13/03/2026
Siamo abituatə a pensare il cambiamento come una linea retta. Un prima da superare. Un dopo da raggiungere.
Ma il corpo non funziona così. Il corpo si muove per soglie, per tempi interni, per segnali sottili. E soprattutto… si muove solo quando si sente al sicuro.
“Il cambiamento non avviene quando lo decidiamo, ma quando il sistema nervoso percepisce abbastanza sicurezza.” (Stephen Porges)
Non restiamo fermə perché manchiamo di volontà. Spesso restiamo fermə perché stiamo proteggendo qualcosa di prezioso.
La cosiddetta zona di comfort non è pigrizia: è una strategia di sopravvivenza 🫂
John Bowlby chiamava questo spazio base sicura: un luogo interno ed esterno da cui possiamo esplorare e a cui possiamo tornare quando serve protezione.
Senza una base sicura, l’esplorazione diventa sforzo. Con una base sicura, il movimento nasce da sé.
I laboratori di gennaio e febbraio sono nati da qui. Non per spingere. Non per “fare un passo in più”. Ma per abitare il corpo, ascoltare i confini, riconoscere cosa oggi è possibile.
Attraverso respiro, presenza, ascolto e movimento consapevole, abbiamo creato uno spazio in cui poter dire: “posso restare” e, forse… “posso muovermi” 🌊
“La crescita avviene in un clima di accettazione.” (Carl Rogers)
E la domanda “sono prontə?” si è trasformata in:
✨ Cosa è pronto ad incontrare oggi il tuo corpo?
Se questa domanda ti risuona, forse lo spazio ti sta già chiamando.
Ci vediamo domani per il nuovo appuntamento con il Selfcare:
La trappola degli Overthinking 🌀
🌍 www.psicoterapeutaromaappia.it
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