe diminuito.

Ma quando il corpo aveva smesso di difendersi.

Quando il sistema nervoso aveva percepito sicurezza.

Ecco perchè il dolore, in una prima fase, può ancora essere presente.

Ma se il corpo non si sente più in pericolo, non ha più bisogno di trattenersi.

Ed è lì che nasce un cambiamento stabile.

È così che, nelle ore e/o nei giorni successivi, il corpo inizia a fidarsi.

Non controlli più ogni movimento.

Non fai il test ogni mattina appena ti alzi.

Non aspetti che “torni”.

Il vero RESET non comincia quando senti meno dolore.

Comincia quando smetti di vivere in allerta.

Ora.

Ti è mai capitato di sentire che il dolore era calato… ma il tuo corpo restava comunque in tensione?

Se ti va, commenta con una parola sola: “allerta” oppure “fiducia”.

Per oggi è tutto.

Alla tua salute presente e futura.

Andrea Bertino

I 3 errori che ignorano il “dolore moderno” e come approcciarlo (e il motivo per cui sono meno presente sui social)Negli...
23/02/2026

I 3 errori che ignorano il “dolore moderno” e come approcciarlo (e il motivo per cui sono meno presente sui social)

Negli ultimi tempi, probabilmente mi hai visto meno presente sui social.

Il motivo?

Sto lavorando, fra le altre cose, a comprendere in maniera ancora più certosina perché così tante persone che si rivolgono a me arrivano con la stessa frase:

“Le ho provate tutte.”

E sai qual è la parte interessante?

Nella maggior parte dei casi… è vero.

Hanno davvero provato molte soluzioni.

Il problema?

Quasi mai il vero ostacolo è la mancanza di strumenti.

Molto più spesso è la mancanza di strategia, ordine e lettura corretta del problema.

Ed è qui che emergono i tre errori più comuni.

1️⃣ Troppe soluzioni. Nessuna strategia.

Là fuori trovi esercizi, terapie, manipolazioni, protocolli, video, tecniche.

Molte sono corrette.

Alcune anche eccellenti.

Ma quasi sempre sono scollegate tra loro.

Manca una sequenza logica.

Un ordine di priorità.

Un criterio che rispetti il modo in cui corpo e sistema nervoso funzionano davvero.

Non è questione di trovare “la tecnica giusta”.

È questione di sapere quando, perché e in quale ordine applicarla.

2️⃣ Si interviene sul dolore… ignorando il contesto del corpo.

La maggior parte delle persone oggi non presenta un corpo realmente neutro.

Posture pessime.

Schemi compensatori.

Rigidità invisibili.

Eppure così:

– l’allenamento rinforza le asimmetrie
– la terapia spegne il sintomo ma non modifica lo schema

Risultato?

Il dolore si attenua… ma il corpo resta lo stesso.

E un corpo che resta identico tende a riprodurre gli stessi problemi.

Eliminare il dolore non basta.

Serve insegnare al sistema nervoso una nuova modalità stabile.

3️⃣ Viene sottovalutato il ruolo degli stati emotivi ricorrenti.

Il corpo non reagisce solo ai carichi meccanici.

Reagisce continuamente anche allo stato interno.

Se vivi spesso in allerta, pressione o nella sensazione di non sentirti abbastanza:

Il respiro cambia.

Il tono muscolare cambia.

Le tensioni cambiano.

Non è filosofia.

È fisiologia.

C’è poi un altro punto che nel tempo per me è diventato sempre più evidente.

Ed è estremamente delicato.

Molto spesso le persone si affidano a professionisti assolutamente competenti…

Ma che, per struttura stessa della loro formazione, vedono solo una parte del problema.

Un allenatore è stato addestrato a lavorare con soggetti teoricamente sani, performanti, allenabili.

E quindi, nella maggior parte dei casi, finisce per costruire programmi di allenamento per persone che, di fatto, non esistono.

Persone senza disturbi posturali, senza schemi compensatori, senza adattamenti.

Il risultato?

Che molto spesso l’allenamento non corregge i problemi… li rinforza.

Un terapista, invece, è stato addestrato a ragionare per distretti, per sintomi, per quadri clinici, per patologie.

E quindi lavora principalmente per farti passare il dolore nel momento.

Ma quasi mai ti fornisce gli strumenti necessari per condizionare il corpo a rimanere stabilmente in assenza di dolore.

In più, né un allenatore né un terapista, per struttura stessa della loro formazione, vengono realmente addestrati a considerare quanto gli stati emotivi ricorrenti possano incidere in modo determinante su quello che potremmo definire il “dolore moderno”.

Eppure il corpo vive costantemente immerso nello stato interno.

E uno stato interno cronico di allerta, pressione o tensione cambia la fisiologia, il respiro, il tono muscolare, le strategie di difesa.

Ed è qui che nasce il paradosso che vedo ogni giorno.

Interventi corretti.

Professionisti capaci.

Ma risultati che non durano.

Non per mancanza di competenza.

Ma perché manca una visione realmente globale del problema.

Perché il dolore non è quasi mai un evento isolato.

È quasi sempre il prodotto di un sistema.

E un sistema va letto, interpretato e modificato nella sua interezza di corpo e mente.

Ed è qui che il mio lavoro diventa diverso

Non porto alle persone semplici esercizi o trattamenti isolati.

Porto una strategia precisa.

✔ Decodifico i meccanismi, non inseguo solo i sintomi;
✔ Stabilisco priorità, non accumulo tecniche;
✔ Modifico schemi, non cerco solo sollievo temporaneo.

Il vantaggio concreto?

Eviti di continuare a fare cose giuste… nel momento sbagliato.

Perché spesso non serve fare di più.

Serve fare la cosa giusta, nel giusto ordine.

Ora sono davvero curioso.

👉 Quando dici “le ho provate tutte”… cosa significa per te?

Quali soluzioni hai già tentato?

Scrivilo nei commenti.

(Spesso il problema non è quello che hai fatto. Ma quello che è stato fatto o no prima.)

14/02/2026

🔥 Se il tuo lavoro ti consuma la schiena… non è “normale”.

Quest’uomo ha 44 anni.

Svolge un lavoro fisicamente impegnativo, con ritmi intensi e orari importanti.

Da 3–4 anni conviveva con una sensazione persistente nella zona lombosacrale, accompagnata da tensioni che scendevano lungo entrambe le gambe.

👉 Questo è l’ennesimo prima e dopo osservabile dopo una sola sessione, all’interno del mio sistema integrato corpo–mente , evoluzione di .

È lo stesso percorso che molte persone scelgono quando capiscono che il problema non è solo “la schiena”.

Perché il punto non era solo la zona lombare.

Era lo stato del sistema.

Quando il corpo resta a lungo sotto carico:

• il respiro diventa corto e poco distribuito;
• la muscolatura si irrigidisce in protezione;
• il bacino perde mobilità;
• il sistema nervoso rimane in allerta.

In questa condizione, lavorare solo sul punto che dà fastidio porta risultati parziali.

Nel nostro lavoro abbiamo accompagnato il corpo dalla stagione di allerta alla stagione della presenza.

Attraverso:

✔ i punti di accesso al sistema nervoso;
✔ il riequilibrio dei muscoli espiratori;
✔ una regolazione verso uno stato neurofisiologico più stabile;
✔ e un lavoro mirato sulla componente muscolo-scheletrica;

Il risultato osservabile?

• movimento più fluido;
• postura più organizzata;
• respiro più omogeneo;
• minore sensazione di tensione lungo gli arti inferiori.

👉 Come vedi nel reel, il cambiamento è visibile già al termine della sessione.

Ogni esperienza è unica.

Ma quando cambia lo stato del sistema, il corpo può rispondere in modo diverso.

Vuoi capire se questo approccio può essere adatto anche a te?

Scrivi SCHIENA nei commenti 👇

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📍 Roccalumera (ME) — Via Umberto I, 422

sistemanervoso postura riequilibrio benessere

04/02/2026

💡 Il dolore è solo un messaggio.

Ma quasi tutti provano a zittirlo invece di capirlo.

Quando il tuo sistema nervoso vive in “modalità allerta”, continua a produrre segnali di pericolo anche quando non c’è niente da temere.

👉 Il risultato?

Tensione, infiammazione, stanchezza cronica.

Ecco perché spesso non serve una pillola in più.

Serve ri-insegnare al tuo sistema a spegnere il loop.

✅ Reset neurologico profondo;
✅ Riequilibrio cuore-cervello;
✅ Respirazione vago-centrica.

🎯 È così che il tuo corpo torna a fidarsi di sé stesso.

📩 Scrivimi “RESET” in DM se vuoi capire come riattivare questa funzione nel tuo sistema.

🔓 Non serve conviverci. Puoi reimpostare tutto.

04/02/2026

Hai mai provato a sistemare la postura?

Schiena dritta. Esercizi. Stretching.

Ma le spalle…?

Tornano sempre a contrarsi.

E sai perché?

Perché non è un problema di postura.

È qualcosa che ha a che fare con un meccanismo di protezione.

Vedi, ogni volta che vivi una situazione stressante, il cervello 🧠 mette in atto una difesa automatica:

👉 Contrae i trapezi, alza le spalle, irrigidisce la cervicale, restringe il respiro.

Non per farti soffrire.

Ma per prepararti a reagire.

A fuggire.

A combattere.

Ora e che ci possa piacere o meno e’ così che funzioniamo, dalla notte dei tempi.

Motivo per cui, se questa modalità rimane attiva a lungo…

…la postura cambia… spesso per sempre.

❌ Il corpo si chiude.
❌ Il dolore si cronicizza.
❌ La respirazione si blocca.

✅ La soluzione?

Sicuramente non forzare la postura.

Bensì parlare il linguaggio del sistema nervoso.

Facendo sentire il corpo al sicuro.

Come?

Ripristinare una corretta respirazione e’ un buon inizio, ma non è detto sia sufficiente.

Motivo per cui, è indispensabile ridare coerenza alle onde cerebrali e cardiache.

Ristabilire il bilanciamento dei muscoli espiratori.

E talvolta ritrovare una buona mobilità di bacino e scapole.

Così, il tuo corpo… si aprirà da solo. Come per magia 🧙

Scrivimi RESET in DM.

Ti mostro come uscire da questa modalità di protezione.

PS. Non devi più combattere con il tuo corpo né pensare che ti abbia tradito.

Piuttosto ritrovare la LIBERTÀ.

La LIBERTÀ di muoverti… senza dolore.

stresscronico resetneurologico riequilibrio aschienadritta

⚠️ La parte invisibile del Ciclone Harry (e quello che non ti ho mai raccontato finora…) 👇🏻Esattamente come nel periodo ...
29/01/2026

⚠️ La parte invisibile del Ciclone Harry (e quello che non ti ho mai raccontato finora…) 👇🏻

Esattamente come nel periodo della pandemia, oggi esiste nella nostra testa un’altra frattura invisibile.

Un prima… e un dopo.

AC – Ante Cov++d.

DC – Dopo Cov++d.

E ora:

Pre Harry.

Post Harry.

Due eventi apparentemente diversi.

Ma uguali nella loro traccia più profonda.

Fisica. Corporea. Mentale. Emozionale.

Entrambi hanno colpito il nostro sistema nervoso.

E hanno lasciato un segno che pochi riescono a leggere.

Ma... lascia che ti spieghi...

1 – Situazione ordinaria di partenza;

2 – Un nemico che la sconvolge (6 anni fa si chiamava pandemia, oggi Ciclone Harry o frana di Niscemi);

3 – Sintomi che compaiono come...

• Stanchezza cronica anche dopo il riposo;

• Dolori migranti (schiena, spalle, collo);

• Tensione cervicale continua;

• Respiro corto;

• Risvegli notturni;

• Ansia “nel corpo” anche quando la mente tace;

• Difficoltà a rilassarsi, a dormire, a “sentirsi bene”.

Sintomi, che nessuno collega alla vera causa e che non ricondurremmo mai a una verità ignorata:

il sistema nervoso e il suo funzionamento.

Oggi più che mai è chiaro:

la Salute dura nel tempo solo se il sistema nervoso è integro e corpo e mente sono in equilibrio.

Solo così il dolore non torna.

Ed è qui la parte migliore.

Il punto in comune tra Cov++d-19 e il Ciclone Harry?

Entrambi hanno prodotto un reset.

Un prima e un dopo netto.

Un taglio.

Un confine.

Ma perché ti racconto tutto questo?

Perché dopo aver trattato i primi pazienti post Harry… ho riconosciuto lo stesso pattern che vidi dopo il Cov++d.

Ma questa volta sono pronto.

Perché dopo la pandemia, con quasi 2000 persone incontrate ogni anno, e con il lavoro svolto a suo tempo e raccontato nel mio libro “La trappola del terapista”, mi ero già posto una domanda:

E se esistesse un modo per comunicare direttamente con il sistema nervoso… senza intermediari?

Una domanda che mi ha portato a una scoperta.

Grazie alla mia vena da ricercatore e alla mia esperienza con l’Istituto Superiore di Sanità.

Grazie alla collaborazione (negli anni 2012 - 2014) con il Dott. Nicola Vanacore, laureato in Medicina e Chirurgia, ricercatore in neurologia e responsabile del Sistema Nazionale Linee Guida – ISS.

E grazie alla mia insaziabile voglia di sapere che mi ha permesso di trovare due documenti clinici segreti.

Due studi americani che non sono mai arrivati in Italia ne tradotti nella nostra lingua.

Quasi 200 pagine… che descrivevano esattamente ciò che avevo intuito negli ultimi 5 anni.

Quasi 200 pagine dense di scienza, grafici e risultati clinici… che confermano esattamente ciò che intuivo da anni.

Dentro c’è scritto come un tocco ben posizionato in specifici punti di accesso, può influenzare la neurochimica del sistema nervoso… molto più di molte terapie convenzionali.

Sono pubblicazioni ufficiali, ma è come se fossero rimaste sepolte.

Io le ho lette.

Studiate.

Vivisezionate.

In pratica e come ti dicevo prima, ci sono punti di accesso nel corpo che permettono di dialogare direttamente con il sistema nervoso.

Senza filtri.

Senza attriti.

E ottenere un reset profondo.

Così è nato RESET FLOW™.

L’evoluzione di .

Il mio nuovo algoritmo per la Salute di corpo e mente.

Non più tecniche complicate.

Non più posture forzate o esercizi da memorizzare.

Solo micro-segnali… che arrivano dritti alla “centralina del dolore”.

E la resettano.

Vedi, per alcuni è come passare da una stagione di allerta cronica… a una sensazione di libertà che non ricordavano da anni.

Per altri, è come se il dolore venisse scollegato alla fonte.

Silenziosamente. Senza sforzo. Senza resistenza.

Nelle prossime settimane ti spiegherò ogni cosa.

Ma per oggi, è tutto.

Alla tua salute presente e futura.

P.S. Non si arriva a una meta… se non per ripartire.

27/01/2026

Dolore che torna?

👉🏻 Ecco perché niente funziona a lungo (e perché non è colpa tua).

Molte persone oggi come oggi si trovano davanti a una verità difficile da accettare…

Nonostante farmaci, stretching, riposo o terapie manuali di ogni tipo… il dolore torna.

Sempre.

E, ad un certo punto, smetti anche di cercare risposte e inizi a pensare:

“Forse nulla funziona davvero a lungo.”

La verità?

E’ letteralmente un’altra.

👉 Spesso il corpo continua a produrre dolore perché lo ha imparato.

Quel tipo di tensione si è memorizzata nel sistema nervoso.

Così, ogni volta che rispondi agli stessi stimoli, spesso senza nemmeno accorgertene, gli stessi neuroni continuano a collegarsi tra loro.

È come un file sul desktop del tuo computer:

🖥️ Se smetti di aprirlo, un giorno non ti ricordi nemmeno più cosa c’è dentro… ma il file è ancora lì.

Così funziona il dolore.

Non sempre perché “c’è qualcosa di rotto”, ma perché il sistema nervoso ha imparato quella risposta.

Ecco perché lavorare solo sul corpo non basta.

È necessario, certo.

Ma non è sufficiente.

Ci sono 3 pilastri fondamentali per risalire alla vera radice del problema e ottenere risultati che durano:

1️⃣ Riportare il sistema nervoso da uno stato di allerta/sopravvivenza a uno stato di sicurezza e salute superiore;

2️⃣ Bilanciare i muscoli respiratori, soprattutto gli espiratori, che permettono al corpo di “scaricare” tensione;

3️⃣ Imparare a rispondere in modo diverso agli stimoli che riattivano il dolore, utilizzando in modo consapevole la plasticità neuronale.

In questo video, la prima parte di una serie, vedi tutto questo applicato dal vivo:

🔴 una sessione reale con una persona reale, dove viene utilizzato , il primo e unico sistema in Italia realmente orientato alla salute integrata di corpo e mente.

Se vuoi capire se questo approccio fa al caso tuo,
commenta con la parola RESET.

Ti risponderò personalmente.

14/01/2026

🌍 Da Copenaghen per questo prima e dopo.

Se il tuo corpo è teso dal collo fino alla schiena e ogni giorno ti senti “compressa” invece che stabile, forse il problema non è dove senti fastidio…

…ma in che stato vive il tuo sistema.

Questo è l’ennesimo prima e dopo, osservabile dopo una singola sessione con il mio sistema integrato corpo–mente .

Lei ha 32 anni e vive in Danimarca 🇩🇰

Conviveva da tempo con una sensazione di rigidità diffusa lungo tutta la colonna: dal collo fino alla zona bassa della schiena, con episodi passati di fastidi più marcati su un lato.

Le sue priorità erano chiare:

👉 parte centrale del collo, percepita come dura, gonfia e sempre in tensione;
👉 spalle e trapezi, su entrambi i lati;
👉 parte bassa della schiena.

Come accade spesso, il corpo era entrato da tempo nella stagione di allerta:

- respiro poco distribuito;
- tensione costante;
- movimento controllato e difensivo.
-
In questo stato, anche lavorare sulle singole zone dà risultati parziali e temporanei.

Nel nostro lavoro non ci siamo concentrati “sul punto che dava fastidio”, ma sul passaggio di stato del sistema.

Attraverso:

✔ i punti di accesso al sistema nervoso;
✔ il riequilibrio dei muscoli legati all’espirazione;
✔ una regolazione delle onde cerebrali verso uno stato più ricettivo;
✔ e un lavoro mirato sulla componente muscolo-scheletrica…

…abbiamo accompagnato il corpo dalla stagione di allerta a quella della presenza:

una condizione in cui il respiro diventa più libero e distribuito, il movimento più fluido
e la postura meno rigida.

I benefici osservabili in questi casi sono spesso:

✔ una diversa distribuzione delle tensioni;
✔ una maggiore facilità nei movimenti;
✔ una sensazione di leggerezza e stabilità
✔ un corpo meno in difesa.

È questo che vedi nel prima e dopo.

Ogni esperienza è unica.

Ma il principio è sempre lo stesso: quando cambia lo stato del sistema, il corpo può riorganizzarsi.

👉 Vuoi capire se questo approccio può essere adatto anche a te?

Scrivi SCHIENA nei commenti 👇

📞 340.62.04.096
📍 Roccalumera (ME) — Via Umberto I, 422

Indirizzo

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