23/12/2024
IRREQUIETEZZA, AGITAZIONE E ANSIA NELLE PERSONE CON DEMENZA: CAUSE SCATENANTI
La perdita di memoria non è il solo fardello che una persona con declino cognitivo manifesta. Si sente spesso parlare di sindrome del tramonto o in generale di episodi di irrequietezza che si verificano con frequenza, in particolare modo nel pomeriggio, ma non solo.
Sebbene l’intervento in questi casi sia esclusivamente farmacologico - inibendo la sovraeccitazione neuronale mediante farmaci antipsicotici - purtroppo si agisce solo sui sintomi andando ad intontire l’individuo che con il tempo è sempre più spento e rallentato. Tra i farmaci più comunemente somministrati in questi casi troviamo En, Quetiapina, Xanax, Talofen, Haldol, Risperidone ma ce ne sono molti altri.
Sebbene questi farmaci diano un po' di sollievo da sintomi estremi, bisogna evitare la cronicizzazione agendo parallelamente sulle cause scatenanti. Il motivo principale è che nel lungo termine questi farmaci causano un insostenibile accumulo di tossicità a livello epatico e indeboliscono il sistema immunitario e non solo.
Sono due gli aspetti compromessi in chi manifesta tali sintomi. Il primo riguarda l’equilibrio di neurotrasmettitori come Dopamina, Serotonina, Epinefrina e Norepinefrina. Ci sono delle mutazioni genetiche che penalizzano alcuni individui creando uno squilibrio – in questi casi un eccesso di tali neurotrasmettitori in circolo. Se si individuano tali polimorfismi si potrebbe intervenire prima in modo più fisiologico cercando di aumentare il turnover di questi neurotrasmettitori con strategie alternative meno impattanti.
L’altro aspetto riguarda le intossicazioni, soprattutto in persone con una produzione endogena di glutatione compromessa o quella di altri enzimi coinvolti nelle fasi di detossificazione epatica, la fase II in particolare. In questi casi dare un farmaco antipsicotico è una strategia completamente fuori luogo perché la causa di agitazione è un aumento della tossicità nell’organismo.
Il protocollo Bredesen prevede uno screening genetico molto ampio che permetterebbe di intervenire in maniera mirata sulle criticità di ogni singolo individuo, attenuando in questo modo la sintomatologia che emerge senza danneggiare altro. Inoltre, la complessità di tale malattia necessita una COGNOSCOPIA, cioè una batteria di analisi che scavi più a fondo rispetto alla diagnosi che viene normalmente eseguita.
Ovviamente, agire a scopo preventivo abbatterebbe drasticamente le probabilità di insorgenza dei sintomi.
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