Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma

Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma .

Tutto è iniziato con una paziente che si sentiva, semplicemente, “sbagliata”. Era arrivata da me con il peso di una depr...
29/04/2026

Tutto è iniziato con una paziente che si sentiva, semplicemente, “sbagliata”. Era arrivata da me con il peso di una depressione che sembrava non avere una spiegazione chiara, se non una recente rottura relazionale ed profondo senso di inadeguatezza.
Poi, insieme, abbiamo scoperto il tassello mancante: un ADHD mai diagnosticato.
Improvvisamente, quegli anni di fatiche costanti, l’intolleranza a certi stimoli e le rotture relazionali hanno avuto un nome. Quella diagnosi ha dato senso alla vera natura della sua sofferenza: la rinuncia ad agire come tassello nucleare della sua depressione.
Anni passati a cercare di essere chi non era, in quello che oggi si chiama burnout da mascheramento: lo sfinimento profondo di chi consuma ogni energia per sembrare “normale”agli occhi degli altri.
Vedere la sua rinascita dopo la diagnosi è stato il regalo più grande e ha cambiato radicalmente il mio modo di lavorare.
Oggi, prima di ogni altra cosa, mi chiedo: “Come funziona il suo cervello? È neurotipico o divergente?”. Perché il problema non è quasi mai come siamo fatti, ma quanto l’ambiente intorno a noi sia disposto ad accoglierci. L’umiliazione nasce dove manca la comprensione, nella costrizione di chi pensa o agisce in modo diverso.
A lei ed a tutti quelli che hanno scoperto l’Adhd da adulti perchè trovino la forza di essere sè stessi 💞🌿

24/04/2026
Quante volte abbiamo pronunciato questa frase? Questa è una delle osservazioni tipiche che vengono portate in studio.Arr...
24/04/2026

Quante volte abbiamo pronunciato questa frase? Questa è una delle osservazioni tipiche che vengono portate in studio.
Arriviamo in terapia carichi di libri letti, podcast ascoltati e analisi fatte tra noi e noi. Sappiamo perfettamente perché facciamo quello che facciamo e da dove arriva quella paura o quel nodo alla gola.
Eppure, nonostante tutta questa logica, il corpo continua a reagire a modo suo. L’ansia sale, il magone resta, il comportamento si ripete.
Perché succede?
Perché la nostra mente è divisa in due:
🧠La mente razionale capisce i concetti, parla per nessi logici e “sa” che oggi sei al sicuro.
🫀La mente emotiva (e il corpo) non parlano la lingua dei fatti, ma quella delle esperienze. Se ha imparato che una situazione è pericolosa, continuerà a proteggerti attivando l’allarme, ignorando quanto tu sia diventato esperto in psicologia.
La terapia serve proprio a questo.
Non serve a darti “spiegazioni” che probabilmente hai già, ma a creare un ponte. Serve a far sì che quella comprensione che hai nella testa scenda finalmente nella pancia e nel cuore e trovi la giusta espressione.
Capire è l'inizio. Ma sono “sentire” ed “esprimere” che ci rendono liberi. 🕊️
E tu, ti trovi spesso in questo conflitto tra “testa” e “cuore”? Ti leggo nei commenti. 👇

Avete mai pensato a quanto coraggio serva per dire: “Ho fatto tutto quello che potevo, ora hai bisogno di qualcun altro”...
13/04/2026

Avete mai pensato a quanto coraggio serva per dire: “Ho fatto tutto quello che potevo, ora hai bisogno di qualcun altro” ?
A volte, come psicoterapeuti, decidiamo di inviare un paziente ad un collega. È una decisione che prendo sempre con molta cura, pensando a ciò che è davvero meglio per chi si siede di fronte a me. Non si invia perché il percorso fatto sia stato inutile, anzi! Lo si fa proprio perché quel percorso può aver portato a galla nuovi bisogni che richiedono energie e lenti diverse per essere guardati.
Un nuovo terapeuta non cancella il lavoro fatto; lo integra, offrendo quella spinta che serve per scalare la vetta successiva.
La cura è un viaggio, e a volte cambiare guida è il modo migliore per arrivare a destinazione.

Durante il Dottorato ho tenuto, in diverse parti d'Italia, degli incontri di formazione per genitori delle scuole primar...
31/03/2026

Durante il Dottorato ho tenuto, in diverse parti d'Italia, degli incontri di formazione per genitori delle scuole primarie e secondarie. L’obiettivo era quello di aiutarli a capire come rispondere alle domande dei loro bambini riguardo alla sessualità e, parallelamente, raccogliere dati per la mia ricerca, che riguardava i comportamenti sessuali infantili. Ricordo ancora i volti spiazzati di fronte a quesiti cui non sapevano come rispondere (cosa vuol dire ciucciapisello?)o comportamenti che non sapevano gestire (lascio che mio figlio si masturbi in salotto perchè non voglio essere censurante). Sono passati anni: i ragazzi continuano a viaggiare da soli alla scoperta della propria sessualità e i genitori, spesso, ancora non sanno come rispondere. Su Snoditerapia un mio piccolo, sebbene riduttivo, contributo su alcuni punti fondamentali 😊

Ci sono giorni in cui vorremmo accelerare il nastro, saltare i capitoli difficili e trovarci già "oltre". Ma la cura ric...
23/03/2026

Ci sono giorni in cui vorremmo accelerare il nastro, saltare i capitoli difficili e trovarci già "oltre".
Ma la cura richiede un ingrediente che non si può negoziare: il tempo.
In "Le cose che passano", Beatrice Alemagna ci ricorda con una dolcezza disarmante che quasi tutto nella vita è transitorio. Passano i raffreddori, passano le macchie, passano le paure. Anche le ferite del cuore hanno una loro stagione: non serve metter loro fretta, serve solo sedersi accanto a loro e aspettare.
La pazienza non è un'attesa passiva, è il coraggio di lasciare che il tempo faccia il suo mestiere...

Capita sempre più spesso di accogliervi in studio con diagnosi già pronte, frutto di ricerche online o elaborate dall'in...
18/03/2026

Capita sempre più spesso di accogliervi in studio con diagnosi già pronte, frutto di ricerche online o elaborate dall'intelligenza artificiale.
È un’abitudine che, in fondo, appartiene un po' a tutti noi: cerchiamo risposte immediate per avere controllo.
Ultimamente, però, questa ricerca si è spinta oltre, fin dentro i nostri parametri fisiologici. È il caso dello , la tendenza a voler controllare razionalmente ogni fase del nostro riposo. Mi fa sorridere pensare che somiglia a una sorta di "adattamento adulto" di ciò che insegnavo ai corsi preparto per favorire il sonno dei neonati. Ma con una differenza fondamentale: lì cercavamo di creare le condizioni per il riposo, qui cerchiamo di dominarlo.
Spesso lo Sleepmaxxing si accompagna a un monitoraggio costante tramite app. Un doppio controllo: cerco di provocare il sonno e ne misuro la qualità. Ma in questo laboratorio digitale, dove restano la spontaneità e la fiducia nel nostro corpo?
La verità è che il sonno non è un atto di volontà, ma un processo di disattivazione. 🌙
Quando trasformiamo il cuscino in una scrivania piena di dati, manteniamo il cervello in uno stato di iper-arousal cognitivo (un’allerta persistente). È un paradosso: l'impegno che mettiamo per dormire impedisce al sistema parasimpatico di prendere il comando e traghettarci nel riposo. In letteratura scientifica lo chiamiamo Ortosomnia: l'ansia da prestazione applicata al dormire.
In psicoterapia, quando mi trovo davanti a questi grafici, il mio compito è aiutarvi a fare un passo indietro. Non per analizzare meglio i numeri, ma per restituirvi la possibilità di abbandonarvi.
La vera igiene del sonno non passa per l'ultimo gadget tecnologico, ma per la capacità di tollerare l'incertezza e riscoprire i segnali del proprio corpo. 🌿 Dormire bene significa smettere di controllare e ricominciare a sentirsi.
A volte, il miglior tracker del sonno è semplicemente il modo in cui ci sentiamo al risveglio, senza bisogno di una notifica che ce lo confermi. Il miglior ingrediente per scivolare nel sonno resta, da sempre, l'abbandono fiducioso al sentire il proprio corpo 😊

Ma come fai a stare tutto il giorno ad ascoltare problemi?” “Io non ci riuscirei mai”  💭Domande ed affermazioni che mi s...
16/03/2026

Ma come fai a stare tutto il giorno ad ascoltare problemi?” “Io non ci riuscirei mai” 💭
Domande ed affermazioni che mi sento far spesso, sia dentro che fuori dallo studio. La risposta che do sempre è che, in realtà, io non vedo solo “problemi”, ma ho la fortuna di vedere l’evoluzione.
Nella mia giornata tipo, la poltrona davanti a me accoglie storie in fasi completamente diverse:
🌱 C’è chi sta iniziando: affronta il buio del primo passo e la fatica di dare un nome al proprio malessere.
🌪️ C’è chi è nel pieno della tempesta: una separazione, un lutto o un dolore che sembra non dare tregua.
🏗️ C’è chi sta ricostruendo: porta la curiosità delle nuove prospettive ed inizia a vedere i primi cambiamenti concreti.
🍎 C’è chi raccoglie i frutti: vive la gioia di un lavoro terminato, con una consapevolezza tutta nuova.
Vedere la luce negli occhi di chi ce l’ha fatta è ciò che mi dà l'energia per sostenere chi è ancora nel tunnel. ✨
In questo senso, mi sento un “tramite”: prendo la forza e la fiducia che vedo in chi ha ricostruito e le trasmetto a chi sta ancora soffrendo. Il mio lavoro non è solo ascolto, faccio da “ponte” tra il dolore di oggi e la serenità di domani.
Perché se l'ho visto succedere a tanti, so che può succedere anche a te 💞🤝

Indirizzo

Via Aurora 39, Roma, Via Latisana 8, 00177 Roma
Rome
00187

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma:

Condividi