28/02/2026
🔴 REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO
Il reflusso gastro-esofageo e l’assetto posturale possono essere correlati, ma la relazione non è semplicistica né esclusivamente meccanica.
Il medico di riferimento per l’inquadramento diagnostico è il gastroenterologo, che attraverso anamnesi, esame clinico ed eventuali accertamenti strumentali (come la gastroscopia) valuta la presenza di esofagite, ernia jatale o altre condizioni associate. Quando indicato, può prescrivere farmaci inibitori di p***a protonica (ad esempio omeprazolo) per ridurre la secrezione acida gastrica e favorire la protezione della mucosa esofagea.
Dal punto di vista funzionale, la competenza della barriera antireflusso dipende principalmente dal tono dello sfintere esofageo inferiore (LES), dall’integrità del diaframma crurale e dalla corretta dinamica pressoria tra addome e torace.
Un miglioramento della mobilità del tratto toracico, della meccanica diaframmatica e della compliance del comparto costale può contribuire a ottimizzare la gestione delle pressioni intra-addominali e toraciche. Questo non “cura” direttamente il reflusso, ma può supportare una più efficiente funzione della giunzione gastro-esofagea, riducendo i fattori meccanici che favoriscono la risalita del contenuto gastrico.
L’approccio corretto resta quindi integrato: valutazione medica, eventuale terapia farmacologica quando necessaria e lavoro funzionale mirato sulla meccanica respiratoria e toraco-addominale.