Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma

Marta Podda Psicologa Psicoterapeuta Roma .

04/03/2026
04/03/2026

In psicoterapia, capita spesso che il "senso di vuoto" arrivi in seduta come il sintomo più insopportabile e doloroso. I pazienti lo descrivono come un peso nella pancia, una voragine che toglie il respiro, da cui fuggire.
Una delle vie di fuga spesso utilizzate è il riempimento. Si tenta di non sentire il vuoto riempiendolo ad ogni costo.

Esplorandolo insieme, si scopre una verità contro intuitiva: gran parte di quel dolore non deriva dal vuoto, ma dalla fatica titanica che facciamo per non sentirlo. Spendiamo energie immense a cercare "tappi" esterni — relazioni, lavoro, distrazioni — pur di non guardare dentro quel buco. Biologicamente, tenere attivo il sistema di 'allerta e fuga' per evitare una sensazione interna consuma più glucosio e ossigeno di quanto ne richiederebbe l'abitarla. Le 'toppe' che mettiamo mantengono il corpo in uno stato di stress cronico, facendo più male del buco stesso.

Questo splendido libro di Anna Llenas, "Il Buco", ci insegna proprio questo. La protagonista, Giulia, prova a tappare la sua voragine in ogni modo, finché non capisce che la vera risorsa è fermarsi e "sentirsi".
Smettere di lottare contro il vuoto significa trasformarlo da mancanza a possibilità. Solo quando abitiamo quel silenzio, senza scappare, iniziamo a scoprire che proprio lì dentro vibrano i nostri colori più autentici, la nostra creatività e una forza che non sapevamo di avere. 🧠🌈
Non siamo rotti perché sentiamo un buco; siamo esseri in divenire che hanno finalmente fatto spazio per fiorire.

Ti è mai capitato di spendere più energia a scappare da una sensazione che a viverla? Raccontaci la tua esperienza nei commenti. 👇

Dott.ssa Marta Podda
marta.podda@gmail.com


📚 Bibliografia:
📚Llenas, A. (2016) - Il Buco. Gribaudo. Sito Ufficiale Anna Llenas.
📚Winnicott, D. W. (1974) - Fear of Breakdown - International Review of Psycho-Analysis.
📚Cozolino, L. (2014) - The Neuroscience of Human Relationships. - W. W. Norton & Company.

Ci sono momenti della  vita in cui le cose ti arrivano come cicloni. Improvvise, non cercate, violente. Eventi  che si i...
02/03/2026

Ci sono momenti della vita in cui le cose ti arrivano come cicloni. Improvvise, non cercate, violente. Eventi che si impongono e stravolgono la nostra geografia interiore, la bussola impazzisce, non sai più dove e' il Nord. Come i cicloni, ci lasciano lì, sopravvissuti, a guardare i frammenti di ciò che c’era prima, travolti da un’erosione che sembra non lasciare spazio a nient’altro.
Questa è la spiaggia dove correvo da bambina. Erosa dopo il ciclone del mese scorso, è rimasta ferita, malconcia, quasi irriconoscibile. Esattamente come me un anno fa, persa come la sabbia, con quel dolore che sembra portarsi via un pezzo di te. Un tempo di vuoto e di argini rotti, in cui la fiducia sembra un ricordo lontano.
Ma la natura ha una sua pazienza silenziosa. Proprio come questa spiaggia che, granello dopo granello, sta tornando a riprendersi il suo spazio, ho riscoperto che anche la sofferenza umana ha il suo respiro. Il tempo non cancella, ma ripara gli argini. Permette al mare di calmarsi e alla luce di riflettersi di nuovo sull'acqua.
A chi sta attraversando il proprio uragano oggi, vorrei dire di non aver paura del vuoto che l'erosione ha lasciato. La guarigione non è tornare come prima, ma imparare a stare in pace con il nuovo profilo delle nostre rive. Date tempo alla natura di depositare la sabbia; il mare, prima o poi, torna sempre a calmarsi.
Oggi guardo questa spiaggia e guardo me stessa: siamo cambiate, portiamo i segni di ciò che è passato, ma siamo di nuovo in pace. Si può tornare a sorridere al futuro senza dimenticare la tempesta, ma imparando finalmente a fidarsi ancora della vita.
Il mare torna sempre a riva.

Su Snoditerapia 😊
26/02/2026

Su Snoditerapia 😊

Ti sei mai chiesto perché rimandi proprio le cose che più vorresti realizzare? 📉🐢
Siamo abituati a pensare alla procrastinazione come a una cattiva gestione del tempo o, peggio, a una mancanza di forza di volontà. Ma se guardiamo attraverso lo "snodo" delle neuroscienze, scopriamo una verità diversa: la procrastinazione è una gestione delle emozioni, non del tempo. 🧠🧬
Cosa succede nel tuo cervello?
Quando ti trovi davanti a un compito che percepisci come difficile, noioso o rischioso (paura del fallimento, del giudizio o dell'imperfezione)? La tua Amigdala lancia un segnale di allarme. 🚨
Il tuo sistema nervoso legge quel compito come una minaccia alla tua incolumità emotiva e attiva una risposta di Freeze (congelamento).
Il risultato?
Ti blocchi. Inizi a fare altro (pulire casa, scrollare i social, guardare il vuoto) perché il tuo corpo sta cercando disperatamente di rassicurarsi e di allontanarsi dal pericolo percepito. Procrastinare è il modo in cui il tuo sistema nervoso prova a tenerti al sicuro dallo stress. 🛡️🧘
Come uscirne?
Smetti di pianificare e inizia a validare.
1️⃣ Riconosci la paura che sta dietro il blocco.
2️⃣ Riduci la minaccia: spezzetta il compito in micro-azioni da 5 minuti.
3️⃣ Sostituisci il giudizio con la Self-Compassion: colpevolizzarti alza solo i livelli di cortisolo, rendendo il blocco ancora più solido. 🌿🧩
Non sei pigro. Sei solo in allerta. Impara a rassicurare il tuo sistema nervoso e il movimento tornerà da sé. ✨🚀
Qual è il compito che stai rimandando da più tempo? Prova a descriverlo come una "piccola paura" nei commenti. 👇

Dott.ssa Marta Podda
Marta.podda@gmail.com


📚 Bibliografia e letture consigliate
📖 Steel, P. (2011) - The Procrastination Equation - Mondadori;
📖 Pychyl, T. A. (2013) - Solving the Procrastination Puzzle - TarcherPerigee;
📖 Neff, K. D. (2011). Self-Compassion - William Morrow.
📖 Sirois, F. M., & Pychyl, T. A. (2013). Procrastination and the Priority of Short-Term Mood Regulation - Social and Personality Psychology Compass;

Snodi

"Mi fai vedere la solitudine di cui parli?"È stato questo uno dei passaggi di una delle terapie di oggi. Siamo abituati ...
25/02/2026

"Mi fai vedere la solitudine di cui parli?"

È stato questo uno dei passaggi di una delle terapie di oggi. Siamo abituati a pensare il gioco in terapia come qualcosa di legato ai bambini. In realtà i giochi, ed in questo caso le carte Dixit, sono un utilissimo strumento anche con gli adulti. Ci sono momenti in cui le parole si fermano perché il dolore o l'isolamento sono troppo vasti, quasi informi. È qui che le carte di Dixit intervengono come un vero alfabeto emotivo laddove mancano i vocaboli: una rappresentazione che prima era indicibile è diventata finalmente comunicabile.
L’immagine scelta non è più solo un pezzo di carta, ma un ponte tra il mondo interno e lo spazio condiviso della relazione terapeutica. Quella solitudine non è più un vuoto astratto che spaventa; è diventata quella specifica barca in un mare di nuvole, o quella chiave che non trova la sua porta.
Attraverso il gioco e il simbolo, la solitudine è uscita dal corpo per depositarsi sul tavolo. Non è più un silenzio pesante da sopportare da soli, ma una storia che, finalmente, possiamo guardare insieme.

07/02/2026
04/02/2026

Una diagnosi oncologica è un terremoto che non ferma la sua scossa al corpo: scuote l'identità, ridefinisce le relazioni e altera il senso di sicurezza interiore.
Ma c’è una verità più profonda e spesso silenziosa: il cancro non abita mai una persona sola. È una sfida che investe l’intero sistema familiare, trasformando i ritmi, le speranze e i legami di chiunque stringa la mano a chi soffre.
Quando entra nelle nostre case, la malattia riscrive le regole di tutti.
Le speranze, i timori, i ritmi quotidiani iniziano a ruotare attorno a un nuovo asse: il calendario delle terapie, le attese in sala visite, il peso delle diagnosi.

Cosa accade ai legami?
- Ogni membro della famiglia vive un "allarme biologico". Se il paziente affronta la sfida fisica, i familiari affrontano quella della tenuta emotiva, spesso mettendo da parte i propri bisogni per diventare "scudo".
- La vita si frammenta tra una visita e l'altra. Imparare a gestire l'incertezza insieme è una delle sfide psicologiche più complesse.
- Supportare chi sta male richiede un’energia immensa. È vitale ricordare che anche chi cura ha bisogno di cura: il supporto psicologico deve estendersi a tutta la famiglia per evitare che il "noi" si sgretoli sotto il peso della paura.

Oggi il pensiero di Snodi va a tutti voi:

a chi sta accogliendo una diagnosi;
a chi la attraversa ogni giorno;
a chi ne porta i segni del superamento;
ai partner, ai figli, alla famiglia ed agli amici;
a chi impara a sorridere tra una terapia e l'altra;
a chi sa restare, anche quando il silenzio fa paura.

La guarigione è un percorso che si fa insieme 🤍🤝

C’è un momento preciso in cui le sfide della vita smettono di essere solo ostacoli e diventano una spinta vitale per cos...
12/01/2026

C’è un momento preciso in cui le sfide della vita smettono di essere solo ostacoli e diventano una spinta vitale per costruire qualcosa di nuovo. Per me, questo è l’anno della consapevolezza: quella che spinge a uscire dalla propria zona di comfort per onorare il tempo e il valore dei propri desideri professionali.

Questa esigenza, insieme all'energia ed alla determinazione di Simona Pierini Psicoterapeuta sono state la scintilla ideale per dare direzione a una visione comune: dare vita a Snoditerapia 🫂🪢

Snodi non è solo una pagina di divulgazione scientifica. È la prova che non siamo isole. Credo fermamente che l’integrazione di pensieri, professioni e storie diverse sia l’unica vera risorsa per prendersi cura della salute delle persone in modo completo e umano. 🧬🤝

Quest'anno mi ha ricordato anche, con forza, che gli altri non sono solo fondamentali nei momenti di fragilità, ma sono il cemento indispensabile per costruire progetti solidi e luminosi.
Per questo ringrazio di cuore i colleghi che per primi hanno scelto di abitare questa rete con noi: Francesca Romana Montecchi, Luigi d’Alba, Silvia Moreddu e Luisa Aruanno, insieme a tutti i professionisti che si aggiungeranno in corso d’opera. 🏗️🌿

Insieme a loro, e alla forza del gruppo, inizieremo a immaginare e costruire progetti dove le nostre competenze si fonderanno per offrire risposte sempre più ricche e integrate. Snodi è un cantiere aperto, una base solida da cui partire per creare salute, insieme.

Ora, avanti tutta 🙏🚀

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25/09/2024

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