05/03/2026
L’EROS IN AGONIA: PERCHÉ INNAMORARSI FA TANTA PAURA
Lo psicoanalista Aldo Carotenuto scrive, nel libro Eros e Pathos, che lo stato di innamoramento è caratterizzato dalla rottura violenta del proprio nucleo difensivo narcisistico.
Una frase che ci ricorda quanto l’amore non sia solo poesia, ma anche terremoto interiore che sconvolge l'anima.
Innamorarsi significa lasciare che qualcosa, o qualcuno, spezzi il guscio che abbiamo costruito per proteggerci.
Prima dell’amore viviamo spesso chiusi nel nostro mondo, centrati sulle nostre sicurezze, sulle nostre ferite, sul bisogno di controllare tutto. È un narcisismo difensivo e non patologico: è paura.
Poi arriva l’Eros. E non bussa: irrompe. Scardina le difese, ci rende vulnerabili, ci costringe a riconoscere l’altro come diverso da noi, non come un’estensione del nostro ego.
Viviamo però in un’epoca, come spiegano Benasayag e Schmit nel saggio L’epoca delle passioni tristi, in cui la paura dell’altro, l’ossessione per la sicurezza e la fragilità emotiva rischiano di diventare patologie collettive.
Ci chiudiamo per proteggerci e finiamo per non riuscire più ad aprirci davvero.
E così accade anche quando incontriamo qualcuno che ci smuove, resistiamo. Ci tratteniamo. Ci difendiamo da ciò che potrebbe cambiare la nostra vita e scardinare le nostre finte sicurezze.
Eppure, per Carotenuto, l’innamoramento è proprio questo: il primo passo per uscire dalla solitudine esistenziale.
Il momento in cui smettiamo di specchiarci solo in noi stessi, come Narciso nel mito greco, e accettiamo il rischio e la bellezza, di essere trasformati dall’incontro con un altro essere umano.
L’amore fa paura perché ci chiede di morire un po’. Come dice Osho: "L'amore è una piccola morte e la morte è un grande amore".
Ma è proprio in quella morte, nel dare e nel darsi, il "sacrum facere" che possiamo fare anima.